PARTE SECONDA 


Il Delitto

(Sala del castello, la cui volta è sostenuta da grosse
colonne; due entrate laterali ed una porta in prospetto,        
tutto spirante tristezza.

Scena Prima

(Maria, da una porta laterale, Rambaldo dal fondo)

MARIA
Ebben, colei?...

RAMBALDO
Tuttora la stessa! 
Tace nel suo duolo immersa, e piange.

MARIA
Udì l'irrevocabil cenno?
Il cenno di Maria?

RAMBALDO
L'udì.

MARIA
Che mai risponde?

RAMBALDO
Piange.

MARIA
Un lustro io piansi! 
Ormai fremo soltanto! 
Va, qui traggi Enrico;
ed il geloso incarco
d'assicurar gli spaldi, 
ed ogni varco del castello, rammenta.
Il sai, fu vista gente in armi dappresso!

(Rambaldo esce per una porta laterale)

Avvi Corrado istesso
certo fra quella!... Ma la preda invano
si tenterà strapparmi.

Scena Seconda

(Enrico entra)

MARIA
T'avanza. Favellarmi
chiedesti, Enrico: parla,
che ti guida?

ENRICO
Pietà dell'infelice Matilde.

MARIA
Io servo alla paterna legge.

ENRICO
Ed osi un cenno ricordar, Maria,
che pervertisti, e che annullato fia
in breve dal senato?

MARIA
Ma tardi! L'ombre sorgeranno, tratta
Matilde a viva forza
sarà nel vicin chiostro.

ENRICO
Il rio disegno non compirai... 
La vittima strappata
presso all'ara ti fio, dinanzi al nume,
di crudeltà nemico...

MARIA
E chi tanto ardirà? Corrado?

ENRICO
Enrico.

Sappilo, in core avvampo,
mi struggo per Matilde...
Se morir cento volte in sua difesa
potessi, cento volte
morrei, benedicendo il mio destin.

MARIA
Che intendo!
L'ami?...

ENRICO
D'immenso amor.

MARIA
L'ami, e la cedi
al tuo rivale?

ENRICO
Al mio fratello. Io vidi
Matilde, allor che orbata
d'ambo i parenti, e derelitta in terra
volgea lo sguardo al cielo... E il ciel sembrava
di sua beltade innamorato! Il core
ne chiesi... indarno! Piansi... al pianger mio
ella rispose!... La pietà sovente
è foriera d'amor! Squillò repente
la tromba... Io mossi al campo... e venne meco
dolce lusinga!... Un fulmine colpito
m'avesse, pria che intender da Matilde
riamato il fratel!... D'ogni conforto,
d'ogni speranza privo
tremenda vita a lui dappresso io vivo!

Talor nel mio delirio
non veggio che il rivale...
E corre involontaria
la destra sul pugnale...
Ed un pensier terribile
vien dall'inferno a me!
Inorridita l'anima
rifugge a tanto eccesso!...
Ah! son dannato a fremere!...
Ad abborrir me stesso!...
Donna, compiangi un misero
che soffre più di te!

MARIA
(in tono misterioso)
Tal segreto in petto io celo,
da temprar la tua sciagura.

ENRICO
Che di' tu!...

MARIA
S'io lo rivelo,
senza offender la natura,
stringer puoi l'ambita mano
di colei che sì t'accese.

ENRICO
Ah! fia ver!...

MARIA
Ma il grave arcano
far non posso ad uom palese,
ove pria l'infido amante
non ritorni al mio cospetto.

ENRICO
Ei mi segue... In breve istante
io condurlo a te prometto...

MARIA
Riveder potrò l'ingrato!...
Rivederlo!... In breve!...

ENRICO
Ah! sì.
Ma l'arcan?

MARIA
Ti fia svelato:

ENRICO
Quando?

MARIA
Quando? Al nuovo di.

ENRICO
Tu la speme in me ritorni!...
Tu la vita in me ridesti!...
La parola che dicesti
dalla tomba mi chiamò!
Come all'angel de' miei giorni
grato sempre il cor ti fia,
se Matilde sarà mia...
se di gioia non morrò.

MARIA
Va... che tardi?... A me l'invia...

(fra sé) 

Ove son!... Che mai farò!...

(Enrico parte)

Olà!

(compariscono alcuni armigeri)

Corrado a me venir si lasci.

(gli armigeri escono. Ella or passeggia a rapidi
passi, or s'arresta in balìa della più viva agitazione)

Che fu!... Son io!... Me stessa
in me non trovo! Il senno fugge, il core
palpita più frequente!...
Ogni stilla di sangue è fiamma ardente!
Questa piena d'affetti e di pensieri 
calmar si cerchi...

(siede)

De' bollenti spirti

(dopo lunga pausa, ed alzandosi)

scemò la possa... non è ver! Più lieve
saria frenar de' venti,
della folgore il corso!
Amor, vendetta, gelosia, furore:
chi vincerà?... Corrado!

(vedendolo giungere, e con accento passionato)

Ha vinto amore!

Scena Terza

(Corrado giunto innanzi a Maria s'arresta in silenzio, 
guatandola terribilmente)

MARIA
Quel fero sguardo nel pensier mi sveglia
le caverne di Roma! Oh, quale ingiusto
furor geloso t'avvampò! Scolparmi
e deggio, e posso.

CORRADO
Inutil cura e tarda!
Per te non vengo.

MARIA
(reprimendosi)
Intesi!
Di lei favellerò. Colà Matilde

(accennando la porta in fondo)

aspetta i cenni miei! 
Sposa del nume,
o d'un mortale andrà, che più la merta,
né men l'ama di te.

CORRADO
(con scherno)
Questo mortale nomasi?...

MARIA
Enrico.

CORRADO
Mio fratel!

MARIA
No, tale egli non è.

CORRADO
Deliri!

MARIA
Odi, proscritto
in un co' suoi congiunti, Ugo di Berna,
il pargoletto figlio,
che mal regger potea nell'aspro esilio,
lasciò partendo alla pietosa cura
d'un amico fedel: questi sua prole
creder fece il bambin: ma presso a morte,
e già corsi due lustri,
l'arcan dischiuse al padre mio, lasciando
secure prove, onde potesse un giorno
Ugo suo figlio ravvisar.

CORRADO
Finisci.

MARIA
(con orrenda ansietà)
Ma, ben lo sai, di vili, atroci colpe
costui macchiato, sul germano lido
fu spento dal carnefice.

CORRADO
Quel figlio d'Ugo?

MARIA
Tu sei.

CORRADO
Mio padre un assassin!

MARIA
T'accheta...

CORRADO
Orrido gelo
mi ricerca ogni fibra!

MARIA
Eterno velo
covra l'arcan: distrutte
ne fian da me le prove.
Sempre lo stesso innanzi al mondo, 
ah! riedi pur con Maria qual fosti.

CORRADO
Che?

MARIA
Rimembra, infedel, quanto mi costi!

Fonte d'amare lagrime
apristi agli occhi miei...
La fama, il padre, ahi, misera!
per te crudel perdei...
Pur non t'abborro, e supplice
alle tue piante io cado...
Tutto m'hai tolto... Ah! rendimi,
rendimi almen Corrado...
e come il ciel s'adora,
giuro adorarti ognor.

CORRADO
(fra sé)
Ah! chi sopisce l'odio,
chi l'ire in sen mi smorza?
Qual mai potere insolito
a lagrimar mi sforza!
Quell'angoscioso gemito
le vie del cor mi tenta!
Provo un arcano palpito
che un'altra età rammenta!...
Così l'intesi allora
che m'arse il primo amor!

(commosso all'estremo, fa un rapido movimento
per uscire. Maria lo ritiene per la destra)

MARIA
Parti?...

CORRADO
(fra sé)
Orribili momenti!...

MARIA
E pietà di me non senti?...

CORRADO
Sol pietà...

MARIA
Colei mi priva d'altro affetto!... 
E questa mano?...

CORRADO
Fia...

MARIA
Non dirlo. Sin ch'io viva,
traditor, lo speri invano...

Or che tardi? Avventa omai
quell'acciaro in me, spietato...
Ma risorger mi vedrai
truce spettro, insanguinato...
Di tue nozze il giorno, il rito
di spavento colmerò.
E del talamo aborrito
l'empie gioie troncherò.

CORRADO
Furor vano, stolti accenti!...
Me non cangia una minaccia.
Pria che fosco il ciel diventi
fia Matilde in queste braccia.

MARIA
Ah!... Di rabbia son furente!...
Me tu sfidi!... Separarti
da Matilde eternamente
posso, iniquo, e pria che parti.

CORRADO
(fra sé)
Ciel!...

MARIA
Non pensi, sciagurato,
in qual tetto il piè mettesti!
Qui l'oltraggio invendicato
mai non fu!

CORRADO
Che dir vorresti?...

MARIA
De' terribili avi miei
seguirò l'esempio.

(preme una molla, e le pietre che formano
la soglia della porta in fondo spariscono)

Mira.

CORRADO
Quale abisso!

(ad un movimento di Maria le pietre si
ricompongono)

MARIA
Di colei fia la tomba.

CORRADO
No!

MARIA
Quest'ira
che m'avvampa spegner vuoi?
Vuoi salvarla?

CORRADO
Sì... Che imponi?

MARIA
Morirà sugli occhi tuoi
se vacilli, se t'opponi!...

CORRADO
Parla, parla.

MARIA
Dei giurarmi
fede eterna, eterno amor.

CORRADO
Ah!

MARIA
Resisti!... E provocarmi,
forsennato, ardisci ancor!

(Lo stato di Corrado è qual d'uomo posto alla
disperazione)

CORRADO
È d'altra il cor... Né frangere
m'è dato i lacci suoi...
barriera insuperabile
pose il destin fra noi...
Desisti... Non astringermi
a rio misfatto estremo...
Più che per lei non tremo,
tremar tu dei per te!

MARIA
Giura, o l'istante orribile
della vendetta è giunto!...
Distruggerà la vittima
un cenno, un detto, un punto!...
Fu mio quel cor, dev'essere
un'altra volta mio...
Ora il destin son io:
fuggir non puoi da me.
Giura.

CORRADO
Non mai...

MARIA
Non mai! 

(chiamando verso la porta in prospetto, e ponendo
la destra sulla molla)

Matilde!

CORRADO
Oh! cessa

MARIA
Matilde...

CORRADO
Tu lo vuoi! Mori...

(le configge il pugnale nel petto)

MARIA
(cade mettendo un grido acutissimo)
Ah!...

CORRADO
Che feci!...

Scena Quarta

(Matilde dal fondo, Rambaldo ed Armigeri 
dalle porte laterali: tutti accorrendo)

RAMBALDO, ARMIGERI
Oh, ciel!...

MATILDE
Maria trafitta!...

RAMBALDO
(accennando Corrado rimasto immobile e come
stupidito dall'orrore)
Ed ecco l'assassin!...

ARMIGERI
Mostro, paventa...

(alzando le spade sul di lui capo)

MARIA
(moribonda)
Fermate... Io mi svenai... Ch'ei viva...

MATILDE, RAMBALDO e ARMIGERI
E spenta!
PARTE SEGUNDA


El Delito

(Sala del castillo, cuya bóveda está sostenida por
gruesas columnas; dos entradas laterales y una 
puerta al fondo. Hay un ambiente triste) 

Escena Primera

(María, por un lateral, Rambaldo por el fondo) 

MARÍA
Y bien, ¿qué es de ella?

RAMBALDO
Siempre la misma.
Calla, inmersa en su dolor, y llora.

MARÍA
¿Ha oído la sentencia irrevocable?
La sentencia de María.

RAMBALDO
La ha oído.

MARÍA
¿Y qué dice?

RAMBALDO
Llora.

MARÍA
Durante un lustro lloré yo. 
Ahora ya sólo me estremezco. 
Ve y trae aquí a Enrique.
Comprueba que esté seguro el castillo 
y que todas las entradas estén custodiadas. 
Ya sabes que ha sido vista gente armada 
cerca de aquí.

(Rambaldo sale por una puerta lateral.) 

Seguramente entre ellos
se encuentra Conrado...
¡Pero en vano intentará quitarme la presa!

Escena Segunda

(Enrique entra) 

MARÍA
¡Adelante! 
Has pedido hablar conmigo, habla, Enrique.
¿Qué es lo que quieres?

ENRIQUE
Piedad para la infeliz Matilde.

MARÍA
Yo respeto la ley paterna.

ENRIQUE
¿Y os atrevéis a poner en práctica, María, 
una orden que vos cambiasteis
y que fue anulada por el senado?

MARÍA
Eso pasó ya. 
Al anochecer, Matilde, a la fuerza, 
será recluida en el vecino convento.

ENRIQUE
No llegaréis a cumplir vuestro cruel designio...
Cerca del altar, ante Dios, 
la víctima será salvada 
de un injusto castigo...

MARÍA
¿Y quién será el audaz?... ¿Conrado?

ENRIQUE
¡Enrique!

Debéis saber que mi corazón 
arde y muere de amor por Matilde...
Si pudiese morir cien veces defendiéndola, 
cien veces moriría
bendiciendo mi destino.

MARÍA
¡Qué escucho!
¿La amas?...

ENRIQUE
Con un amor inmenso.

MARÍA
¿La amas y sin embargo 
se la cedes a tu rival?

ENRIQUE
¡A mi hermano! 
Yo conocí a Matilde cuando quedó 
huérfana y desamparada en este mundo
volvía la vista al cielo... 
Y el cielo parecía enamorado de su belleza. 
Quise conquistar su corazón... mas fue en vano. 
Lloré y ella respondió a mi llanto... 
A veces la piedad lleva al amor. 
Sonaron de pronto las trompetas... 
Tuve que irme... pero iba todo ilusionado... 
¡Ojalá me hubiese matado un rayo antes 
de enterarme que Matilde amaba a mi hermano!... 
Privado de todo consuelo y esperanza, 
deprimido, vivo una vida detestable.

A veces, en mi delirio,
no veo más que al rival...
Y empuña mi mano diestra
involuntariamente el puñal...
Y un pensamiento terrible
me llega desde el infierno.
Mi alma, horrorizada, 
elude estos pensamientos.
¡Siempre estoy temblando!...
¡Me aborrezco a mí mismo!...
Señora, ¡compadeced a un desgraciado
que sufre más que vos!

MARÍA
(con cierto misterio)
Guardo un secreto en mi pecho
que puede aliviar tu desgracia.

ENRIQUE
¿Qué decís?

MARÍA
Si yo revelo lo que sé,
tú podrías, 
sin haber nada antinatural en ello, 
poseer a la que amas.

ENRIQUE
¡Ah, si fuera verdad!

MARÍA
Pero tan gran secreto
no lo puedo revelar
hasta que el amante infiel
no aparezca ante mí.

ENRIQUE
¡Vendrá conmigo!... 
¡Os prometo que os lo traeré!

MARÍA
¿Volveré a ver al ingrato?
¿Volveré a verlo?... ¿Dentro de poco?...

ENRIQUE
Sí.
Pero ¿y el secreto?

MARÍA
Más tarde te será desvelado.

ENRIQUE
¿Cuándo?

MARÍA
¿Cuándo?... Mañana.

ENRIQUE
¡Hacéis que la esperanza renazca en mí! 
¡Me habéis dado de nuevo la vida!
¡Lo que me habéis dicho,
me ha sacado de la tumba!
Como al ángel de mi guarda,
mi corazón siempre os lo agradecerá...
Si Matilde fuese mía...
¡Moriría de gozo!

MARÍA
¡Vete! ¿A qué esperas?... ¡Envíamelo!

(para sí) 

¿Dónde estoy?... ¿Qué voy a hacer?

(Enrique sale) 

¡Guardias!

(Entran algunos soldados) 

Permitid que Conrado llegue hasta mí.

(Salen los soldados. Ella es presa de 
una gran agitación) 

¿Qué me pasa?... ¿Soy yo?... 
No me encuentro a mí misma... Pierdo la razón. 
Mi corazón palpita con vehemencia...
Cada gota de sangre es una llama ardiente.
Debo buscar el modo 
de tranquilizar mis pensamientos...

(Se sienta) 

Debo calmar mi espíritu agitado.

(Después de una larga pausa, levantándose.) 

¡Imposible! 
¡Más fácil sería detener 
la carrera del viento y el relámpago!
Amor, venganza, celos, furor...
¿Quién vencerá?... ¡Conrado!

(Viéndolo llegar y con tono apasionado) 

¡El amor ha vencido!

Escena Tercera 

(Conrado se detiene frente a María, en
silencio, mirándola furioso) 

MARÍA
Esa dura mirada me recuerda 
las catacumbas de Roma. 
¡Oh, qué injustos celos te cegaron!
Deseo y ordeno que te disculpes...

CONRADO
¡Es inútil y ya muy tarde!
¡No he venido aquí por ti!

MARÍA
(reprimiéndose)
Escucha, de ella voy ha hablarte. 
Allí, Matilde...

(señalando la puerta del fondo) 

espera mi decisión. 
Se va a convertir en esposa de Dios, 
o de un mortal que la merezca más 
y que no la ame menos que tú.

CONRADO
(en son de burla)
¿Y cómo se llama ese mortal?...

MARÍA
Enrique.

CONRADO
¡Mi hermano!

MARÍA
¡No, no es tal!

CONRADO
¿Deliras?

MARÍA
Escucha. 
Un fugitivo, Ugo de Berna,
confió antes de huir
a los cuidados caritativos de un fiel amigo, 
a su hijito que mal podría soportar el exilio. 
Éste, le hizo creer que era hijo suyo; 
pero antes de morir le confió el secreto 
a mi padre... De esto hace ya dos lustros.
Dejó pruebas seguras de todo esto para que,
algún día, 
pudiese Ugo recobrar a su hijo.

CONRADO
¿Has acabado?

MARÍA
(con gran ansiedad)
Y sabes bien que, manchado por atroces culpas,
fue decapitado
en una playa germana.

CONRADO
¿Y ese hijo de Ugo?...

MARÍA
¡Eres tú!

CONRADO
¿Mi padre un asesino?

MARÍA
¡Cálmate!...

CONRADO
¡Todo mi cuerpo
sufre escalofríos!

MARÍA
Un tupido velo
cubrirá este secreto;
he destruido todas las pruebas.
Delante del mundo serás el mismo.
¡Ah, vuelve con María, como antes!

CONRADO
¿Qué?

MARÍA
Recuerda, traidor, el precio que yo he pagado.

En fuente de amargas lágrimas 
se convirtieron mis ojos...
¡Por ti, cruel, perdí, desgraciada de mí,
fama y padre!...
Sin embargo no te aborrezco, y suplicante,
ante tus pies me postro...
Todo me lo has quitado... 
¡Ah, devuélveme al menos a Conrado!...
E igual que se adora a Dios,
yo juro adorarte siempre.

CONRADO
(para sí)
¡Ah! ¿Quién apacigua mi odio?
¿Quién refrena mi ira?
¿Qué insólito poder
me hace llorar?
Esos gemidos angustiosos
van derechos a mi corazón.
Me llega una emoción
que me retrae a otros tiempos.
Tengo los mismos sentimientos
como en mi primer amor.

(conmovido en extremo, hace un rápido
movimiento para irse, María lo retiene) 

MARÍA
¿Te vas?...

CONRADO
(para sí)
¡Horribles momentos!...

MARÍA
¿Y no sientes piedad de mí?...

CONRADO
Solamente piedad...

MARÍA
¡Ella me priva de mi amor!
¿Y esta mano?...

CONRADO
Será para...

MARÍA
¡No lo digas! 
Mientras yo viva, traidor, lo esperarás en vano.

Has lanzado una espada contra mí, 
despiadado...
Pero me verás resurgir
como un atroz fantasma, ensangrentado...
El día de tu boda 
inundaré con mi odio la ceremonia
y del aborrecido tálamo
haré desaparecer los gozos impíos.

CONRADO
Vano es tu furor, sin sentido tus palabras...
No me harás cambiar de opinión.
Antes de que oscurezca
Matilde estará en mis brazos.

MARÍA
¡Ah!... ¡La rabia me corroe!...
¿Osas desafiarme?... 
¡Puedo separarte de Matilde para siempre,
inicuo, aún antes de que te vayas de aquí!

CONRADO
(para sí)
¡Cielos!...

MARÍA
¡No olvides, miserable,
el lugar a donde te han traído tus pasos!
¡Aquí siempre ha sido vengado 
un ultraje!

CONRADO
¿Qué es lo que quieres decir?

MARÍA
¡Seguiré el ejemplo 
de mis terribles antepasados!

(le da a un resorte 
y se abre la puerta del fondo) 

¡Mira!

CONRADO
¡Un abismo!

(vuelve a darle al resorte 
y la puerta se cierra) 

MARÍA
¡Esta será su tumba!

CONRADO
¡No!

MARÍA
¿Quieres apagar 
la cólera que me inflama?
¿Quieres salvarla?

CONRADO
Sí... ¿En qué condiciones?

MARÍA
Morirá ante tus ojos
si vacilas o si te opones...

CONRADO
¡Habla!

MARÍA
¡Debes jurarme una fe eterna, 
un eterno amor!

CONRADO
¡Ah!

MARÍA
¿Te resistes?.... ¡Insensato!
¿Todavía osas provocarme?

(Conrado está al borde
de la desesperación)

CONRADO
Mi corazón es de otra... 
No puedo romper sus lazos...
Una barrera insuperable ha colocado 
el destino entre nosotros...
¡Renuncia!... 
No me obligues a cometer una locura...
Tengo miedo por ella...
¡Y tú debes temerte a ti misma!

MARÍA
¡Jura, o el horrible instante
de la venganza ha llegado!
¡La víctima perecerá 
a una orden, a una palabra, a una señal mía!
Tu corazón fue una vez mío
¡y tendrá que volver a serlo!...
Tu destino está en mis manos;
de mí no puedes huir.
¡Jura!

CONRADO
¡Jamás!...

MARÍA
¿Jamás?

(llamando hacia la puerta del fondo y 
apoyando la mano en el resorte) 

¡Matilde!

CONRADO
¡Oh, detente!

MARÍA
¡Matilde!...

CONRADO
¡Tú lo has querido!... ¡Muere!

(le clava un puñal en el pecho) 

MARÍA
(cae, dando un agudo grito)
¡Ah!

CONRADO
¿Qué he hecho?

Escena Cuarta

(Llegan corriendo: Matilde desde el fondo, 
Rambaldo y hombres de armas por los laterales. 

RAMBALDO, TROPA
¡Oh, cielos!

MATILDE
¡María apuñalada!...

RAMBALDO
(señalando a Conrado, que permanece
inmóvil, petrificado por el horror)
¡Y he aquí al asesino!

TROPA
¡Monstruo, teme la muerte!...

(levantando las espadas sobre su cabeza) 

MARÍA
(moribunda)
¡Alto!... Ha sido un desmayo... ¡Que él viva!...

MATILDE, RAMBALDO, TROPA
¡Ha muerto!

Acto III