ATTO SECONDO  


L'abitazione di Minnie. 

(Non è passata un'ora dal primo atto. L'abitazione è                    
composta di una sola stanza, alla quale sovrasta un 
solaio, ove sono accatastati, Fuori fischia il vento. I 
vetri sono appannati dal gelo. Quando si alza la tela 
Wowkle è accoccolata per terra, presso al fuoco, col 
bambino nella cuna portatile che ha appesa sul dorso. 
Con voce molle e monotona canta al bimbo una ninna 
nanna, cullandoselo sul dorso) 

WOWKLE
«Il mio bimbo è grande e piccino, 
è piccino e sta dentro la cuna,
è grande e tocca la luna, 
tocca la luna col suo ditino. 
Hao, wari! Hao, wari!..."

(Billy batte all'uscio ed entra. Spesso, durante la scena, 
i due indiani emettono un mugolio sordo, fra nasale 
e gutturale, molte simile ad un grugnito) 

BILLY 
(entrando, come un saluto) 
Ugh...

WOWKLE 
(rispondendo) 
Ugh...

(Billy vede sulla tavola i bicchieri. Ha uno 
sguardo cupido, fa per assaggiare) 

Crema... Biscotti...
Padrona. Non toccare. 

BILLY 
(Vede in terra la carta della crema. La raccoglie. 
C'è rimasta attaccata un po' di crema, che egli riunisce 
con le dita accuratamente. Si siede accanto a Wowkle 
con indifferenza)
Tua padrona mandare. 
Dice: Billy sposare... 

WOWKLE 
(noncurante) 
Ugh... Wowkle non sapere...

(Una pausa)  

BILLY
Che cosa dare tuo padre per nozze?

WOWKLE 
Non sapere.

BILLY
Billy dar quattro dollari 
tuo padre: e una coperta...

(si lecca le dita)  

WOWKLE 
Wowkle dire: tenere
coperta noi per bimbo... 

BILLY 
(pavoneggiandosi) 
Nostro bimbo!

(dà a Wowkle un pezzetto di carta con la crema, 
che lecca avidamente. Billy accende la pipa, poi la 
passa a Wowkle che tira una boccata e gliela rende) 

Domani chiesa cantare...

(canta piano) 

"Come fil d'erba è il giorno...

(Wowkle riconosce l'aria, con un grugnito di
soddisfazione si stringe a Billy, spalla a spalla, e 
canta con lui con voce un po' nasale, dondolandosi) 

WOWKLE, BILLY
... che all'uomo die' il Signor 
scende l'inverno al piano, 
l'uomo intristisce e muor!» 
Dopo sposare: avere perle e whisky!

(Billly si leva di tasca un fazzoletto, lo piega, lo mostra 
a Wowkle e lo mette nella culla del bambino, 
facendole moine e carezzandola col gomito) 

Ugh...

WOWKLE
(alzandosi)
Ugh...
Ecco padrona!

(Minnie appare sulla porta. Entra tenendo in alto la 
lanterna; la sua luce colpisce tu viso i due indiani, che 
si scostano e si ritraggono confusi. Minnie mal reprime 
una interna commozione: guarda intorno per la stanza, 
come a spiare che effetto farà la sua casa su Johnson: 
ha un mantello rosso sopra il suo abito del primo atto. 
Appende la lanterna al chiodo di legno dell'uscio 
esterno. Wowkle alza la fiamma al lume della tavola) 

MINNIE
Billy , è fissato'

BILLY 
Domani

MINNIE
Sta bene. Va via.

(Billy esce. A Wowkle)  

Stanotte, Wowkle, cena per due.. 

WOWKLE
Altro venire?  Ugh!... Mai prima d'ora. 

MINNIE
(appende il mantello all'attaccapanni) 
Zitta, e pulisci! 
Ciò non ti riguarda. 
Che ora è? Sarà qui
fra poco...

(vede le calze stese, le strappa via, scuote 
Wowle per una spalla)  

Guarda!

(butta le calze in un cassetto. Wowkle mette 
i piatti sulla tavola. Minnie si guarda intorno) 

Dove hai messo le mie rose rosse? 

WOWKLE
(indicando il canterano, col solito grugnito) 
Ugh... 

MINNIE
(si trae dal petto la pistola e la ripone nel cassetto. 
Prende le rose e se le appunta fra i capelli 
guardandosi allo specchio)
Il bimbo come sta? 
Billy davvero t'ha detto...?

WOWKLE 
Noi sposare.

MINNIE 
(gettandole un nastro) 
To', pel bimbo!

(Wowkle ripone il nastro, continua ad apparecchiare. 
Minnie ha levato dal cassetto un paio di scarpette 
bianche) 

Vorrei mettermi queste. 
Le scarpette di Monterey...

(si siede in terra, scalzandosi rapidamente, e 
incomincia a infilarsene una)  

Purchè mi riesca
d'infilarle... Ahi! Son strette!

(La scarpetta, con grande sforzo è infilata. Poi anche 
l'altra scarpetta è calzata. Minnie si alza. Cammina un 
po' zoppicando) 

Guardami: credi che gli piaceranno?

(va al canterano con aria contenta)  

Voglio vestirmi tutta
come in giorno di festa, 
tutta, da capo a piedi.

(si butta sulle spalle lo scialle e si guarda 
nello specchio)  

Non son poi tanto brutta...

(si versa dell'acqua di Colonia nel fazzoletto)  

Anche il profumo... Vedi?

(si infila i guanti, stretti e troppo corti)  

E i guanti... 
È più d'un anno che non li metto!...

(guardandosi ancora, impacciata e contenta, 
e volgendosi a Wowkle)  

Non sarò poi troppo elegante? 

(di fuori si bussa, ha un sussulto)  

Wowkle, è già qui!

(si allaccia in fretta il corpetto, si tira su le calze, va 
ad aprire. Wowkle osserva di dietro alla cortina) 

JOHNSON
(compariste sulla porta con una lanterna in mano. 
E' in pelliccia) 
"Hallo!"

MINNIE
(presso il letto, imbarazzata, vergognosa) 
Buona sera!

JOHNSON 
(osservandola) 
Uscivate?

MINNIE 
(estremamente confusa) 
Si... No... Non so. Entrate. 

JOHNSON
(posa la lanterna sul tavolo) 
Come siete graziosa!

(fa l'atto d'abbracciarla) 

WOWKLE
Ugh!...

(chiude la porta. Minnie si ritrae, 
aggrottando le sopracciglia)  

JOHNSON
(si volge, vede Wowkle. A Minnie)
Perdonate. 
Non avevo osservato...

MINNIE
(con aria offesa),
Basta così, signore: 
non aggiungete scuse. 

JOHNSON 
(continuando) 
Mi siete apparsa così bella a un tratto... 

MINNIE
(ancora un poco risentita, sedendosi alla tavola 
dalla parte del focolare) 
E' un andare un po' troppo per le corte. 

JOHNSON
(avvicinandosele) 
Vi prego di scusare...

MINNIE
(seria)
Siete pentito? 

JOHNSON 
(scherzoso)
Affatto!...

(Minnie, che sta a capo chino, lo guarda di sotto in su, 
incontra il suo sguardo ed arrossisce. Wowkle spegne 
la lanterna di Johnson e la posa in terra, poi va ad 
accoccolarsi innanzi al focolare) 

Rimango?
Grazie.

(depone col cappello sulla sedia accanto alla porta
e si avvicina a Minnie, tendendole le mani) 

Amici?

(Minnie, vinta, sorride e gli stende la mano. 
Poi rimane in atteggiamento pensoso) 

Che pensate?

MINNIE
Un pensiero... 
Questa notte alla "Polka" non veniste per me... 
Che vi condusse, allora? Forse è vero
che smarriste il sentiero 
della Micheltorena? 

(Johnson tenta di afferrarle le mani attraverso 
la tavola, come per sviare il discorso. Minnie s'alza) 

Wowkle, il caffè! 

JOHNSON 
(guardandosi attorno)
Che graziosa stanzetta!

MINNIE
Vi piace?

JOHNSON
E' tutta piena di voi... 
Che cosa strana la vostra vita, 
su questa montagna 
solitaria, lontana dal mondo

MINNIE 
(con gaiezza)
Oh, se sapeste 
come il vivere è allegro! 
Ho un piccolo polledro
che mi porta a galoppo 
laggiù per la campagna; 
per prati di giunchiglie, 
di garofani ardenti,
per riviere profonde 
cui profuman le sponde 
gelsomini e vainiglie! 
Poi ritorno a! mici pini, 
ai monti della Sierra, 
così al cielo vicini
che Iddio passando pare
la sua mano v'inclini,
lontani dalla terra
così, che vien la voglia 
di battere alla soglia 
del Cielo, per entrare!... 

JOHNSON
(attento, sorpreso e interessato) 
E quando infurian le tormente? 

MINNIE
Oh, allora sono occupata. 
E' aperta l'Accademia... 

JOHNSON 
L'Accademia?

MINNIE 
(ridendo) 
E' la scuola dei minatori.

JOHNSON
E la maestra? 

MINNIE
Io stessa.

(Johnson la guarda ammirato. Minnie 
offrendogli il dolce)  

Del biscotto alla crema?

JOHNSON 
(servendosi) 
Grazie...
Vi piace leggere? 

MINNIE 
Molto.

JOHNSON
Vi manderò dei libri.

MINNIE
Oh, grazie, grazie! 
Delle storie d'amore?

JOHNSON
Se volete. Vi piacciono?

MINNIE 
(appassionatamente)
Tanto! Per me l'amore 
è una cosa infinita! 
Non potrò mai capire 
come si possa, amando una persona 
desiderarla per un'ora sola.

JOHNSON 
Credo che abbiate torto.
Vi sono delle donne
che si vorrebber nella nostra vita
per quell'ora soltanto... E poi morire! 

MINNIE
(scherzosa, piegandosi su lui) 
Davvero? E... quante volte siete morto? 

(offrendogli un sigaro) 

Uno dei nostri avana?

(a Wowkle) 

La candela!

(Wowkle accende la candela e la porta a Johnson 
che accende il sigaro, poi Johnson va verso l'uscita, 
ritornando poi verso Minnie cercando di abbracciarla.
Sfuggendogli) 

Ah, le mie rose! Me le sciuperete! 

JOHNSON 
Perchè non le togliete?

(cercando di cingere Minnie)  

Un bacio, un bacio solo!

MINNIE 
(sciogliendosi con dolce violenza) 
Signor Johnson, si chiede spesso la mano... 
per avere il braccio! 

JOHNSON
Il labbro nega... quando il cuor concede! 

MINNIE
(a poco a poco affascinata, si toglie le rose, 
le ripone nel cassetto coi guanti)
Wowkle, tu a casa!

(Wowkle borbottando prende il bimbo dall'armadio, 
se lo mette sul dorso, e si avvolge nella coperta 
avviandosi alla porta) 

JOHNSON
Anch'io?... 

MINNIE 
(graziosa)
Voi... potete restare
un'ora... o due, ancora.

(Johnson ha un piccolo grido di gioia. 
Wowkle apre la porta)  

WOWKLE
Ugh... Neve!

MINNIE 
(nervosa)
Va! Riposati sul fieno.

(Wowkle esce chiudendo dietro a sè la porta)  

JOHNSON
(a Minnie, tendendole le braccia)
Un bacio. un bacio almeno! 

MINNIE 
(si getta nelle sue braccia)
Eccolo! È tuo!...

(S'apre la porta, che sbatte violentemente a più 
riprese; tutto si agita al vento che entra furioso e 
raffiche di neve penetrano nella stanza. Minnie e 
Johnson abbracciandosi si baciano con grande 
emozione, dimentichi di tutto e di tutti. - La porta si 
chiude da sè ; cessa il tumulto, tutto ritornando alla 
calma; dal di fuori si odono ancora raffiche di vento) 

JOHNSON
(con grande emozione)
Minnie... Che dolce nome! 

MINNIE
Ti piace 

JOHNSON
Tanto! T'amo
da che t'ho vista...

(Ha un improvviso movimento come di raccapriccio, 
e si discosta da Minnie, come facendo forza a sè stesso) 

Ah, no, non mi guardare, 
non m'ascoltare! 
Minnie, è un sogno vano!

MINNIE
(non comprendendo, con voce umile) 
Perchè questa parola?
Lo so, sono una povera figliuola...
Ma quando t'ho incontrato io mi son detta: 
Egli è perfetto; egli m'insegnerà.
Se mi vorrà, m'avrà. 

JOHNSON
(con subita risoluzione) 
Sii benedetta! Addio!

(bacia Minnie sulla bocca, corre alla porta e apre. Il 
vento investe ancora la stanza, ma con minor violenza) 

Nevica!

(Chiude la porta. Ritorna la calma)  

MINNIE
(corre alla finestra, trascinandoci Johnson e 
scosta la cortine) 
Oh, guarda! Il monte
è tutto bianco : non v'è più sentiero. 
Non puoi andartene più.

JOHNSON 
(agitatissimo) 
Debbo!

MINNIE 
Perchè? Domani 
t'apriranno la via!
E il destino! Rimani!

(Colpi di pistola, dal di fuori, rapidi)  

JOHNSON
Ascolta!

MINNIE
Ascolta! 
Forse è un bandito 
Forse è Ramerrez! 
A noi che importa? 

JOHNSON
(trasalendo, cupamente)
È vero: a noi che importa?...

(si slancia ancora verso l'uscita) 

MINNIE
Resta! È il destino! 

JOHNSON 
Resto!
Ma, ti giuro

(abbracciandola) 

io non ti lascio più! 
Mi stringo a te, confuso 
cuore a cuor, sol con te!... 

JOHNSON, MINNIE
Dolce viver così, così morire,
e non lasciarci, non lasciarci più! 

JOHNSON
Col bacio tuo fa puro il labbro mio! 

MINNIE
(appassionatamente)
Fammi, o mio dolce amor, degna di te!... 

JOHNSON
(con ardore intenso, incalzando) 
O Minnie, sai tu dirmi
che sia questa soffrire?... 
Non reggo più!... Ti voglio 
per me!

JOHNSON, MINNIE 
Eternamente
in estasi santa d'amor,
verso la vita, sotto più fulgido ciel!
Ah, vivrem nella pace, vivremo di bontà!
Mia gioia, o amor! Con te, mio amor, con te!

JOHNSON
(In un languore di desiderio, la invoca, 
l'allaccia a sè)
Minnie! Minnie!

MINNIE
(riscuotendosi, senza ripulsa, dolcissima) 
Sognavo...
Si stava tanto bene!... 
Ora conviene
darci la buona notte...

(Johnson scuote il capo triste; si domina; 
Minnie gli accenna il letto)  

Ecco il tuo letto...
Io presso il focolare...

JOHNSON 
(opponendosi)
Ah, no! Non vorrò mai!... 

MINNIE 
(dolcissima) 
Ci sono avvezza, sai? 
Quasi ogni notte, 
quando fa troppo freddo, mi rannicchio 
in quella pelle d'orso e m'addormento...

(Minnie va dietro la guardaroba: si sveste, 
rimanendo con la lunga camicia bianca; Johnson ha 
gettato sul letto il suo mantello e il cappello) 

Ora mi puoi parlare, 
là, dalla tua cuccetta... 

JOHNSON 
(le getta un bacio)
Benedetta!

(Minnie aggiusta i cuscini s'inginocchia a pregare; 
si ravvolge in una coperta e si corica. Vento e urli di 
fuori: Johnson fa per gettarsi sul letto; poi si avvicina 
all'uscio, origliando parlano a bassa voce) 

Che sarà?

MINNIE
Son folate di nevischio... 

JOHNSON 
Sembra gente che chiami...

(ritorna al lettuccio e vi si getta sopra)  

MINNIE
È il vento dentro i rami... 

(sorgendo un poco)  

Dimmi il tuo nome...

JOHNSON 
Dick... 

MINNIE 
(con sentimento)
Per sempre, Dick!

JOHNSON
Per sempre! 

MINNIE 
Non conoscesti mai Nina Micheltorena?

JOHNSON
... Mai.

MINNIE
Buona notte!

JOHNSON 
Buona notte! 

NICK
(di fuori, bussando alla porta)
"Hallo!"

(Minnie ascolta; Johnson apre le cortine del letto 
e si mette in tasca le pistole) 

MINNIE
Chiamano...

NICK 
"Hallo!"

(Durante tutta la scena il vento ora cresce, ora si 
queta, a folate. Minnie si alza, butta i cuscini nella 
guardaroba; si appressa all'uscio)  

MINNIE
Ascolta! Chi sarà? 

JOHNSON
(a bassa voce)
Non rispondere!
Taci!

MINNIE 
(sottovoce) 
Sst... Non farti sentire.
È geloso, Jack Rance... 

NICK 
(forte)
Hanno veduto Ramerrez sul sentiero...

MINNIE
Vengono a darmi aiuto!

(Spinge Johnson, riluttante, a nascondersi dietro le 
cortine del letto. Minnie apre: entrano Rance, Nick, 
Ashby, Sonora. Sono coperti di neve) 

SONORA
Sei salva!... Io tremo tutto. 

NICK 
Abbiam passato un brutto quarto d'ora!...

MINNIE 
(curiosa) 
Perchè?

RANCE
Temevamo per te...

MINNIE 
(curiosa) 
Per me?

ASHBY
Quel vostro Johnson... 

NICK
Lo straniero...

RANCE
(con gioia velenosa)
Il tuo damo alla danza... era Ramerrez! 

MINNIE
(colpita, stordita)
Che dite?...

RANCE 
(scandendo bene le parole)
Abbiamo detto 
che il tuo perfetto
Johnson di Sacramento 
è un bandito da strada.

MINNIE
(con angoscia crescente, ribellandosi) 
Ah! Non è vero! 
Io so che non è vero!

RANCE 
(sogghignando) 
Bada di non fidarti troppo un'altra volta.

MINNIE 
(scattando)
Non è vero! Mentite! 

ASHBY 
Questa notte alla "Polka" 
è venuto a rubare...

MINNIE
Ma non rubò!

SONORA 
(riflettendo)
Non ha rubato, è vero... 
Pure, avrebbe potuto!...

RANCE
Ha detto Nick che Sid l'ha veduto 
prender questo sentiero.
È vero, Nick?

NICK
È vero...

(Minnie lo fissa, egli si turba)  

RANCE
Qui finisce la traccia. 

(guarda Minnie fissamente) 

Tu non l'hai visto... 
Dov'è dunque andato?

NICK 
(Fra sé, vedendo il resto d'un sigaro sul canterano)
Uno dei nostri avana! 
È qui!...

(correggendosi) 

Forse ho sbagliato... 
Quel Sid è una linguaccia!

MINNIE 
(alteramente)
Ma chi vi ha detto, insomma, 
che il bandito sia Johnson?

RANCE 
(guardandola)
La sua donna. 

MINNIE
(scattando)
La sua donna? Chi?

RANCE 
(sogghignando) 
Nina.

MINNIE
Nina Micheltorena? 
Lo conosce?

RANCE 
(ironico) 
È l'amante. 
Quando capimmo d'essere giocati, 
traemmo dietro Castro prigioniero, 
e prendemmo il sentiero
verso le "Palme". Eravamo aspettati. 
Nina era là. Ci ha fatto
vedere il suo ritratto...

(si trae di petto la fotografia) 

A te!

MINNIE
(guarda il ritratto, profondamente commossa, poi lo 
restituisce con una piccola risata che vuol sembrare 
indifferente)
Ah! Ah!...

RANCE
Di che ridi? 

MINNIE
Oh, di nulla... 

(con grande ironia) 

La compagnia gentile 
ch'egli si è scelto! Nina!

SONORA
Impara!

MINNIE
Ora, ragazzi, 
è tardi... Buona notte. 

SONORA 
(cavalleresco) 
Ti lasciamo dormire.

MINNIE
Grazie. Ora son calma. 

ASHBY
Andiamo. 

(si avviano: Nick ultimo) 

NICK
(a Minnie, mostrando che ha capito) 
Se lo volete... io resto.

MINNIE
No. Buona notte.

(Escono: ella richiude; rimane immobile presso 
la porta. A Johnson, con freddo disprezzo) 

Fuori! Vieni fuori! 

(Johnson appare tra le cortine, vinto, disfatto)  

Sei venuto a rubare...

JOHNSON 
No... 

MINNIE
Mentisci! 

JOHNSON
No!

MINNIE
Si!

JOHNSON
Tutto m'accusa... Ma... 

MINNIE 
Finisci! 
Dimmi perchè sei qui,
se non è per rubare? 

JOHNSON
(deciso, avvicinandosi a Minnie )
... Ma quando io v'ho veduta...

MINNIE
(sempre aspra, trattenendolo con gesto secco) 
Adagio, adagio!... 
Non muovere un passo... o chiamo aiuto! 
Un bandito! un bandito!... 

(con sorda ironia) 

Son fortunata! Un bandito! un bandito! 
Puoi andartene! Va!...

(Sta per piangere. La sua fierezza la trattiene)  

JOHNSON
Una parola sola!
Non mi difenderò: sono un dannato! 
Lo so, lo so! Ma non vi avrei rubato! 
Sono Ramerrez: nacqui vagabondo 
era ladro il mio nome
da quando venni al mondo. 
Ma fino a che fu vivo 
mio padre, io non sapevo. 
Quando, or sono sei mesi
egli mori, soltanto allora appresi! 
Sola ricchezza mia, mio solo pane 
per la madre e i fratelli, alla dimane, 
l'eredità paterna: una masnada
di banditi da strada! L'accettai. 
Era quello il destino mio!
...Ma un giorno 
v'ho incontrata... Ho sognato
d'andarmene con voi tanto lontano, 
per redimermi tutto in una vita
di lavoro e d'amore... E il labbro mio 
mormorò una preghiera ardente: Oh Dio! 
ch'ella non sappia mai la mia vergogna! 
Il sogno è stato vano!
Ora ho finito... Addio! 

MINNIE 
(commossa, senza asprezza) 
Che voi siate un bandito... 
ve lo perdoni Iddio.

(con grande amarezza) 

Ma il primo bacio mio vi siete preso, 
chè vi credevo mio, soltanto mio!...
Andate, andate! Addio!...
V'uccideranno... Che m'importa?...

(dice queste parole macchinalmente, 
disfatta, cercando di farsi forza)  

JOHNSON
(disperato, deciso, senz'armi, apre la porta, 
pronto al sacrificio, come a un suicidio)
Addio!

(esce precipitosamente) 

MINNIE 
(rasciugandosi le lagrime) 
È finita... Finita!

(Un colpo d'arma da fuoco, vicinissimo. 
Essa trasalisce)  

L'han ferito...

(con uno sforzo supremo su se stessa)  

Che importa?

(Si sente di fuori il rumore di un corpo che cade 
rovescio contro la porta. Minnie non resiste più, 
apre. Johnson è steso a terra, ferito. Minnie lo 
attira aiutandolo ad entrare) 

JOHNSON
(con voce soffocata, resistendole) 
Non chiudete la porta...
Debbo uscire...

MINNIE 
Entra!...

JOHNSON 
No... 

MINNIE 
Entra!...

JOHNSON
No, non chiudete!... 
Voglio uscire!...

MINNIE 
(trascinandolo, disperata) 
Sta qui...
Sei ferito... Nasconditi!

(chiude la porta)  

JOHNSON 
Aprite... Voglio uscire!

MINNIE
(vinta, perduta)
No, resta! T'amo! Resta!
Sei l'uomo che baciai la prima volta... 
Non puoi morire!

(Con fatica sorreggendo ancora Johnson, 
ha appoggiata la scala al solaio e lo sospinge a salire) 

Sali su... Presto!... T'amo!

(Rance bussa alla porta. Johnson sospinto da Minnie 
ha già salito i primi scalini) 

Salvati... Poi verrai con me... lontano! 

JOHNSON
(quasi mancando)
Non posso più...

MINNIE 
(aiutandolo ancora)
Così... Lo puoi, lo devi... 
Su, su!... Coraggio... T'amo!

(Johnson è già sul solaio, Minnie discende, leva in 
fretta la scala e poi corre ad aprire. Rance entra 
cautamente colla pistola spianata, esplorando ogni 
angolo) 

MINNIE 
Che c'è di nuovo, Jack?

RANCE 
(volgendosi, severo, imperioso) 
Non sono Jack... Son lo Sceriffo, a caccia 
del tuo Johnson d'inferno.
N'ho seguito la traccia. 
Dev'esser qui. Dov'è?

MINNIE 
(aspramente) 
Ah, mi avete seccato
con questo vostro Ramerrez! 

RANCE
(spianando la pistola verso il letto e avanzando) 
E là!
Non c'è...

(impazientito) 

Ma l'ho ferito, 
perdio, ne sono certo!
Non può esser fuggito! 
Non. può esser che, qua.

MINNIE
(sempre più aspra)
E cercatelo, dunque! Rovistate 
dove vi pare... E poi
levatevi dai piedi
una volta per sempre! 

RANCE
(con un sussulto, abbassando la pistola) 
Mi giuri che non c'è?

MINNIE 
(beffarda) 
Perchè non seguitate a cercarlo?

RANCE
(si guarda attorno, guarda Minnie, 
poi con un moto d'ira rattenuto) 
E sarà! L'avrò sbagliato...

(volgendosi a Minnie con impeto improvviso)  

Ma dimmi che non l'ami!...

MINNIE 
(sprezzante) 
Siete pazzo!

RANCE 
(avvicinandosi, pallido, tremante) 
Lo vedi!
Sono pazzo di te!... T'amo e ti voglio!... 

(l'abbraccia violentemente e la bacia)  

MINNIE
(svincolandosi)
Ah, vigliacco!...

(si libera e fugge)  

RANCE 
(rincorrendola, al parossismo dell'eccitazione) 
Ti voglio!...

MINNIE
(afferra una bottiglia e lo minaccia 
alzandogliela sulla testa) 
Via di qua, vigliacco!... Esci!

(incalza Rance verso l'uscita)  

RANCE
(con atto minaccioso, fermandosi sotto il ballatoio) 
Sei fiera.., L'ami! 
Vuoi serbarti a lui... Sì, vado. 
Ma ti giuro... 

(stende una mano verso Minnie)  

che non ti avrà!...

(Una stilla di sangue, gocciando dal solaio, 
gli cade sulla mano. Egli si sofferma, stupito) 

Oh, strano!
Del sangue sulla mano... 

MINNIE
(avvicinandosi, con voce meno aspra, 
un po' tremante, per sviare il sospetto)
Forse v'avrò graffiato!... 

RANCE
(si pulisce la mano col fazzoletto) 
No, non c'è graffio... Guarda!

(uno stillicidio cade)  

Ah! Sangue ancora!...

(guarda il solaio)  

È là!

MINNIE
(disperata, opponendosi a Rance con tutte le sue forze) 
Ah, no... non voglio!

RANCE
(cercando sciogliersi dalla stretta di Minnie) 
Lasciami!

(imperioso, rivolto verso il solaio) 

Signor Johnson, scendete!

(vede la scala, l'appoggia al solaio)  

MINNIE 
(supplichevole) 
Aspettate... Vedete!
Non può, non può!... 

(Johnson con uno sforzo supremo si alza, comincia a 
discendere pallido e sofferente, ma con volto fiero) 

RANCE 
(impaziente) 
Scendete! O, perdio...

(spianando la pistola verso Johnson)  

MINNIE
(smarrita, sempre più implorante) 
Un minuto,
Rance! Un minuto ancora!

RANCE
Un minuto? E perchè? 
Ah, ah, che mutamento!...

(Johnson, aiutato da Minnie, ha disceso gli 
ultimi scalini, si trascina verso il tavolo) 

Volete ancor giuocare 
la partita con me, 
signor di Sacramento? 
Lascio la scelta a voi 
a corda od a pistola!

(Johnson si siede di peso sulla sedia, appoggia i gomiti 
sul tavolo, vi abbandona sopra il capo. É svenuto) 

MINNIE 
(violentissima) 
Basta, uomo d'inferno!
Vedetelo: è svenuto.
Non può darvi più ascolto...

(disperata si avvicina a Rance, parlandogli con 
voce secca e concitata) 

Parliamoci fra noi... E si finisca'.
Chi siete voi, Jack Rance? Un biscazziere. 
E Johnson? Un bandito.,
Io? Padrona di bettola e di bisca 
vivo sul whisky e l'oro,
il ballo e il faraone. 
Tutti siam pari! 
Tutti banditi e bari! 
Stanotte avete chiesto una risposta 
alla vostra passione...
Eccovi la mia posta!

RANCE 
(studiandola) 
Che vuoi dire?

MINNIE 
Ch'io v'offro
quest'uomo e la mia vita!... 
Una partita a poker!
Se vincete, prendetevi 
questo ferito e me... 
Ma se vinco, parola
di Jack Rance gentiluomo, 
è mio, è mio quest'uomo!...

RANCE
Ah, come l'ami!...
Accetto, sì! T'avrò! 

MINNIE
La parola?...

RANCE 
So perdere
come un signore... Ma perdio! son tutto 
della sete di te arso e distrutto...
ma se vinco, t'avrò...

(Minnie si ritrae con un senso di ripulsione, va verso 
l'armadio e vi si indugia. Si vede che furtivamente si 
nasconde qualche cosa in una calza) 

MINNIE 
Abbassate la lampada...

RANCE 
(impaziente)
Che aspetti? 

MINNIE 
Cercavo un mazzo nuovo...

(si avvicina al tavolo, preoccupata)  

Son nervosa scusatemi. 
É una cosa terribile pensar che 
una partita decide d'una vita.

(si siede al tavolo in faccia a Rance)  

Siete pronto?

RANCE
Son pronto. Taglia. A te. 

MINNIE
Due mani sopra tre.

RANCE 
(dà le carte) 
Quante?

MINNIE
Due...

RANCE 
Ma che ha che l'adori così?

MINNIE 
(scartando le carte) 
Voi che trovate in me?...
Che avete?

RANCE
Io re.

MINNIE 
Io re.

RANCE
Fante.

MINNIE
Regina.

RANCE 
Hai vinto.
Alla mano seguente!

(giocano) 

Due assi e un paio... 

MINNIE 
(mostrando il suo gioco) 
Niente! 

RANCE
(con gioia) 
Pari! Siam pari! Evviva!

MINNIE 
(preoccupata) 
Ora è la decisiva?

RANCE
Si. Taglia.

MINNIE 
(cercando raddolcirlo) 
Rance, mi duole
delle amare parole...

RANCE 
Scarta.

MINNIE 
Ho sempre pensato 
bene di voi, Jack Rance... 
e sempre penserò...

RANCE
(certo ormai della vittoria)
Io penso solamente che ti avrò 
fra le mie braccia alfine.
Tre re! Vedi: ti vinco!

MINNIE
(guarda il proprio giuoco, poi come se stesse 
per svenire) 
Presto, Jack, per pietà!
Qualche cosa... Sto male! 

RANCE
(si alza, cercandosi attorno) 
Che debbo darti?

MINNIE
(indicando la dispensa accanto al camino) 
Là...

RANCE
Ah! la bottiglia... Vedo...

(alzandosi premuroso per prendere la 
bottiglia del whisky)  

Ma il bicchiere... dov'è?...

(Minnie approfitta del breve intervallo per cambiare 
rapidamente le carte, mettendo quelle del gioco nel 
corsetto, prendendo le altre preparate nella calza) 

MINNIE
Presto, Jack... Ve lo chiedo 
per pietà, Jack!

RANCE 
(cercando ancora, con gioia) 
So perchè sei svenuta.
Hai perduto! Hai perduto!...

MINNIE 
(gridando) 
Vi sbagliate. E la gioia! 
Ho vinto io 
Tre assi e un paio!

(Rance rimane interdetto, senza parola: 
posa la bottiglia: guarda le carte: si domina) 

RANCE 
(freddamente) 
Buona notte.

(prende soprabito e cappello; esce; Minnie corre a 
sbarrare l'uscio; si abbandona ad una risata nervosa) 

MINNIE
E mio!

(poi vede Johnson ferito, immobile; si getta su lui,
scoppiando in singhiozzi).
ACTO SEGUNDO


La cabaña de Minnie.

(Una hora mas tarde. La habitación se compone 
de una única habitación, sobre la cual hay un 
altillo. Al mismo se accede, por una pequeña 
escalera. Afuera, el viento sopla fuertemente y los 
vidrios de las ventanas se encuentran cubiertos de 
hielo. Al subir el telón, la india Wowkle, sentada 
en el suelo y junto al fuego, le canta a su pequeño 
niño una dulce canción de cuna)

WOWKLE
Mi niño es grande y pequeño,
es pequeño y está dentro de la cuna,
es grande y toca la luna,
toca la luna con su dedito.
¡Hao, wari! ¡Hao, wari!...

(Billy abre la puerta y entra. Durante toda la
escena los dos indios emiten sonidos sordos, 
casi guturales, muy semejantes a gruñidos) 

BILLY
(entrando, a modo de saludo)
¡Ugh!...

WOWKLE
(respondiendo)
¡Ugh!...

(Billy observa con avidez la comida y bebida 
que hay sobre la mesa) 

Crema... bizcochos...
Patrona... No tocar.

BILLY
(Ve en el suelo un papel lleno de crema. 
Lo toma con la mano y lo come con fruición, 
a continuación, se sienta, indiferente, al lado 
de Wowkle)
Tu patrona manda. 
Ella dice: "Billy casarse"...

WOWKLE
(indiferente)
¡Ugh!... Wowkle no saber...

(una pausa) 

BILLY
¿Cuánto pide tu padre por ti?

WOWKLE
No saber.

BILLY
Billy da cuatro dólares a tu padre
y una manta...

(se chupa los dedos) 

WOWKLE
Wowkle decir: 
mejor tener manta para nuestro niño...

BILLY:
(orgulloso)
¡Nuestro niño! 

(da a Wowkle un trozo de papel con crema, que 
chupa ávidamente. Billy enciende su pipa y luego 
la pasa a Wowkle)

Mañana en iglesia cantar...

(tarareando) 

"Como una delgada hierba es el día...

(Wowkle reconoce la canción y con un gruñido 
de satisfacción se une a Billy, espalda contra 
espalda, cantando con voz un poco nasal) 

WOWKLE, BILLY
... que al hombre dio el Señor.
Cuando el invierno desciende al llano,
el hombre entristece, cae y muere"
¡Después de casar, perlas y whisky habrá!

(Billy se levanta, se saca un pañuelo, lo dobla, 
se lo muestra a Wowkle y lo coloca dentro de la 
cuna del niño acariciándolo) 

¡Ugh!...

WOWKLE
(levantándose)
¡Ugh!...
¡Aquí llega la patrona!

(Minnie aparece en la puerta con un chal rojo 
sobre el vestido. Sostiene en alto un farol cuya 
luz ilumina de golpe a los dos indios que se 
mueven confusos. Minnie apenas puede reprimir 
un escalofrío. Mira alrededor de la habitación 
como sopesando el efecto que le hará a Johnson. 
Cuelga el farol sobre un clavo en el exterior de la
puerta. Wowkle aviva la luz que hay en la mesa) 

MINNIE
Billy, ¿está arreglado? 

BILLY
Mañana...

MINNIE
Esta bien. Vete.

(Billy sale. A Wowkle) 

Esta noche, Wowkle, cena para dos...

WOWKLE
¿Otro viene? ¡Ugh!... Es primera vez.

MINNIE
(cuelga el chal de una percha) 
¡Calla y limpia!
No te distraigas.
¿Qué hora es? 
Llegará aquí pronto...

(ve unos calcetines por el suelo, los recoge y 
se los da a Wokle por encima del hombro) 

¡Toma! 

(Wowkle los guarda en un cajón, luego coloca los 
platos sobre la mesa. Minnie mira a su alrededor)

¿Dónde has puesto mis rosas rojas?

WOWKLE
(indicando la cómoda, con un gruñido)
¡Ugh!...

MINNIE
(Se saca del pecho un revólver y lo guarda en un 
cajón. Toma las rosas y se las coloca en el pelo 
mirándose al espejo)
El niño, ¿como está?
¿Es cierto lo que Billy te dijo?...

WOWKLE
Nosotros casar.

MINNIE
(tirándole una cinta)
¡Toma, para el pequeño!

(Wowkle se guarda la cinta y continúa con su 
tarea. Minnie ha sacado del cajón un par de 
zapatitos blancos)

Quisiera ponerme estos.
¡Los zapatitos de Monterrey!...

(se sienta, se descalza rápidamente y comienza 
a ponerse los zapatos) 

Si pudiera agrandarlos...
¡Ah, me están muy pequeños!...

(Con gran esfuerzo se calza uno, después el 
otro; luego se pone en pié y camina con 
bastante dificultad) 

Mira, ¿crees que le gustarán?

(alegre, va a la cómoda) 

Voy a vestirme 
como para los días de fiesta.
¡De pies a cabeza!

(Se pone un chal en la espalda y se 
mira en el espejo) 

No parezco tan fea...

(rocía agua de colonia en el pañuelo) 

Y además el perfume... ¿Ves?

(se pone unos guantes que le quedan cortos) 

Y los guantes... 
¡Mas de un año hace que no me los pongo!...

(se vuelve a mirar, entre impaciente y contenta, 
volviéndose a Wowkle) 

¿No estaré demasiado elegante?

(se sobresalta al oír que llaman a la puerta) 

¡Wowkle, ya está aquí!

(se anuda a toda prisa el vestido, se acicala y va 
a abrir. Wowkle observa tras una cortina) 

JOHNSON
(aparece en la puerta llevando un farol en la 
mano. Va vestido con un abrigo de pieles)
¡Hola!

MINNIE
(vergonzosa)
¡Buenas noches!

JOHNSON
(observándola)
¿Vas a salir?

MINNIE
(muy confusa)
Sí... No... No sé... ¡Entra!

JOHNSON
(deja el farol sobre la mesa)
¡Qué linda estás!

(hace ademán de abrazarla) 

WOWKLE
¡Ugh!...

(Cierra la puerta. Minnie queda inmóvil
frunciendo las cejas) 

JOHNSON
(viendo a Wowkle, a Minnie)
Perdona. 
No me había fijado...

MINNIE
(ofendida)
Está bien, señor,
acepto sus disculpas.

JOHNSON
(continuando)
Me pareces tan bella... 

MINNIE
(aún un poco resentida, sentándose en la 
mesa junto al fuego)
Estás yendo demasiado rápido...

JOHNSON
(acercándose)
Por favor, discúlpame...

MINNIE
(seria)
¿De verdad que lo lamentas?

JOHNSON
(jocoso)
¡Completamente!...

(Minnie, que tiene la cabeza gacha, la levanta 
y su mirada se encuentra con la de él, 
sonrojándose. Wowkle apaga el farol de 
Johnson, luego va a acurrucarse junto al fuego) 

¿Me perdonas?...
Gracias.

(deja el sombrero sobre la silla y se acerca a 
Minnie, tendiéndole las manos) 

¿Amigos?

(Minnie, vencida, sonríe y extiende sus manos.
Después vuelve a quedar pensativa) 

¿En qué piensas?

MINNIE
Se me ha ocurrido
que esta noche, en La Polka, no viniste por mí...
¿Qué te hace venir hasta aquí ahora?
¿No será que erraste el camino
de la Micheltorena?

(Johnson intenta tomarle las manos, como para
desviar la conversación. Minnie se levanta) 

¡Wowkle, el café!

JOHNSON
(mirando alrededor)
¡Qué bonita habitación!

MINNIE
¿Te gusta?

JOHNSON
Está tan llena de ti...
Qué cosa mas rara, tu vida,
aquí, en medio de esta montaña solitaria.
¡Tan alejada de todo!

MINNIE
(con elegancia)
¡Oh, si supieras
qué alegre es la vida aquí!
Tengo un pequeño caballo
que me lleva al galope,
allá abajo, por la campiña,
entre prados de junquillos
y ardientes rosas,
por arroyos profundos
con orillas perfumadas
de jazmines y vainillas.
Después, vuelvo a mis pinos,
a los montes de la sierra,
tan próximos al cielo
que pareciera que Dios
pasa cerca de ellos la mano, 
y tan lejos de la tierra
que pareciera
que golpeas las puertas del cielo, 
para entrar...

JOHNSON
(interesado)
¿Y cuando rugen las tormentas?

MINNIE
¡Oh! Entonces me mantengo ocupada
abriendo la Academia...

JOHNSON
¿La Academia?

MINNIE
(riendo)
Sí, la escuela de los mineros.

JOHNSON
¿Y la maestra?

MINNIE
Yo misma.

(Johnson la mira con admiración. 
Minnie le ofrece un dulce) 

¿Un bizcocho con crema? 

JOHNSON
(sirviéndose)
Gracias... 
¿Te gusta leer?

MINNIE
Mucho.

JOHNSON
Te enviaré algunos libros.

MINNIE
¡Oh, gracias, gracias!
¿Historias de amor?

JOHNSON
Si quieres... ¿Te gustan?

MINNIE
(apasionada)
¡Sí, mucho! 
¡Para mí el amor es una cosa infinita!
Nunca podré entender cómo es posible que 
amando a una persona
sólo sea deseable por una hora.

JOHNSON
Creo que estás equivocada.
Hay algunas mujeres que 
desean tener nuestra vida una hora solamente...
¡Y luego morir!

MINNIE
(graciosa)
¿De verdad? Y... ¿cuántas veces has muerto tú?

(le ofrece un cigarro) 

¿Un habano de los nuestros?

(A Wowkle) 

¡La vela!

(Wowkle toma la vela y se la a cerca a 
Johnson que enciende el cigarro, luego, 
se acerca a Minnie e intenta abrazarla, 
pero ésta se escabulle) 

¡Ah, mis rosas! ¡Están arruinadas!

JOHNSON
¿Por qué no te las quitas?

(la toma por la cintura) 

¡Un beso, sólo un beso!

MINNIE
(seria)
Señor Johnson, le ofrezco la mano...
¡y se toma el brazo!

JOHNSON
¿Los labios niegan lo que consiente el corazón?

MINNIE
(cediendo poco a poco, se quita las rosas 
y las guarda en un cajón)
Wowkle, ¡a tu casa!

(Wowkle murmurando, toma al niño de 
la cuna, se lo coloca a la espalda y se 
dispone a salir) 

JOHNSON
¿Y yo?...

MINNIE
(graciosa)
Tú... puedes quedarte una hora...
O dos...

(Johnson da un pequeño grito de alegría. 
Wowkle abre la puerta) 

WOWKLE
¡Ugh!... ¡Nieve!...

MINNIE
(nerviosa)
¡Acuéstate en el heno!

(Wowkle sale cerrando tras de sí la puerta) 

JOHNSON
(a Minnie, tendiéndole los brazos)
¡Un beso, uno tan solo!

MINNIE
(en los brazos de Johnson)
¡Sí, es tuyo!... 

(Se abre la puerta y la nieve entra en la
habitación. Todo en la habitación se agita 
debido al viento. Minnie y Johnson se 
abrazan y besan con tanta emoción, que 
se olvidan de todo y de todos. La puerta 
vuelve a cerrarse y regresa la calma. Fuera 
se siguen oyendo ráfagas de viento)

JOHNSON
(con gran emoción)
¡Minnie!... ¡Qué nombre tal dulce!

MINNIE
¿Te gusta?

JOHNSON
¡Mucho! 
Te amo desde la primera vez que te vi...

(hace un movimiento como de rechazo 
y se separa de Minnie) 

¡Ah, no, no me mires así!
¡No me escuches!
¡Minnie, esto es una quimera!

MINNIE
(sin comprender, con voz humilde)
¿Por qué dices eso?
Soy una pobre muchacha... lo sé.
Mas cuando te encontré me dije a mí misma:
"Es perfecto; él me enseñara.
Si me desea, me tendrá".

JOHNSON
(con resolución)
¡Dios te bendiga! ¡Adiós!

(La besa en la boca, corre hacia la puerta y 
la abre. El viento entra con menor violencia) 

¡Esta nevando!

(Cierra la puerta) 

MINNIE
(corre a la ventana, arrastrando a Johnson, 
y corre la cortina)
¡Mira! 
El monte está completamente blanco
y todos los senderos están borrados.

JOHNSON
(muy nervioso)
¡Debo irme!

MINNIE
¿Por qué? 
¡Mañana se abrirán los caminos!
¡Es el destino!... ¡Quédate! 

(se oyen afuera unos disparos)

JOHNSON
¡Escucha!

MINNIE
¡Escucha!
¡Quizás sea un bandido!
¡Quizás Ramerrez!
¿Qué nos importa?

JOHNSON
(despacio y tristemente)
¿Qué nos importa?...

(hace ademán de salir) 

MINNIE
¡Quédate! ¡Es el destino!

JOHNSON
¡Me quedo! 
Pero, te juro…

(abrazándola) 

... ¡que no te dejaré nunca!
¡Me uno a ti, 
nuestros corazones son sólo uno!...

MINNIE, JOHNSON
¡Qué dulce será vivir y morir
sin abandonarte jamás!

JOHNSON
¡Con tus besos purifico mis labios!

MINNIE
(apasionada)
¡Hazme, amor mío, digna de ti!...

JOHNSON
(con ardor)
Sabrías decirme
¿qué cosa es este sufrimiento?...
¡No resisto mas!...
¡Te quiero toda para mí!

MINNIE, JOHNSON
¡Eternamente, en un éxtasis de amor,
hemos de vivir bajo el fúlgido cielo!
¡Ah, viviremos en paz y felicidad!
¡Siempre alegres, mi amor!
¡Contigo, amor mío, sólo contigo!

JOHNSON
(con deseo la llama y la atrae 
hacia él)
¡Minnie! ¡Minnie!

MINNIE
(muy dulce)
Soñaba...
¿Estaba tan a gusto!
Ahora conviene que 
nos demos las buenas noches...

(Johnson se pone triste, pero se domina. 
Minnie le señala la cama) 

Aquí esta tu cama... 
Yo, cerca del fuego...

JOHNSON
(oponiéndose)
¡No lo permitiré!...

MINNIE
(muy dulce)
Duermo ahí con frecuencia, ¿sabes?
Casi todas las noches,
cuando hace tanto frío,
me acurruco en esa piel de oso y me duermo...

(Minnie va al guardarropa para desvestirse, 
cuando reaparece, con un camisón blanco,
Johnson se ha acomodado en la cama.)

Ahora, puedes hablarme,
desde ahí, desde la cama...

JOHNSON
(le tira un beso)
¡Bendita seas!

(Minnie se arrodilla para rezar, luego se envuelve
en una manta y se acuesta. El viento sopla con 
fuerza afuera. Johnson se acerca a la puerta y 
escucha atentamente) 

¿Qué será eso?

MINNIE
Son ráfagas de nieve...

JOHNSON
Parece que estuviera llamando alguien...

(regresa a la cama) 

MINNIE
Es el viento en las ramas...

(levantándose un poco) 

Dime tu nombre...

JOHNSON
Dick...

MINNIE
(con sentimiento)
¡Para siempre, Dick!

JOHNSON
¡Para siempre!

MINNIE
¿Conoces a Nina Micheltorena?

JOHNSON
No.

MINNIE
¡Buenas noches!

JOHNSON
¡Buenas noches!

NICK
(desde afuera, llamando a la puerta)
¡Hola!...

(Minnie escucha. Johnson se levanta de la cama 
y toma su revólver) 

JOHNSON
Alguien llama...

NICK
¡Hola!

(durante el resto de la escena, el viento va y 
viene con intensidad. Minnie se levanta, arroja 
la almohada al guardarropa y sale) 

MINNIE
¿Quién será?

JOHNSON
(en voz baja)
¡No respondas! 
¡Calla!

MINNIE
(a media voz)
¡Que no te escuchen!
Jack Rance, está celoso...

NICK
(desde afuera)
¡Han visto a Ramerrez por el sendero!...

MINNIE
¿Venís a ayudarme?

(Ella esconde a Johnson detrás de una cortina.
Minnie abre la puerta: entran Rance, Nick, 
Ashby y Sonora. Todos están cubiertos de nieve)

SONORA
¡Estás a salvo!... ¡Tenía miedo por ti!

NICK
¡Hemos estado sufriendo durante quince minutos!

MINNIE
(curiosa)
¿Por qué?... 

ASHBY
Temíamos por ti...

MINNIE
(curiosa)
¿Por mí?

ASHBY 
Ese amigo tuyo, Johnson...

NICK
El forastero...

RANCE
(con alegría envenenada)
Tu caballero en el baile... ¡era Ramerrez!

MINNIE
(sorprendida)
¿Qué dices?...

RANCE
(marcando las palabras)
Hemos dicho 
que tu perfecto
Johnson de Sacramento
es un completo bandido.

MINNIE
(con creciente angustia)
¡Ah, no es verdad!
¡Sé que no es verdad!

RANCE
(sonriendo)
¡Ten cuidado de no fiarte otra vez!

MINNIE
(aturrullada)
¡No es verdad!... ¡No!... ¡Mentís!

ASHBY
Esta noche, en La Polka,
había venido a robar...

MINNIE
¡Pero no robó!

SONORA
(reflexionando)
No ha robado, es verdad...
¡Pero podría haberlo hecho!...

RANCE
Sid le ha dicho a Nick que
lo ha visto tomar este camino. 
¿No es verdad, Nick?

NICK
Es verdad...

(Minnie lo mira, y éste se turba)

RANCE
El rastro acaba aquí.

(con intención) 

¿Tú no lo has visto? seguramente...
Entonces... ¿dónde fue? 

NICK
(viendo el resto del cigarro de Johnson)
¡Un habano!...
¡Él está aquí!...

(En voz alta, con intención) 

Quizás se haya equivocado...
¡Sid tiene una lengua larga!

MINNIE
(altiva)
Pero entonces, 
¿quién ha dicho que el bandido era Johnson?

RANCE
(mirándola fijamente)
Su mujer.

MINNIE
(titubeando)
¡Su mujer! ¿Quién?

RANCE
(con desprecio)
Nina.

MINNIE
¿Nina Micheltorena?
¿Acaso la conoce?

RANCE
(irónico)
Es su amante.
Cuando nos dimos cuenta del engaño,
trajimos a Castro prisionero,
y tomamos en sendero
que lleva a "Palma". Esperaban nuestra llegada.
Allí estaba Nina. 
Nos mostró su retrato...

(mostrándolo a Minnie) 

¿Lo ves?

MINNIE
(observa el retrato, confusa, después 
se lo devuelve riendo y con expresión
indiferente)
¡Ja, ja, ja, !

RANCE
¿De qué te ríes?

MINNIE
¡Oh, de nada!... 

(irónica) 

¡Menuda compañera ha elegido!...
¡Nina!

SONORA
¡Aprende!

MINNIE
Ahora, muchachos, es tarde...
¡Buenas noches!

SONORA
(educado)
Te dejamos dormir...

MINNIE
¡Gracias! Ahora estoy más tranquila.

ASHBY
¡Vámonos!

(comienzan a salir, Nick es el último) 

NICK
(a Minnie, haciéndole ver que ha comprendido)
Si quieres… me quedo.

MINNIE
No. ¡Buenas noches!

(sale. Minnie espera unos instantes inmóvil junto 
a la puerta, luego a Johnson con desprecio) 

¡Fuera!... ¡Sal de ahí!...

(Johnson sale) 

¡Has venido a robarme!

JOHNSON
¡No!...

MINNIE
¡Mientes!

JOHNSON
¡No!

MINNIE
¡Sí!

JOHNSON
Todo me acusa... Pero...

MINNIE
¡Basta! 
Dime ¿por qué estás aquí,
sino para robar?

JOHNSON
(acercándose a Minnie)
... pero cuando te vi...

MINNIE
(áspera y con gesto seco)
¡Despacio, despacio!... 
¡No des un solo paso más... o pido ayuda! 
¡Un bandido!... ¡Un bandido!

(irónica) 

¡Ja, ja, ja! ¡Qué afortunada soy!... ¡Un bandido!
¡Puedes irte!... ¡Vete!...

(Minnie está a punto de llorar pero se contiene) 

JOHNSON
¡Una sola palabra!
¡No me defenderé!
¡Soy un demonio, lo sé, lo sé!
¡Pero no te he robado!
Soy Ramerrez. 
Nací vagabundo y ladrón fue mi apellido 
desde que vine al mundo. 
Pero mientras mi padre vivió,
nunca lo supe.
Ya hace seis meses desde su muerte...
La única herencia que nos dejó,
a mi madre y a mis hermanos, 
para mantenernos,
fue una banda de expertos bandidos.
Lo acepté.
¡Ése era mi destino!
Pero un día te encontré... 
He soñado con irme contigo lejos, muy lejos,
y redimirme con una vida de amor y trabajo... 
Mis labios murmuraron una ardiente suplica:
"¡Oh Dios, que ella no sepa de mi vergüenza!"
¡Ay de mí! ¡Mi sueño se esfumó!
Ya te lo he dicho todo... 
¡Adiós!

MINNIE
(conmovida, sin aspereza)
Eres un bandido...
¡Que Dios te perdone!

(con amargura) 

Mi primer beso te lo llevas contigo,
pues te creí mío, solamente mío.
¡Vete, vete ahora! ¡Adiós!
Te matarán... ¡Qué me importa!

(Minnie ha dicho esta última frase 
maquinalmente, casi forzada) 

JOHNSON
(desesperado, decidido, desarmado, abre 
la puerta, dispuesto a sacrificarse)
¡Adiós!

(sale rápidamente)

MINNIE
(llorando)
¡Todo ha terminado!... ¡Todo!

(Se oye un disparo muy cercano. 
Se sobresalta) 

Lo han herido... 

(con gran esfuerzo) 

¿Qué me importa?

(Se oye la caída de un cuerpo cerca de la puerta. 
Minnie no resiste más y corre a abrir. Johnson 
está en el suelo, herido de bala. Minnie lo ayuda 
a entrar.)

JOHNSON
(sofocado, resistiéndose a entrar)
¡No cierres la puerta!...
¡Debo salir!...

MINNIE
¡Entra!

JOHNSON
¡No!...

MINNIE
¡Entra!

JOHNSON
¡No cierres, no!
¡Quiero irme!...

MINNIE
(desesperada)
¡Quédate aquí!...
¡Estás herido!... ¡Escóndete aquí!

(cierra la puerta) 

JOHNSON
¡Abre la puerta!... ¡Quiero irme!

MINNIE
(abandonándose)
¡Quédate! ¡Te amo, quédate!
¡Eres el hombre al que besé por primera vez!
¡No puedes morir!

(con dificultad, ayuda a Johnson a 
subir al cobertizo) 

¡Vamos, rápido!... ¡Te amo!

(Rance llama a la puerta. Johnson aún 
está subiendo a mitad de la escalera) 

¡Sálvate!... ¡Luego nos marcharemos lejos!

JOHNSON
(casi desmayado)
¡No puedo más!...

MINNIE
(ayudándolo)
Así... ¡Sí puedes!... ¡Adelante!...
¡Vamos, coraje! ¡Te amo, te amo! ¡Vamos!

(Johnson se deja caer en el cobertizo. 
Minnie retira la escalera y corre a abrir.
Rance entra como un torbellino con el 
revólver en la mano.)

MINNIE
¡Qué hay de nuevo, Jack?

RANCE
(severo)
No soy Jack... ¡Soy el sheriff!
Y estoy cazando a tu maldito Johnson.
Su rastro llega hasta aquí.
¡Aquí está!... ¿Dónde?

MINNIE
(con aspereza)
¡Ah, ya me tienes harta
con tu Ramerrez!

RANCE
(apuntando a la cama con el revolver)
¡Ahí!... 
¡No, no está!...

(impaciente) 

¡Pero le he herido!
¡Seguro que le he dado!
¡No puede haber huido!
¡Tiene que estar aquí!

MINNIE
(siempre con aspereza)
¡Búscalo, entonces!...
¡Revuelve cuanto quieras
y luego vete 
de una vez por todas!

RANCE
(bajando el revólver)
¿Me juras que no esta aquí?

MINNIE
(burlona)
¿Por qué no te quedas a buscarlo?

RANCE
(Mira a Minnie y a la habitación, luego 
dice con ira contenida)
¡Esta bien! Me habré confundido...

(se vuelve con ímpetu) 

¡Pero dime que no lo amas!

MINNIE
(desdeñosa)
¡Estás loco!

RANCE
(se acerca, pálido y tembloroso)
¡Sí, estoy loco por ti!...
¡Te amo, te deseo!...

(la abraza y besa violentamente) 

MINNIE
(librándose de Rance)
¡Canalla!....

(se zafa y huye) 

RANCE
(completamente exaltado)
¡Te deseo!...

MINNIE
(aferrando una botella y amenazándolo 
con golpearlo)
¡Sinvergüenza! ¡Vete de aquí!... ¡Fuera!

(obliga a Rance a ir hacia la puerta) 

RANCE
(amenazador)
Eres una fiera... ¡Lo amas!
Quieres quedarte con él...
Sí, me voy, pero te juro...

(señalando a Minnie con una mano) 

... ¡que no te tendrá!...

(Una gota de sangre, procedente del cobertizo, 
cae en la mano de Rance) 

¡Qué extraño! 
Tengo sangre en la mano...

MINNIE
(se aproxima y habla con voz temblorosa, 
intentando disimular)
¡Quizás te he hecho un rasguño!...

RANCE
(se limpia con un pañuelo)
No, no es un rasguño... ¡Mira!

(vuelve a gotear sangre) 

¡Sangre otra vez!...

(mirando al techo) 

¡Arriba!... ¡Está arriba!

MINNIE
(oponiéndose con toda su fuerza a Rance)
¡Ah, no!... ¡No te dejaré!

RANCE
(desasiéndose de Minnie)
¿Déjame!

(imperativo) 

¡Señor Johnson, baje!

(ve la escalera y la apoya en el cobertizo) 

MINNIE
(suplicando)
¡Espera!... 
¡No puede, no puede, míralo! ¡No puede, no!

(Con un gran esfuerzo, Johnson se levanta 
y empieza a bajar)

RANCE
(impaciente)
¡Baja, o por Dios!...

(apunta con el revólver a Johnson) 

MINNIE
(cada vez más implorante)
¡Un momento, Rance!
¡Sólo un momento!

RANCE
¿Un momento? ¿Y por qué?
¡Ja, ha, ja, qué gran cambio!...

(Johnson, ayudado por Minnie, 
se arrastra hasta la mesa) 

¿Aun deseas jugar 
una partida conmigo,
señor de Sacramento?
Elige:
¡Horca o pistola!

(Johnson se deja caer sobre la silla, apoya los 
codos sobre la mesa y se desmaya) 

MINNIE
(muy violenta)
¡Basta, demonio!
¡Míralo, está desvanecido!
No puede oírte...

(desesperada, se aproxima a Rance y le 
habla con voz seca) 

Hablemos nosotros...
¡Y acabemos de una vez!
¿Tú quién eres, Jack Rance? Un jugador. 
¿Y Johnson? Un bandido.
¿Y yo? La dueña de un bar
que vive del whisky y el oro.
¡Todos somos harina del mismo costal!
¡Bandidos y tramposos!
Esta noche has intentado 
satisfacer tu pasión...
Pues bien, ¡ésta es mi apuesta!

RANCE
(mirándola con atención)
¿Qué quieres decir?

MINNIE
¡Una partida de póquer!
¡Apuesto este hombre y mi vida!...
Si ganas, 
te quedas conmigo 
y este pobre herido...
Pero, si gano yo,
bajo tu palabra,
¡este hombre será mío! ¡Ah, sólo mío!

RANCE
¡Cómo lo amas!...
¡Acepto, sí!... ¡Serás mía!

MINNIE
¿Lo juras?...

RANCE
Sé perder como un caballero...
¡Pero, por Dios!... 
Estoy deseoso de tenerte, ardiendo...
¡Si gano, te tendré!...

(Minnie hace un gesto de repulsión, va hacia 
el armario y furtivamente esconde algo en una 
media) 

MINNIE
Espera un momento... 

RANCE
(impaciente)
¿A qué esperas?

MINNIE
Buscaba una baraja nueva...

(se acerca a la mesa) 

Estoy nerviosa: discúlpame.
Es una cosa terrible pensar que 
un juego decide el curso de una vida.

(se sienta frente a Rance) 

¿Estás listo?

RANCE
¡Listo! Corta.

MINNIE
A dos de tres manos.

RANCE
(dando las cartas)
¿Cuántas?...

MINNIE
Dos...

RANCE
¿Qué te hace quererlo tanto?

MINNIE
(ansiosamente, ambos escrutan sus cartas)
Y tú, ¿qué encuentras en mí?...
¿Qué tienes?

RANCE
Rey.

MINNIE
Rey.

RANCE
Comodín.

MINNIE
Reina.

RANCE
¡Ganaste!
¡A la siguiente mano!

(juegan) 

Dos ases y una pareja...

MINNIE
(mostrando sus cartas)
Nada!

RANCE
(alegre)
¡Empate! ¡Empate! ¡Viva!

MINNIE
(preocupada)
¿La siguiente es la decisiva?

RANCE
¡Sí, corta!...

MINNIE
(intentando ablandarlo)
Rance, me arrepiento
de las cosas que dije...

RANCE
Descártate.

MINNIE
Siempre pensé
bien de ti, Jack Rance...
Y siempre pensaré...

RANCE 
(seguro de su triunfo)
Sólo pienso en que te tendré
entre mis brazos.
¡Tres reyes! ¡Mía! ¡Te he ganado!

MINNIE
(esconde su propio juego, parece que se fuera 
a desmayar)
¡Rápido, Jack, por favor!
¡Dame cualquier cosa... estoy mal!

RANCE
(levantándose)
¿Qué te doy?

MINNIE
(indicando la alacena)
¡Allá!...

RANCE
¡Ah, la botella!... ¡Ya la veo!...

(se aproxima rápidamente para coger la 
botella de whisky) 

¿Dónde hay un vaso?

(Minnie aprovecha ese momento para cambiar 
las cartas que están en juego por las de las 
medias)

MINNIE
¡Rápido, Jack!... 
¡Te lo pido por favor!

RANCE
(regresando con un vaso)
¡Sé muy bien por qué te desmayas!
¡Has perdido!

MINNIE
(gritando)
¡Te equivocas! ¡Oh, alegría!
¡He ganado!
¡Tres ases y una pareja!

(Rance se queda estupefacto, sin palabras. 
Deja la botella, guarda las cartas y se domina) 

RANCE
(fríamente)
¡Buenas noches!

(Sale tomando su sombrero y chaqueta. 
Minnie se abandona a una risa histérica)

MINNIE
¡Es mío!

(Rompe en llanto y abraza a Johnson, 
que continúa desmayado.)

Acto III