ATTO SECONDO


(Sotterraneo del castello. Scala nel fondo)

Scena Prima

(Giorgio con lanterna in mano introducendo nel 
sotterraneo vari servi del Duca)

GIORGIO
Bravi, bravi, qua venite.
Niun ci vede: mi seguite.
Qui senz'ombra di sospetto
parlerem con libertà.

CORO
Qui senz'ombra di sospetto
parlerem con libertà!

GIORGIO
Qui si tratta, cari amici,
Di salvar que' due infelici,
vendicarci in conclusione
Di quel can, di quel briccone.
Che ne dite?...

CORO
Siamo qua.
Padron Giorgio, non temete.
Di noi tutto disponete:
questa barbara oppressione
una volta finirà.

GIORGIO
Questa volta, cospettone,
non la scappa in verità.
Or ben: già qualche cosa
Vi dissi: il resto or vi dirò... ma dove
il nostro prigionier s'è mai cacciato?...
Ah! ah! del nuovo alloggio
gli appartamenti passerà in rivista:
Eccolo qua.

TORVALDO
(Si arresta vedendo i servi.)
Oh mio...

GIORGIO
Parlate pure
con tutta libertà, senza spavento.
Qui siam tutti per voi 
d'un sentimento.

(Il coro dà segni d'approvazione.)

TORVALDO 
Dunque...

GIORGIO
In poche parole: la signora
già di tutto è istruita.
A voi poc'anzi il più feci anche noto.
Attenti dunque al resto.
Sessanta granatieri in nostro aiuto
Qui son tra poco: all'imbrunir del giorno
Dell'arrivo il momento è concertato.
Tutto in armi è d'intorno.
Al comparir di quella brava gente
Un fischio, e immantinente
La campana a martello,
Si spalancan le porte del castello,
I contadini, i granatieri, noi…
Insomma, pria di notte il colpo è fatto.
Ah, che ne dite?

TORVALDO 
Il Ciel lo voglia, ma...

GIORGIO 
Che ma?...

TORVALDO
Se quel crudele
attenta alla mia vita?...

GIORGIO
Oh cospettaccio!
Vorrei ben veder questa!
Della prigion le chiavi
non escon di mie mani. S'ei qui viene
verrò anch'io, non temete.

TORVALDO
Ah dimmi intanto,
varo, che fa la dolce mia consorte
in balìa di quell'empio...

GIORGIO
Oh questo poi...
Per Bacco! vostra moglie è una donnina
che soggezion non ha di brutti musi.
Or basta, io torno sopra,
voi state di buon animo.

TORVALDO
Ah, un istante:
odimi; ah tu di me, mio buon amico,
dalle novella, dille
che lei sola ho nel core,
che sol per lei m'affliggo,
che a nome ognor la chiamo.
Dille...

GIORGIO 
Ho inteso.

TORVALDO 
No, ascoltami.

GIORGIO 
Sentiamo.

TORVALDO
Dille che solo a lei
rivolto è il pensier mio.
Dille che sol desio
Vederla, e poi morir.
Morire in sua difesa,
Morir con alma forte...
No, non parlar di morte,
Risparmia il suo martir.

GIORGIO 
Dunque, io vado...

TORVALDO 
Ah senti!...

GIORGIO 
Oh flemma!

TORVALDO
La mia sposa, i giorni miei
cari amici, ah difendete!...

GIORGIO, CORO
Sarà salva, non temete,
qui per voi si pugnerà.

TORVALDO
Ah potessi il braccio mio
oggi anch'io d'un ferro armar!
Mi vedreste su quell'empio
morte e scempio fulminar.

GIORGIO, CORO
Non temete; noi quell'empio
noi saprem per voi domar.

(Partono.)

Scena Seconda 

(Appartamento del castello. Il Duca viene 
alla porta di prospetto, indi siede)

DUCA
No, pentirsi non giova: il dado è tratto.
Ella sì, sarà mia. A' miei disegni
chi resister potrà? Possente ovunque,
paventato è il mio nome. A' nostri giorni
l'oro può tutto, ed oro
a me non manca. Ad altre
Più difficili imprese
seppi aprirmi la via.

(Alzandosi.)

Ed or che in pugno ho la vittoria, il campo
ceder potrei da vile?... Ah no; sia lungi
Ogni inutil timor: colpe, rimorsi.
Nomi vuoti di senso io non vi curo.
Mi chiami il volgo insano
vile, tiranno, scellerato ed empio:
Sì, degl'empii felici io son l'esempio.
Ehi!

GIORGIO
(Dalla porta di prospetto.)
Pronto a' suoi comandi.

DUCA 
Dorliska a me.

GIORGIO
(In atto di entrare nelle camere a sinistra.)
La servo.

DUCA
(Richiamandolo.)
Ehi! Bada bene!
Della prigion la porta
sia chiusa a tutti... intendi?... 
o la tua testa...

GIORGIO
Non serve altro, ho capito.
Non dubiti, signor, sarà servito.

DUCA
(Verso Giorgio che torna a incamminarsi
verso le camere di Dorliska.)
Balordo!

GIORGIO
(Tornando indietro.)
Dice a me?...

DUCA
Bestia!... hai ragione
ch'ei cadde in mio poter... Se ciò non fosse
Povero te!... ma come al suolo estinto
io crederlo potei! e come io stesso
nol riconobbi!...

GIORGIO
(Riprendendo coraggio.)
Eh certo: io non ne ho colpa.
Mai non l'avea veduto, e poi per Bacco
ad abbordar mi venne
con certa aria patetica
con un certo discorso inzuccherato
che i primi furbi avrebbe intrappolato.

DUCA
Non più: venga costei.

(Giorgio entra nelle camere di Dorliska.)

Sì, questo mezzo
È il più spedito: ove dolcezza è vana
giovi il timor.

(Esce Dorliska accompagnata da Giorgio e da 
Carlotta. Il Duca accenna a questi due di partire. 
Giorgio parte per la porta di prospetto; Carlotta 
rientra nelle camere di Dorliska.)

Dorliska, di Torvaldo
è cara a voi la vita?

DORLISKA
(Da sé.) 
Empio!

DUCA
Tacete?
Io parlerò per voi.
M'udite, in brevi detti
chiaro favellerò. Mezzo possente
a me non manca onde ottener disciolto
il nodo marital, che a mio dispetto
a Torvaldo vi strinse. Ove Dorliska
consenta ad esser mia
Torvaldo è salvo, ove ricusi, ei muore.
In mie mani riposta è la sua sorte:
Da voi dipende or dargli vita o morte.

DORLISKA
Che sento mai! 
Qual nuovo eccesso! Ah iniquo.
Anima rea, più rea di quante al mondo
Anime scellerate...

DUCA
Ad altro tempo i rimproveri acerbi.
Il tempo è questo di risolver.

DORLISKA
Non più. Di mie sventure
Tu fosti il primo autor. Compi, crudele,
L'opra nefanda, e colpe a colpe aggiungi.
Cada sull'innocente,
cada, se vuoi, la tua vendetta atroce!
Odio eterno, feroce io ti giuro...

DUCA
Rifletti, ti pentirai...

DORLISKA
Pentirmi?... Ah no!... Giammai!

DUCA 
Senti...

DORLISKA
Taci, non più, t'intesi assai.
Ferma, costante, immobile
nel pensier son io.
Sempre dell'odio mio,
sempre sarai l'oggetto!
Quel tuo feroce aspetto
spavento, orror mi fa.
O Numi clementi,
che il cor mi vedete,
fra tanti cimenti
deh voi mi reggete,
mi date valor.

DUCA 
Dunque?

DORLISKA 
Invano.

DUCA
Sconsigliata!
Tu resisti?... Ah tu non sai
qual t'attende infausta sorte!...

DORLISKA 
Parla.

DUCA 
Trema!

DORLISKA 
E qual?

DUCA 
La morte.

DORLISKA
Ah venga una volta,
La morte sol bramo.
La chiedo, la chiamo.
Che tarda? Che fa?...
Ah!... Morir per caro sposo,
Per serbargli fedeltà!...
Della vita, più gradita
Questa morte a me sarà.
Un istante a un'alma amante
più felice amor non dà. 

(Parte.)

Scena Terza

(Duca, indi Giorgio.)

DUCA
Insensata!... e non vede
che a me resiste invan!...

(Passeggia pensieroso.)

Giorgio!

GIORGIO 
Signore.

DUCA
Quando fia di ritorno,
Ormondo venga a me. Nelle mie stanze
L'attendo. Ehi, tel ripeto:
della prigion le chiavi
non escan di tue mani.

GIORGIO
Oh, sia tranquillo: eccole qua.

(Le mostra alla sua cintola.)

DUCA
Bada: se il cenno mio
da te d'un punto solo è trasgredito
la tua testa va in aria.

GIORGIO
Eh! Ho già capito.

(Il Duca parte.)

Scena Quarta

(Giorgio, indi Dorliska e Carlotta.)

GIORGIO
Va' là, che vuoi star fresco!
Ah se il colpo riesce
che giubilo, che festa!... 
ma, m'inganno?...

(vedendo Dorliska e Carlotta.)

DORLISKA 
Giorgio!...

GIORGIO 
Signora mia.

DORLISKA
Ah delle mie sventure
se un senso di pietà ti parla in core,
tu mi soccorri... assistimi...

GIORGIO
Cospetto!
Potete dubitarne?... 
Per voi sola mi trovo in questo imbroglio.

DORLISKA
Ah sì! nel tuo soccorso
Molto io m'affido, ma se intanto... oh Cielo!
Se il mio persecutore...

GIORGIO 
Ebben?...

CARLOTTA
Di suo marito Per la vita ella trema.

DORLISKA
Ah l'infelice.
Chi sa sul mio destino,
sulla sua sorte a quante smanie è in preda.

GIORGIO
Non temete: lo sposo
per or correr non può sventura alcuna.
Ei sta chiuso: io l'ho in guardia; }
ecco le chiavi...

DORLISKA
Ah per pietà, mio caro, un sol momento
fa' ch'io lo veda!

GIORGIO 
Oh questo poi!...

DORLISKA
Ricusi
a una dolente sposa,
a un innocente oppresso
un sì lieve conforto?... 
Ah tutti, tutti con me sono inumani,
tutti crudeli?...

GIORGIO
Oh non è ver, sentite...

(Da sé.)

Vedi, che tentazione!... 
Il Duca adesso è ver ch'è nel suo quarto... 
ma se torna...
Non vorrei...

(A Dorliska.) 

Oh no, no.

DORLISKA 
Ah me infelice!

CARLOTTA
Oh via, la conducete.

GIORGIO
Io?... Non sia mai! Cospetto!
E se il Duca mi cerca?...

CARLOTTA
Ebben, con lei anderò io.

DORLISKA 
Si, Si.

CARLOTTA 
Via, siate buono.

DORLISKA 
Un quarto d'ora.

CARLOTTA 
Oh men: dieci minuti.

DORLISKA 
Signor Giorgio!...

CARLOTTA 
Fratello!

DORLISKA
Per pietà!...

GIORGIO
Basta, basta: 

(Da sé.) 

Che serve? 

(Dà le chiavi a Carlotta.)

Eccole qua.
Ma per amor del cielo...

CARLOTTA
Sì, presto torneremo. Andiamo.

DORLISKA
Andiamo.
Cara, m'affido a te.

CARLOTTA 
Non dubitate.

DORLISKA 
Tu mi consoli.

CARLOTTA
Oh spero
che presto consolata appien sarete.
Il core, il cor mi dice
Che presto fine avran le pene e i guai.
Quando a me parla il cor, non sbaglia mai.
Una voce lusinghiera
Risuonar m'intesi in core,
Che diceva: Spera, spera,
il destin si cangerà.
Quell'affanno, quel dolore
Presto, presto passerà.
Via! Non piangete, lo rivedrete
Gli parlerete con libertà.

(A Giorgio.)

Non dubitate, presto torniamo.

(A Dorliska.)

Via consolatevi , per carità.

(Da sé.)

Mi vien da piangere non posso reggere.
Povera diavola, mi fa pietà.
Son troppo tenera, troppo sensibile
verso la misera, umanità.

Scena Quinta

(Giorgio, indi il Duca.)

GIORGIO
Non so se ho fatto bene,
non so se ho fatto male: orsù; che serve?
Or pentirsi non giova. Alfin tra poco
sarem tutti contenti.
Non v'è più che temer. 
Tutto è disposto. La notte s'avvicina:
Da bravo generale
Ho tutti ispezionati
I miei posti avanzati:
sentinelle per tutti: ah se il gran colpo,
se il gran colpo riesce, in verità
duca mio caro... oh diavolo! Egli è qua.

(Il Duca sarà entrato senza che Giorgio se ne 
avvedesse e si sarà posto a sedere pensieroso.)

DUCA
(Alzandosi.)
Ah non posso! Invan lo spero!
Non m'inganna il mio pensiero.
Finché ei vive, io tento invano
un istante respirar.
Tutto è pronto: ferro e mano.
Saria colpa il dubitar.

GIORGIO
(fra sé)
Oh che ciera annuvolata!
Tace e freme!... Oimè che occhiata!
La burrasca da lontano
Io già sento borbottar.
Sarà meglio piano, piano
Con prudenza il tacco alzar.

(In atto d'andarsene.)

DUCA 
Così si faccia Giorgio.

GIORGIO 
Signore.

DUCA 
Della prigione le chiavi a me.

GIORGIO
Le chiavi?... 

(Da sé.) 

Diavolo!

(Al Duca.) 

Ecco... ah ci sono!

(Da sé.)

Ah, chi mi salva?... 
Povero me!

DUCA 
Ebben?...

GIORGIO
(Imbarazzato.)
Le cerco. 

(Fingendosi ricordarsi.)

Ve' che balordo.
Nella mia camera or mi ricordo
dentro un armadio chiuse le avrò.
Ma non temete... 

(Sforzandosi mostrar franchezza.)

Oh ve lo giuro,
nelle mie mani sono in sicuro.
Nemmeno il diavolo trovar le può.

DUCA 
Presto le voglio.

GIORGIO
Vado. 

(Da sé.) 

Che imbroglio!
Ah se potessi fuggir di qua!

(Incamminandosi verso il fondo della scena).

DUCA
(Avvedendosene.)
Ma tu cospetto
or là che fai?...
Alla tua camera 
di qui si va.

(Additando la destra.)

GIORGIO
Ah è ver! Che bestia! Vado e ritorno.

(Da sé.)

Qui non v'è uscita come si fa?
Ah faccia tosta qui ci vorrà.
Fortuna aiutami per carità.

(Entra. Il Duca resta pensoso per qualche
momento, indi rivolto di spalle alla camera 
dove entrò Giorgio.)

DUCA
Sì, ch'ei muoia. Ormondo, Ormondo
vibri il colpo in mia presenza
Sì, ho deciso.

GIORGIO
(Gettandosegli ai piedi all'improvviso.)
Ah Eccellenza...
Compatite... perdonate...

(Rialzandosi.)

Ah pettegola... fraschetta...
Non ne ho colpa... Ah maledetta!...

DUCA
Tu che dici?... Io non t'intendo!

GIORGIO
Ah... le chiavi... ahimè... perdono!...

DUCA
(Sdegnato.)
Che?... le chiavi?...

GIORGIO 
Non ci sono.

DUCA 
Chi le ha prese?...

GIORGIO 
Mia sorella...

DUCA
(Fiero.)
Non ci sono!... Tua sorella?...

(Afferrandolo.)

Ah canaglia, mascalzone,
traditore, vien con me!

GIORGIO
Ah signore, compassione...
me meschin... che fate?... ahimè?

DUCA
Se s'avvera il mio sospetto
Ti vo' far sotto un bastone
Accoppato, disossato,
Stritolato; all'altro mondo
Per le poste galoppar.

GIORGIO
Ma sentite... 

(Da sé.)

Maledetto!

(Al Duca.)

Me meschin! Sotto un bastone?
Accoppato? Disossato?

(Da sé.) 

Ah da questo furibondo
chi mi viene ora a salvar?

(Partono per la porta di prospetto. Il Duca 
strascinerà Giorgio con violenza.)

Scena Sesta 

(Carcere. Torvaldo e Dorliska, in atto di 
dividersi, e Carlotta.)

DORLISKA
Dunque tu vuoi ch'io parta?

TORVALDO
Sì, l'esige
la tua, la mia salvezza.

DORLISKA
Ah che in lasciarti
sento squarciarmi il core: in questo stato,
in dubbio di tua sorte,
fra speranza e timor, pena e desio.
Ah spiegarti non so l'affanno mio.
Quest'ultimo addio ti parli per me.

TORVALDO
Ah taci, ben mio. Io tremo per te.

DORLISKA 
Che istante funesto!

TORVALDO 
Che affanno è mai questo!

DORLISKA, TORVALDO
L'affanno di morte
più crudo non è...

CARLOTTA
Ma via, signori miei
Finiamola una volta: affè, se il Duca
Sa che quivi vi ho condotta
E il diavol qua lo porta in sua malora.
Povera me! Quell'orco mi divora!

(Sempre in atto di spiare verso la porta.)

DORLISKA 
Dunque...

TORVALDO
Non più, coraggio.
L'amico Giorgio pria che il sol tramonti
ne promette salvezza. Al Ciel si lasci
di noi la cura. Il Ciel clemente e giusto...

CARLOTTA
Ah disgraziata me!

TORVALDO 
Che?...

CARLOTTA
(Spaventata)
Il Duca!... Ah ch'io lo dissi!

TORVALDO 
Che sento!

DORLISKA
Giusto Cielo!
Miseri noi!

TORVALDO 
Coraggio.

CARLOTTA 
Io son di gelo.

Scena Settima

(Il Duca, trascinando con violenza Giorgio 
ed entrando impetuosamente.)

DUCA
Alme ree!... Tremate!... Invano
di fuggirmi voi tentate.
Traditori, omai tremate,
vi raggiunse il mio furor!

(A Dorliska.)

Voi signora, in queste porte?

(A Torvaldo.)

Tu fuggirmi?...

(A Giorgio e Carlotta.)

Voi tradirmi?
Miei nemici tutti siete,
qui morir tutti dovrete:
sazierete il mio furor.

DORLISKA
Ah signor, la rea son io,
tutto il fallo, ah tutto è mio:
mi credete, vi calmate,
non per me, per lui pietà.

DUCA
(A Dorliska.)
Con que' pianti lusinghieri
di sedurmi invan tu speri.
Alme inique, scellerate
no, per voi non v'è pietà.

TORVALDO
Non è ver, l'accieca amore,
d'ogni mal son io l'autore.
Mi credete, m'ascoltate,
non per me, per lei pietà.

CARLOTTA
Che impensato avvenimento!
Che paura! Che spavento!
Ah sentite! Vi calmate!
Ah signor, per noi pietà!

GIORGIO
Ah l'affar per me s'imbroglia!
Tremo già come una foglia!
Ah di me non vi scordate,
ah signor, per me pietà.

DUCA
(a Dorliska.)
Vieni.

DORLISKA, TORVALDO
Ferma.

DUCA 
Invano.

TORVALDO
(Fiero.)
Indietro!...

DUCA
(Avventandosi, a Torvaldo.)
Tu resisti?... Indegno!

TUTTI
(Eccetto il Duca.)
Ferma!

(Si ode il suono d'una campana a martello.)

TUTTI
(Eccetto Giorgio)
Qual suono è mai questo?...
Ah sogno!... son desto!...
Che deggio pensar?

GIORGIO
(Con eccesso d'allegria e fuor di sé.)
Evviva!... Ci siamo! 
Gli amici son qua!

(A Torvaldo.)

Coraggio.

(A Dorliska.)

Coraggio,
Il gioco fra poco
finito sarà.

DUCA
(Avvedendosi dell'allegria di Giorgio.)
Tu gioisci?... e d'onde?... Oh rabbia!
Mori, iniquo traditor.

(Investe Giorgio con la spada nuda. ma in 
questo esce il coro con Ormondo.)

ORMONDO, CORO
Presto, signore, presto, correte,
vi difendete per carità.

DUCA 
Che avvenne mai?

ORMONDO
Ah vi son guai!
Tutto il villaggio vi chiede a morte.
I vostri servi apron le porte,
cento soldati fià sono entrati
e si combatte - Senza pietà.

DUCA
Che sento!... Oh rabbia!... 

(Strappando dalle mani di Carlotta le
chiavi, e dandole a Ormondo.)

Tu prendi. Io volo.

(A Ormondo.)

Tu resta in guardia di queste porte.
Salvami, o sorte, o mio valor.
Non giubilate di me tremate,
fra pochi istanti farò ritorno.
Il vostro sangue in questo giorno
la mia vendetta saziar dovrà.

DORLISKA, TORVALDO
Ecco il momento! Che smania io sento!
Quai colpi orribili suonan d'intorno!
Ah dalla sorte di questo giorno
la nostra sorte dipenderà.

(Parte il Duca con Ormondo e gli armati.)

Scena Ottava

(Torvaldo, Dorliska, Giorgio, Carlotta,
indi Ormondo.)

DORLISKA 
Ah di noi che sarà?...

TORVALDO
Mia cara, omai io più non temo.

GIORGIO
Oh anch'io.
Ma ancor non dico quattro; eccoci intanto
nella trappola tutti.

ORMONDO
(Inginocchiandosi innanzi a Torvaldo
presentando le chiavi e la sua sciabola.)
Ah miei signori,
Salvatemi la vita: ecco le chiavi,
ecco armi se volete,
difendetevi pur; ma...

TORVALDO
Sì, le chiavi;
Quell'armi a me. Tu salvo sei; lo giuro.

DORLISKA, CARLOTTA, GIORGIO
Ma dove?...

TORVALDO
In un istante
Qui son fra voi; finch'io ritorno...

(Accenna a Giorgio di assister Dorliska, e parte.)

DORLISKA 
Oh cielo!

GIORGIO 
Non serve altro.

DORLISKA 
Ahi Torvaldo!

CARLOTTA 
Oh che paura!...

GIORGIO
(Ad Ormondo.)
Ma insomma, il Duca?...

ORMONDO
Il diavol che lo porti!
Or per lui ci troviam nel brutto imbroglio.
Nel corridor che guida
di quest'oscuro carcere all'ingresso
da ogni parte assalito.
Si difende, ma invan...

DORLISKA 
Cresce il rumore.

CARLOTTA 
Ah dove ci salviamo?...

CORO DI CONTADINI
(Di dentro.)
Dagli, dagli!

GIORGIO 
Cospetto!...

DORLISKA 
Ahimè!...

ORMONDO 
Ci siamo.

Scena Ultima

(Il Duca entra precipitosamente difendendosi da 
Torvaldo e da gran numero di contadini e soldati, 
che l'inseguono armati.)

TORVALDO 
Cedi!

DUCA 
Indietro!

TORVALDO
(Disarma il Duca.)
T'arrendi: sei vinto.

DUCA 
Oh furor!...

TORVALDO 
Di catene sia cinto!

CORO
Morte, morte al crudele, al tiranno!
Morte, morte a quel vil traditor!

DUCA
Ah qual voce d'intorno rimbomba?...
Che m'accade?... ove son?... 
chi m'aita?... 
Ah qual gelo sull'alma mi piomba, 
che mi agghiaccia d'insolito orrore?...

(A Giorgio.)

Tu tradirmi!... oh destino tiranno

(A Torvaldo.)

Voi felici! oh mio barbaro affanno!
Io fra' ceppi!... ah spietata mia sorte!
Né m'uccide la rabbia, il furor!...
Per pietà, mi traete alla morte,
del mio fato compite il rigor.
Cento larve già intorno mi stanno,
Mille furie straziando mi vanno,
Ah la cruda spietata mia sorte
D'ogni morte mi sembra peggior.

CORO
Morte, morte al crudele, al tiranno!
Morte, morte a quel vil traditor!

(Il Duca parte circondato da' soldati.)

GIORGIO
(A' soldati che lo conducono.)
Per Bacco, seguitatelo,
legatelo ben stretto,
quel ceffo maledetto
ancor mi fa tremar.

DORLISKA, TORVALDO
Grazie al destin pietoso
noi siam felici appieno,
deh vieni a questo seno,
cessa di palpitar.

CARLOTTA, GIORGIO
Grazie al destin pietoso,
or son felice appieno.
alfine un dì sereno
vedrem per noi spuntar.

TUTTI
Presto, presto, allegramente
fuori ormai da queste porte,
ed un'aura più ridente
su, si vada a respirar.
È passata la tempesta,
ritornò sereno il giorno:
sol s'ascolti omai d'intorno
pace e giubilo echeggiar.



    
ACTO SEGUNDO 


(Sótano del castillo. Una escalera al fondo)

Escena Primera  

(Jorge entra con una linterna al sótano, 
junto a varios criados del Duque) 

JORGE 
Bien, bien, venid. 
No hay nadie: seguidme.
Aquí podremos hablar libremente
sin que nadie nos vea.

CORO 
¡Aquí podremos hablar libremente
sin que nadie nos vea!

JORGE 
Queridos amigos, 
se trata de salvar a dos infelices. 
En resumen, arrancarlos de las garras 
de ese perro, de ese bribón.
¿Qué decís?

CORO 
¡Estamos contigo, Jorge, no temas! 
Cuenta con nosotros.
¡Esta opresión cruel,
algún día 
tendrá que terminar!

JORGE 
¡Diablos, esta vez sí 
que saldrá a la luz la verdad!
Bueno, dicho esto, 
ya os iré informando, pero... 
¿Dónde se ha metido nuestro prisionero? 
¡Ja, ja, quizás esté inspeccionando
su nuevo alojamiento!
¡Ahí está!

TORVALDO 
(Se detiene al ver a los criados) 
¡Oh, yo!...

JORGE 
¡Hablad con total libertad, 
sin miedo!
Aquí estamos todos reunidos 
por vuestra causa.

(El coro lo confirma.) 

TORVALDO 
¿Entonces?... 

JORGE 
En pocas palabras: 
la señora ya lo sabe todo. 
Ahora os voy a informar a vos. 
Atended. 
Dentro de poco, al amanecer, llegarán
sesenta granaderos para ayudarnos. 
La hora de la llegada ya está pactada.
Todo el mundo está armado. 
En cuanto la campana toque arrebato
y se oiga un silbido, 
aparecerá toda esa gente valiente:
los campesinos, los granaderos, nosotros...
En definitiva, que antes de esta noche 
habremos dado el golpe.
¡Ah! ¿Qué me decís?

TORVALDO 
Lo quiera el Cielo, pero... 

JORGE 
¿Pero qué?... 

TORVALDO 
¿Y si ese malvado
intenta matarme?... 

JORGE 
¡Oh, diablos, estaría bueno! 
No soltaré de mis manos
la llave de la celda, 
y si él viene,
vendré yo también, no temáis. 

TORVALDO 
¡Ah!... 
¿Pero dime si quizás mi dulce esposa,
en manos de ese desgraciado?...

JORGE 
¡Ah, os referís a eso!...
¡Por Baco, que vuestra esposa es una dama
que no dejará que abusen de ella! 
¡Basta, os vuelvo a pedir
que os animéis!...

TORVALDO 
¡Ah, un momento!...
Escúchame ¡oh, amigo mío!
cuando la veas, 
dile que sólo pienso en ella, 
que sólo por ella me angustio, 
que sólo la deseo a ella. 
Dile... 

JORGE 
¡Acabemos!... 

TORVALDO 
¡No, escúchame!

JORGE 
Está bien, hablad.

TORVALDO 
Dile que sólo a ella
van dirigidos mis pensamientos. 
Dile que lo único que deseo,
antes de morir, es verla. 
¡Morir defendiéndola, 
morir con el alma fuerte!... 
¡No, no le hables de muerte,
alíviale su martirio!

JORGE 
Debemos marcharnos...

TORVALDO 
¡Ah, escucha!... 

JORGE 
¡Oh, acabemos! 

TORVALDO 
¡Defended la vida
de mi esposa y la mía propia!... 

JORGE, CORO 
La salvaremos, no temáis.
Aquí tan sólo se luchará por vos. 

TORVALDO 
¡Ah, si pudiera blandir
yo también una espada! 
Entonces me veríais
matar y fulminar a ese desgraciado. 

JORGE, CORO 
No temáis, sabremos dominar
a ese desgraciado. 

(Se van.) 

Escena Segunda 

(Dependencia del castillo. El Duque entra 
por la puerta del fondo y se sienta)

DUQUE 
No, no es conveniente arrepentirse: 
a lo hecho, pecho... ¡Ella será mía!
¿Quién podrá resistirse a mis planes? 
Por todas partes mi nombre es temido. 
El oro lo puede todo y a mí, 
oro, no me falta. 
He salido de otros trances
más difíciles.

(Levantándose.) 

¿Y ahora que casi tengo la victoria, fracasaré?... 
¡Ah no, alejemos los temores inútiles, 
las culpas y los remordimientos!
No debo pensar en esas palabras. 
El maldito populacho me llama 
vil, tirano, perverso y desgraciado. 
¡Sí, soy el ejemplo de los déspotas felices!
¡Eh! 

JORGE 
(Desde la puerta del fondo.)
¡A sus órdenes!

DUQUE 
¡Tráeme a Dorliska!

JORGE 
(Entrando a la habitación de la izquierda.) 
¡Sí señor!

DUQUE 
(Volviéndolo a llamar.) 
¡Eh, ten cuidado!...
Asegúrate de cerrar bien
la puerta de la celda... 
¿Comprendes?... O de lo contrario, tu cabeza...

JORGE 
No temáis, os he comprendido. Estad seguro 
de que vuestras órdenes se cumplirán.

DUQUE 
(a Jorge que vuelve a encaminarse 
hacia la habitación de Dorliska.) 
¡Tonto! 

JORGE 
(Retrocediendo.) 
¿Me lo decís a mí?... 

DUQUE 
¡Bruto! Cayó en mis manos, tenías razón,
pero si no hubiera sido así... 
¡Pobre de ti! 
¡Cómo fui capaz de creer que estaba muerto!
¡Cómo no fui capaz de darme cuenta!...

JORGE 
(Envalentonándose.) 
¡Sí, es cierto: la culpa no es mía!...
Nunca lo había visto 
y llegó con una apariencia tan patética 
y una conversación tan edulcorada 
que habría sido capaz de confundir
al más listo. 

DUQUE 
¡Ya basta!... ¡Haz que venga!

(Jorge entra en la habitación de Dorliska.) 

Sí, este procedimiento es el más rápido...
Cuando la dulzura no es efectiva, 
es necesario usar el temor. 

(Aparece Dorliska acompañada por Jorge y 
Carlota. El Duque les ordena que se vayan. 
Jorge se va por la puerta del fondo y Carlota 
regresa a la habitación de Dorliska.) 

Dorliska,
¿queréis que Torvaldo viva?

DORLISKA 
(Para sí.)
¡Desgraciado! 

DUQUE 
¿Calláis? 
Yo hablaré por vos. 
Oidme, hablaré claro y con pocas palabras. 
Tengo poderosos medios 
para hacer que la boda que os unió, 
para desgracia mía, con Torvaldo,
se disuelva. 
Si Dorliska acepta unirse a mí, 
Torvaldo se salvará; de lo contrario, él morirá. 
Su suerte está en mis manos 
y de vos depende que viva o muera. 

DORLISKA 
¡Qué escucho!...
¡Qué nuevo atrevimiento!... ¡Ah, inicuo!
No hay en el mundo un alma más sucia, 
un alma más degenerada… 

DUQUE 
Guardad vuestros reproches para otro momento.
Ahora tenéis que de decidir. 

DORLISKA 
¡Basta! Tú fuiste el origen de mis desgracias. 
¡Cruel, cumple tu nefasta obra y remátala!
Qué tu atroz venganza
caiga sobre la inocente 
si así lo quieres.
¡Te juro un odio eterno y feroz!... 

DUQUE 
Reflexiona, quizás te arrepientas...

DORLISKA 
¿Arrepentirme?... ¡Ah, no!... ¡Jamás! 

DUQUE 
Escucha...

DORLISKA 
¡Basta, cállate, te he entendido!
Mi decisión es definitiva, 
constante e inamovible. 
¡Siempre serás la razón
de mi odio! 
Tu feroz aspecto
me horroriza. 
¡Oh, dioses clementes
que veis mi corazón,
dadme valor
para superar
tantas pruebas!

DUQUE 
¿Entonces? 

DORLISKA 
Pierde toda esperanza. 

DUQUE 
¡Insensata! 
¿Te resistes?... 
¡Ah, no sabes que infausta suerte te espera!... 

DORLISKA 
Habla. 

DUQUE 
¡Tiembla! 

DORLISKA 
¿Cuál? 

DUQUE 
La muerte. 

DORLISKA 
¡Ah, la muerte es la única
cosa que deseo!
La pido, la llamo...
¿Por qué no viene? ¿Por qué se retrasa?... 
¡Ah!... ¡Moriré por el querido esposo,
como garantía de fidelidad!... 
La muerte me será más querida 
que la propia vida.
Para un alma amante
no existe un momento de mayor felicidad.

(Se va.) 

Escena Tercera  

(El Duque, y luego Jorge.) 

DUQUE 
¡Insensata!...¡ 
¡Aún no se da cuenta de que se resiste en vano!...

(Camina pensativo.) 

¡Jorge! 

JORGE 
Señor. 

DUQUE 
Que Ormondo acuda a mí cuando regrese. 
Le espero en mi aposento. 
¡Eh, te lo repito:
no sueltes para nada
las llaves de la prisión!

JORGE 
¡Oh, estad tranquilo, aquí están!

(Le señala su cintura.) 

DUQUE 
Ten cuidado: si no me obedeces
a una orden mía
tu cabeza volará por los aires. 

JORGE 
¡Eh! Lo he comprendido. 

(El Duque sale.) 

Escena Cuarta  

(Jorge, luego Dorliska y Carlota.)

JORGE 
¡Vete a tomar viento fresco! 
¡Ah, si el golpe triunfa,
qué alegría, que fiesta!... 
Pero... ¿son ellas?...

(viendo a Dorliska y Carlota.)

DORLISKA 
¡Jorge!... 

JORGE 
Mi señora. 

DORLISKA 
¡Ah, si sientes en tu corazón
un poco de piedad por mis desgracias,
ayúdame… asísteme…

JORGE 
¡Diablos! 
¿Acaso lo dudáis?... 
Tan sólo por vos estoy metido en este lío. 

DORLISKA 
¡Ah, sí! Confío mucho en tu ayuda...
Pero, si mientras tanto ¡oh, Cielo!
mi perseguidor...

JORGE 
¿Y bien?... 

CARLOTA 
Ella teme por la vida de su marido. 

DORLISKA 
¡Ah, infeliz!
¿Quién sabe cuál será mi destino, 
su suerte y todo lo que tiene que llegar aún?

JORGE 
No temáis: a vuestro marido
no le puede ocurrir nada.
Está ahí encerrado, y yo lo vigilo. 
Aquí están las llaves...

DORLISKA 
¡Ah, por favor, querido, 
dejadme que lo vea por un momento! 

JORGE 
¡Oh, pero!... 

DORLISKA 
¿Rechazas
el consuelo
para una esposa doliente
y a un oprimido inocente?...
¡Ah! ¿Es que todos son conmigo
tan inhumanos y crueles?... 

JORGE 
¡Oh, no es cierto! Escuchad...

(Para sí.)

¡Qué tentación! 
El Duque está ahora en su habitación, 
pero si regresara...
Yo no querría que...

(A Dorliska.) 

¡Oh, no, no!

DORLISKA 
¡Ah, infeliz! 

CARLOTA 
¡Oh, vamos, llévala!

JORGE 
¿Yo?... ¡Claro! ¡Diablos!
¿Y si el Duque me descubre?...

CARLOTA 
Está bien, iré yo con ella. 

DORLISKA 
¡Sí, sí!

CARLOTA 
Vamos, sed bueno. 

DORLISKA 
Un cuarto de hora. 

CARLOTA 
¡Oh, diez minutos al menos!

DORLISKA 
¡Señor Jorge!... 

CARLOTA 
¡Hermano! 

DORLISKA 
¡Por favor!... 

JORGE 
¡Basta, basta!

(Para sí.) 

¿Y de qué sirve resistirse?

(Le da las llaves a Carlota.)

Aquí están.
Pero por amor de Dios...

CARLOTA 
¡Sí, pronto regresaremos! ¡Vamos!

DORLISKA 
¡Vamos!
Querida, a ti me encomiendo. 

CARLOTA 
No lo dudéis. 

DORLISKA 
Me consuelas. 

CARLOTA 
¡Oh, espero que os consoléis!
El corazón me dice que,
dentro de poco, terminarán las penas y el dolor. 
Y cuando me habla el corazón 
no se equivoca nunca. 
He escuchado como una dulce voz
me resonaba en el corazón y me decía: 
espera, espera, que el destino cambiará. 
Vuestro dolor y vuestra preocupación,
terminarán pronto. 
¡Vamos, no lloréis! 
Lo volveréis a ver
y le podréis hablar con libertad. 

(A Jorge.)

Regresaremos pronto, no lo dudes... 

(A Dorliska.) 

Vamos, consolaos, por favor. 

(Para sí.)

No puedo aguantar más las ganas de llorar. 
Pobre desgraciada, me da pena. 
Ante la miseria y la aflicción
soy demasiado tierna y sensible. 

Escena Quinta 

(Jorge, y luego el Duque.)

JORGE 
No sé si he hecho bien o mal pero 
¿de qué sirve pensar?
No es conveniente arrepentirse. 
A fin de cuentas dentro de poco 
todos estaremos contentos. 
No hay nada que temer. Todo está listo. 
La noche se acerca,
todos están en sus puestos
y hay centinelas por todas partes.
¡Ah, si el gran golpe triunfa,
vete preparando, querido Duque!...
¡Oh demonios, aquí llega!... 

(El Duque entra sin ver a Jorge,
se sienta pensativo.)

DUQUE 
(Levantándose.) 
¡Ah, no puedo! ¡Lo espero en vano! 
Mis pensamientos no me engañan.
Mientras que él viva
no estaré tranquilo.
Todo está listo, ya tengo la espada en la mano.
Sería un error dudar ahora.

JORGE 
(para sí)
¡Oh, las cosas se complican! 
¡Se calla y tiembla!... ¡Oh, qué mirada!
Ya siento el tumulto
de la borrasca en lontananza.
Lo mejor es ir preparándose
poco a poco y con prudencia.

(A punto de marcharse.)

DUQUE 
Lo haré... ¡Jorge!

JORGE 
Señor. 

DUQUE 
Dame las llaves de la prisión.

JORGE 
¿Las llaves?

(Para sí.) 

¡Diablos!

(Al Duque.) 

¡Aquí están!

(Para sí.)

¡Ah! ¿Y ahora quién me ayudará?... 
¡Pobre de mí!

DUQUE 
¿Y bien?... 

JORGE 
(Nervioso.) 
Las estoy buscando. 

(Fingiendo que recuerda algo.)

¡Qué idiota soy!
Ahora recuerdo que están guardadas
en un armario de mi habitación. 
Pero no temáis...

(Esforzándose en mostrar sinceridad.) 

Os juro
que en mis manos están seguras.
Ni el diablo las podrá encontrar... 

DUQUE 
¡Las quiero rápido! 

JORGE 
¡Voy!

(Para sí.)

¡Qué lío!
¡Ah, si pudiera huir de aquí!

(Dirigiéndose al fondo del escenario.) 

DUQUE 
(Observándolo.) 
Pero ¿qué demonios
estás haciendo ahora?...
¡A tu habitación 
se va por allí!

(Señalándole a la derecha.)

JORGE 
¡Ah, es verdad! ¡Qué bruto! Voy y vuelvo.

(Para sí.) 

¿Y cómo salgo de ésta?
A saber lo que va a ocurrir.
¡Suerte, por favor, ayúdame!

(Entra. El Duque se queda pensativo por un 
momento. Luego, espada en mano, se dirige 
a la habitación donde entró Jorge.) 

DUQUE 
¡Sí, que muera
y que Ormondo sea testigo!
¡Sí, está decidido!

JORGE 
(Arrodillándose a sus pies de repente.) 
¡Ah, Excelencia…
Compadeceos... perdonad... 

(Levantándose.) 

¡Ah, la urraca!… ¡La muy fresca!...
¡No es culpa mía!... ¡Ah, maldita!... 

DUQUE 
¿Qué dices?... ¡No te entiendo!

JORGE 
¡Ah!... Las llaves... ¡ay de mí!... ¡perdón! 

DUQUE 
(Enfadado.) 
¿Qué?... ¿Las llaves?... 

JORGE 
No las tengo. 

DUQUE 
¿Y quién las tiene?... 

JORGE 
Mi hermana... 

DUQUE 
(Con fiereza.) 
¿Qué no las tienes?... ¿Tu hermana?... 

(Agarrándolo) 

¡Ah, canalla, bribón,
traidor, ven conmigo! 

JORGE 
¡Ah, señor, compasión!...
¡Pobre de mí!... ¿Qué hacéis?... ¡ay de mí! 

DUQUE 
Como se confirmen mis sospechas 
te voy a triturar, a destrozar,
a fulminar con mi bastón 
y te voy a mandar volando
al otro mundo. 

JORGE 
Pero escuchad... 

(Para sí.)  

¡Maldito!

(Al Duque.)

¡Pobre de mí!... ¿Con un bastón?...
¿Triturado?... ¿Destrozado?...

(Para sí.)  

¡Ah!... Y ahora ¿quién me libera
de este basilisco?

(Salen por la puerta del fondo. El Duque 
empuja a Jorge con violencia.) 

Escena Sexta  

(Cárcel. Torvaldo y Dorliska separándose, 
y Carlota.) 

DORLISKA 
Entonces ¿quieres que me vaya? 

TORVALDO 
Sí, será lo mejor para
tu salvación y la mía. 

DORLISKA 
¡Ah, el abandonarte me parte el corazón!
En este momento, 
entre la esperanza, el temor, 
la pena y el deseo... dudo de tu suerte.
¡Ah, no sé explicarte mi preocupación!
Que este último adiós hable por mí. 

TORVALDO 
¡Ah, calla, bien mío, tiemblo por ti!

DORLISKA 
¡Qué instante funesto! 

TORVALDO 
¡Qué desgracia! 

DORLISKA, TORVALDO 
El temor por la muerte
no es más duro...

CARLOTA 
¡Vamos, señores míos, acabemos de una vez!
Como el Duque se entere 
de que os he traído hasta aquí,
que el diablo me lleve. 
¡Pobre de mí! ¡Ese ogro me comerá!

(Llevándosela hacia la puerta.) 

DORLISKA 
Entonces... 

TORVALDO 
¡Ten valor! El amigo Jorge nos ha prometido 
la libertad antes del amanecer.
¡Ah, que el Cielo nos ayude!
El Cielo es justo y clemente…

CARLOTA 
¡Ah, desgraciada de mí! 

TORVALDO 
¿Qué pasa?... 

CARLOTA 
(Asustada.) 
¡El Duque!... ¡Ah, ya os lo advertí! 

TORVALDO 
¡Qué escucho! 

DORLISKA 
¡Justo Cielo! 
¡Pobres de nosotros! 

TORVALDO 
¡Ánimo!

CARLOTA 
Estoy congelada. 

Escena Séptima 

(El Duque, empujando con violencia 
a Jorge y entrando con ímpetu.)

DUQUE 
¡Almas culpables!... ¡Temblad!... 
En vano intentáis huir de mí.
¡Traidores!
¡Temed ahora mi furor! 

(A Dorliska.)

¿Vos aquí, señora? 

(A Torvaldo.)

¿Tú, huir de mí?... 

(A Jorge y a Carlota.)

Vosotros ¿intentáis traicionarme? 
Todos sois enemigos míos
y todos tendréis que morir.
¡Mi furor será saciado!

DORLISKA 
¡Ah, señor, yo soy la culpable!
¡Toda, toda la culpa es mía!
Creedme, calmaos...
¡No pido piedad para mí, sino para él!

DUQUE 
(A Dorliska.) 
En vano intentas seducirme
con tus dulces palabras. 
Almas inicuas, desgraciados,
ya no habrá piedad para vosotros. 

TORVALDO 
¡No es cierto, el amor la ciega!
Yo soy el culpable de todo mal. 
Creedme, escuchadme...
¡No pido piedad para mí, sino para ella!

CARLOTA 
¡Qué inesperado acontecimiento! 
¡Qué miedo! ¡Qué horror! 
¡Ah, escuchad! ¡Calmaos! 
¡Ah, señor, piedad para nosotros! 

JORGE 
¡Ah, el asunto se complica! 
¡Tiemblo como una hoja! 
¡No os olvidéis de mí, señor,
piedad para mí!

DUQUE 
(A Dorliska.) 
Ven. 

DORLISKA, TORVALDO 
Detente.

DUQUE 
Todo es en vano. 

TORVALDO 
(Con fiereza.) 
¡Atrás!... 

DUQUE 
(Avanzando, a Torvaldo.) 
¿Te resistes?... ¡Indigno! 

TODOS 
(Excepto el Duque.)
¡Esperad!

(Se oye el replicar de una campana.) 

TODOS 
(Excepto Jorge.) 
¡Ah! ¿Qué es ese sonido? 
¡Ah, sueño o estoy despierto?... 
¿Qué es lo que debo pensar? 

JORGE 
(Contentísimo y fuera de sí.)
¡Viva!... ¡Ya empieza!... 
¡Aquí están los amigos! 

(A Torvaldo.) 

¡Ánimo!

(A Dorliska.)

¡Ánimo! 
Dentro de poco de poco
todo habrá terminado.

DUQUE 
(Percatándose de la alegría de Jorge.) 
¿Te alegras?... ¿Y te atreves?... ¡Oh, rabia! 
Muere, maldito traidor.

(Se lanza sobre Jorge, pero en ese momento
aparece Ormondo con los soldados) 

ORMONDO, CORO
¡Rápido, señor, rápido! 
¡Corred, defendeos, por favor! 

DUQUE 
¿Qué ocurre? 

ORMONDO 
¡Estáis en problemas! 
Toda la aldea pide vuestra muerte. 
Vuestros criados han abierto las puertas del castillo 
y ya han entrado cien soldados. 
Estamos luchando sin piedad. 

DUQUE 
¡Qué escucho!... ¡Oh, rabia!... 

(Quitándole a Carlota las llaves y dándoselas 
a Ormondo.) 

¡Cógelas! ¡Voy corriendo!

(A Ormondo.)

Vigila estas puertas. 
¡Oh, suerte, oh valor mío, salvadme!
No cantéis victoria aún, temblad ante mí. 
Dentro de poco regresaré. 
Hoy mismo vuestra sangre
deberá vengarme. 

DORLISKA, TORVALDO 
¡El momento ha llegado! ¡Qué horror! 
¡Qué terribles golpes suenan a nuestro alrededor! 
Nuestro destino depende
de lo que ocurra en este día. 

(El Duque sale con Ormondo y los soldados.) 

Escena Octava  

(Torvaldo, Dorliska, Jorge, Carlota, 
luego Ormondo.)

DORLISKA 
¡Ah! ¿Qué será de nosotros? 

TORVALDO 
Querida mía, me temo lo peor... 

JORGE 
¡Ah, yo también!
Casi no tenemos esperanza,
pues estamos todos encarcelados. 

ORMONDO 
(Arrodillándose ante Torvaldo y 
dándole las llaves y su espada.) 
¡Ah, señores míos,
salvadme la vida: aquí están las llaves!
¡Aquí está mi espada por si
os queréis defender! Pero...

TORVALDO 
¡Sí, dame las llaves y la espada!
Estarás a salvo, te lo juro...

DORLISKA, CARLOTA, JORGE 
¿Pero cómo?...

TORVALDO 
Regresaré en un momento,
pero mientras tanto...

(Le pide a Jorge que cuide de Dorliska y se va.) 

DORLISKA 
¡Oh, cielos! 

JORGE 
No se puede hacer nada. 

DORLISKA 
¡Ah, Torvaldo! 

CARLOTA 
¡Ah, tiemblo!... 

JORGE 
(A Ormondo.) 
Pero, ¿y el Duque?... 

ORMONDO 
¡Qué se lo lleve el diablo! 
Sólo por su culpa estamos metidos en esto. 
En el pasillo que lleva
a esta oscura celda
se está peleando con dureza.
Se resisten, pero será en vano...

DORLISKA 
El fragor crece. 

CARLOTA 
¡Ah! ¿Dónde nos refugiamos?... 

CORO DE CAMPESINOS
(Fuera de escena.) 
¡A él, a él! 

JORGE 
¡Diablos!... 

DORLISKA 
¡Ah de mí!... 

ORMONDO 
¡Aquí están!

Escena Última 

(El Duque entra corriendo y defendiéndose de 
Torvaldo y de gran número de campesinos y 
soldados que lo persiguen)

TORVALDO 
¡Ríndete! 

DUQUE 
¡Atrás!

TORVALDO 
(Desarma al Duque.) 
¡Ríndete: estás vencido!

DUQUE 
¡Oh, furor!... 

TORVALDO 
¡Qué sea encadenado! 

CORO 
¡Muerte, muerte al cruel, al tirano!
¡Muerte, muerte a ese vil traidor! 

DUQUE 
¡Ah! ¿Qué es esa voz que suena a mi alrededor?
¿Qué me pasa? ¿Dónde estoy? 
¿Quién me ayuda?... 
¿Qué es este hielo que cae sobre mi alma 
y me congela con un horror insólito?...

(A Jorge.) 

¡Me has traicionado!... ¡Oh, tirano destino!

(A Torvaldo.)

¿Estáis contentos? ¡Oh, cruel desgracia! 
¡Apresado! ¡Ah, suerte despiadada!
¡La rabia y el furor me están ,matando!... 
¡Por piedad, matadme
y cumplid el rigor de mi destino!
Cien gusanos ya me están torturando, 
mil furias ya me están despedazando, 
¡ah! mi cruda y despiadada suerte
es mucho peor que mi destino. 

CORO 
¡Muerte, muerte al cruel, al tirano!
¡Muerte, muerte a ese vil traidor!

(El Duque sale rodeado por los soldados.) 

JORGE 
(A los soldados que se lo llevan.) 
Daos prisa, lleváoslo
y atadlo bien atado,
que todavía me hace temblar
ese maldito hocico. 

DORLISKA, TORVALDO 
¡Ah, somos felices
gracias al piadoso destino!
¡Ah, ven a mí
y deja de sufrir!

CARLOTA, JORGE 
Ahora ya son felices
gracias al piadoso destino.
Por fin podremos ver amanecer
un día sereno. 

TODOS 
¡Rápido, rápido, salgamos 
alegremente de estas puertas 
y vayamos a respirar
un aire más puro!
La tormenta ya ha terminado 
y el día ya se ha serenado.
Ya sólo se escucha
el rumor de la alegre paz.



Traducido y Escaneado por:
Antonio Domínguez Luque 2005