ATTO SECONDO 


(Galleria nel castello d'Argirio. Tavolino,
sedia ricca)

Scena Prima 

Rezitativo

(Isaura dolentissima; Orbazzano fremente;
cavaliere in van gruppi, di dolore e di sdegno)

ORBAZZANO 
Vedesti?

ISAURA 
Vidi.

ORBAZZANO 
Udisti?

ISAURA 
Udii.

ORBAZZANO
L'indegna!
E amante, e sposo, e difensor mi sdegna!
Oh! tremi. Col disprezzo
Vendicherò l'oltraggio, e coll'oblio.
Prendeva il braccio mio la sua difesa,
In lei serbando la mia gloria offesa:
L'amavo ancora. Or trovi in me l'ingrata
Sol un tremendo accusatore, il forte
Sostenitor dell'aspra legge.

ISAURA
E a morte
La guiderai tu stesso!
È già fissato
Il suo destin?

ORBAZZANO
La condannò il Senato;
Ecco il decreto: il nome
Sol d'Argirio vi manca.

ISAURA
E Argirio istesso,
Il proprio padre!...

Scena Seconda 

Rezitativo

(Argirio e detti)

ARGIRIO
Io padre più non sono:
Al suo giusto supplizio io l'abbandono.

ISAURA 
Tua figlia?... e lo potresti!

ARGIRIO
Al colmo è giunta
La sua perfidia.
Ella ricusa, a prezzo di sua mano,
Il brando d'Orbazzano.
E perché mai?... Per chi?

ORBAZZANO
Taci: arrossir, 
Fremer mi fai.
E la sua pena 
È ritardata ancora? 

(presenta il foglio ad Argirio) 

La morte segna della rea.

ARGIRIO
(lo riceve, e va al tavolino per firmarlo)
Sì: mora. 

(Arrestandosi)

Mora?

ISAURA
(marcata e con forza)
È tua figlia

ARGIRIO
(colpito)
Oh Dio! Crudel! Qual nome
Caro e fatal or mi rammenti!
E come tutto 
Mi scosse il petto?...
Eh! non s'ascolti 
Un vil debole affetto!
Sì... ma qual voce 
Flebile e severa
Nel profondo del cor, 
Ferma (mi dice),
È tua figlia che danni... 
Oh! me infelice!

Aria 

Ah! segnar invano io tento
La sua cruda sorte estrema:
La mia man s'arresta e trema,
Di terror si gela il cor.
Sì, ti sento, al fier cimento
Gemi in sen, paterno amor.

ISAURA, PARTE DEL CORO
Odi natura che ti consiglia,
E per la figlia chiede pietà.

ORBAZZANO, PARTE DEL CORO
Servi alla patria:
Cedi alla legge,
Chi 'l fren ne regge
Figli non ha.

ARGIRIO
(risoluto)
Sì, virtù trionfi omai:
Paga, o patria, alfin sarai.

(Va al tavolino e firma il foglio)

Peran tutti della patria
Colla figlia i traditor.

CORO
Trova ognora in te la patria
Il suo padre, il suo splendor.

ARGIRIO
Ma, la figlia!... Oh Dio!... frattanto...
Va alla morte oh quale orror!...
Perdonate questo pianto
A un oppresso genitor.

CORO
Di virtù, di gloria il vanto
Sia compenso al tuo dolor.

(Parte Argirio col coro).

Scena Terza 

Rezitativo

ISAURA
Trionfa, esulta, barbaro!
A pascer corri l'avido tuo sguardo
Sulla vittima tua. Pago non eri
D'odiarla tu, volesti il tuo furore
Fin nel padre versar. Va', desti orrore.

ORBAZZANO
Orror destino i perfidi suoi pari,
Chi li compiange, e forse

(marcato)

Complice vil... ma tremi: il giorno è questo
Che a tutti i traditor sarà funesto.

(Parte)

ISAURA
Esser lo possa per te sol, che a tutti
Questo giorno rendesti infausto e nero:
Ma in ciel v'è un Nume, e in lui, s'è giusto, io spero.

Aria  

Tu che i miseri conforti,
Cara, amabile speranza,
Deh, tu porgi a lei costanza,
Nel suo barbaro dolor.

Un raggio sereno
Di placida calma
Ah brilli in quel seno,
Consoli quell'alma,
Fra dolci diletti
Respiri il suo cor.

(Parte)

Scena Quarta 

(Carceri. Custodi fra i cancelli. Amenaide, incatenata)

AMENAIDE
Di mia vita infelice
Eccomi dunque al fin!... moro, Tancredi,
Io per te moro, e tu infedel mi credi!
Di mie sciagure, di mie pene è questa
La più amara e funesta. E il padre, oh Dio!
Povero padre mio! perfida figlia!...
Mi chiamavi, piangendo: ah! rea non sono.
Ma pur de' rei questo è il feral soggiorno;
E della colpa e dell'infamia intorno
Tutto spira l'orror. Di ceppi avvinta,
Circondata da mostri... orribil morte...
E agl'innocenti serbi, oh ciel! tal sorte!

Cavatina 

No, che il morir non è
Sì barbaro per me,
Se moro per amor,
Se moro pel mio ben.
Un dì conoscerà
La fé di questo cor:
Forse pentito allor,
Col pianto verserà
Qualche sospir dal sen.

(S'abbandona su d'un sasso)

Scena Quinta 

Rezitativo

(Orbazzano, guardie, cavalieri, Argirio e detta)

ORBAZZANO
Di già l'ora è trascorsa: il popol freme,
La sua vita chiede ad alte grida.

AMENAIDE
Eccola: a te, la guida. Andiam... che veggo!...
Tu qui, o padre? a che vieni?

ARGIRIO
Ad abbracciarti,
A seguirti alla tomba. In sen di padre
Si tenta invano soffocar natura:
Essa trionfa, e della morte in faccia,
Pe' figli rei perdono
Essa ci strappa.

AMENAIDE 
Ma innocente io sono.

ORBAZZANO
Scellerata! e innocente ancor ti vanti?
E il foglio da te scritto, e la tua patria
Che volevi tradir? L'iniquo amore
Per un vil traditor!

AMENAIDE
Rispetta, indegno,
Chi può farti tremar: il mio disegno
Era salvar la patria.
L'amor mio
Colpevole non è.

ORBAZZANO
(a' cavalieri)
L'udiste?

ARGIRIO
Oh ddio!
Non v'è più speme?

ORBAZZANO
Della rea non avvi
Più cavalier che la difesa imprenda,
E meco osi pugnar. Colei guidate
Al suo destin.

(Le guardie s'avanzano)

AMENAIDE 
(fra sè)
Nol vedrò più!

Scena Sesta 

Rezitativo

(Tancredi da' cancelli, e detti)

TANCREDI
Fermate.
Io l'accusata donna
Difendo, o cavalieri. 

(Ad Orbazzano)

Or tu, superbo
Usurpator de' beni altrui, tiranno
Entro libera terra, ecco, se hai core,
L'usato pegno accetta
Della mia sfida e della mia vendetta.

(Gli getta un guanto a' piedi)

AMENAIDE 
(fra sè)
È desso! o sogno è il mio!

ARGIRIO 
Quale soccorso! 

ORBAZZANO 
E chi sei tu?

TANCREDI
L'emulo tuo son io,
Il difensor di questa donna.

ORBAZZANO
E quale
Il tuo grado, il tuo nome?

(ironico)

Il liscio scudo
Le tue glorie nasconde.

TANCREDI
Le saprai,
Conoscerai chi son quando cadrai.

ORBAZZANO
(raccogliendo il guanto)
Audace! io domerò l'orgoglio insano.
Aprasi lo steccato.

(Alcuni cavalieri partono)

Della rea
Sciolgansi le catene.

(Le guardie eseguiscono)

AMENAIDE
(a Tancredi)
Va': trionfa,
Sarà tua la vittoria, o mio... guerriero:
L'innocenza difendi...

TANCREDI 
(fra sè)
Ah! non è vero.

ORBAZZANO
(alle guardie)
Da voi sia custodita. Breve istante
Alla vendetta si frappon, ché breve
Fia la tenzon: tremendo
Pugnerà il braccio mio!...

(a Tancredi e parte)

Vieni a perir.

(La Scena Settima manca)

Scena Ottava 

(Tancredi, Argirio)

TANCREDI
M'abbraccia, Argirio.

ARGIRIO
(con emozione)
Oh! sì! pace, contento
Sparir per sempre dal mio cor. Pur sento
Che a' dolci amplessi il mio penar vien meno. 

(Abbracciandosi)

TANCREDI
(Fra sè)
Se tu sapessi chi ti stringi al seno!

ARGIRIO
Ah, se de' mali miei
Tanta hai pietà nel cor,
Palesa almen chi sei,
Conforta il mio dolor.

TANCREDI
Nemico il ciel provai
Fin da' prim'anni ognor:
Chi sono un dì saprai...
Ma non odiarmi allor.

ARGIRIO 
Odiarti!...

TANCREDI
(tristissimo)
Ah! son sì misero!

ARGIRIO 
E la mia figlia?...

TANCREDI
(con impeto)
Oh! perfida!

ARGIRIO
(subito)
Ma pugnerai per lei?...

TANCREDI
(marcato)
Sì. Morte affronterò.

TANCREDI, ARGIRIO
L'ingrata/indegna odiar dovrei/vorrei,
Odiarla, oh ciel! non so.

(Trombe di dentro)

Ecco le trombe:
Al campo, al campo;
Di gloria/E di furor avvampo,
Il vivo lampo
Di questa/quella spada
Splenda terribile
Sul traditor.
Se il ciel mi/ti guida,
Fausto ti/mi arrida:
Renda invincibile
Il mio/tuo valor.

(Partono)

Scena Nona 

Rezitativo

(Isaura, indi Amenaide)

ISAURA
(di dentro)
Ov'è?... dov'è? lasciatemi. L'amica,

(esce)

La cara amica io veder voglio. In questi 
Momenti estremi... quanto mai la sorte
È a lei nemica. L'innocente è oppressa,
La virtude è oscurata, e il Padre istesso
Rea la ritiene e la condanna a morte.

AMENAIDE
(escendo)
Isaura! ah! lo vedesti?
Ei, mio campione...

ISAURA
Ei che infedel ti crede?

AMENAIDE
Ingrato! ei conosca
D'Amenaide il cor, ei non dovea
Di me temer, no, mai.

ISAURA
Foglio fatale!
Ma tuo guerrier ei pugna intanto!

AMENAIDE
E quale fia il destin di tal pugna!

(verso Argirio che comparisce)

Ah! che ne sai,
Favella, o padre.

Scena Decima 

(Argirio e detti. Coro a suo tempo)

ARGIRIO
Il tuo campion guidai
Al chiuso vallo. E già Orbazzan feroce
Attendea il suo rivale, e pari in questo
Era lo sdegno e la possanza. Immenso
Accorso v'era il popolo; le trombe
Diero il segnale: s'avventar gli eroi;
Io volsi i lumi e i passi: avrei tremato
Ad ogni colpo d'Orbazzan.

AMENAIDE
(con fervore)
Gran Dio!
Deh, tu proteggi il mio...
Prode campion, guida il suo braccio. Il velo
Squarcia di vil calunnia, oppresso cada
L'iniquo accusator... no, non piangete:
Trionfar mi vedrete. Erro di morte
In riva ancor; ma non per me pavento:
Ciel! Tu sai per chi tremo in tal momento.

Aria 

Giusto Dio che umile adoro,
Tu che leggi nel cuor mio,
Tu lo sai se rea sono io,
Per chi imploro il tuo favor.
Vincitore a me sen rieda,
Me innocente e fida ei creda,
Poi si mora. Qual fragore!...

(Colpo lontano. Musica giuliva in lontananza,
che viene avanzandosi)

Il mio fato è già deciso.

CORO 
(lontano) 
L'eroe viva!

AMENAIDE
(agitatissima)
Ah! chi è l'ucciso?...

CORO
(più vicino)
Viva il prode vincitore!...

AMENAIDE
Che sperar, temer degg'io?...
Come in sen mi balza il cor!...

CORO
(escendo)
Donna, esulta.

AMENAIDE
(con tutta ansietà)
Il mio campione!...

CORO 
Trionfò.

AMENAIDE 
Orbazzano?...

CORO
Estinto.
Dell'eroe che per te ha vinto
Vien la gloria a coronar.

AMENAIDE
Egli?... oh padre!... amici!... Oh Dio!...
Il cor mio!... qui non vedete
E l'eccesso non potete
Di mia gioia immaginar.

CORO
Torni il core in tal momento
Di contento a palpitar.

AMENAIDE
(Fra sè)
Ah! d'amore in tal momento
Sol lo sento palpitar.

(Parte con tutti)

Scena Undicesima 

ISAURA
Quante vicende omai
Capricciosa fortuna
Funeste e liete in un sol giorno aduna!

Scena Dodicesima 

(Gran piazza di Siracusa. Popolo accorso. Nobili 
disposti. Marcia: soldati, scudieri, cavalieri che 
precedono il carro trionfale su cui comparisce 
Tancredi. L'armatura d'Orbazzano n'è trofeo. Gli 
scudieri di Tancredi portano ai lati del carro le di 
lui insegne. Roggiero collo scudo.)

CORO
Plaudite, o popoli, 
Al vincitore.
I canti esaltino
Il suo valore:
L'eroe si celebri
Di nostra età.

TANCREDI
Dolce è di gloria
L'accento ognor:
Della vittoria
Caro è l'onor...
Ma un cor ch'è misero
Calmar non sa.

CORO
Superbo ed ilare
Gloria ti renda:
Al cor ti scenda
Felicità.

TANCREDI
Le insegne mie roccogli,
Fido Roggier; e voi mi precedete.

(I cavalier lo circondano, come volendo trattenerlo) 

Rezitativo

Invano, o Cavalier, mi trattenete.
Noto un giorno vi fia che non indegno
Ero del vostro amor. Caro, a me sacro
E' questo suolo... ma un destin crudele,
Implacabile ognor mi guida altrove,
Di qua mi scaccia... andiam, Roggier.

ROGGIERO 
Ma dove?...

TANCREDI
Lunge a perir da questa
Infausta terra.

ROGGIERO 
Almen...

TANCREDI
(avviandosi)
Vieni.

Scena Tredicesima 

Rezitativo

(Amenaide e detti)

AMENAIDE 
T'arresta. 

TANCREDI
(Fra sè)
Fier incontro!

(grave)

E che vuoi?

AMENAIDE
Tu a me la vita
Generoso serbasti,
Ma quel tuo cor?

TANCREDI
(grave)
Salva ora sei. Ti basti.
Vivi dunque felice... se lo puoi,
Infra i rimorsi tuoi. Vanne.

AMENAIDE
Crudele,
Tu mi credi infedele?...

TANCREDI 
Io?... ti difesi.

AMENAIDE
(con trasporto)
Ah no: credi, o mio Tanc...

TANCREDI
(sguardo fiero, segnando chi t'ascolta)
Fermati. In campo
Per te morte sfidai:
Brami adesso la mia! paga sarai.

Duo 

Lasciami: non t'ascolto.
Sedurmi invan tu speri;
Que' sguardi lusinghieri
Serba al novello amor.

AMENAIDE
Odimi e poi m'uccidi.
Sì, che innocente io sono;
Riprenditi il tuo dono,
Se rea mi credi ancor.

TANCREDI
Ah! come mai quell'anima
Cangiò per me d'affetto!
Per chi sospiri in petto,
O debole mio cor?

AMENAIDE
Ah! che fedel quest'anima!
Serbò il giurato affetto...
Fosti tu sol l'oggetto
Del tenero mio cor.

(tenerissima)

Dunque?

TANCREDI
(risoluto)
Addio.

AMENAIDE
(come sopra)
Lasciar mi puoi? 

TANCREDI
(con amarezza)
Che più vuoi?...

AMENAIDE
(con energia)
Seguirti.

TANCREDI
(con trasporto)
Trema.

AMENAIDE
(Gli offre il petto)
E qui sfoga il tuo furor.

AMENAIDE, TANCREDI
Ah, si mora, e cessi omai
L'atro orror de' mali miei.
Sì, tu sol, crudel, tu sei
La cagion del mio dolor.

(Partono)

(Roggiero vuol seguir Tancredi che d'un 
cenno lo vieta) 

Scena Quattordicesima 

Rezitativo

(Roggiero, indi Isaura)

ROGGIERO
Infelice Tancredi! ah no! non fia
Che, ad onta del suo cenno, io l'abbandoni
Sì desolato, in preda del suo fiero
Troppo giusto dolor.

ISAURA 
Dove, Roggiero?

ROGGIERO
Dove il dovere e l'amistà mi guida.
Paga sarà l'infida Amenaide.
Il mio signor tradito,
Morrà per lei, per lei che generoso
Pur tolse a morte.

ISAURA
Non lasciarlo in questi
Di sua disperazion forse funesti
Orribili trasporti. Lo consola:
Amenaide gli è fedele. Io sola
A parte sono del tremendo arcano
Che tutti avvolse nel fatal sospetto.

ROGGIERO 
Cielo, sarebbe ver?

ISAURA
A me nel petto
Lo chiude un giuramento;
Ma è tempo di parlar. Un solo accento 
Tutto cangiar potrà d'aspetto. È tempo
Di respirare omai:
Già troppo si penò, si pianse assai.

(Parte)

Scena Quindicesima 

Rezitativo

ROGGIERO
S'avverassero pure i detti suoi!
E scoperta innocente Amenaide,
Tranquillo e pago il mio signor appieno,
Si torni a respirar di pace in seno.

Aria 

Torni alfin ridente e bella
A brillar d'amor la face;
E nel sen d'amica pace
Dolce calma trovi il cor.

Sia di tanti affanni e pianti
Il contento alfin mercede;
E coroni tanta fede
Pura gioia, eterno amor.


FINALE VENEZIA


Scena Sedicesima 

(Catena di montagne, burroni scoscesi, torrenti che 
precipitano e vanno a formare l'Aretusa. Selva che 
copre parte del piano e della montagna. L'Etna in 
lontananza. Il sole verso l'occidente, e riverbera sul 
mare alla parte opposta. Tende africane sparse sulle 
montagne. Qualche caverna. Durante il stornello si 
vede Tancredi salire, indi scendere, concentrato 
cupamente; avanza sospiroso, s'arresta)

TANCREDI
Dove son io! Fra quali orror mi guida
La mia disperazione! Di quei torrenti
Il fragore: de' venti il fremer cupo; il triste
Abbandono di natura...
Ah! tutto accresce,
Tutto pasce nel povero mio core
Le tetre idee del mio tradito amore.

Cavatina 

Ah! che scordar non so
Colei che mi tradì...
L'adoro ancor.
Dunque penar dovrò,
Languire ognor così!
Povero cor!

(S 'abbandona su d'un sasso all'ingresso d'una 
caverna. (Intanto da' burroni, dalla selva 
compariscono gruppi di soldati saraceni, che 
s'avviano al campo)

CORO DI SARACENI
Regna il terror
Nella città;
Dell'ombre fra l'orror
Si assalirà:
Vinta cadrà.
La ricca preda allor
Nostra sarà:
S'esulterà.
Gloria e valor
N'accende il cor,
Il saraceno ognor
Trionferà,
Esulterà.

(Vanno disperdendosi)

TANCREDI
Fra Saraceni io dunque son? Le tende
Quelle di Solamiro!... del rivale.
In periglio fatale
È la mia patria, e l'abbandono! almeno,
Giacché scelsi morir, utile a lei
Si sagrifichi il fin de' giorni miei.

(S'incammina)

Scena Diciassettesima 

Rezitativo

(Argirio e Amenaide, con seguito di cavalier e soldati)

AMENAIDE
Ah! eccolo.

(chiamandolo)

Tancredi!...

ARGIRIO 
Tancredi!...

TANCREDI
(colpito)
Il nome mio!
Tu qui? Perfida! 

(con amarezza)

E vai
Di Solamiro al campo?

AMENAIDE
(con passione)
Ingiusto!

ARGIRIO
Omai,
Tancredi, esci d'errore:
La mia figlia è innocente.

TANCREDI
(con emozione) 
Ah! no: quel foglio
Troppo avvera la colpa.

AMENAIDE
A te, ingrato, quel foglio a te fu scritto.

TANCREDI 
A me? Né pria 'l dicesti!

AMENAIDE 
Eri proscritto.

TANCREDI 
E tu non ami Solamir?

AMENAIDE 
L'aborro.

TANCREDI
(con emozione, fra sè)
Ciel! che pensar?...

(ad Argirio)

E tu, padre!...

ARGIRIO 
A lei credi.

TANCREDI 
Ma poi... se...

AMENAIDE
(con tutta passione)
Mio Tancredi;
Per questa man che mi salvò, ch'io stringo...
Per il primiero amor... guardami...

TANCREDI
(agitatissimo)
Oddio!...

ARGIRIO 
Cedi...

AMENAIDE
(si getta a' di lui piedi)
A' tuoi piè...

TANCREDI
(commosso)
Che fai!...

(Fra sè) 

Dove son io! 

(Forte)

Ah sì... 

(È per alzarla ed abbracciarla. In questo si ode da 
lunge musica barbara marziale che viene avanzando. 
Tutti ne restano colpiti))

Qual suon? che miro!...
Quelle di Solamiro le insegne son!...

(ad Amenaide)

Ti turbi!

(ad Argiro e cavalieri)

Voi fremete? 

(a' Saraceni che avanzano) 

Dove andate, superbi, e che volete?

Scena Diciottesima 

(Saraceni che portano un ramo d'olivo, 
e una corona, e detti)

CORO
Solamir d'Amenaide
Vuol la man di pace in pegno;
Ecco il segno d'amistà;
Ecco il serto che l'amore
Offre al merto, alla beltà.
Ma paventi Siracusa
Se ricusa:
Su voi tutto il suo furore,
L'odio suo piombar farà.

(Sdegno, disprezzo de' Siracusani)

TANCREDI
(fiero e con amarezza. Ad Argirio)
Or che dici?

(ad Amenaide)

Or che rispondi?
Ammutisci? ti confondi?
Va', palese è troppo omai
La tua nera infedeltà.

CORO DI SARACENI
Vieni al soglio.

TANCREDI
Quale orgoglio!
Padre, e voi!...

CORO
Non più: scegliete.

TANCREDI
(ad Argirio e cavalieri)
No: capaci non sarete,
Di sì orribile viltà.

CORO
E tremare voi dovrete,
Siracusa alfin cadrà.

TANCREDI
(ad Amenaide con pena ed ira)
È questa la fede
Che a me promettesti?
Tradirmi potesti,
Scordarti di me?
E tanto è spietato,
L'acerbo mio fato
Che ancora t'adoro,
E moro per te!
Sì, la patria si difenda:
Solamir me al campo attenda.

CORO
Vieni: allarmi! il fasto audace,
Solamir saprà domar.

TANCREDI
Poi dell'ombre nella pace,
Cesserò di sospirar.
Sì, cadrà il rivale audace,
Io vi guido a trionfar.

(I Saraceni partono. Tancredi alla testa de'
cavalieri parte seguito da Roggiero)

Scena Diciannovesima 

(Amenaide, Argirio, Isaura, scudieri, guerrieri)

AMENAIDE
Ah! ch'ei si perde! padre, Isaura, ei corre
Nel suo furor a ricercar la morte.

ARGIRIO
Infausto dì!

(a' guerrieri)

Voi mi seguite!

(ad altri e scudieri)

E voi su lor vegliate.

AMENAIDE
(perseguirlo)
Anch'io...

ARGIRIO
Rimanti: al braccio mio
Accordi il cielo il prisco suo vigore.
Di gloria in sen mi avvampa ancor l'ardore.

(Parte)

Scena Ventesima

AMENAIDE
Quai tormenti in un sol giorno! ah! senti.
Ferve la pugna: darmi, di guerrieri
Odi il fragor, le grida...

ISAURA
Oh! quale orrore
Spargesi intorno!

AMENAIDE
Come trema il core!
Che palpito affannoso? Quai funeste?
Imagini tremende? Forse adesso 
Il genitor... l'amante... esangue... oppresso...
Oh Isaura! Io più, no, non resisto.

ISAURA
Ascolta.
Cessò il tumulto.

AMENAIDE 
Ah! forse!

ISAURA
A questa volta
Stuol d'armati

AMENAIDE 
Gran Dio!...

Scena Ultima 

Rezitativo

(Amenaide, Argirio, Tancredi, Roggiero,
Saraceni, prigionieri, guerrieri, popolo)

ARGIRIO 
Figlia...

AMENAIDE 
Oh padre!...

TANCREDI 
Idol mio!...

AMENAIDE 
Tu! mio Tancredi?

TANCREDI
Pentito, amante e vincitor mi vedi.

AMENAIDE 
Ah, dunque!...

TANCREDI
Solamiro
Da me trafitto, all'ultimo respiro
Svelò la tua bella innocenza, e rese
L'errore comune e il tuo gran cor palese.

AMENAIDE
(tenerissima)
Fedel mi credi?

TANCREDI
(affettuoso)
Mi perdoni!

ARGIRIO
Oh figli!
A Siracusa: ormai de' suoi perigli
È libera la patria.

(A Tancredi) 

Vieni, regna, Trionfa.

TANCREDI
(ad Amenaide)
Sul tuo cor regnar voglio!
Questa da te desio sola mercede.

AMENAIDE
Trionfano così l'amor, la fede!...

Finale

Tra quei soavi palpiti
Brillar mi sento il core!
Un delizioso ardore
Gioir, languir mi fa...
No, non vi posso esprimere
La mia felicità.

ARGIRIO
Ah, del piacer quest'anima
Respira omai nel seno:
Tra voi felice appieno,
Figli, il mio cor sarà...
No, non vi posso esprimere
La mia felicità.

TANCREDI
Sì grande è il mio contento,
Sì dolce è tal momento,
Che tanta gioia ancora
Credere il cor non sa...
No, non vi posso esprimere
La mia felicità.

TUTTI
Sì tutto spiri intorno
Piacer, felicità.


FINALE FERRARA


Scena Sedicesima 

(Catena di montagne, burroni scoscesi, torrenti che 
precipitano e vanno a formare l'Aretusa. Selva che 
copre parte del piano e della montagna. L'Etna in 
lontananza. Il sole verso l'occidente, e riverbera sul 
mare alla parte opposta. Qualche caverna. Durante 
il stornello si vede Tancredi salire, indi scendere, 
concentrato cupamente; avanza sospiroso, s'arresta)

TANCREDI
Dove son! Fra quali orror mi guida
Il tradito amor mio! V'ha orror che eguagli
Quel dello stato mio? Di quei torrenti
Il fragore: formidabile: de' venti
Il fremer cupo: il triste
Abbandono di natura... Ah? tutto accresce,
Tutto pasce nel povero mio core
Le tetre idee del mio tradito amore.

Cavatina 

Ah! che scordar non so
Colei che mi tradì...
L'adoro ancor.
Dunque penar dovrò,
Languire ognor così!
Povero cor!

(S 'abbandona su d'un sasso all'ingresso d'una 
caverna. Intanto da' burroni, dalla selva 
compariscono gruppi di cavalieri)

CORO DI CAVALIERI
Regna il terror
Nella città;
Tancredi di dolor
Dunque morrà...
Egli col suo valor
Ci guiderà:
Trionferà.
Gloria e valor
N'accende il cor,
Il saraceno allor
Spento cadrà.
S'esulterà.

Scena Diciassettesima 

Rezitativo

(Argirio e Amenaide, con seguito di cavalier e soldati)

AMENAIDE
Ecco amici Tancredi.

ARGIRIO 
Tancredi!...

TANCREDI
Il nome mio...
Tu qui? Perfida! E vai
Di Solamiro al campo?

AMENAIDE
Oh! mio Tancredi
Esci d'errore omai...

TANCREDI
Taci! è vano quel pianto, orror mi fai.
Sì, con voi pugnerò, con voi; la patria

(a gli cavalieri) 

Salverò col mio sangue. Il mio destino
Si compia allor. 

(Ad Amenaide) 

T'invola!
Penai, piansi per te, lo sai, lo vedi:
Vanne, infedele, morto è per te Tancredi.

Rondo 

Perché turbar la calma
Di questo cor?
Non sai che questa calma
È figlia del dolor!

Traditrice io t'abbandono
Al rimorso, al tuo rossore;
Vendicar saprà l'amore
La tua nera infedeltà,
Ma tu piangi... gemi... forse?
Oh! Dio!

CORO
Vieni al campo.

TANCREDI
Ove son io!

CORO
Gloria, amore il cor t'accenda.
Or ci guida a trionfar.

TANCREDI
Non sa comprendere
Il mio dolor
Chi in petto accendersi
Non sa d'amor.

CORO
Gloria, amore il cor t'accenda.
Solamir vinto alfin cadrà.

TANCREDI
Sì la patria si difenda,
Io vi guido a trionfar.

TANCREDI, CORO
Al campo a trionfar!

(Escono) 

Scena Diciottesima 

Rezitativo

AMENAIDE
Ah! ch'ei si perde! Padre, Isaura, ei corre
Nel suo furor a ricercar la morte.

ARGIRIO
Infausto dì.

(a' guerrieri)

E voi mi seguite.

(ad altri e scudieri)

E voi su lor vegliate.

AMENAIDE
(perseguirlo)
Anch'io...

ARGIRIO
Rimanti: al braccio
Accordi il cielo, il prisco suo vigore.
Di gloria in sen m'avvampa ancor l'ardore.

(Parte)

Scena Diciannovesima 

Rezitativo

AMENAIDE
Quanti tormenti in un sol giorno! ah! senti.
Ferve la pugna: darmi, di guerrieri
Odi il fragor, le grida...

ISAURA
Oh! quale orrore
Spargersi intorno!

AMENAIDE
Come trema il core!
Che palpito affannoso? Quai funeste?
Immagini tremende? Forse adesso 
Il genitor... l'amante... esangue... oppresso...
Oh Isaura! Io più, no, non resisto.

ISAURA
Ascolta.
Cessò il tumulto.

AMENAIDE 
Ah! forse!

ISAURA
A questa volta
Stuol d'armati...

Scena Ultima 

(Tancredi, Argirio, guerrieri, ecc. entrano) 

AMENAIDE 
Gran Dio!...
Qual son, quai grida!

ARGIRIO 
Figlia...

AMENAIDE 
E Tancredi? Il mio Tancredi?...

ARGIRIO
Piena
Vittoria egli ebbe sul nemico... oh! Dio...
Ma funesta vittoria... ei la sua patria
Salvò... col proprio sangue...

AMENAIDE
È morto?

ARGIRIO
Appena
Regge il fianco trafitto...
Nell'angoscie di morte il nome tuo
Sospirando ripete...

AMENAIDE
Oh! mio Tancredi!

CORO
Muore il prode;
Il vincitor;
Ah qual sangue!
Quale orror!

AMENAIDE
Barbari! È vano ogni rimorso... oh Dio,
Tancredi. Sventurato...
E puoi tu udirmi ancora... e puoi tu ancora
Su me fissar le moribonde luci?
Conoscimi, Tancredi,
Il mio dolor conosci... la tua sposa
Dunque l'ultimo sguardo or su me volgi?
M'odi ancor? Ra mi credi?

TANCREDI
Ah! M'hai tradito!

AMENAIDE
Io!...

ARGIRIO
Sventurata figlia! essa t'amava,
E fu l'amarti il suo delitto. Ingiuste
Fur le leggi, il Senato... a te fu scritto
Quel foglio, a te...

TANCREDI
M'inganno! Amenaide...
Ed ami il tuo Tancredi?

AMENAIDE
Io mille morti
Avrei meritato in non amarti; pensa
Se rea...

TANCREDI
Tu m'ami? A questi detti io sento
Che m'è grave il morir.

AMENAIDE
Dunque, gran Dio,
Così mia fé...

TANCREDI
Quel pianto
Mi scende al cor...
Oh Dio... lasciarti io deggio,
Già la morte s'appressa... io già la sento...
Argirio, ascolta, ecco de voti miei...
Di mia fede l'oggetto... a quella mano
Or la mia destra insanguinata unisci;
Di sposo... il nome io porterò alla tomba...
E tu sarai mio padre? A vendicare...
La mia patria... la mia sposa...
Vissi degno d'entrambe... amato, io spiro
Ora d'entrambe in seno...
Ogni mio voto... or già... compito... è appieno.

Cavatina 

Amenaide... serbami...
Tua fé... quel cor ch'è mio...
Ti lascio... ah! tu di vivere...
Giurami... ho sposa... addio.



  
ACTO SEGUNDO 


(Galería en el palacio de Argirio. 
Una mesa y un magnífico sillón) 

Escena Primera 

Recitativo

(Isaura destrozada de dolor. Orbazzano furioso.
Grupos de caballeros con actitud dolorida) 

ORBAZZANO
¿Pudiste verla?

ISAURA
Sí, la vi.

ORBAZZANO
¿Oíste lo que decía?

ISAURA
Sí.

ORBAZZANO
La muy indigna.
¡Desprecia al esposo, a su protector!
¡Oh, tiembla! 
Vengaré este ultraje con todo mi furor.
Mi brazo estaba dispuesto a defenderla,
pero ella despreció mi gloria.
Yo la amaba, pero ahora mi corazón 
sólo escucha la tremenda acusación
que impone la rigurosa ley.

ISAURA
¿Serás capaz de 
conducirla tú mismo 
al cadalso?
¿Se ha dictado ya sentencia?

ORBAZZANO
El Senado la ha condenado.
He aquí el decreto.
Sólo falta la firma de Argirio.

ISAURA
¡De su padre!...
¿Será capaz de una cosa así?

Escena Segunda 

Recitativo

(Entra Argirio) 

ARGIRIO
¡Yo soy su padre!
La entregaré a manos del verdugo.

ISAURA
¡A tu hija!... ¿Tendrás valor?

ARGIRIO
Su perfidia
ha colmado mi paciencia.
Ella rechaza, a cambio de su mano,
la espada protectora de Orbazzano.
Pero ¿por quién?... ¿por quién?

ORBAZZANO
¡Calla!
Su rechazo
me avergüenza.
Mas ¿a qué esperas?

(Le presenta la sentencia) 

¡Firma la muerte de la culpable!

ARGIRIO
(Toma el folio y va a la mesa a firmarlo)
¡Sí, que muera!

(dudando) 

¿Que muera?...

ISAURA
(Con pasión)
¡Es tu hija!

ARGIRIO
(con vigor)
¡Oh, Dios mío!...
¡Cruel!... ¿Por qué me lo recuerdas?
¡Ese nombre 
se me clava en el pecho!
¡Pero no, no debo ceder
a un débil afecto paternal!
Sin embargo... una voz,
dulce y severa a la vez,
en el fondo del corazón
me dice: 
¡Detente, es tu hija a la que condenas!...
¡Oh, infeliz de mí!

Aria 

¡Ah, no puedo firmar su cruel suerte!
Mi mano duda y vacila.
Mi corazón se detiene horrorizado.
¡Sí, siento en el pecho
el amargo sufrimiento 
de un paternal corazón!

ISAURA, PARTE DEL CORO
La naturaleza te aconseja
clemencia con tu hija.

ORBAZZANO
¡Sirve a la patria!
¡Cumple la ley!
Quien gobierna,
no puede tener hijos.

ARGIRIO
(Con resolución)
¡Sí! ¡Cumpliré con mi deber!
La patria será vengada.

(firma la sentencia) 

¡Mueran los traidores
a la patria junto con mi hija!

CORO
La patria reconocerá en ti
a su verdadero valedor.

ARGIRIO
Mi hija... ¡oh, Dios!
Camina hacia la muerte... ¡qué horror!
Perdonad las lágrimas
de un entristecido padre.

CORO
La gloria y el respeto
serán la compensación a tu dolor.

(Argirio sale con el coro) 

Escena Tercera 

Recitativo

ISAURA
¡Goza y disfruta, bárbaro!
Tus vengativos ojos
miran con deleite
a la inocente víctima.
¿Aún tu depravada alma no se ha saciado?

ORBAZZANO
¡Que el odio eterno recaiga sobre los pérfidos 
que sienten compasión de ella!

(Marcado) 

¡Que los que lamentan su suerte,
les sea arrebatada así mismo la vida!

(Sale) 

ISAURA
¡Ojalá seas tú el que caiga!
En Dios confío para que nunca 
veas cumplido tu oscuro propósito.

Aria 

Tú que proteges a los débiles,
¡oh, dulce esperanza!
conforta a la mísera
en su profundo dolor.

Que tu rayo sereno
lleve la calma
y el consuelo
a su afligida alma.
Y que de amor
vuelva a rebosar su pecho.

(Sale) 

Escena Cuarta 

(Cárcel. Amenaida custodiada por guardias) 

AMENAIDA
Mi desdichada vida llega ya a su fin... 
¡Muero, Tancredo!
¡Sí, muero por ti y aún dices que te soy infiel!
De todas mis desgracias,
ésta es la que más me oprime. ¡Oh, Dios!
¡Padre mío!... ¡Me crees una hija pérfida!
Me insultas entre lágrimas, pero no soy culpable.
Me encuentro en esta horrible prisión
donde todo es infamia y horror.
Encadenada... entre monstruos...
Me espera una muerte terrible...
¡Cielos, soy inocente!

Cavatina 

No me importa morir
si lo hago por amor,
si muero por mi amado.
Quizás algún día sabrá
la fidelidad de mi corazón,
y entonces, arrepentido,
de su pecho saldrá
un suspiro
bañado en lágrimas.

(Se abandona sobre una roca) 

Escena Quinta 

Recitativo

(Entran Orbazzano, Argirio, caballeros, etc) 

ORBAZZANO
¡Ya es la hora!
El pueblo irritado, a gritos pide su víctima...

AMENAIDA
¡Aquí estoy!... Adelante.
Pero ¡qué veo?... ¿Tú aquí, padre?

ARGIRIO
Desdichada, vengo a darte mi último abrazo
y a acompañarte hasta el patíbulo.
En mí se desarrolla una feroz lucha,
entre la llamada de la naturaleza
y el cumplimiento de mi deber sagrado.
Como juez te abandono, como padre te perdono.

AMENAIDA
¡Soy inocente!

ORBAZZANO
¡Pérfida! ¿Aún osas proclamarte inocente?
¿Y la carta delatora?
¿Y la traición a la patria?
¿Y ese amor por un traidor?...

AMENAIDA
Respeta, indigno,
a quien te hiciera temblar.
No so una traidora,
por amor a la patria, me he condenado.
¡No soy culpable, no!

ORBAZZANO
(a los caballeros)
¿La oís?

ARGIRIO
¡Dios mío!
¿No habrá esperanza?

ORBAZZANO
¡Algún caballero desea 
defender a la culpable 
y quiera combatir contra mí?...
¡Llevadla a su destino!

(Los guardias avanzan) 

AMENAIDA
(Para sí)
¡Nunca más lo volveré a ver!

Escena Sexta 

Recitativo

(Entra Tancredo) 

TANCREDO
¡Deteneos!...
¡Caballeros, 
yo defenderé a la acusada!

(A Orbazzano) 

Y tú, 
soberbio usurpador de bienes ajenos;
tirano en un país libre;
si tienes valor,
¡acepta mi venganza!

(Lo abofetea con el guante) 

AMENAIDA
(Para sí)
¿Qué es esto?... ¿Estoy soñando?

ARGIRIO
¡La defiende!

ORBAZZANO
¿Y tú, quién eres?

TANCREDO
¡Tu rival!
El defensor de esta doncella.

ORBAZZANO
¿Y cómo te llamas?
¿Cuál es tu rango?

(Irónico) 

¿Qué hazañas llevas
en tu escudo?

TANCREDO
Lo sabrás...
Te lo diré cuando te venza.

ORBAZZANO
(Recogiendo el guante)
¡Audaz, domeñaré tu orgullo!... 
¡Dejad sitio! ¡Apartaros!

(Los presentes se aparan) 

¡Quitadle las cadenas
a la rea!

(Los guardias obedecen) 

AMENAIDA
(A Tancredo)
¡Adelante, triunfa!
Tuya será la victoria
pues defiendes a una inocente...

TANCREDO
(Para sí)
¡Ah, no es cierto!...

ORBAZZANO
(A los guardias)
No la perdáis de vista.
Mi venganza se pospone por breves instantes
pues la lucha será breve.
¡Comprobarás la fortaleza de mi brazo!...

(Saliendo con Tancredo) 

Morirás...

(La escena séptima se ha perdido) 

Escena Octava 

(Tancredo y Argirio) 

TANCREDO
¡Abrázame, Argirio!

ARGIRIO
(Con emoción)
¡Oh, sí! La paz y la alegría han desaparecido 
de mi corazón, sin embargo mi dolor disminuirá
con tan dulce abrazo.

(se abrazan) 

TANCREDO
(Para sí)
Si supieras quien te abraza...

ARGIRIO
¡Ah! Puesto que mis desdichas
han compadecido tu corazón,
para agradecértelo eternamente
dime, al menos, quien eres.

TANCREDO
Desde mi más tierna infancia,
el cielo me ha sido desfavorable.
En su momento sabrás quien soy,
sólo te pido que no me odies al saberlo.

ARGIRIO
¿Odiarte?

TANCREDO
(Con tristeza)
¡Ah, soy tan desgraciado!...

ARGIRIO
¿Por mi hija?...

TANCREDO
(Impetuoso)
¡Oh, la pérfida!

ARGIRIO
(Con viveza)
¿Combatirás a su favor?

TANCREDO
(Con expresión)
Sí, por ella afrontaré a la muerte.

TANCREDO, ARGIRIO
La ingrata/indigna odiar debiera/quisiera,
pero ¡oh, cielos! no puedo.

(Toque de trompetas fuera de escena) 

¡Escucha! 
Ya la trompa llama al campo.
La gloria/el furor me inflama.
Que la fuerte espada 
sea como el rayo
y caiga terrible
sobre el traidor.
Si el cielo me/te guía
feliz regresaré/regresarás,
pues será invencible
mi/tu valor.

(Salen) 

Escena Novena 

Recitativo

(Entra Isaura, luego Amenaida) 

ISAURA
(fuera de escena)
¿Dónde?... ¿Dónde está?... ¡Dejadme!...

(entrando) 

¡Oh, querida amiga!
Quiero verte en este momento adverso,
cuando la suerte te ha vuelto la espalda.
La inocencia atropellada, la virtud oscurecida
y hasta el padre te condena a muerte.

AMENAIDA
(entrando)
¡Isaura! ¿Te has enterado?
Él es mi defensor...

ISAURA
¿Aún te cree infiel?

AMENAIDA
¡El muy ingrato!
Conociendo el corazón de Amenaida,
no debería dudar.

ISAURA
¡La carta te ha condenado!
Pero él peleará para defenderte...

AMENAIDA
¿Cuál será el resultado del combate?

(a Argirio que entra) 

¡Habla, padre!
¿Qué sabes?

Escena Décima 

(Entra Argirio, luego el coro) 

ARGIRIO
Conduje a tu campeón hasta la liza donde 
lo esperaba Orbazzano lleno de furor.
Ambos rebosaban valor y cólera.
La multitud lo llena todo.
Cuando las trompetas han dado la señal 
para que comience la lucha, he regresado, 
pues mis ojos no podrían soportar 
los terribles mandobles de Orbazzano. 

AMENAIDA
(Con pasión)
¡Dios mío!
¡Protege y guía el brazo de mi campeón!
Descorre el velo de la vil calumnia
y destruye al inicuo acusador.
Sé que triunfaré, aunque aún esté 
a un paso de la muerte.
¡Cielos, en este momento 
no temo por mí, sino por él!

Aria 

Justo Dios a quien fervientemente adoro.
Tú, que puedes leer en los corazones,
sabes que no soy culpable.
Te imploro que me escuches
y des el triunfo a mi bien.
Que él sepa que le soy fiel e inocente...
Pero, ¿qué escucho?

(Música de júbilo que se va acercando 
poco a poco) 

Mi suerte ya está decidida.

CORO
(a lo lejos)
¡Viva el héroe!

AMENAIDA
(Muy agitada)
¡Ah! ¿Quién ha muerto?...

CORO
(Más cercano)
¡Viva el valiente vencedor!...

AMENAIDA
¿Debo tener esperanza?
¡Ah, cómo palpita mi corazón!

CORO
(Entrando)
¡Alégrate, señora!

AMENAIDA
(Con ansiedad)
¿Ha vencido mi campeón?

CORO
¡Sí, triunfó!

AMENAIDA
¿Y Orbazzano?

CORO
Murió.
Ven a coronar la gloria del valeroso
que ha luchado a tu favor.

AMENAIDA
¿Él?... ¡Oh, padre!... ¡Amigos!... ¡Oh, Dios mío!
No podéis leer en mi corazón,
no os imagináis la alegría
que me embarga en este momento.

CORO
Que tu corazón vuelva a latir
de alegría y felicidad.

AMENAIDA
(Para sí)
Sus latidos son únicamente 
para el amor.

(Salen todos menos Isaura) 

Escena Undécima 

ISAURA
La Fortuna es tan caprichosa,
que en el mismo día reúne 
el pesar y la alegría.

Escena Duodécima 

(Gran plaza de Siracusa. Nobles, caballeros, 
pueblo, soldados preceden al carro triunfal sobre 
el que marcha Tancredo. La armadura y armas 
de Orbazzano son llevadas por los escuderos 
de Tancredo a ambos lados del carro. Roggiero 
sostiene el escudo de Orbazzano) 

CORO
Aplaudamos todos 
al vencedor.
Que nuestros cantos 
exalten su victoria.
¡Viva el héroe
de nuestra edad!

TANCREDO
El valor es recompensado
por la dulce gloria.
El honor de la victoria es mío... 
Sin embargo,
nada podrá calmar 
a mi desgraciado corazón.

CORO
Tu fuerte brazo
te ha dado la gloria.
Que tu corazón rebose 
de felicidad.

TANCREDO
Roggiero, toma mis insignias 
y marchémonos de aquí.

(A los caballeros que lo rodean) 

Recitativo

En vano, caballeros, intentáis retenerme.
Algún día sabréis que 
no soy indigno de vuestro afecto. 
Sagrado ese este suelo para mí, pero el cruel 
destino me obliga a alejarme de estos lares.
Vamos, Roggiero.

ROGGIERO
¿A dónde?

TANCREDO
A morir lejos
de esta infausta tierra.

ROGGIERO
Por lo menos...

TANCREDO
(Marchando)
Vamos.

Escena Decimotercera 

Recitativo

(Amenaida se aproxima a Tancredo) 

AMENAIDA
¡Detente!

TANCREDO
(Para sí)
¡Funesto encuentro!

(Con seriedad) 

¿Qué deseas?

AMENAIDA
Generosamente 
me diste la vida,
pero tu corazón...

TANCREDO
(Con seriedad)
Estás viva... que eso te sea suficiente.
Vive fieliz, si puedes, con tus remordimientos.
Vete.

AMENAIDA
¡Cruel!
¿Aún me crees infiel?...

TANCREDO
¿Yo?... Te defendí.

AMENAIDA
(Con arrebato)
¡Ah, no me crees, Tancr...!

TANCREDO
(La mira fijamente)
¡Cállate! 
Por ti desafié a la muerte,
pero si la quieres ahora... la tendrás.

Dúo 

Déjame, no quiero oírte.
Pretendes seducirme
con tu lánguida mirada.
¡Resérvala para tu otro amor!

AMENAIDA
Escúchame y después que yo muera.
Sí, soy inocente,
pero recházame 
si es que culpable me crees aún.

TANCREDO
¡Ah! ¿Por qué su alma
a vuelto a robarme la razón?
¿Por qué en mi pecho
vuelve a penar el corazón?

AMENAIDA
¡Ah! Mi alma te ha sido fiel
y no quebrantó el juramento...
Sólo tú has sido siempre
el único dueño de mi corazón.

(con ternura) 

¿Y entonces?

TANCREDO
(Con resolución)
Adiós.

AMENAIDA
(Como antes)
¿Me abandonas?

TANCREDO
(Con amargura)
¿Qué otra cosa deseas?...

AMENAIDA
(Como pasión)
¡Seguirte!

TANCREDO
(Con pasión)
Tiembla.

AMENAIDA
(Le ofrece el pecho)
¡Aplaca tu furor!

AMENAIDA, TANCREDO
¡Ah, ojalá que muera y así cese para siempre 
el horror de mis penas!
Sí, cruel, sólo tú eres
la causa de todo mi dolor.

(Salen) 

(Roggiero quiere seguir a Tancredo, pero éste,
con la mirada, se lo prohíbe) 

Escena Decimocuarta 

Recitativo

(Roggiero, luego Isaura) 

ROGGIERO
¡Pobre Tancredo!
Aunque desobedezca su orden,
no lo abandonaré.
Su dolor es demasiado grande.

ISAURA
¿A dónde te diriges, Roggiero?

ROGGIERO
Donde me guía el deber y la amistad.
Alegre estará la infiel Amenaida
viendo como mi señor muere;
¡él, que arriesgó su vida 
por salvarla!

ISAURA
Haces bien en acompañarle
en estos tremendos momentos.
¡Consuélalo, te aseguro que ella es fiel!
Sólo yo conozco el secreto 
que a todos os hizo dudar
de su honestidad.

ROGGIERO
¡Cielos!... ¿Es eso cierto?

ISAURA
Un juramento 
me impedía hablar,
pero ya es hora de restaurar su honor.
Una sola palabra mía y todo se verá claro.
Mucho se ha sufrido y llorado,
hay que poner fin a eso.

(Sale) 

Escena Decimoquinta 

Recitativo

ROGGIERO
¡Ojalá y sus palabras sean ciertas!
¡Que Amenaida fuera inocente!
Mi señor, exultante de gozo,
podría descansar de todos sus afanes.

Aria 

Que la sonrisa regrese 
a su viril rostro,
y que su corazón recupere la paz
en brazos del amor.

Que la felicidad ahogue 
todas las penas y pesares,
y que el amor recompense 
su fidelidad y abnegación.


FINAL VENECIA


Escena Decimosexta 

(El sol se pone lentamente tras una cadena 
montañosa a las afueras de Siracusa. Por 
barrancos discurren torrentes que forman 
el Aretusa. A un lado de la escena paraje 
boscoso. El Etna se distingue a lo lejos. 
Tiendas sarracenas por doquier. Aparece 
Tancredo, suspirando y pesaroso, perdido 
en sus pensamientos) 

TANCREDO
¿Dónde estoy? 
¿Hacia qué riberas me ha traído el dolor?
Los violentos torrentes, 
el furor del viento
y la naturaleza salvaje,
acrecientan mi pesar
por el amor perdido.

Cavatina 

¡Ay, no puedo olvidar
a la pérfida que me traicionó!
¡Aún la adoro!
Mi pobre corazón
¿ha de penar y sufrir
por siempre?

(Se sienta sobre una roca a la entrada de 
una cueva. Mientras tanto, los sarracenos 
salen de sus tiendas para dirigirse al campo 
de batalla) 

SARRACENOS
El terror 
reina sobre la ciudad
que será asaltada
con horrendo furor.
Caerá vencida
y el rico botín 
será nuestro.
La gloria y el valor
nos inflaman el corazón.
Celebraremos su caída
y el sarraceno
vencerá,
triunfará.

(Se dispersan) 

TANCREDO
¿Y estos sarracenos?
Aquella es la tienda de Solimán... ¡Mi rival!
Mi patria está en gran peligro 
¡y yo la abandono!
Puesto que elegí la muerte,
que mi sacrificio sea útil a mi patria.

(Se dispone a salir) 

Escena Decimoséptima 

Recitativo

(Aparecen Argirio, Amenaida y séquito) 

AMENAIDA
¡Ah, allí está!

(Lo llama) 

¡Tancredo!...

ARGIRIO
¡Tancredo!...

TANCREDO
(Con asombro)
¿Quién me llama?...
¿Eres tú?... ¡Pérfida!

(Con amargura) 

¿Acaso vas
a la tienda de Solimán?

AMENAIDA
(Apasionada)
¡Injusto!

ARGIRIO
Ya es hora, Tancredo,
que salgas de tu error:
¡Mi hija es inocente!

TANCREDO
(Emocionado)
¡Ah, no!
Aquella carta demostraba su traición.

AMENAIDA
Aquella carta, ingrato, iba dirigida a ti.

TANCREDO
¿A mí?... ¿Por qué no lo dijiste?

AMENAIDA
No quería delatarte, eras un proscrito.

TANCREDO
¿Acaso no amas a Solimán?

AMENAIDA
¡Lo aborrezco!

TANCREDO
(Para sí, emocionado)
¡Cielos!... ¿Qué pensar?

(A Argirio) 

Y tú, ¿qué dices?

ARGIRIO
Yo la creo.

TANCREDO
Pero si...

AMENAIDA
(Con pasión)
Tancredo mío:
por esta mano que me salvó, y que yo tomo...
Por nuestro amor de otro tiempo... ¡Mírame!

TANCREDO
(Muy agitado)
¡Oh, Dios mío!

ARGIRIO
Cede...

AMENAIDA
(Arrojándose a los pies de Tancredo)
A tus pies...

TANCREDO
(Conmovido)
¿Qué haces?...

(Para sí) 

¿Dónde estoy?

(En voz alta) 

¡Ah, de acuerdo, cedo!...

(Cuando está a punto de levantarla, se oyen 
las fanfarrias sarracenas que avanzan. Todos 
quedan asombrados) 

¿Qué es esa música?... ¡Mirad!...
¡Son los estandartes de Solimán!

(A Amenaida) 

¿Te sonrojas?

(A los demás) 

¿Tembláis?

(A los sarracenos) 

¿Qué buscáis, osados?

Escena Decimoctava 

(Entran los sarracenos con ramas de olivo 
y una corona de flores) 

SARRACENOS
Solimán espera 
la mano de Amenaida,
que estas ramas 
sean señal de amistad
y que la belleza 
sea el premio del amor.
Pero si ella lo rechaza,
que tiemble Siracusa
pues sobre ella descargará su furor.

(Dan muestras de desprecio hacia los cristianos) 

TANCREDO
(Con amargura a Argirio)
¿Qué dices a esto?

(A Amenaida) 

¿Y tú, qué respondes?
¿Callas?... ¿Te azoras?
¡Vete! Por fin veo claramente
tu artera infidelidad.

SARRACENOS
¡Ven a ocupar el trono!

TANCREDO
¡Qué pesar!
Padre, ¿qué decides?...

SARRACENOS
No le hagáis esperar... ¡Decidiros!

TANCREDO
(a Argirio y caballeros)
No seréis capaces de
tan horrible vileza.

SARRACENOS
Si no aceptáis, temblad,
pues Siracusa caerá.

TANCREDO
(a Amenaida con pena e ira)
¿Es está la fidelidad
que me juraste?
Me traicionas
y te olvidas de mí.
Pero es mi destino 
tan despiadado
que aún te adoro
¡y muero por ti!
Sí, defenderé a la patria:
¡que Solimán se apreste a la batalla!

SARRACENOS
¡A la lucha!
Solimán te sabrá domar.

TANCREDO
Si muero, en la paz de las sombras
acabarán mis pesares,
pero si cae el audaz rival
gloria eterna alcanzaremos.

(Salen los sarracenos. Luego, Tancredo y 
Roggiero a la cabeza de los caballeros) 

Escena Decimonovena 

(Amenaida, Argirio, Isaura, séquito) 

AMENAIDA
¡Ah, padre, Isaura!
¡Lleno de furor va en busca de la muerte!

ARGIRIO
¡Día nefasto!

(A los escuderos) 

¡Seguidme!

(A otro grupo de escuderos) 

¡Vosotros, cuidad de ellas!

AMENAIDA
(Para seguir a Argirio)
Yo también...

ARGIRIO
¡Tú, permanece aquí!
Quiera el cielo dar a mi brazo
la fuerza y el empuje de mi juventud.

(Sale) 

Escena Vigésima 

AMENAIDA
¡Cuánto sufrir en un solo día!
¿Oyes?... Gritos... Estrépito de armas...
¿Escuchas el tremendo fragor de la batalla?

ISAURA
¡Oh, cuántos sufrimientos!
¡Qué horror todo lo que nos rodea!

AMENAIDA
¡Cómo sufre mi corazón!
¡Qué palpitar angustioso!
En mi mente se forman horribles imágenes...
El padre... el amado... sangrantes... agonizantes...
¡Oh Isaura, no resisto más!

ISAURA
Escucha...
Ya cesó el fragor de la batalla.

AMENAIDA
¡Ah, si Dios quisiera!....

ISAURA
Por este lado parece que 
llegan unos guerreros...

AMENAIDA
¡Dios mío!

Última Escena 

Recitativo

(Aparecen Tancredo, Argirio, soldados,
prisioneros y pueblo) 

ARGIRIO
¡Hija!...

AMENAIDA
¡Oh, padre!...

TANCREDO
¡Ídolo mío!...

AMENAIDA
¡Tú!... ¿Eres tú mi Tancredo?

TANCREDO
Llego arrepentido, amante y vencedor.

AMENAIDA
¡Ah, así pues!...

TANCREDO
Cuando Solimán cayó abatido por mi mano,
y antes de expirar,
entre balbuceos él dio fe de tu inocencia.
Desaparecido el error, ¡tu corazón resplandece!

AMENAIDA
(Muy tierna)
¿Me crees ahora fiel?

TANCREDO
(Afectuoso)
¿Me perdonarás?

ARGIRIO
¡Oh, hijos míos,
la patria está libre de peligro!
¡Vayamos a Siracusa! 

(A Tancredo) 

¡Ve, reina, triunfa!

TANCREDO
(a Amenaida)
¡Sólo deseo reinar en tu corazón!
Ése es el único deseo que anhelo.

AMENAIDA
¡El amor y la felicidad triunfan!

Final

Con qué suave júbilo
palpita mi corazón.
No sé si podré resistir 
el delicioso gozo que me invade.
No, que no tenga fin,
mi dulce felicidad.

ARGIRIO
¡Ah, por fin llegó la ansiada calma
a mi confusa alma!
Junto a vosotros,
mi corazón vivirá feliz.
No, que no tenga fin,
mi dulce felicidad.

TANCREDO
Mi corazón no puede creer
toda la alegría
y todo el gozo 
que lo embargan.
No, que no tenga fin,
mi dulce felicidad.

TODOS
Sí, que todo respire
placer y felicidad.


FINAL FERRARA


Escena Decimosexta 

(El sol se pone lentamente tras una cadena 
montañosa a las afueras de Siracusa. Por 
barrancos discurren torrentes que forman 
el Aretusa. A un lado de la escena paraje 
boscoso. El Etna se distingue a lo lejos. 
Aparece Tancredo, suspirando y pesaroso, 
perdido en sus pensamientos) 

TANCREDO
¿Dónde estoy? 
¿Hacia qué horror me ha traído el amor?
Los violentos torrentes, 
el furor del viento
y la naturaleza salvaje,
acrecientan mi pesar,
acrecientan mi aflicción,
por su amor perdido.

Cavatina 

¡Ay, no puedo olvidar
a la pérfida que me traicionó!
¡Aún la adoro!
Mi pobre corazón
¿ha de penar y sufrir
por siempre?

(Se sienta sobre una roca a la entrada de 
una cueva. Mientras tanto, grupos de 
caballeros salen de la espesura del bosque) 

CABALLEROS
El terror 
reina sobre la ciudad.
Busquemos sin tardanza
al caudillo.
¿Dónde estará?
El valeroso Tancredo
nos guiará
a la victoria.
Hoy será un día 
de dolor y muerte
para el sarraceno.
¡Triunfaremos!

Escena Decimoséptima 

Recitativo

(Entran Amenaida, Argirio, soldados y pueblo) 

AMENAIDA
¡Amigos, allí está Tancredo!

ARGIRIO
¡Tancredo!...

TANCREDO
¿Quién me llama?...
¿Eres tú?... ¡Pérfida!
¿Acaso vas a la tienda de Solimán?

AMENAIDA
¡Oh, Tancredo mío!
Ya es hora que salgas de tu error...

TANCREDO
¡Calla! Tus lágrimas sólo me inspiran horror.
¡Sí, lucharé por la patria!

(A los caballeros) 

Salvaré a la patria con mi sangre,
y que se cumpla mi destino.

(a Amenaida) 

¡Vete! 
He llorado demasiado por ti, ya lo sabes.
¡Vete, infiel, para ti Tancredo ha muerto!

Rondó 

¿Por qué turbar la paz
de mi corazón?
¿Acaso no sabes que mi paz 
es hija del dolor?

Te aborrezco, traidora,
te dejo con tu remordimiento.
Mi amor sabrá olvidar
tu negra infidelidad.
¿Lloras?... ¿Sufres?...
¡Oh, Dios mío!

CORO
¡Vamos al combate!

TANCREDO
¿Dónde estoy?

CORO
Que el amor a la gloria te inflame el corazón.
¡Guíanos a la victoria!

TANCREDO
Aquel que no haya sufrido
el fuego del amor,
no puede comprender
el dolor que me embarga.

CORO
Que el amor a la gloria te inflame el corazón.
¡Venceremos a Solimán!

TANCREDO
¡Sí, defendamos a la patria!
¡Yo os conduciré a la victoria!

TANCREDO, CORO
¡Triunfaremos en el combate!

(Salen) 

Escena Decimoctava 

Recitativo

AMENAIDA
¡Ah, está perdido! ¡Isaura, Padre!
¡Lleno de furor va en busca de la muerte!

ARGIRIO
¡Infausto día!

(A los guerreros) 

¡Vosotros, seguidme!

(A los escuderos) 

¡Cuidad de ellas!

AMENAIDA
(Hace intención de seguirlos)
Yo también...

ARGIRIO
¡Quédate!
Que el cielo infunda a mi brazo
la fuerza juvenil de otro tiempo.

(Sale) 

Escena Decimonovena 

Recitativo

AMENAIDA
¡Cuánto sufrir en un solo día!
¿Oyes?... ¡Gritos!... Estrépito de armas...
¿Escuchas el tremendo fragor de la batalla?

ISAURA
¡Oh, cuántos sufrimientos!
¡Qué horror todo lo que nos rodea!

AMENAIDA
¡Cómo sufre mi corazón!
¡Qué palpitar angustioso!
En mi mente se forman horribles imágenes...
El padre... el amado... sangrantes... agonizantes...
¡Oh Isaura, no resisto más!

ISAURA
Escucha...
Ya cesó el fragor de la batalla.

AMENAIDA
¡Ah, si Dios quisiera!...

ISAURA
Por este lado parece que 
llegan unos guerreros...

Última Escena 

(Entran Tancredo moribundo, prisioneros, etc) 

AMENAIDA
¡Dios mío!...
¿De quién son esos lamentos?

ARGIRIO
¡Hija!...

AMENAIDA
¿Y Tancredo?... ¿Dónde está mi Tancredo?

ARGIRIO
¡Ha vencido! 
¡Oh Dios, ha salvado a la patria!
Pero la victoria la alcanzó 
a costa de su propia sangre.

AMENAIDA
¿Ha muerto?

ARGIRIO
Apenas podía mantenerse en pie
con una herida en el costado.
En los estertores de la muerte
no cesaba de repetir tu nombre...

AMENAIDA
¡Oh, Tancredo mío!

CORO
El vencedor, 
el valeroso, 
se está desangrando.
¡Cuánto horror!

AMENAIDA
¡Crueles! Ya no es hora de remordimientos...
¡Dios mío, mi desventurado Tancredo!
¿Me oyes?...
Tus moribundos ojos 
¿pueden verme aún?
¡Mírame, Tancredo, mira a tu esposa!
¿Me niegas una última mirada?
¿Me crees aún culpable?

TANCREDO
¡Me has traicionado!...

AMENAIDA
¿Yo?...

ARGIRIO
¡Desventurados!
Ella te quiere y su amor ha sido su delito.
El Senado votó una pena injusta...
La carta que ella escribió iba dirigida a ti...

TANCREDO
¿Es cierto eso?
Amenaida... ¿Aún me amas?

AMENAIDA
¡Que muera mil veces
si no te amo!
Piensa que si fuera culpable...

TANCREDO
¡Me amas!
Ahora la muerte me es más penosa...

AMENAIDA
¡Dios mío!
Mi fidelidad...

TANCREDO
Tus lágrimas
me llegan al corazón...
¡Dios mío! La muerte se acerca 
y debo abandonarte... 
¡Ya está aquí!...
Argirio, aún queda tiempo...
junta nuestras manos 
y que esposo baje a la tumba...
¿Me aceptas como hijo?...
Patria... esposa... 
muero siendo digno de ambas...
Todo lo que más anhelaba...
se ha cumplido...

Cavatina 

Amenaida... seme siempre fiel...
Tu corazón es mío...
Te abandono... ¡Vive!...
Júrame... esposa... que vivirás



Escaneado y Traducido por:
Eduardo Almagro 2008