ATTO SECONDO 


Scena Prima 

(Appartamenti terreni. Tamiri e Mirteo) 

TAMIRI 
Mirteo, non lusingarti io ben conosco
tutti i meriti tuoi, quant'io ti deggio
in faccia al mondo intero,
sempre confesserò; saprò serbarti,
perfin ch'io viva, un'amistà verace;
ma Scitalce mi piace,
io per lui di catene ho cinto il core.

MIRTEO 
Ma la ragion?

TAMIRI 
Ma la ragione è amore.
D'un genio che m'accende
tu vuoi ragion da me?
Non ha ragione amore,
o se ragione intende
subito, amor non è.
Un amoroso foco
non può spiegarsi mai.
Dì, che lo sente poco,
chi ne ragiona assai,
chi ti sa dir perché.

(Partono) 

Scena Seconda

IRCANO 
Vieni Sibari.

SIBARI 
E dove?

IRCANO 
Da Tamiri.

SIBARI 
Perché?

IRCANO 
Voglio che a lei discolpi il mio rifiuto.

SIBARI 
Senti (al riparo)
Il tuo parlar scompone
un mio pensier, che può giovarti.

IRCANO 
E quale? 

SIBARI 
Al tuo cenno
su l'Eufrate non hai
navi, seguaci, ed armi?

IRCANO 
Ebben, che giova?

SIBARI 
Tu voglia, col soccorso de'tuoi
l'impresa assicurar,
per tal sentiero
rapir la sposa,
e a te recarla io spero.

IRCANO 
Dubbia è l'impresa.

SIBARI 
Tu coi più fidi
dell'Eufrate alle sponde
sollecito ti rendi.

IRCANO 
A momenti verrò, vanne, m'attendi.

(Partono) 

Scena Terza

TAMIRI 
Signor, perché si tiene
prigioniero Scitalce?

SEMIRAMIDE 
Voglio, che a'piedi tuoi
supplice, umile
ti chieda quell'altero
e perdono, e pietà.

TAMIRI 
Io vo' che sia
la sua vita in periglio.

SEMIRAMIDE 
Farò che innanzi
a te cada trafitto.

TAMIRI 
Oh Dio!

SEMIRAMIDE 
(Fra sè)
Già impallidisce.
Ha vinto amore.

Scena Quarta

SIBARI 
Come imponesti,
Scitalce è qui.

SEMIRAMIDE 
(A Tamiri)
Ebben risolvi? A lui
condoni il fallo?

TAMIRI 
No.

SEMIRAMIDE 
(A Sibari)
Dunque s'uccida.

TAMIRI 
Neppur.

SEMIRAMIDE 
(A Tamiri)
Vedi, ch'io deggio
Scitalce udir, spiegami i sensi tuoi.

TAMIRI 
Sì, digli...

SEMIRAMIDE 
Che?

TAMIRI 
Dirai... 
Dì ciò che vuoi.

(Parte) 

Scena Quinta

(Semiramide e poi Scitalce senza spada ed in catene.
Sibari introduce Scitalce, e poi parte) 

SEMIRAMIDE 
Deh non fingiamo più. In seno
vive del finto Nino
Semiramide tua;
che per salvarti
Ti resi prigionier.
Torna, torna ad amarmi,
io ti perdono.

SCITALCE 
Mi perdoni! E qual fallo?
Forse i tuoi tradimenti?

SEMIRAMIDE 
Ah se il mio labbro mente,
di nuovo ingiustamente,
come fece Idreno, torni Scitalce
a trapassarmi il seno.

SCITALCE 
No, no, la colpa è mia;
pur troppo sento
rimorso al cor;
ma sai di che? D'un colpo
che lieve fu, che
non t'uccisi allora.

SEMIRAMIDE 
Barbaro, non dolerti,
hai tempo ancora.

(Gli presenta la sua spada) 

Eccoti il ferro mio; da te non cerco
difendermi, o crudel.
Mira son queste
l'orme del tuo furor.
Ti volgi altrove?
Riconoscile, ingrato,
e poi mi svena.

SCITALCE 
Va', non ti credo.

SEMIRAMIDE 
Oh crudeltade! Oh pena!
Crudel! Morir mi vedi,
al mio penar non credi!
E insulti al mio dolor!

SCITALCE 
Empia palese mi sei,
e vanti amor e fede?
E vuoi tradirmi ancor?

SEMIRAMIDE 
Ah, che crudeltà!
Crudele!

SCITALCE 
Ah, quale inganno!
Empia!

A DUE 
Che affanno è quel ch'io sento!
Sei nata/nato per tormento
Barbara/barbaro del mio cor.
Qual astro in ciel splendea
quel dì che quest'alma
seppe inspirarmi amor? 

Scena Sesta

(Campagna sulle rive dell'Eufrate, con navi che sono 
incendiate. Mura de' giardini reali, da un lato con 
cancelli aperti. Sciti armati, parte sulle navi, e parte 
sulla riva del fiume. Ircano, Sibari, e Mirteo con spada 
nuda. Zuffa già incominciata tra le guardie assire ed 
i soldati sciti. La cavalleria assira disperde gli sciti. 
Ircano e Mirteo vengono combattendo il primo cade 
e l'altro lo disarma) 

MIRTEO 
Cedi il ferro, o t'uccido. 

IRCANO 
A me l'acciaro
non toglierai, se non rimango estinto.

MIRTEO 
(Lo disarma)
No, no, vivrai, ma disarmato, e vinto.
Assiri, al Re lo scita altero
prigionier conducete.

IRCANO 
Io prigioniero?

MIRTEO 
Sì, fremi traditor.

IRCANO 
Di mie sventure
sarà prezzo il tuo sangue.

MIRTEO 
Eh di minacce
tempo non è 
grazia e pietade implora.

IRCANO 
Grazia, e pietà?
Farò tremarti ancora.
No, non son vinto ancora,
non sei di me più forte,
benché l'avversa sorte
tradisca il mio valor.

(Fra sè) 

In braccio a mille furie
sento che l'alma freme,
tutte le sento insieme,
tutte d'intorno al cor.

MIRTEO 
Sei prigioniero.

IRCANO 
È vero.

CORO 
In ceppi al Re si guidi.
Il minacciar,
salvarti omai non può.

IRCANO 
Vedrai per Babilonia
scorrere a rivi il sangue,
ma te superbo esangue
a' piedi miei vedrò.

(Parte tra le guardie) 

Scena Settima

MIRTEO 
Quanto ti deggio amico.

SIBARI 
L'opre dovute
alcun merto non hanno.

MIRTEO 
Che fido cor!

SIBARI 
(Fra sè)
Che fortunato inganno.

MIRTEO 
Ecco un rival di meno
per te mi trovo.

SIBARI 
Il tuo maggior nemico
non t'è noto però.
Scitalce è quello
che col nome d'Idreno
ti rapì la germana.

MIRTEO 
Oh Dei, che dici?
D'onde Sibari il sai?

SIBARI 
Noto in Egitto
egli mi fu.

MIRTEO 
Potresti errar.

SIBARI 
Non dubitarne, è desso.

MIRTEO 
Ah la pugna s'affretti,
si voli a Nino, il traditor s'uccida.
Ardo di sdegno.
Non soffre l'ira mia freno, e ritegno.
No, più soffrir non voglio
quel temerario orgoglio,
colle sue furie orrende
troppo il mio sdegno accende,
troppo mi desta orror.
D'una germana il sangue
or chiede a me vendetta,
il traditor esangue
l'ombra sdegnosa aspetta
che le trafisse il cor.

(Partono) 

Scena Ottava 

(Gabinetti reali) 

SEMIRAMIDE 
Nol voglio udir. Da questa reggia
Ircano parta a momenti.
Egli perdé nel vile
tradimento intrapreso
ogni ragione all'Imeneo conteso.

IRCANO 
(Di dentro)
Io partir? Chi l'impone?

SEMIRAMIDE 
Nino lo vuol, ti basti.

IRCANO 
Ma qui non venni
Per obbedire a Nino,
invan contrasti,
se rimaner mi giova,
d'un Ircano al voler
con cenni alteri.
Voglio veder Scitalce
voglio vederlo...

SEMIRAMIDE 
Invan lo speri.
Parti de'cenni miei
ragione a te non rendo.
Vanne, così pretendo,
o ti farò tremar.

IRCANO 
Tremi al tiranno impero
l'Assiro al giogo avvezzo,
il tuo furor disprezzo,
è vano il minacciar.

SEMIRAMIDE 
Il provocar mio sdegno,
quanto è fatal rammenta!

IRCANO 
Feroce a questo segno
Nino l'orgoglio ostenta?

A DUE 
Tu sai chi son, tu sai
che il contrastarmi è vano;
se più resisti avrai
forse a pentirti allor.

(Fra sè) 

Deh non sia dei giorni miei
questo giorno il più funesto!
Qual cimento, eterni Dei,
di spavento, e di dolor.

IRCANO 
Venga Scitalce. 

SEMIRAMIDE 
Ah, taci.

IRCANO 
Ragion mi renda.

SEMIRAMIDE 
(Fra sè)
Oh pena!

A DUE 
Frenar mi posso appena,
ho mille furie in cor.
Fra l'orrido mistero,
qual nume in ver s'asconde?
Tal smania, un duol più fiero,
non ho provato ancor.

(Ircano parte) 

Scena Nona

MIRTEO 
Ove s'asconde?
Che fa Scitalce?

SEMIRAMIDE 
La principessa offesa
tace, e solo Mirteo pugnar desia?

MIRTEO 
Tu pensi a difender Scitalce;
egli t'è caro,
questa è la cura tua,
tutto m'è noto.

SEMIRAMIDE 
Che favellar?

MIRTEO 
Risolvi.

SEMIRAMIDE 
T'appagherò m'attendi
nelle vicine stanze, e ti raffrena.

MIRTEO 
Indarno il chiedi.

(Parte) 

SEMIRAMIDE 
Che vuol dir quello sdegno? 

Scena Decima 

SCITALCE 
Rendimi il brando,
lasciami dunque in libertà. 

SEMIRAMIDE 
Un periglioso scampo
questo saria.
Ve n'è un miglior.
Odimi sol...

SCITALCE 
Parla.

SEMIRAMIDE 
Or senti 
se la tua man mi porgi...

SCITALCE 
Che la mia man?

SEMIRAMIDE 
Se la tua man mi porgi
tutto in pace sarà.
Oh viver fortunato,
oh dolce uscir di vita
con l'idol mio,
col mio Scitalce unita.

SCITALCE 
(Fra sè)
Se men la conoscessi,
al certo crederei.

(A Semiramide) 

Odimi esposto
degli uomini allo sdegno,
all'ira degli Dei,
prima d'esserti sposo
esser vorrei...

SEMIRAMIDE 
(Vengono le guardie, una rende l'elmo e la 
spada a Scitalce, l'altra gli toglie le catene)
Taci, ingiurie novelle
udir non voglio,
libero sei,
va pur, dove ti guida
il tuo cieco furore,
vanne, ma pensa
ch'oggi ridotta alla
sventura estrema
vendicarmi saprò.
Pensaci, e trema.

(Parte) 

Scena Undicesima 

MIRTEO 
Così vieni a pugnar? 
Chi ti trattiene?
Più non sei prigioniero.

SCITALCE 
Mirteo, per quanto io tardi
troppo sempre a tuo danno
sollecito sarò. 

MIRTEO 
È tempo alfine
che questo braccio
il folle ardir disarmi,
là ti vedrò tremar.

SCITALCE 
Superbo, all'armi.
Non temere, fra pochi istanti
vedrò teco armato in campo,
là vedrò, se il cor che vanti
corrisponde il tuo valor.

CORO 
Agitato ha il cor nel petto
dall'affanno, e dall'onor.

SCITALCE 
Incerto palpito
Il cor m'assale.
Smania più barbara,
contrasto eguale
chi mai nell'anima,
chi mai provò.

CORO 
Correte o prodi all'armi.
V'attende la vittoria.

MIRTEO, SCITALCE 
Perché si tarda ancor?

CORO 
S'infiammano di gloria
i generosi cor.

SCITALCE 
Quand'è l'onor di guida
sicura è la vittoria.
D'un bel desio di gloria
sento le voci in cor.

CORO 
Correte o prodi all'armi.
V'attende la vittoria.
S'infiammano di gloria
i generosi cor.

(Partono tutti) 

Scena Dodicesima 

(Anfiteatro con cancelli chiusi dai lati, e trono 
da una parte; dopo maestosa marcia dei Grandi, 
e delle guardie. Popolo spettatore. Sibari, Ircano, 
e poi Semiramide che va in trono) 

IRCANO 
(Le guardie tentano invano di contendere l'ingresso 
ad Ircano)
A forza io passerò,
vo' del cimento
trovarmi a parte anch'io.

SEMIRAMIDE 
Qual mai ragion
sopra una man pretendi,
che ricusasti?

IRCANO 
Io ricusai la morte,
avvelenato il nappo
Sibari avea.

SIBARI 
Ah mentitor!

SEMIRAMIDE 
Non più per ora
non voglio esaminar
qual sia l'indegno.
Olà, si dia della
battaglia il segno.

(Va sul trono col suo corteggio. Suonano le trombe) 

Scena Ultima 

TAMIRI 
Ah fermati Mirteo.
Sai ch'io non voglio
più vendetta da te.

MIRTEO 
Vendico i miei,
non i tuoi torti.
È un traditor costui,
mentisce il nome,
egli s'appella Idreno,
egli la mia germana
dall'Egitto rapì.
Sibari lo conobbe,
egli l'afferma.

SIBARI 
(Fra sè)
Ahimè!

SCITALCE 
(A Sibari)
Tu mi tradisci,
perfido amico.
In questo foglio vedi
s'ella fu, s'io son reo.
Sibari lo vergò.
Leggi Mirteo.

(Gli consegna il papiro) 

SIBARI 
(Fra sè)
Tremo. 

SEMIRAMIDE 
(Fra sè)
Che foglio è quello?

MIRTEO 
Amico Idreno,
ad altro amante in seno
Semiramide tua porti tu stesso;
ma col disegno infame
di privarti di vita,
e poi trovarsi unita
a chi l'astringe il genio antico.
Vivi; ha di te pietà
Sibari amico.

SEMIRAMIDE 
(Fra sè)
Se qui a parlar l'astringo
al popolo mi scopre.

(Forte) 

In chiuso loco
costui si porti.

SIBARI 
A che portarmi altrove?
Qui parlerò.

MIRTEO 
Resti.

IRCANO 
Si senta.

SIBARI 
Udite.

SEMIRAMIDE 
(Fra sè)
Oh Dio.

SIBARI 
Semiramide amai.
Lo tacqui intesi
l'amor suo con Scitalce.
A lei concessi aggio a fuggir 
quanto quel foglio afferma
finsi per farla mia.

SCITALCE 
Ah perfido! 

(Fra sè) 

Che feci!

SIBARI 
Udite ancora
molto mi resta a dir.

SEMIRAMIDE 
Sibari, basta.

IRCANO 
No. Pria si chiami autore
de' falli apposti a me.

SIBARI 
Tutti son miei. 

SEMIRAMIDE 
(Fra sè)
Oh Dei!

SIBARI 
Giacché perduto io sono,
altri lieto non sia.
Popoli, a voi
scopro un inganno,
aprite i lumi ingombra
una femmina imbelle
il vostro impero.

SEMIRAMIDE 
(S'alza in piedi sul trono)
Taci. 

(Fra sè)

È tempo d'ardir.

(Forte) 

Popoli, è vero
Semiramide io sono;
del figlio in vece regnai finor,
ma per giovarvi; io tolsi dal regno
il freno ad una destra imbelle,
non atta a moderarlo 
io vi difesi dal nemico furor,
coll'armi io dilatai i regni dell'Assiria.
Assiria istessa dica per me,
se mi provò fin ora
sotto spoglia fallace,
ardita in guerra, e moderata in pace;
se sdegnate ubbidirmi,
ecco depongo il serto mio.

(Depone la corona sul trono) 

Se ai tanti sguardi
dell'attonita terra
il miglior de'regnanti
ancor non sono,
ripigliatevi, Assiri,
il vostro trono.
Se non nacqui al miglior sesso,
l'Asia ho vinta, e Assiria doma;
agli allor della mia chioma
deve il trono il suo splendor.

CORO 
Qual sorpresa! Qual costanza
mai non ebbe un uom più forte.
Non vacilla il suo valor.

SEMIRAMIDE 
(A Scitalce)
Idol mio, s'egli è pur vero,
che son degna di tua fede,
non mi curo d'altro impegno,
purché regni nel tuo cor.
Non vacilla il mio valor.

CORO 
Qual sorpresa! Qual costanza
Non vacilla il suo valor.

MIRTEO 
O germana... 

SEMIRAMIDE 
(A Mirteo)
Ah mio Mirteo!

SCITALCE 
Deh perdona...

SEMIRAMIDE 
(A Scitalce)
Ah non sei reo!
Deh venite a questo seno
di mie cure o dolci oggetti.
Ah! Frenar cotanti affetti
più possibile non è.

CORO 
Viva lieta, e sia Regina
chi finor fu nostro Re.

IRCANO 
Lasciatemi svenar Sibari, e poi
al Caucaso natio torno contento.

SEMIRAMIDE 
D'ogni esempio maggiore,
principe, i casi miei, vedi che sono,
sia maggior d'ogni esempio anche il perdono.
Alma grande, oh Dio, ti frena,
deh perdona a chi t'offese;
quella fronte alfin serena,
se implacabile non è.

IRCANO, MIRTEO, TAMIRI 
A quell'empio, sì, perdona.

SEMIRAMIDE 
La clemenza accanto al trono
ad un Nume agguaglia il Re.

CORO 
Viva lieta, e sia Regina
chi finor fu nostro Re.

SEMIRAMIDE, CORO 
Soavi accenti,
dolci contenti,
accendan l'anima
di puro ardor.
Torni col giubilo
la pace al cor.

(Ircano, e Mirteo rimettono la corona sul 
capo a Semiramide) 

SCITALCE 
Oh Dio! Tamiri,
coll'idol mio sdegnato,
io ti promisi amor.

TAMIRI 
Tolgano i Numi
ch'io turbi un sì bel nodo!
In questa mano
ecco il premio, Mirteo,
da te bramato.

SCITALCE 
Anima generosa.

MIRTEO 
Oh me beato!

TUTTI 
Soavi accenti,
novi contenti,
accendan l'anima
di puro ardor.
Ah, torni col giubilo
la pace al cor.

IRCANO, SEMIRAMIDE, SCITALCE 
Chi mai provò di questi
più lieti, e dolci istanti?
Più fortunati amanti
chi vide mai finor?

CORO
Più fortunati amanti
chi vide mai finor?
Donna illustre, il Ciel destina
a te regni, imperi a te.
Viva lieta, e sia Regina
chi finor fu nostro Re.



   
ACTO SEGUNDO


Escena Primera 

(Aposentos en la planta baja. Tamiri y Mirteo) 

TAMIRI 
Mirteo, bien conozco todo tus méritos, 
pero no te hagas ilusiones.
Bien sé cuanto te debo y siempre lo reconoceré.
Mientras viva, sabré conservar para ti, 
una amistad verdadera.
Pero Scitalce me gusta, 
mi corazón está encadenado a él.

MIRTEO 
Pero ¿por qué causa?

TAMIRI 
La causa es el amor. 
¿Quieres que te dé explicaciones 
sobre un sentimiento que me inflama?
El amor no atiende a razones, 
y cuando razona 
pronto deja de ser amor.
El fuego del amor 
no se puede explicar jamás.
El que razona mucho,
lo siente poco
¿quién sabe explicar porqué es así?

(Salen) 

Escena segunda

IRCANO 
Ven Síbari.

SÍBARI 
¿A dónde?

IRCANO 
A ver a Tamiri.

SÍBARI 
¿Por qué?

IRCANO 
Quiero que ella perdone mi rechazo.

SÍBARI 
Escúchame atentamente.
Se me ocurre algo
que puede favorecerte.

IRCANO 
¿Qué cosa?

SÍBARI 
¿Bajo tus órdenes,
sobre el río Éufrates,
no tienes barcos, soldados, y armas?

IRCANO 
¿Y bien, de qué sirve eso?

SÍBARI 
Si pudieras, con la ayuda de los tuyos, 
apoyar mis planes, 
yo podría 
raptar a la novia
y entregártela a ti.

IRCANO 
Incierta es la empresa.

SÍBARI 
Tú, con tus hombres más leales 
aguarda solícito 
en la ribera del Eúfrates. 

IRCANO 
Allí esperaré.

(Salen) 

Escena Tercera

TAMIRI 
Señor, ¿por qué mantienes 
prisionero a Scitalce?

SEMÍRAMIS 
Porque quiero que a tus pies,
suplicante y humildemente, 
ese orgulloso hombre 
te pida perdón y piedad.

TAMIRI 
Y yo quiero que su vida
sea puesta en peligro.

SEMÍRAMIS 
Haré que delante de ti 
caiga apuñalado.

TAMIRI 
¡Oh, Dios!

SEMÍRAMIS 
(Para sí)
Empalidece,
el amor la ha vencido.

Escena Cuarta 

SÍBARI 
Como lo ordenaste, 
aquí está Scitalce.

SEMÍRAMIS 
(A Tamiri)
Y bien... debes decidir.
¿Perdonas su error?

TAMIRI 
No.

SEMÍRAMIS 
(A Síbari)
Entonces, que sea ejecutado.

TAMIRI 
¡No, eso no!

SEMÍRAMIS 
(A Tamiri)
Yo hablaré con Scitalce, 
pero antes explícame lo que sientes.

TAMIRI 
Sí, dile a él que...

SEMÍRAMIS 
¿Qué?

TAMIRI 
Dile... 
Dile lo que quieras.

(Sale) 

Escena Quinta

(Entra Scitalce desarmado y encadenado.
Síbari, sale) 

SEMÍRAMIS 
¡Vamos, no finjamos más!
En el seno de este supuesto Nino 
vive Semíramis.
Que para salvarte,
te hizo prisionero. 
Vuelve a mi amor 
yo te perdonaré.

SCITALCE 
¡Me perdonas! ¿Y de qué error?
¿Quizás de tu traición?

SEMÍRAMIS 
¡Ah, si mis labios mienten, 
que de nuevo, como hizo Idreno, 
Scitalce vuelva 
a traspasarme el pecho.

SCITALCE 
No, no, la culpa es mía.
Mi corazón 
sufre arrepentido.
Pero ¿sabes de qué? 
De un golpe tan débil
que no logró matarte.

SEMÍRAMIS 
¡Bárbaro!
Aún estás a tiempo.

(Le ofrece su espada) 

Aquí tienes mi espada.
¡No opondré resistencia!
Mira, estas son las huellas 
de tu furor.
¿No quieres verlas?
Reconócelas, ingrato, 
y luego mátame.

SCITALCE 
¡No te creo!

SEMÍRAMIS 
¡Ay! ¡Qué crueldad! ¡Qué pena!
¡Cruel! ¡Me ves morir, 
y no crees en mi penar!
¡Insultas mi dolor!

SCITALCE 
¡Impía, muy claro lo veo todo!
¿Te jactas de tu amor y fidelidad? 
¿Y aún así quieres traicionarme?

SEMÍRAMIS 
¡Ah, qué crueldad!
¡Cruel!

SCITALCE 
¡Ay, qué engaño!
¡Impía!

AMBOS 
¡Qué angustias son las que siento!
Has nacido para atormentar 
salvajemente mi corazón.
¿Qué astro brillaba en cielo 
en aquellos días, que a mi alma 
supo inspirarle amor?

Escena Sexta 

(Playa en las riberas del Éufrates, con algunos 
barcos incendiados. Muros de los jardines reales, 
a un lado con puertas abiertas. Se ven grupos 
de escitas armados. Ircano, Síbari y Mirteo 
empuñan sus espadas. Los guardias asirios y 
los soldados escitas combaten. La caballería 
asiria dispersa a los escitas. Ircano y Mirteo 
llegan combatiendo el primero cae desarmado) 

MIRTEO 
¡Ríndete, o te mato!

IRCANO 
Sólo si muero 
me quitarás la espada.

MIRTEO 
(Lo desarma)
¡No, no, tú vivirás, pero desarmado, y vencido!
¡Asirios, al altanero rey de los escitas
conducid prisionero!

IRCANO 
¿Yo prisionero?

MIRTEO 
¡Sí, tiembla traidor!

IRCANO 
¡Pagarás mis desventuras 
con tu sangre!

MIRTEO 
¡Vamos, no es momento 
de amenazas!
¡Implora piedad y perdón!

IRCANO 
¿Perdón y piedad?
Todavía te haré temblar.
No, no estoy vencido aún, 
no eres más fuerte que yo.
Aunque la suerte adversa 
haya traicionado mi valor.

(Para sí) 

Mil furias acosan
mi alma brama.
Noto como todas ellas
corroen mi corazón.

MIRTEO 
¡Eres mi prisionero!

IRCANO 
Es cierto.

CORO 
Que el rey sea conducido a la cárcel.
Sus amenazas, 
no podrán salvarlo.

IRCANO 
Verás en Babilonia 
correr la sangre como ríos,
pero a ti, soberbio, 
a mis pies te veré exánime.

(Sale entre los guardias) 

Escena Séptima

MIRTEO 
¡Cuánto te debo amigo!

SÍBARI 
Lo que se hace por obligación 
no tiene ningún mérito.

MIRTEO 
¡Qué corazón leal!

SÍBARI 
(Para sí)
¡Qué engaño tan afortunado!

MIRTEO 
¡Gracias a ti tengo 
un rival menos!

SÍBARI 
Sin embargo, a tu mayor enemigo 
no lo conoces.
Scitalce es quien, 
bajo el nombre de Idreno,
secuestró a tu hermana.

MIRTEO 
¡Oh, dioses!, ¿Qué dices?
¿Cómo es que sabes eso?

SÍBARI 
Lo supe 
en Egipto.

MIRTEO 
Podrías estar equivocado.

SÍBARI 
No hay duda, es él.

MIRTEO 
¡Ah, acabemos el combate, 
si Nino lo quiere, que el traidor muera!
Ardo de indignación.
Mi ira no se refrena ni se contiene.
No puedo soportar más.
Un orgullo temerario, 
con horrenda furia 
se enciende en mi pecho,
y un gran horror en mí se desata.
La sangre de un hermana 
me pide venganza, 
el traidor exangüe espere 
la sombra desdeñosa 
que le atravesará el corazón.

(Salen) 

Escena Octava 

(Habitaciones reales) 

SEMÍRAMIS 
¡No, no quiero oír nada más!
Que del palacio real 
Ircano se marche al momento.
Él perdió con su vil traición,
todo derecho al Himeneo en disputa.

IRCANO 
(Desde el interior)
¿Yo marcharme? ¿Quién lo ordena?

SEMÍRAMIS 
¡Nino lo quiere, y eso te baste!

IRCANO 
Pero no vine aquí 
para obedecer a Nino, 
en vano te opones, 
a un deseo de Ircano 
con órdenes altaneras.
¡Quiero quedarme, 
quiero ver a Scitalce 
quiero verlo!...

SEMÍRAMIS 
En vano lo esperas.
Vete de mi presencia 
a ti no te rindo cuentas.
¡Vete, eso ordeno, 
o te haré temblar!

IRCANO 
¿Temblar ante el perenne yugo 
del cruel impero asirio?
Tu furia desprecio, 
son vanas tus amenazas.

SEMÍRAMIS 
¡Recuerda que puede ser fatal 
provocar mi ira!

IRCANO 
¿El feroz Nino se sentirá orgulloso
con esa orden?

AMBOS 
Tú sabes quién soy, 
tú sabes que el contrariarme es inútil.
Si te resistes quizás tendrás 
luego que arrepentirte.

(Para sí) 

¡Ay, que no sea éste 
el día más funesto de mi vida!
¿Qué prueba es ésta, eternos dioses,
de espanto y dolor?

IRCANO 
¡Que venga Scitalce!

SEMÍRAMIS 
¡Ah, calla!

IRCANO 
¡Que me dé una explicación!

SEMÍRAMIS 
(Para sí)
¡Qué angustia!

AMBOS 
Refrenarme apenas puedo, 
pues siento mil furias en el corazón. 
¿Detrás de este horroroso misterio, 
qué dios se oculta?
Tanto delirio, un dolor tan tremendo, 
no había experimentado hasta ahora.

(Ircano sale) 

Escena Novena 

MIRTEO 
¿Dónde se esconde?
¿Qué hace Scitalce?

SEMÍRAMIS 
La princesa ofendida no habla,
¿y sólo Mirteo desea combatir?

MIRTEO 
Tú quieres defender a Scitalce; 
lo aprecias, 
está protegido por ti, 
lo se muy bien.

SEMÍRAMIS 
¿Qué dices?

MIRTEO 
Decídete.

SEMÍRAMIS 
Te satisfaré. 
Espérame en la habitación contigua y cálmate.

MIRTEO 
En vano me lo pides.

(Sale) 

SEMÍRAMIS 
¿Qué significa ese afán?

Escena Décima 

SCITALCE 
¡Devuélveme mi espada
y déjame en libertad!

SEMÍRAMIS 
Ése sería un camino 
muy peligroso.
Tenemos uno mejor. 
Escúchame...

SCITALCE 
Habla.

SEMÍRAMIS 
Si tu mano me entregas... 
Si me desposas...

SCITALCE 
¿Qué? ¿Desposarte?

SEMÍRAMIS 
Si me entregas tu mano 
todo quedará en paz. 
¡Ah, viviría dichosa!
¡Oh, dulce devenir de la vida 
junto con mi amado!
Estar unida a mi Scitalce...

SCITALCE 
(Para sí)
Si la conociera menos, 
tal vez le creería.

(A Semíramis) 

Expuesto 
al odio de los hombres, 
a la cólera de los dioses, 
y antes que ser tu esposo
yo quisiera...

SEMÍRAMIS 
(Llegan unos guardias que quitan las cadenas de 
Scitalce y le devuelven el yelmo y la espada)
¡Calla, nuevas injurias 
no quiero oír!
Eres libre, 
ve entonces a donde te guíe 
tu ciego furor.
Vete, pero piensa que 
reducida a la más extrema 
desventura
sabré vengarme.
Piénsalo y tiembla.

(Sale) 

Escena Undécima 

MIRTEO 
¿Así que vienes a combatir? 
¿Quién te retiene?
Ya no eres prisionero.

SCITALCE 
Mirteo, aunque me contenga 
siempre estaré dispuesto
a destruirte.

MIRTEO 
Por fin ha llegado el momento 
de que mi brazo 
tu insano atrevimiento derrote.
¡Te veré temblar!

SCITALCE 
¡Soberbio, toma tus armas! 
No temas, dentro de pocos instantes 
me enfrentaré a ti
Veré si el coraje de que te jactas 
se corresponde con tu valor.

CORO 
Mi corazón dentro del pecho se agita 
por la ansiedad y el honor.

SCITALCE 
Un incierto palpitar 
asalta mi corazón. 
Frenesí tan intenso, 
conflicto semejante 
¿quién en su alma, 
alguna vez experimentó?

CORO 
Corred ¡oh, valientes! a las armas. 
Os espera la victoria.

MIRTEO, SCITALCE 
¿Por qué nos demoramos aún?

CORO 
Se inflaman de gloria 
los corazones generosos.

SCITALCE 
Cuando es el honor el que nos guía 
segura es la victoria.
Siento voces en mi pecho 
que anuncian días de gloria. 

CORO 
Corred, ¡oh, valientes! a las armas. 
Os espera la victoria. 
Ya se inflaman de gloria 
los corazones generosos.

(Salen todos) 

Escena Duodécima 

(Anfiteatro con portones cerrados a los lados 
y un trono a la vista. Se pueden observar a los 
dignatarios, guardias y pueblo. Síbari, Ircano, 
y luego Semíramis que sube al trono) 

IRCANO 
(Los guardias intentan en vano detener 
la entrada de Ircano)
¡Por la fuerza pasaré!
También yo 
quiero participar del combate.

SEMÍRAMIS 
¿Qué razón tienes ahora 
para querer disputar 
la mano que antes rechazaste?

IRCANO 
Yo no rehusé la mano, 
rehusé la muerte, 
pues Síbari había envenenado la copa.

SÍBARI 
¡Ah, mentiroso!

SEMÍRAMIS 
¡Basta ya!
No quiero juzgar en este momento 
quien es el culpable.
¡Adelante, que suene la señal
para que empiece el combate!

(Sube al trono. Suenan las trompetas) 

Última Escena 

TAMIRI 
¡Ah, detente Mirteo!
Sabes que no deseo
que tú seas mi paladín.

MIRTEO 
Vengaré mis ofensas 
y no las que te hicieron a ti.
¡Ése es un traidor!
Se hizo pasar por otro.
Su verdadero nombre es Idreno, 
y a mí hermana 
secuestró en Egipto. 
Síbari lo conoció, 
él lo podrá atestiguar.

SÍBARI 
(Para sí)
¡Ay de mí!

SCITALCE 
(A Síbari)
¿Me has traicionado, 
pérfido amigo?
En esta carta comprueba
si es ella, o soy yo, el culpable.
Síbari la redactó.
¡Léela Mirteo!

(Le entrega el papiro) 

SÍBARI 
(Para sí)
Tiemblo.

SEMÍRAMIS 
(Para sí)
¿Qué carta será esa?

MIRTEO 
Amigo Idreno, 
a los brazos de otro amante 
tú mismo llevas a Semíramis.
Pero ella tiene el infame propósito 
de quitarte la vida, 
y luego unirse con quien 
mantiene un antiguo vínculo.
¡Vive; siente piedad de ti
tu amigo Síbari!

SEMÍRAMIS 
(Para sí)
Si obligo a Síbari a que se defienda,
me descubrirá ante el pueblo.

(En voz alta) 

¡Que se lo lleven 
quede aislado de todos!

SÍBARI 
¿Por qué llevarme a otro lugar?
Hablaré aquí.

MIRTEO 
Que se quede.

IRCANO 
Oigámoslo.

SÍBARI 
¡Escuchad!

SEMÍRAMIS 
(Para sí)
¡Oh, dioses!

SÍBARI 
A Semíramis amé,
pero lo oculté conociendo 
su amor por Scitalce.
A ella le aconsejé fugarse
y escribí esa falsa carta 
para hacerla mía.

SCITALCE 
¡Ay, pérfido! 

(Para sí) 

¡Que he hecho!

SÍBARI 
¡Oíd todavía más!
Mucho me queda por decir.

SEMÍRAMIS 
¡Síbari, basta ya!

IRCANO 
¡No! Que antes señale al responsable 
de las faltas que a mí se atribuyen.

SÍBARI 
¡Soy yo!

SEMÍRAMIS 
(Para sí)
¡Oh, dioses!

SÍBARI 
Ya que no puedo ser feliz,
no tengo nada que perder.
¡Ciudadanos, 
a vosotros descubriré un gran engaño!
Abrid los ojos pues usurpa el poder
en vuestro imperio,
¡una cobarde mujer!

SEMÍRAMIS 
(Se pone de pie ante el trono)
¡Calla!

(Para sí)

Es el momento de ser valiente.

(En voz alta) 

Ciudadanos, es verdad 
soy Semíramis.
He reinado en lugar de mi hijo hasta hoy, 
pero lo hice para favoreceros.
Aparté del poder a unas manos temerosas, 
no aptas para gobernar.
Os defendí del furor hostil de los enemigos, 
ampliando con las armas los dominios de Asiria. 
Que Asiria misma diga por mí, 
si hasta hoy no me vio, 
bajo estos falsos ropajes, 
valiente en la guerra y moderada en paz.
Si desdeñáis obedecerme, 
estoy dispuesta a acatar vuestra decisión.

(Coloca la corona sobre el trono) 

Si ante los ojos atónitos 
de los habitantes de esta tierra,
no soy aún
el mejor de los gobernantes, 
¡asirios, recobrad 
vuestro trono. 
Si bien no nací hombre, 
al Asia he vencido y dominado.
Gracias a mis largos cabellos,
el trono ha alcanzado todo su esplendor. 

CORO 
¡Qué sorpresa! 
Jamás un hombre poderoso tuvo tanta constancia.
Su valor no vacila

SEMÍRAMIS 
(A Scitalce) 
Ídolo mío, si todo esto es cierto, 
su soy digna de tu confianza, 
no me preocupa otra cosa, 
que ser la reina de tu corazón. 
No vacila mi valor. 

CORO 
¡Qué sorpresa! 
¡Qué constancia, no vacila su valor!

MIRTEO 
¡Oh, hermana!... 

SEMÍRAMIS 
(A Mirteo) 
¡Ah, mi Mirteo! 

SCITALCE 
¡Ay, perdona!... 

SEMÍRAMIS 
(A Scitalce) 
¡Ah, tú no eres culpable! 
¡Ven a mis brazos
dulce objeto de mis afectos!
¡Ah! No es posible refrenar 
tantas emociones encontradas. 

CORO 
¡Viva feliz y sea reina 
quien hasta hoy fue nuestro rey!

IRCANO 
¡Dejadme asesinar a Síbari,
y luego volveré feliz a mi Cáucaso nativo.!

SEMÍRAMIS 
De todos los grandes ejemplos, 
príncipe, mi caso es el mayor.
Sea pues grande también el ejemplo de perdonar.
Que su gran alma ¡oh, dioses! prevalezca.
Vamos, perdona a quién te ha ofendido.
Al fin y al cabo tu fuerte carácter
no es tan implacable.

IRCANO, MIRTEO, TAMIRI 
¡Perdona a ese impío, sí, perdónalo!

SEMÍRAMIS 
La clemencia junto al trono,
equipara al rey con un dios. 

CORO 
¡Viva feliz y sea reina 
quien hasta ahora fue nuestro rey!

SEMÍRAMIS, CORO 
Suaves palabras
y dulces alegrías, 
inflamen el alma 
con puro ardor. 
Que vuelva con el júbilo,
la paz al corazón. 

(Ircano y Mirteo reponen la corona sobre 
la cabeza de Semíramis)  

SCITALCE 
¡Oh, dioses! Tamiri, 
habiendo rechazado a mi amada, 
yo te prometí mi amor. 

TAMIRI 
¡No permitan los dioses 
que yo rompa un lazo tan hermoso! 
Mirteo, en esta mano 
está el premio, 
por ti tan deseado. 

SCITALCE 
¡Alma generosa!

MIRTEO 
¡Oh, qué feliz soy! 

TODOS 
Suaves palabras, 
nuevas alegrías, 
inflamen el alma 
con el más puro ardor. 
¡Ah, que regrese con el júbilo 
la paz al corazón!

IRCANO, SEMÍRAMIS, SCITALCE 
¿Quién experimentó alguna vez 
instantes más felices y dulces? 
¿Quién ha visto antes de hoy
amantes más dichosos? 

CORO 
¿Quién ha visto antes de hoy
amantes más dichosos? 
Mujer ilustre, los cielos te otorgan
reinos e imperios. 
¡Viva feliz, y sea reina 
quien hasta ahora fue nuestro rey. 



Escaneado y Traducido por:
José Luis Roviaro 2009