ATTO  SECONDO 


Scena Prima

(Atrio)
 
Recitativo 

MITRANE 
Alla reggia d'intorno
Cauto, Arbate, disponi i tuoi più fidi;
D'Assur veglia sull'orme: render vane
Le sue trame sapremo.

Scena seconda
 
SEMIRAMIDE
Ebben, Mitrane!
L'indegno Assur...
 
MITRANE 
Fremendo il tuo comando intese. 
E nol vedrai la reggia abbandonar.

SEMIRAMIDE 
Tremi. Io saprei...

MITRANE 
Eccolo. 

(si ritira con le damigelle) 

SEMIRAMIDE 
Io fremo.

Scena Terza

SEMIRAMIDE 
(severa) 
Assur, i cenni miei
Fur sacri, irrevocabili...

ASSUR
(marcato) 
E sinora, 
Regina, io li adorai.
Di me più fido non avesti... il sai.
Ed altra alle mie cure, alla mia fede
Sperai da Semiramide mercede,
E me ne lusingavi in que' momenti.

SEMIRAMIDE 
Oh tu! Che mai ricordi! e non paventi?
Tu la vedesti pur... l'udiste l'ombra
Irritata di Nino a noi d'intorno
Forse adesso invisibile... e tu ardisci!

(a mezza voce e con fiero rimprovero)

Tu, che al tuo re nel seno morte versasti?

ASSUR 
E chi apprestò il veleno?
Di morte il nappo a me chi porse?

SEMIRAMIDE 
Oh taci!
Perfido! L'arti tue vili e fallaci
Me seduceano incauta. Me di Nino
Dal talamo, dal soglio
Già scacciata spingevi.

ASSUR 
E a chi allor promettevi
Quel talamo, quel soglio?

SEMIRAMIDE 
A me restava allora
Un figlio, dolce mia speranza ancora;
Egli perì.

ASSUR 
S'egli vivesse, il soglio
Non premeresti or forse più.

SEMIRAMIDE 
Felice
Al figlio mio del mondo
L'impero io cederei.
Ma quel figlio perdei! 
Misera! e forse
La stessa man che uccise il genitore...

ASSUR 
Ma tu regni.

SEMIRAMIDE 
E tu vivi? Oh quale orrore! 
 
Duo 
 
(fiera e dignitosa)

Se la vita ancor t'è cara
Va. t'invola a' sguardi miei;
Io l'aspetto non saprei
Più soffrir d'un traditor.

ASSUR 
(con fierezza, marcato)
Pensa al men, Regina, in pria
Chi mi spinse al tradimento, 
Che d'Assur potria un accento
Involarti soglio e onor.

SEMIRAMIDE 
Dèi tremarne: pria cadresti. 

ASSUR 
Solo forse non cadrei.

SEMIRAMIDE 
Meco è Arsace! degli Dei
Ei mi salva col favor.

ASSUR 
Il favor, tu, degli Dei?
Scendi e trema nel tuo cor.

Quella ricordati 
Notte di morte; 
L'ombra terribile
Del tuo consorte,
Che minaccioso 
In fra le tenebre, 
Il tuo riposo
funesta ognor.
I tuoi spaventi,
I tuoi tormenti,
Le angoscie, i palpiti
Leggier supplizio
Sono al colpevole
Tuo ingrato cor.

SEMIRAMIDE
Notte terribile!
Notte di morte!
Tre lustri corsero,
E del consorte
L'ombra sdegnosa,
In fra le tenebre,
L'indegna sposa
Minaccia ognor!
I miei spaventi,
I miei tormenti,
Le angoscie, i palpiti,
A tuo supplizio
Gli Dei rivolgano,
Perfido cor.
 
ASSUR
Rammenta l'ombra. 
Le angoscie, i palpiti... 
 
SEMIRAMIDE 
Ma implacabile di Nino
Non è l'ombra, né il destino;
E' da lor protetto Arsace;
Ei per me si placherà.

ASSUR 
Quella vittima rammenta
Che di Nino l'ombra aspetta;
Alla giusta sua vendetta
Da me forse pria l'avrà.

SEMIRAMIDE 
In Arsace adora intanto
Il tuo re...

ASSUR 
(fierissimo) 
Ma Arsace! 

(Musica festevole nella reggia.)

SEMIRAMIDE 
Senti!
Questa gioia! Quei concenti!
Il trionfo si festeggia
Del mio sposo, del tuo re.

ASSUR
Ma funesto in ciel lampeggia
Forse un astro ancor per te.

SEMIRAMIDE 
La forza primiera
Ripiglia il mio core,
Regina e guerriera 
Punirti saprò.
L'istante s'affretta
Felice, bramato! 
Tu trema, spietato,
Cader ti vedrò.

ASSUR
La sorte più fiera
Già sfida il mio core,
Regina e guerriera
Temerti non so.
Si compia, s'affretti
L'acerbo mio fato,
Ma pria vendicato
Almeno cadrò.
 
(partono) 
ACTO  SEGUNDO


Escena Primera

(Atrio. Mitrane con la guardia real)

Recitativo

MITRANE
Alrededor del palacio
Arbate está situando a sus más fieles,
de esa manera vigila los pasos de Assur
para saber así qué trama.

Escena Segunda

SEMÍRAMIS
Pues bien, Mitrane,
el indigno Assur...

MITRANE
Enfurecido escuchó tu orden.
No lo verás abandonar el palacio.

SEMÍRAMIS
Que tiemble. Yo sabré...

MITRANE
¡Aquí llega!

(se retira con las damas)

SEMÍRAMIS 
Tiemblo.

Escena Tercera

SEMÍRAMIS
(con seriedad)
Assur, mi voluntad 
es sagrada e irrevocable...

ASSUR
(remarcando las palabras)
Y hasta aquí, reina, la he aceptado.
Más fiel que yo, nadie; lo sabes.
Por mi entrega y mi fidelidad,
esperaba otro trato de Semíramis.
Quizás el recuerdo de otros momentos 
más placenteros...

SEMÍRAMIS
¡Ah, qué recuerdos! ¿No tienes miedo?
Tú has visto y oído el espectro de Ninos
que se nos apareció.
Tal vez ahora invisible... ¿y tú te atreves?

(en voz baja)

¿Tú, que envenenaste a tu rey?

ASSUR
¿Y quién preparó el veneno?
¿Quién me dio la mortal copa?

SEMÍRAMIS
¡Calla! ¡Pérfido! 
Incauta de mí, 
me sedujiste 
con tus malas artes.
Me sacaste del tálamo y trono de Ninos.

ASSUR
¿Y a quién prometes ahora
ese tálamo y ese trono?

SEMÍRAMIS
Me quedaba mi hijo,
mi dulce esperanza...
Pero ha muerto.

ASSUR
Si él viviese, 
el trono no te pertenecería.

SEMÍRAMIS
Con gusto
cedería a mi hijo
el imperio del mundo.
Pero perdí a ese hijo...
¡Desgraciada! 
Tal vez la misma mano que mató al padre...

ASSUR
Pero tú eres la reina.

SEMÍRAMIS
¡Y tú estás vivo! ¡Qué horror!

Dúo

(enérgica y altiva)

Si aún aprecias la vida, vete, 
desaparece de mi vista.
No puedo sufrir más
la vista de un traidor.

ASSUR
(con brusquedad)
Reina, antes de nada, piensa
qué me llevó a la traición.
Una palabra de Assur 
podría quitarte el trono y el honor.

SEMÍRAMIS 
Debes temblar: tú caerías el primero.

ASSUR
Pero no caería solo.

SEMÍRAMIS
Arsace está conmigo: 
él me salva con el favor de los dioses.

ASSUR
¿El favor de los dioses?
Mira en tu corazón y tiembla.

Acuérdate de aquella
noche de muerte:
el espectro terrible 
de tu esposo,
amenazante,
desde las tinieblas,
perturba tu reposo
constantemente.
Tus miedos,
tus sufrimientos,
angustias y temores,
son un pobre castigo
para tu culpable
e ingrato corazón.

SEMÍRAMIS 
¡Noche terrible!
¡Mortal noche!
Han pasado tres lustros
y de mi esposo,
el enojado espectro
desde la tinieblas,
a la indigna esposa
continuamente amenaza.
Mis miedos,
mis sufrimientos,
angustias y temores,
para tu suplicio
te los envían los dioses,
oh pérfido corazón.

ASSUR
Recuerda el espectro.
Angustias, temores, etc.

SEMÍRAMIS
Pero el espectro de Ninos y el destino
no son implacables.
Arsace es su protegido
y los aplacará por mí.

ASSUR
Aquella víctima recuerda
que el espectro de Ninos está al acecho.
A su justa venganza
tal vez me adelante yo con otra.

SEMÍRAMIS
Mientras tanto, 
acata a Arsace como tu rey...

ASSUR
(con enojo)
¡Pero Arsace!...

(música festiva en el palacio)

SEMÍRAMIS 
¡Escucha! ¡Qué alegría!
¡Cuánto gozo! ¡Qué júbilo!
Se festeja el triunfo
de mi esposo y de tu rey.

ASSUR
Pero tal vez un astro funesto
brilla para ti en el cielo.

SEMÍRAMIS
Una gran fuerza
renace en mi corazón.
Como reina y guerrera
sabré castigarte.
Se aproxima el instante
feliz y deseado,
tiembla, cruel,
yo te veré caer.

ASSUR
Mi corazón desafía
a la peor de las suertes;
reina y guerrera,
no te temo.
Rápidamente se cumpla
mi amargo destino,
pero antes caeré,
por lo menos, vengado.

(se van)
Scena Quarta

(Interno del Santuario. Magi in adorazione. Oroe
precede Arsace, accompagnato da' Magi che 
avanzano religiosamente)

CORO 
In questo augusto
Soggiorno arcano
Inaccessibile
All'uom profano,
Sacro all'oracolo
D'un'invisibile
D'una terribile
Divinità,

OROE, CORO
Inoltra intrepido
Arsace il pie.
L'alma t'accendano
Ardire e fé.
E' la grand'ora
Giunta per te.
Sommesso adora
La volontà
D'un'invisibile
D'una terribile 
Ma a te propizia
Divinità.
 
Recitativo 

ARSACE 
Ebben, compiasi omai, qualunque sia
La volontà del Ciel, la sorte mia;
Intrepido de' Numi i cenni attendo.

OROE 
L'alma prepara a orrendo
Colpo inatteso.

ARSACE 
E che?

OROE 
Magi, recate
Quel serto, quell'acciaro, e quel foglio. 

(Tre Magi recano uno il serto, 
l'altro la spada, l'altro il foglio.)

Ti prostra. Il serto augusto
Io ti cingo di Nino.

ARSACE 
Come! Che fai? Ninia vive: vicino
A comparire, ed io, 
Che servirlo giurai,
Lo tradirei così?

OROE 
Si squarci omai
Il tenebroso vel. Ninia tu sei.

(I Magi si prostrano.)

ARSACE 
(colpito) 
Io? Che dicesti? Oh Dei!

OROE 
Fradate ti salvò. L'estinto Arsace
Te ognun credé.

ARSACE 
Nino dunque?

OROE 
E' tuo padre.

ARSACE 
Semiramide?

OROE 
Fremi. Ella à tua madre.
L'empia!

ARSACE 
E' mia madre, e tu!... perdona e come
Empia chiamarla ardisci?

OROE 
Leggi ed inorridisci: 
 
(gli porge il foglio con gravità)

Gli empi conosci omai...
E' il tuo dover.

ARSACE 
Ah tu gelar mi fai!  
 
(legge)

«Nino spirante al suo fedel Fradate:
Io muoio... avvelenato.
Salva da egual periglio
Ninia, il mio dolce figlio...
Ch'ei mi vendichi un giorno.
Assur fu il traditore...
La mia perfida sposa...» 
Oh! qual orrore! 
 
(s'abbandona fra le braccia d'Oroe) 
 
Aria 
 
In si barbara sciagura
Mi apri tu le braccia almeno;
Lascia ch'io ti versi in seno
Il mio pianto, il mio dolor.
A quest'anima smarrita
Porgi tu conforto, aita.
Di mie pene al crudo eccesso
Langue oppresso in petto il cor.

OROE, CORO 
Su, ti scuoti, rammenta chi sei.
Servi al Cielo; al tuo padre obbedisci,
Il suo acciaro tremendo brandisci;

(Oroe da il brando)

Egli chiede a su figlio vendetta.
Egli t'arma. Alla tomba t'aspetta.
Va t'affretta a ferire, a punir.

ARSACE 
Sì, vendetta. Porgi omai: 

(prende la spada)

Sacro acciar del genitore,
Tu ridesti il mio valore;
Già di me maggior mi sento;
Sì, del ciel nel fier cimento
Il voler si compirà.

OROE, CORO 
Pera Assur.

ARSACE 
Sì, l'empio cada.

OROE, CORO 
Semiramide...

ARSACE 
Ah! è mia madre.
Al mio pianto forse il padre
Perdonarle ancor vorrà.

OROE, CORO
Al gran cimento
T'affretta ardito,
E dalla tomba 
Al soglio avito 
Placato il padre
Ti guiderà. 
Teco l'Assiria
Respirerà.

ARSACE
Si vendicato
Il genitore,
A lui svenato
Il traditore,
Pace quest'anima
Sperar potrà.
Ai dolci palpiti
Di gioia e amore
Felice il core
Ritornerà. 
 
(partono) 
Escena Cuarta

(Interior del Santuario. Sacerdotes 
orando. Oroe precede a Arsace, que
avanza religiosamente)

SACERDOTES
Este augusto
y arcano lugar,
inaccesible
al hombre profano,
está consagrado al oráculo
de una invisible,
de una terrible
divinidad.

OROE, SACERDOTES
Da un paso adelante
valiente Arsace.
Que tu alma se llene
de valor y de fe.
Ha llegado ya
el momento esperado.
Sumiso, adora
la voluntad
de una invisible,
de una terrible,
pero propicia para ti,
divinidad.

Recitativo

ARSACE
Que se cumpla mi suerte, 
sea cual sea la voluntad del cielo.
Con valor espero la voluntad de los dioses.

OROE
Prepárate para un terrible
e inesperado golpe.

ARSACE
¿Cuál?

OROE
Sacerdotes, traed esa corona,
esa espada y ese documento.

(Tres sacerdotes traen las cosas que 
se han pedido. Oroe se dirige a Arsace)

Póstrate. 
Yo te ciño la augusta corona de Ninos.

ARSACE
¡Cómo! ¿Qué haces? 
¡Ninia vive y pronto vendrá!
Y yo, que he jurado servirle,
¿lo voy a traicionar así?

OROE
Descórrase el tenebroso velo.
Tú eres Ninia.

(Los sacerdotes se postran)

ARSACE
(desconcertado)
¿Yo? ¿Qué dices? ¡Oh Dios!

OROE
Fradate te salvó.
Todos creyeron que eras el difunto Arsace.

ARSACE
¿Entonces, Ninos?...

OROE
Era tu padre.

ARSACE 
Y Semíramis...

OROE
Tiembla. Ella es tu madre
¡Impía!

ARSACE
Es mi madre, y tú... 
¿cómo te atreves a llamarla impía?

OROE
Lee y horrorízate:

(le entrega el documento)

Conoce a los impíos
y cuál es tu deber.

ARSACE
¡Estoy petrificado!

(leyendo)

"Ninos, moribundo, a su fiel Fradate:
muero envenenado.
Salva de igual peligro
a mi dulce hijo Ninia,
para que un día llegue a vengarme.
Assur fue el traidor junto a
mi pérfida esposa..." 
¡Oh qué horror!

(se abraza a Oroe)

Aria

En tan gran desgracia
ábreme al menos tus brazos.
Deja que sobre tu pecho vierta
mi llanto y mi dolor.
A este alma acongojada
confórtala y ayúdala.
Oprimido por tantas penas
mi corazón languidece en el pecho.

OROE, SACERDOTES
¡Vamos, muévete! Recuerda quién eres.
Sirve al cielo y obedece a tu padre
blandiendo su poderosa espada;

(Oroe le presenta la espada de Ninos)

Él le pide a su hijo venganza.
Él te arma y te espera en su tumba.
¡Ve, apresúrate a herir, a castigar!

ARSACE
¡Sí, venganza! ¡Dámela!

(toma la espada)

Sagrado acero de mi padre,
tú reavivas mi valor.
Ya me siento inundado de fuerza.
Sí; en esta gran prueba,
se cumplirán los designios divinos.

OROE, SACERDOTES 
¡Perezca Assur!

ARSACE
¡Sí, caiga el impío!

OROE, SACERDOTES 
Semíramis...

ARSACE
¡Ah, ella es mi madre!
Tal vez mi padre, al ver mi llanto,
aún querrá perdonarla.

OROE, SACERDOTES 
A la gran prueba
acércate audaz.
Desde la tumba 
al trono ancestral,
tu padre, ya aplacado,
te guiará.
Contigo, Asiria,
respirará de nuevo.

ARSACE
Sí, vengado
el padre;
sacrificándole
al traidor;
paz podrá esperar
mi alma. ¡Sí!
A las dulces palpitaciones,
de gozo y amor,
volverá
feliz el corazón.

(se van)
Scena Quinta

(Appartamenti di Semiramide)
 
Recitativo 

MITRANE 
Calmati, Principessa.

AZEMA 
Cerchi invano
Confortarmi, o Mitrane.

MITRANE 
Io ti compiango,
E sola tu non sei
La misera in tal dì.

AZEMA 
Tutto perdei.
Lo sappia Semiramide. Tiranna!
Essa in Arsace, oh Dio! tutto m'invola.
Era Arsace il mio ben, l'idolo mio.

(Mitrane esce)

Scena Sesta

IDRENO 
Arsace! Giusto ciel! Che intendo! ed io! 
E tu, ingrata, e tu puoi
A lui serbar ancor gli affetti tuoi?
Sposo, il sai pure, Arsace
Or fia di Semiramide.

AZEMA 
Ma stretto
Il nodo ancor non è.

IDRENO 
Ma la Regina
Sposa a me ti destina.

AZEMA 
Obbedirò al suo cenno.

IDRENO 
E la tua mano?

AZEMA 
La mano avrai, se la mia man tu brami.

IDRENO 
Io bramo e imploro sol, cara, 
che m'ami.

Aria

La speranza più soave
Già quest'alma lusingava,
E l'istante s'appressava
Più felice pel mio cor.
Te mia sposa, a questo seno...

CORO
(entrano)
Vieni, Azema.
Vieni, Idreno.
Là nel tempio...
A pie dell'ara...
La Regina là si rende.
Là con lei v'attende amor.

IDRENO 
Ah! sì, andiam... Ma tu sospiri?
Par che il pianto celi a stento! 
 
(fra sé) 
 
Ah ti frena in tal momento,
O geloso mio furor!

CORO 
Al più tenero contento
S'abbandoni il vostro cor.

IDRENO 
Sì, sperar voglio contento:
A chi t'ama cederai. 
M'amerai, dividerai
Di quest'anima l'ardore 
E con me tu delirerai
Nei trasporti dell'amor.

CORO 
Sì, l'amor consoli omai
Di vostr'anime l'ardor. 

(partono)

Scena Settima
 
Recitativo 

SEMIRAMIDE 
(a Arsace)
No, non ti lascio, invano
Cerchi fuggirmi, ingrato!
E perché? e in tal momento!

ARSACE 
(confuso incerto) 
Ah! tu non sai...

SEMIRAMIDE 
Con gioia io veda omai
Quel certo che ti cinse
L'ispirato Pontefice. Ti mostra
All'esultante popolo. Ti miri
E frema Assur...

ARSACE 
Assur! Ah! l'empio spiri,
Si lavi nel reo sangue
Il parricidio orrendo
E si vendichi Nino.

SEMIRAMIDE 
Oh ciel! Che intendo!
Nino!... Che parli tu?

ARSACE 
Nino! 

(vorrebbe parlare) 

Ah non posso.

SEMIRAMIDE 
Quel tremendo prodigio,
Quell'ombra ancora il tuo pensier funesta?
Calmati, sposo mio...

ARSACE 
Taci, t'arresta...
Fuggi. Non l'odi?... Il ciel freme. Non vedi
Un Nume minaccioso
Che ci divide e ti respinge? Ah! vanne,
Salvati.

SEMIRAMIDE 
Quai trasporti! quali accenti!

ARSACE 
Non più, lasciami...

SEMIRAMIDE 
Ch'io
Ti lasci? ora! deh! Arsace...

(prendendolo per la mano, arrestandolo con passione)

ARSACE 
(cava il foglio, lo porta al cuore, alla bocca)
Oh, padre mio! 
 
SEMIRAMIDE 
Che foglio è quel che bagni del tuo pianto?
Che fissi con orror?

ARSACE 
E orror n'avresti
Se tu sapessi mai!...

SEMIRAMIDE 
Da chi l'avesti?

ARSACE 
Dai Numi.

SEMIRAMIDE 
Chi lo scrisse?

ARSACE 
Spirante il padre mio.

SEMIRAMIDE 
Porgilo.

ARSACE 
Trema.

SEMIRAMIDE 
Obbedisci: lo voglio.

ARSACE 
(le porge il foglio) 
Ebben, misera! leggi. Ah! sia quel foglio
Il sol castigo almen, pietosi Dei,
Che riservate a lei.

SEMIRAMIDE 
(lascia cadere il foglio) 
Che penetrai!
Tu! Quale orror! 
 
(si copre colla mano la faccia)

ARSACE 
Tutto è palese omai. 
Escena Quinta

(Mitrane, Azema e Idreno)

Recitativo

MITRANE
Cálmate, princesa.

AZEMA
En vano buscas
confortarme, Mitrane.

MITRANE
Yo te compadezco.
Piensa que tú no eres
la única desgraciada en este día.

AZEMA
Todo lo he perdido,
que lo sepa Semíramis. ¡Tirana!
Ella me quita todo con Arsace,
él era mi bien, mi ídolo.

(Sale Mitrane)

Escena Sexta

IDRENO
¡Arsace! ¡Cielos! ¡Qué dices!
¿Y yo? ¿Puedes tú, ingrata,
concederle aún tus afectos?
Tú sabes que Arsace será
el esposo de Semíramis.

AZEMA
Pero todavía 
el enlace no está hecho.

IDRENO
Pero la reina
te destina a mí como esposa.

AZEMA
Obedeceré su orden.

IDRENO
¿Y tu mano?

AZEMA
Mi mano tendrás si mi mano deseas.

IDRENO
Lo deseo, sólo imploro, querida, 
que tú me ames.

Aria 

La más suave esperanza
alegraba mi alma.
Ya se acercaba el instante
más feliz para mi corazón.
Esposa mía, en tu seno...

DONCELLAS, NOBLES
(entrando)
Ven, Azema.
Ven, Idreno.
Allí en el templo...
Al pie del altar...
Allí la reina se encuentra,
allí, con ella, os espera el amor.

IDRENO
Sí, vamos. ¿Estás suspirando?
Parece que tus lágrimas son de pena.

(para sí)

¡Cálmate en este momento,
oh celoso furor mío!

NOBLES, DONCELLAS
A la más tierna alegría
vuestro corazón se abandone.

IDRENO
Sí, esperar quiero contento.
Te rendirás a quien te ama,
me amarás, compartirás
el ardor de este alma
y conmigo te regocijarás
en transportes amorosos.

NOBLES, DONCELLAS
Sí, el amor reconforta
el ardor de vuestras almas.

(salen)

Escena Séptima

Recitativo

SEMÍRAMIS
(a Arsace)
¡No, no te dejo ir!
En vano buscas huir de mí. ¡Ingrato!
¿Por qué? ¿Y en este momento?

ARSACE
(confuso)
¡Ah, tú no sabes!...

SEMÍRAMIS
Ahora veo con alegría
la corona que te ha ceñido
el Gran Pontífice. 
Muéstrate al pueblo gozoso
y que te vea y tiemble Assur.

ARSACE
¡Assur! ¡Ah, muera el impío!
Lávese en la sangre del reo
el horrendo asesinato,
y Ninos sea vengado.

SEMÍRAMIS
¡Cielos! ¡Qué escucho!
¿Ninos? ¿Qué dices?

ARSACE
¡Ninos!... 

(entrecortado)

Ah, no puedo...

SEMÍRAMIS
Aquel admirable prodigio,
aquel espectro que aún perturba mi mente...
¡Cálmate, esposo mío!

ARSACE
Calla... espera...
Huye... ¿No lo oyes? Tiembla el cielo. 
¿Acaso no ves un dios amenazador que 
se interpone entre nosotros y nos rechaza?
¡Vete, sálvate!

SEMÍRAMIS
¡Qué delirios! ¡Qué palabras!

ARSACE
Se acabó: ¡déjame!

SEMÍRAMIS
¿Que te deje? ¿Ahora?...
¡Oh!... Arsace.

(tomándolo de la mano, apasionadamente)

ARSACE
(se acerca el documento al corazón)
¡Oh, padre mío!

SEMÍRAMIS
¿Qué documento es ése que riegas 
con tu llanto y miras con horror?

ARSACE
Te horrorizarás
cuando sepas de qué se trata...

SEMÍRAMIS
¿Quién te lo ha dado?

ARSACE 
Los dioses.

SEMÍRAMIS
¿Quién lo ha escrito?

ARSACE
Mi padre en el momento de expirar.

SEMÍRAMIS
¡Enséñamelo!

ARSACE
¡Tiembla!

SEMÍRAMIS
Obedece: ¡es una orden!

ARSACE
(se lo muestra)
¡Desgraciada: lee!
¡Dioses, sea este escrito el único castigo
que le tenéis reservado!

SEMÍRAMIS
(deja caer el folio)
¡Qué he descubierto!
¿Tú? ¡Qué horror!

(se cubre el rostro con las manos)

ARSACE
Todo queda aclarado ya.
Duo 

(Breve silenzio; Semiramide rinviene 
a se stessa, e con fermezza e affanno) 

SEMIRAMIDE
Ebbene, a te, ferisci; 
Compi il voler d'un Dio,
Spegni nel sangue mio 
Un esecrato amor. 
La madre tua punisci, 
Vendica il genitor.

ARSACE 
Tutto su me gli Dei 
Sfoghino in pria lo sdegno;
Mai barbaro a tal segno 
Sarà d'un figlio il cor.
In odio al ciel tu sei 
Ma sei mia madre ognor.

SEMIRAMIDE 
M'odia, lo merto.

ARSACE 
Calmati.

SEMIRAMIDE 
Io già m'aborro. Svenami,
Figlio di Nino!

ARSACE 
Misera!
Ah! tu mi strappi l'anima.
Ti calma, per pietà.

SEMIRAMIDE 
Piangi? La tua bell'anima
Ha ancor di me pietà.

(guardandolo come implorando perdono
Arsace si getta fra le di lei braccia, esso la 
stringe con trasporto; restano abbracciati.)

SEMIRAMIDE, ARSACE
Giorno d'orrore!
E di contento!
Nelle tue braccia
In tal momento,
Scorda il mio core
Tutto il rigore
Di sua terribile
Fatalità.
E' dolce al misero
Che oppresso geme,
Il duol dividere
Piangere insieme,
In cor sensibile
Trovar pietà.

ARSACE 
Madre, addio.

SEMIRAMIDE 
T'arresta. Oh Dio!
Senti... e dove?

ARSACE 
Al mio destino...
Alla tomba, al padre, a Nino...

SEMIRAMIDE 
Ei vuol sangue.

ARSACE 
E sangue avrà.

SEMIRAMIDE 
E qual sangue!

ARSACE 
Tu serena intanto il ciglio,
Calma, o madre, il tuo terror.
Or che il ciel ti rende il figlio
Dèi sperar nel suo favor.
Vo a implorar per te perdono,
A punire un traditor.

SEMIRAMIDE 
Ah! non so di qual periglio
Fier presagio agghiaccia il cor.
Or che a me rendesti il figlio
Ciel, lo salvi il tuo favor.
Ah! sperar non so perdono,
Troppo giusto è il suo furor. 

ARSACE 
Dal terribile cimento
Sì, m'attendi vincitor.  
 
SEMIRAMIDE
Dal terribile cimento
A me riedi vincitor.

(partono)

Scena Ottava 
 
(Parte remota della reggia, 
attigua al Mausoleo di Nino)

ASSUR 
Il dì già cade. Ah! sia
L'ultimo per Arsace. 
Pera omai quell'audace.
Tutto il gran colpo affretta. In quella tomba
Ove Nino da me... da lei già spinto...
E se là... se quell'ombra... Vil terrore!
Io..

(Varie voci da opposti lati.)

VOCI
Assur!...

ASSUR 
Qual rumor!

VOCI
Assur!

ASSUR 
Quai voci!

VARI SATRAPI
(scendo) 
Assur!

Scena Nona

ASSUR 
Eccomi. Ebbene! E che recate
Agitati così? che fu? Parlate.

CORO 
Ah! la sorte ci tradì.
Più di vendetta omai speme non c'è.
Non v'è soglio più per te.

ASSUR 
Più vendetta? più soglio? e perché?

CORO 
Oroe dal tempio uscì...
Al popolo, al guerrier
Da noi mossi a furor - si presentò-
Nino, il Ciel, parlare ei fe...
Quel vil popolo atterrì,
Il tuo nome desta orror. 
Sull'Assiria al nuovo dì
Uno Scita regnerà. 
Ah la sorte ci tradì...

ASSUR 
(con energia)
Sì, vi sarà vendetta. Io vivo ancora.
Io solo basto. Per ignota via,
Di Nino nella tomba
Là si discende... Io solo
L'empio a svenar, a vendicarvi io volo.
Trema, Arsace... 

(s'avvia alla tomba... s'arresta ad un tratto,
come colpito da un oggetto terribile... da 
visione spaventevole)

Ah! che miro?
Su quella soglia! 
E che! folle! deliro?

(s'avanza, e con raccapriccio)

Qual mano! man di ferro mi respinge?
E chi? Desso! 
Oh quai sguardi! un brando stringe,
S'avventa a me. Fuggiamo. 
Ah! ch'ei m'arresta.
Lasciami. Il crin m'afferra.
D'un pie sfonda la terra...
L'abisso ei me l'addita.
Ei mi spinge. Ah no! 
Ciel! né poss'io
Da lui fuggir?... 
Come salvarmi! Oh Dio! 
Dúo

(breve silencio. Semíramis se aproxima
a Arsace diciendo con firmeza

SEMÍRAMIS 
¡Mátame!
Cumple el deseo del dios.
Termine con mi sangre
un amor abominable.
Castiga a la madre culpable,
venga y aplaca al padre.

ARSACE
Primero desahoguen los dioses 
toda su indignación sobre mí.
Nunca el corazón de un hijo
hará tal barbaridad.
Podrás ser odiada por el cielo,
pero siempre serás mi madre.

SEMÍRAMIS 
Me odias, lo merezco.

ARSACE
Cálmate.

SEMÍRAMIS
Yo misma me aborrezco. 
¡Mátame, hijo de Ninos!

ARSACE 
¡Desgraciada!
¡Ah, me rompes el alma!
Cálmate, por piedad.

SEMÍRAMIS
¿Lloras? 
Tu alma tiene todavía piedad de mí.

(mirándolo, como pidiendo perdón, 
Arsace se echa en sus brazos  y la 
estrecha con arrebato; quedan abrazados)

SEMÍRAMIS, ARSACE 
Día de horror
y de alegría.
En tus brazos,
en este momento,
mi corazón olvida
todo el rigor
de su terrible
fatalidad.
Es dulce para el desgraciado
que gime oprimido
compartir el dolor,
llorar conjuntamente,
y en un corazón sensible
encontrar piedad.
.
ARSACE 
¡Adiós, madre!

SEMÍRAMIS
Espera. ¡Oh, Dios!
Escucha... ¿dónde vas?

ARSACE
A cumplir mi destino:
A la tumba de Ninos, mi padre...

SEMÍRAMIS 
Él quiere sangre.

ARSACE
Y sangre tendrá

SEMÍRAMIS
¿Sangre de quién?

ARSACE
Serénate y enjuga tu llanto.
Madre calma tu terror.
Ahora que el cielo te ha devuelto a tu hijo,
debes confiar en el perdón.
Voy a implorar perdón por ti,
voy a castigar a un traidor.

SEMÍRAMIS
¡Ah, tengo el presagio de que un peligro
se cierne sobre nosotros!
Ahora que me has devuelto a mi hijo,
oh dios, que tu favor me lo salve.
¡Yo no espero perdón,
tu furor es muy justo!

ARSACE
De tan terrible prueba,
espérame vencedor.

SEMÍRAMIS
De tan terrible prueba,
vuelve a mí vencedor.

(se van)

Escena Octava

(Parte remota del palacio, 
junto al mausoleo de Ninos)

ASSUR
Ya cae el día. 
Sea éste el último para Arsace.
Perezca ahora aquel audaz.
El gran final se acerca.
En la tumba donde Ninos por mí...
no, por ella asesinado. 
Y si allí... si aquel fantasma... terror... yo...

(Voces desde lados opuestos)

VOCES
¡Assur!...

ASSUR
¡Qué ruidos!

VOCES
¡Assur!

ASSUR
¡Qué voces!

ALGUNOS SÁTRAPAS 
(saliendo)
¡Assur!

Escena Novena

ASSUR
¿Qué nuevas me traéis, tan agitados?
¿Qué pasa? ¡Hablad!

SÁTRAPAS
¡Ah, la suerte nos ha traicionado!
Ya no hay lugar para la venganza.
El trono no es para ti. ¡No!

ASSUR
¿Sin venganza? ¿Sin trono? ¿Por qué?

SÁTRAPAS
Oroe salió del templo.
Se presentó al pueblo, a los guerreros
que nosotros habíamos sublevado.
A Ninos y al cielo ha hecho hablar.
Aterrorizó al populacho.
Tu nombre despierta horror.
Al amanecer, sobre Asiria
reinará un escita.
¡Ah, la suerte nos ha traicionado!...

ASSUR
(con energía)
¡Sí, habrá venganza!
Aún estoy vivo y me basto solo. 
Por oculto pasaje a la tumba de Ninos
se puede descender. 
Yo solo voy a matar al impío y a vengaros.
¡Tiembla Arsace!... 

(Va hacia la tumba y se detiene
impresionado por algo horrible, 
una visión espantosa)

¡Ah, qué veo!
¡En aquella entrada!... ¡Qué!
¡Estoy loco! ¿Deliro?

(avanza acongojado)

¿De quién es esa mano de hierro 
que me rechaza?...
¿Quién? ¡Él! ¡Qué mirada!...
Empuña una espada...
Viene hacia mí, ¡huyamos!...
Me detiene...¡Déjame! 
Me ase por los pelos.
Hunde la tierra con el pie.
¡El abismo!... me lo muestra...
Me empuja... ¡Ah, no!... 
Cielos, no puedo huir de él... 
¿Cómo salvarme? ¡Oh Dios!
Aria

Deh! ti ferma, ti placa, perdona.
Togli a me quel terribile aspetto.
Quell'acciaro già sento nel petto.
Quell'abisso mi colma d'orror.
Alla pace dell'ombre ritorna,
Ah! pietà dell'oppresso mio cor.

CORO 
(sottovoce, osservandolo)
E che avvenne! a chi parla! ei delira,
Geme, smania, affannoso sospira.
Che mai turba, atterrisce quel cor?
Ah! signore... Assur!

ASSUR 
Tacete.
Oh!.. fuggite...

CORO 
Su, ti scuoti.

ASSUR 
Ei minaccia... lo vedete?

CORO 
Chi?

Assur
V'è ancor?

CORO 
Tu sol con noi qui tu sei.

ASSUR
(a poco a poco girando lo sguardo)
Ma come? e voi?

(rianimandosi)

Là finor... sparì!... respiro,
Fu deliro!... un sogno!... ed io!
Io d'un'ombra! Oh mio rossor!
Se un istante delirai,
Se a voi debol vi sembrai,
D'un avverso Dio fu incanto,
Ma atterrirmi invan tentò.
Quei Numi furenti
Quell'ombre frementi,
L'orror delle tombe
Vo ardito a sfidar.
De' Numi, del fato
Dell'ombre di morte
Quest'anima forte
Saprà trionfar. 

CORO
De' Numi, del fato,
dell'ombre, di morte,
Un'anima forte
saprà trionfar. 

(Assur entra ardito. Il coro si disperde.)

Scena Decima
 
Recitativo 

MITRANE 
Oh nero eccesso! In suo furor insano
Violar osa il traditor l'augusta
Santità delle tombe! Circondate
Voi questi luoghi! Là rimanti, Arbate,
Pronto a piombar su quei ribelli. Io volo
A prevenir la Regina. Ah! questa
Notte d'orror a lei no sia funesta! 

(Arbate e le guardie si ritirano. Mitrane
dall'altra parte.)

Scena Undicesima

(Interno sotterraneo del mausoleo di Nino. L'urna 
che contiene le ceneri di Nino è nel mezzo. I Magi
discendono; alcuni sono armati di pugnali; avanzano 
declamando il seguenti)
 
Finale 

CORO
Un traditor
Con empio ardir,
Minaccia penetrar, a reo disegno
Fra questi sacri orror.
Morte all'indegno.
Lontan rumor,
Dubbi aggirar
S'ode d'incerto pie.
Chi mai sarà?
Ah forse il giovin re! 
Se fosse il traditor!
In tanta oscurità!
O Dio vendicator,
Scoprila al mio furor
L'empio si svenerà.
Cadrà. Morrà. 

(Si disperdono e ascondono fra le volte; 
poi Oroe con Arsace.)

ARSACE 
Qual densa notte! - Ove scendiamo! e quale
Invincibil terror il cor m'assale.
Un raccapriccio. Un tremito. Un orrendo
Presagio che m'agghiaccia. Io non saprei
Perché, ma piango.

OROE 
Al grande istante or sei.
Snuda quel ferro... Ardire!
Non pensar che a ferire.

ARSACE 
Ma chi ferir degg'io!
La vittima dov'è?

OROE 
La guida un Dio. 

(si ritira)

ARSACE 
Tremendo arcano! Ah il solo Assur! 
Oh padre
Sì, a pie della tua tomba,
A te lo immolerò. 

(va aggirandosi, e si perde di vista. Assur 
si presenta da parte opposta)

ASSUR 
Fra questi orrori,
Furie che m'agitate,
Reggete i passi miei, l'acciar guidate.
Orgoglioso rival, a mie vendette
T'abbandona la sorte.
Qui troverai la morte
E la tomba. 
 
(va sperdendosi fra le volte. 
Semiramide dal fondo.)

SEMIRAMIDE 
Già il perfido discese;
Fra queste opache tenebre celato
Attende la sua vittima; ma armato
E' il braccio d'una madre. Oh tu, che sposo
Io più nomar non oso, accogli intanto
D'un cor pentito e desolato il pianto.
Al mio pregar t'arrendi;
Il figlio tuo difendi.
Perdonami una volta, 
Abbi di me pietà...

(resta sospirosa a piè della tomba di Nino)

ARSACE 
(ritornando da opposta parte) 
Dei! qual sospiro!
Padre, sei tu? 
Aria

Detente... aplácate... perdona...
Quítame esta terrible visión:
siento ya ese acero en mi pecho.
Ese abismo me llena de horror.
¡Vuelve a la paz de las sombras!
¡Piedad para mi corazón oprimido!

SÁTRAPAS
(En voz baja, observándolo)
Gime... gesticula... suspira...
¿Con quién habla?... Delira...
¿Qué será lo que le turba el corazón?
¡Ah, señor!... ¡Assur!...

ASSUR
¡Callad!
¡Huid!...

SÁTRAPAS
Toma ánimos

ASSUR
Me amenaza...¿lo estáis viendo?...

SÁTRAPAS 
¿Quién?

ASSUR
¿Aún está allí?

SÁTRAPAS
Únicamente estamos aquí nosotros solos.

ASSUR
(volviéndose a mirarlos lentamente)
¿Pero cómo? ¿Sois vosotros?

(volviéndole el resuello)

Allí... Ya desapareció... Respiro.
Fue un delirio, un sueño, y yo...
¡Yo de una sombra! ¡Qué vergüenza!
Si he delirado un instante,
si os he parecido débil,
ha sido por el encantamiento de un dios.
Pero en vano intentó aterrorizarme.
A estos dioses enfurecidos,
a estas sombras estremecedoras,
al horror de las tumbas
sabré desafiar audaz.
De los dioses, del destino,
de las sombras de la muerte,
mi alma llena de fortaleza
sabrá triunfar.

SÁTRAPAS
De los dioses, del destino,
de las sombras de la muerte,
un alma llena de fortaleza
sabrá triunfar.

(Assur entra audaz. Los sátrapas se van)

Escena Décima

Recitativo

MITRANE
En su loco furor se atreve el traidor 
a violar la augusta santidad de las tumbas.
Rodead estos lugares.
¡Quédate ahí, Arbate, 
presto caer sobre los rebeldes!
Yo corro a prevenir a la reina.
Que esta noche sea funesta para él.

(Arbate, Mitrane, y los guardias
se retiran)

Escena Undécima

(en el interior del mausoleo de Ninos, una 
urna contiene sus cenizas. Descienden los 
sacerdotes; algunos van armados de 
puñales y avanzan mientras cantan)

Final 

SACERDOTES
Un traidor, impíamente atrevido,
amenaza entrar, 
con fines criminales,
en este terrible lugar.
¡Muerte al indigno!
Lejano rumor... 
incierto susurro...
se oyen pisadas... 
¿Quién será?
¡Ah, tal vez el joven rey!
¡Ojalá fuese el traidor!
En tanta obscuridad,
vengativos dioses,
dejadlo a mi furor. ¡Sí! 
Se le dará muerte al impío. ¡Sí!
Caerá y morirá.

(se dispersan y esconden, entra Oroe 
con Arsace)

ARSACE
¡Negra noche! ¿A dónde bajamos?
¿Qué terror invencible me asalta el alma?
Un horror... un estremecimiento...
un horrible presagio que me hiela.
No sé por qué, pero estoy llorando.

OROE
Ahora es el momento.
Desnuda la espada. 
Sé atrevido, no pienses más que en matar.

ARSACE
¿A quién debo matar?
¿Dónde está la víctima?

OROE
Un dios te la mostrará.

(se retira)

ARSACE
¡Tremendo arcano! 
¡Sólo puede ser Assur!
¡Padre, al pie de tu tumba
te lo inmolaré!

(Gira alrededor. Assur aparece 
por el lado opuesto)

ASSUR
Entre estos horrores,
furias que me agitáis,
dirigid mis pasos, guiad mi espada.
Orgulloso rival, a mi venganza
te abandona la suerte;
aquí encontrarás la muerte 
y la tumba.

(se oculta entre la bóvedas. 
Semíramis entra por el fondo)

SEMÍRAMIS
Ya desciende el pérfido
a estas opacas tinieblas.
Escondido, acecha a su víctima.
Pero el brazo de la madre está armado.
¡Oh esposo, al que no me atrevo a nombrar,
acoge, en tanto, el llanto de un corazón 
arrepentido y desolado!
Cede a mis súplicas,
defiende a tu hijo,
perdóname y ten piedad de mí...

(suspirando junto a la tumba de Ninos)

ARSACE
(desde la parte opuesta)
¡Dioses! ¿Quién suspira?
Padre... ¿eres tú?
ASSUR 
(ritornando) 
Dove m'aggiro?

SEMIRAMIDE 
Oh! cielo!

ASSUR 
Chi geme? Ah! forse...

ARSACE 
Oh madre!

SEMIRAMIDE 
Io tremo!

ASSUR 
Io gelo.

SEMIRAMIDE, ARSACE, ASSUR 
L'usato ardir,
Il mio valore dov'è?
Dov'è il mio cor?
Ah! il sento languir
In tanto orror.
Che mai sarà di me?
Che far dovrò?
Misera(o), oh Dio, nol so!

(Restano in analoghe attitudini di terrore e di affanno.)

OROE 
(a Arsace, dietro la tomba 
con suono solenne) 
Ninia, ferisce!

ASSUR 
Ninia!

ARSACE 
(riconosce la voce) 
Assur!

SEMIRAMIDE 
Il figlio!

ASSUR 
Arsace!
Ov'è?.. 

(cercandosi fra l'oscurità) 

ARSACE 
(a Assur)
Pera!

SEMIRAMIDE 
(a Arsace)
Si salvi!

ARSACE 
Padre mio, ecco la tua vendetta.

(Mentre tenta ferire Assur, che lo cerca 
in altra parte, Semiramide gli si presenta, 
ed egli la ferisce credendola Assur.)

Iniquo, mori...

SEMIRAMIDE
(cadendo dietro la tomba di Nino) 
Oh Dio!

OROE 
Magi... Guardi...

(compariscono in gruppi i Magi con 
fiaccole e le guardie. Segnando Assur 
che rimane sorpreso)

di Nino...
L'uccisore arrestate. 
Ninia in Arsace, e il vostro re mirate.

(Tutti si prostrano avanti Ninia.)

ASSUR 
(disarmato)
Egli Ninia! Oh destino!

ARSACE 
(veggendosi avanti Assur)
Tu vivi? Ma chi dunque io là svenai?
E questo sangue?

OROE 
Il Cielo è pago omai.
Compiuta è la vendetta.
Vieni. Colui sia tratto alla sua sorte.

ASSUR 
Più orrendo a me di morte
E il vederti mio re. 

(nel mentre fa per partire fra le guardie, 
s'avvede di Semiramide estinta dietro la tomba)

Ma... oh gioia! Ancora
Di me più disperato
Posso lasciarti. 

(con feroce esultanza) 

Là, superbo, mira:
Contempla l'opra tua... Guarda chi spira.

OROE 
(frapponendosi)
Ah! no...

ARSACE 
Lascia...

ASSUR 
(con forza e gioia) 
E' tua madre.

(vien condotto dalle guardie)

ARSACE 
(con raccapriccio ed angoscia)
Mia madre! ed io! che orror! ed io potei! 
Ma voi, barbari Dei, voi che guidaste
La destra, i colpi! 

(con impeto) 

Ah! dov'è quell'acciaro?
Rendilo al mio furore. 
Odiosa, funesta,
E' a me la vita omai... 

(cerca ferirsi: è trattenuto da Oroe, fra le di 
cui braccia s'abbandona svenuto)

OROE, CORO 
Ferma... T'arresta.

CORO
Vieni, Arsace, al trionfo, alla reggia,
Del dolore all'eccesso resisti;
Tu de' Numi al volere servisti:
Lieta omai fia l'Assiria con te.
Vieni, il popolo esulta, festeggia;
Vegga, adori il novello suo re. 
 
 
 
ASSUR 
(volviendo)
¿A dónde voy?

SEMÍRAMIS
¡Oh, cielos!

ASSUR
¿Quién gime? Ah, tal vez...

ARSACE
¡Oh madre!

SEMÍRAMIS
¡Tiemblo!

ASSUR
Me estremezco.

ASSUR, ARSACE, SEMÍRAMIS
¿Dónde están mi audacia
mi valor
y mi corazón?
Me siento desfallecer
en medio de tanto horror.
¿Qué será de mí?
¿Qué deberé hacer? ¡Oh dios, no lo sé!
Desgraciado de mí. 

(se quedan en la misma actitud de terror)

OROE
(a Arsace, desde detrás de la tumba 
con tono solemne)
¡Ninia, hiere!

ASSUR
¡Ninia!

ARSACE 
(reconociendo la voz)
¡Assur!

SEMÍRAMIS 
¡Mi hijo!
 
ASSUR
¡Arsace!
¿Dónde estás?...

(Se acercan en la oscuridad)

ARSACE 
(hablando de Assur)
¡Muere!

SEMÍRAMIS 
(hablando de su hijo)
¡Que se salve!

ARSACE
¡Padre mío, ha llegado tu venganza!

(Mientras intenta herir a Assur, que lo 
busca por otra parte, Semíramis se pone 
delante y él la hiere creyéndola Assur)

¡Inicuo! Muere.

SEMÍRAMIS
(cayendo en la tumba de Ninos)
¡Dios mío!

OROE
¡Sacerdotes! ¡Guardias!

(Aparecen en grupos los sacerdotes 
con antorchas y los guardias. Oroe 
señala a Assur que está sorprendido)

¡Arrestad al asesino de Ninos!
Y mirad a vuestro rey, Arsace,
que es Ninia.

(Se postran ante Arsace)

ASSUR 
(desarmado)
¡Ninia es él! ¡Cruel destino!

ARSACE
(viéndose ante Assur) 
¿Vives? ¿Entonces a quién he matado?
¿Y esta sangre?

OROE
El cielo ya está satisfecho.
Se ha cumplido la venganza.
Ven y que Assur sepa cuál es su suerte.

ASSUR
Peor aún que la muerte
es saber que eres mi rey.

(al partir entre los guardias, ve a
Semíramis muerta dentro de la tumba)

Mas... ¡Oh felicidad!
Aún serás más desgraciado que yo. 
¡Mira!

(exultante)

Contempla tu obra...
¡Mira quien expira!

OROE 
(interponiéndose)
¡Ah, no! ¡No!

ARSACE 
¡Déjame ver!

ASSUR
(con alegría)
¡Es tu madre!

(se lo llevan los guardias)

ARSACE
(angustiado)
¿Mi madre?... ¡Qué horror! Yo he podido... 
Vosotros, bárbaros dioses,
habéis guiado mi diestra... mis golpes.

(con ímpetu)

¿Dónde está la espada?
¡Dádmela que reboso de furia!
Odiosa, funesta
es la vida ya para mí.

(intenta herirse: lo detiene Oroe,
entre cuyos brazos cae desvanecido)

OROE, CORO 
¡Quieto, detente!

TODOS
Ven Arsace, al triunfo, al palacio,
resiste a tu excesivo dolor.
Has sido instrumento de los dioses.
Alegre estará Asiria contigo.
Ven, el pueblo exulta, festeja y reverencia 
a su nuevo rey.



Escaneado y Traducido por:
Ángel Bermúdez 2001