Scena Nona
 
BEPPE
Sono libero, libero, come l'uccellino 
che trova la gabbia aperta... 
Respiro a larghi polmoni...
Vedo tutto color di rosa... 
Mi vien voglia di ballare,
come se punto fossi dalla tarantola...
di arrampicarmi sugli alberi come uno scoiattolo...  
Son padrone di me stesso, non ci son più baruffe...
non si piglia più schiaffi: non ho più moglie!
Allegro io sono,
come un fringuel,
che spiega il volo,
libero al ciel!
Sorride a me
lieta stagion,
torno garzon!
Vedovo io son!
Tra la, tra la, tra la, tra la!
Per molti sposi
è una cuccagna
aver in cielo
la lor compagna!
Io non le pago
il funeral,
e non istò
perciò più mal!
È il caso mio
più original!
Sirena, o Dea,
non han virtù
Ne' lacci loro
pigliarmi più!
Se l'amo un dì
giunse a schivar,
il pesciolino
è il re del mar!
Allegro io son
come un fringuel,
torno garzon!
Tra la, tra la, tra la, tra la!

Scena Decima
 
RITA
(uscendo dall'osteria)
Come sei allegro!

BEPPE
Allegrissimo! 
Non lo sono stato mai tanto in vita mia... 
Ho una voglia di cantare...

RITA
Bada di non perdere la voce. Ma che vuol dire?
Così ad un tratto!

BEPPE
Si hanno le sue buone ragioni.

RITA
Delle ragioni!... E quali, di grazia?

BEPPE
Lo saprà a suo tempo, signora moglie.

RITA
La si guardi, signor marito, perché la pazienza
non è il mio forte, e lei lo sa.

BEPPE
(cantando)
Tra la, la, la...

RITA
Ah! ho un prurito terribile...

BEPPE
La si calmi; c'è qualcheduno che glieli farà
passare i pruriti... alla russa!

(entra rapidamente nella osteria)

Scena Undicesima
 
RITA
Che ha detto? 
C'è del torbido per aria; qualche cosa di straordinario...  
Figurarsi! se avrebbe mai osato...
Ma... or che ci penso... se quel viaggiatore
fosse proprio quel ch'io temeva da principio...

(scorgendo Gasparo che esce dall'osteria)

Ah! se non è lui, è il diavolo!

GASPARO
(a parte)
Quell'imbecille che parla di ammutinare 
tutto il villaggio per impedirmi di partire...

(scorgendo Rita)

È lei!... Se ella acconsentisse, si potrebbe fare tra
noi, alla sordina, un contratto di vedovanza. 
Proviamo.

(le si avvicina)

Signora...

RITA
(spaventata)
Che desidera?

GASPARO
Che desidero?... Ma... se non le dispiacesse finire
quel tal desinare che abbiamo interrotto alle frutta!

RITA
(a parte)
È lui!

GASPARO
Come? Non riconosci il tuo Gasparo?

RITA
(con freddezza)
Gasparo... è morto...

GASPARO
Niente affatto... ho fatto naufragio, è vero, ma
i pescicani hanno trovato che io ero troppo duro
da digerire, e hanno pensato ben di risparmiarmi.
Saresti tu, sposina mia, di un'opinione diversa?

RITA
Signore, io sono maritata.

GASPARO
Lo so... un tantino... 
e con me prima che con altri.

RITA
(con vivacità)
Vi sfido a provarlo!

GASPARO
(a parte, con gioia)
Cioè?

RITA
Non vi riconosco.

GASPARO
(a parte)
Brava! Bravissima!

RITA
I registri, dove stava annotato
il mio matrimonio si sono bruciati.

GASPARO
Bruciati?

RITA
Col rimanente del villaggio.

GASPARO
Di modo che prove non ce ne sono!

RITA
Grazie a Dio!

GASPARO
(a parte)
O mia canadese!

RITA
Non ci sono che io in possesso del contratto.

GASPARO
(a parte)
Ah! diamine!

(a voce alta)

Tu possiedi il contratto?

RITA
Certo che sì.

GASPARO
Dunque non si è bruciato coi registri?

RITA
Certo che no.

GASPARO
E tu lo conservi con gran cura?

RITA
Lo credo.

GASPARO
E perché farne?

RITA
È il mio segreto.

GASPARO
(a parte)
È bellino il caso! Una moglie che si piglia un
supplente... e mi vuol tenere nella riserva...
Marito in congedo limitato, che si può richiamare
da un momento all'altro, se i quadri sono incompleti...
Ci mancherebbe altro... 
voglio il mio congedo definitivo io. 
Orsù, mettiamoci in vena di grazia e di amabilità.

(con esagerazione comica)

Torno a te ripien d'ardor,
deh! Negato non mi sia
il dolce patto dell'antico amor.

RITA
Ahi! quel patto, sposo indegno,
fu il primo passo che portò al dolore.
Parti e scorda; io resto sorda,
mio gentil trapassato, al tuo guair.

GASPARO
Tigre uscita dal deserto,
or che a te mi son scoverto,
tu mi vuoi veder morir!

RITA
(ironicamente)
Ah! vi piace insolentir?

GASPARO
Con lamina rea
m'avrò a perforar
o ad alta marea,
in mare a buttar?
Mi deve il rasoio
la gola segar
o un nodo scorsoio
in aria lanciar?

RITA
Di lagrime pronte
la Rita non ne ha.
Il nolo a Caronte
pagato ho di già!
Se al lido natio
ritorno fai tu,
per comodo mio
tu resti fra i più.

GASPARO
Tal residenza non mi va giù
perché di grazia con me l'hai tu?

RITA
Busse, mio caro non ne vo' più!

GASPARO
Non è che questo mio dolce amor?

RITA
Basta, per or!

GASPARO
De' falli miei son penitente,
perché non cedi al mio languir?

RITA
Il tuo languir m'è indifferente,
cangiato ho in meglio e tel so dir!

GASPARO
Rendimi l'atto ed io ritratto
tutte le busse che inferte ho già.
Io d'ora innanzi non picchierò.

RITA
Son baie!

GASPARO
Oh, credi! o mia
diletta, a te lo giuro!
Starò come un piuolo
sommessamente duro,
di battermi tu solo
avrai la voluttà.
Tu mi schiaffeggerai
e a tuoi celesti rai
non chiederò pietà!

RITA
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!

(con fierezza)

Chi siate voi non so!

GASPARO
(a parte)
Uff! Io scoppio.

(forte)

Cara gioia?

RITA
Ma chi è lei?

(a parte)

Siam sul tirato...

GASPARO
(a parte)
Che pazienza!

(forte)

Ti do noia?

RITA
Insolente!

(a parte)

L'ho atterrato!

GASPARO
(a parte)
Or prorompo!

(forte)

Dolce sposa!

RITA
Mi canzona?

(a parte)

Salda io sto.

GASPARO
(a parte)
Che briccona!

(forte)

Sii pietosa.
Dammi l'atto...

RITA
No, no, no!

GASPARO
Dammi l'atto, non dir no!

RITA
Quattrocento volte no!

GASPARO
(fra sé)
Che briccona. 

(forte) 

Cara gioia, no, mai più ti picchierò.

RITA
Me ne infischio...

GASPARO
L'atto!

RITA
No!

Scena Dodicesima

BEPPE
(uscendo dall'osteria con un fagotto
appiccicato alla punta di un bastone da viaggio)
Ahò... tanto meglio...
La scena del riconoscimento ha avuto luogo.

RITA
Che vuol dire? Dove pensi d'andare?

BEPPE
Pe' fatti miei, attesoché il primo in
lista si è presentato.

RITA
È un impostore.

BEPPE
Ho esaminato le sue carte; sono in regola.

RITA
Hai letto male.

BEPPE
Sta a vedere! Nome e cognome, come sul vostro
contratto nuziale.

RITA
Ti dico che hai letto male,

(a Gasparo)

e voi, potete andarvene pei fatti vostri.

(ripone sulla tavola, a sinistra, il fagotto
e il bastone che ha tolto di mano a Beppe)

GASPARO
(piano a Beppe)
Con me, ha paura di essere picchiata,
e voi gli avete dato il gusto contrario.
Ma, state a sentire...

(continua a parlargli a bassa voce)

RITA
(osservandoli)
Che diamine stanno cospirando colaggiù?

GASPARO
(piano a Beppe)
È il solo mezzo di ricondurla a me.

(a parte)

E di ricuperare quel maledetto contratto.

(a voce alta)

Questa casa porta l'insegna di un'osteria;
mi sarà dunque permesso, prima di andarmene
di rifocillarmi un tantino.

RITA
Lo credo bene... siamo qui appunto per dare
ospitalità ai forestieri, e gli è un dovere che si
compie con piacere verso tutti... i forestieri.

(ella scompare un momento e ritorna
con una bottiglia di vino)

GASPARO
(mentre Rita è uscita)
Saldo in gambe! Siamo intesi.

BEPPE
State a vedere.

(Gasparo si mette a sedere, a sinistra.
Rita gli versa da bere)

(a parte)

Fortunatamente, egli è là per darmi coraggio.

(a voce alta)

Per la Madonna, signora Rita,
spieghiamoci un poco.

RITA
Con che tono la prende!

BEPPE
(intimidito)
L'osso è più duro da rodere di quel che pensavo.

GASPARO
(tossendo per incoraggiarlo)
Hem! Hem!

BEPPE
Costui, di grazia, è egli vostro marito, sì o no?
Se lo è, gli cedo il posto; se non lo è, vi proibisco
di civettare col sopradetto.

RITA
Mi proibite?

BEPPE
(mezzo tremante, incoraggiato però 
dai segni di Gasparo)
Sì, ve lo proibisco, perché sono il padrone
in casa mia, perché voglio essere obbedito.

GASPARO
(a parte)
Ha preso l'aire il piccino.

RITA
V'hanno imbeccato.

BEPPE
Potrebbe darsi, ma, almeno, 
ho approfittato della lezione,
e vi prometto che d'ora innanzi, 
non ci sarà nessuno in paese
che mi canzoni per le busse che piglio dalla moglie.
È un cambiamento radicale di politica 
che introduco in famiglia.

RITA
Ed io, per mio conto, 
darò retta a tutte le paroline dolci de' bei giovinotti; 
avrò i miei galanti; dieci, venti, trenta alla
volta, che mi regaleranno dei mazzolini, delle chicche, 
delle canzonette; non vi vorrò più bene, e allora... 
guai a voi!
Non si ride mica solo alle spalle 
dei mariti che le pigliano!

(Beppe che ha rinculato davanti l'aggressione di 
Rita, si sente in mano la punta del bastone, che 
Gasparo gli tende)

BEPPE
(avvicinandosi col bastone che ha impugnato)
Ah! non mi si vuol più bene! Si serva! 
Ma quando il fuoco sta per ispegnersi, 
lo si ravviva con quattro stecche.

(batte col bastone a terra)

RITA
Misericordia! aiuto!

(riparandosi, dietro a Gasparo)

Difendetemi!

GASPARO
(alzandosi, in atto di trattenere Beppe)
Caro mio, non si picchiano le mogli! 
La non mi è toccata di farlo che una sola volta, 
e mi son morse le dita.

(piano)

Animo! Una mezza serqua, per campione!

BEPPE
(piano)
Ho capito.

(alzando la voce)

La picchierò, se mi fa comodo, 
quando e come mi pare.
Non ho bisogno de' vostri consigli.

RITA
(piagnucolando)
Povera me!

GASPARO
(piano a Beppe)
Insultatemi, provocatemi, ho i miei progetti.

BEPPE
Sta bene.

(a voce alta)

In due siamo in troppi sulla terra; l'uno o l'altro deve...

(piano)

È una burletta, non è vero?

GASPARO
(a parte)
In un atto.

RITA
(a parte)
Non mi par più lui.

BEPPE
(a Gasparo)
Seguitemi.

GASPARO
Io battermi? È impossibile, caro mio.

BEPPE
Rifiuti?

GASPARO
(fingendo di sollevare a stento il braccio diritto)
Guardate, non ho più l'uso del bracciodestro
un colpo d'ascia d'arrembaggio.

(a Rita)

Non posso alzare la mano.

RITA
È moncherin!

GASPARO
Son moncherin!

RITA
(fra sé)
Non può col braccio
trarsi d'impaccio.
Quasi l'abbraccio;
libera io son!
Ha perso il fiocco
il mio balocco;
più non ne tocco...
È moncherin!

BEPPE
(come sopra)
Ha un bel difetto
il poveretto;
cangia d'aspetto
la quistion.
La mia megera,
almen si spera,
dee fargli ciera...
È moncherin!

GASPARO
(fra sé)
Che terno al lotto!
Il lor complotto
svento di botto;
resto il padron!
Di più non bramo,
or or ci siamo;
ha morso l'amo
il pesciolin!

(a Beppe)

La bottiglia, pur or, l'avete visto...
Io non potea col braccio sostener.

RITA
(fra sé)
Non può dunque picchiarmi in avvenir...
E Beppe che fa il chiasso,
e atteggiarsi a gradasso...
io prendo il mio partito...

(forte)

Gasparin! 
Dolce sposo, a te in braccio io torno alfin!

GASPARO
Ella è mia!

RITA
Gasparin!

BEPPE
Frase gentil! Coppia fedel!

GASPARO
Tenero agnel,
ritrovo il ciel!
Ma... il contratto nuzial?...

RITA
Vello qua...

GASPARO
Lo tengo...

BEPPE
Ah! bravo!
Ad altro cielo io spiego l'ale,
addio consorte a Gasparin!

GASPARO
(trattenendolo)
Meno furie! Il mio contratto,
bordeggiando, io m'ebbi alfin!
Tu rimani... io me la batto...
Addio, addio... Rita e Beppin!

BEPPE, RITA
Che dic'ei?

GASPARO
(mettendosi il contratto in tasca)
Ch'ho qui la prova!

BEPPE
Che! Ten vai?

RITA
Ah! codesta saria nova...
Uno almen per me lo vo.

GASPARO
Tenga Beppe, se le aggrada.

RITA
Che?

BEPPE
(a Gasparo)
Rimani, o, giuralciel!...

(fra sé)

Io ti passo a fil di spada.
È moncon...

GASPARO
(come sopra)
È un vigliaccon!

BEPPE
Resta... o qui ci batteremo.

GASPARO
Sia! Conclusa è la partita...
O la vostra, o la mia vita...

RITA
(a Gasparo)
Lo ha beccato!

GASPARO
(a Rita)
Tocca qua!

(gli stringe la mano colla massima forza)

BEPPE
Ahi! Ahi! Ahi! M'ha storpiato.

RITA
(a Gasparo)
Che? Non sei più moncherin?

GASPARO
Fu un'astuzia...

RITA, BEPPE
Ah! l'assassin!

GASPARO
Il contratto mi premea
per poter buttarlo in mare...
Son con voi, gentil compare,
su... battiamoci... è il mio mestier!

BEPPE
Ah! l'infame!

RITA
Ah! l'assassin!

GASPARO
Ci battiamo sì, o no?

BEPPE
(fra sé)
Son confuso, smarrito
mi par d'esser ferito
già dal fiero marito,
e mi sento morir.

Dato ancor ch'io non muoia
per le man di quel boia,
quella cara sua gioia,
mi convien consolar.

GASPARO
(fra sé)
Fatti in qua, fatti avanti,
son vani i tuoi pianti,
non c'è Dio, non c'è santi,
te la devi sorbir.

(additando Rita)

Se ha trovato conforto,
credendomi già morto,
prendo il mio passaporto,
e da sol torno al mar.

RITA
Quale audacia inaudita!
Ei mi beffa, ei m'irrita.
Ah! darei la mia vita
per poterlo strozzar!

Sol mi strugge una brama,
vendicar l'empia trama,
e piantargli la lama
d'un pugnal dentro il cor!

GASPARO
Aspettate, vado a prendere le armi.

(scomparisce un momento nell'osteria)

RITA
(A Beppe)
Ma ti ammazzerà!

BEPPE
Tanto meglio! 
Quando sarò morto, quel bestione vi ripiglierà, 
vi ripicchierà, e la vi starà bene! 
Mi faccio ammazzare per castigarvi... e poi... 
chi s'è visto s'è visto.

RITA
Maledetta risurrezione! Eravamo così felici!

BEPPE
Sì, e le stecche che mi consegnavi!

RITA
Non era che per prendere il tratto avanti:
aveva paura di pigliarle da te.

BEPPE
Non è una buona ragione.

RITA
Ma, sii giusto, 
o che forse non ti voleva un ben dell'anima? 
Non ti accarezzavo per benino? 
Non eri il Beppino del mio cuore, il mio coso, 
il mio omino?

BEPPE
Non dico di no.

RITA
(piangendo)
E adesso ti devo perdere!

BEPPE
Pare di sì.

(si mette a piagnucolare anche lui)

GASPARO
(ritornando)
Siamo pronti galantuomo?

BEPPE
Son... sono qua.

GASPARO
Qui appresso, nell'ortaglia.

(tira fuori due grandi pistole)

BEPPE
Accidenti! Che canne!

GASPARO
È l'affare di un momento...
una vera partita di piacere.

BEPPE
Avete un bel dire, voi, che avete il coraggio
naturale, signor spaccamonti!

GASPARO
(brontolando)
Come? Che?

BEPPE
Sicuro, perché avete un vocione da basso profondo
e due pistole che paiono due colubrine, pretendete di
spaventarmi e di addossarmi mia moglie per forza...

(con energia)

Ebbene non ho paura io... non è per riguardo di
quei vostri utensili, gli è perché la mi vuol bene
lei, perché le voglio bene io, che me la tengo!

RITA
(buttandosi al collo di Beppe)
Ah! Beppino! Sei un amore!

GASPARO
(allegramente)
Alla buon'ora... 
E siccome io ritorno in America...
resto nell'altro mondo, come avete creduto sin qui...

(a Beppe) 

E voi restate quel che siete: 
il marito della mia vedova.

BEPPE
(prendendolo in disparte)
Per altro assicuratemi di una circostanza.

GASPARO
Di quale?

BEPPE
Quel tal giorno che vi siete imbarcato... 
al pranzo di nozze... 
fu proprio subito dopo la frutta?

GASPARO
Parola d'onore!... Non ho avuto che il tempo
di mettere in opera il mio sistema... 
quel tale, che vi ho insegnato.

BEPPE
Zitto! Approfitterò della lezione.

GASPARO
Ma tu dei la mia ricetta
saggiamente adoperar.
Puoi picchiar la tua diletta,
non la dei però accoppar.

BEPPE
Lo conosco quel sistema:
"Castigar perché si tema
e picchiar e ripicchiar.
In ragion del verbo amar!"

(facendo atto di battere)

E l'amerò... per Dio! Se l'amerò...

GASPARO
Ma troppo, no!
Che il troppo amor disturba il cor!

RITA
(cacciandosi fra di loro)
Ma col picchiar la propria moglie
degli altri guai si può incontrar!...
A contener le matte voglie,
a certi poi si dé pensar!

BEPPE
Di questi qui?...

RITA
Nemmen l'insegna!
Pace e concordia!...

BEPPE
Giuriamo ognor!

(a due)

Concordia, amor!

GASPARO
Con voi sia pace, sia gioia ognor,
più saldo ho reso il vostro amor.

RITA
Partite in fretta pria di doman,
m'avete guaste le carte in man.

BEPPE
Addio, di cuore gentil german,
per voi mi trovo le carte in man!

RITA
Buona e lunga permanenza!

BEPPE
Non sia lunga st'altra assenza!

GASPARO
Dunque addio... partir degg'io.

TUTTI
Addio!



Escena Novena 

BEPPE
Soy libre, libre, como el pajarito 
que encuentra la jaula abierta... 
Al fin respiro...
Veo todo color de rosa... 
Tengo ganas de bailar,
como si me hubiera picado una tarántula...
De encaramarme a los árboles como una ardilla... 
Soy el dueño de mí mismo y ya no habrá 
más peleas ni bofetadas: ¡Ya no tengo mujer!
¡Soy tan feliz 
como un pajarito que, libre, 
levanta vuelo 
hacia el cielo!
Me sonríe 
la encantadora vida pues
¡vuelvo a ser un joven libre! 
¡Soy viudo! 
¡Tra la, tra la, tra la, tra la!
Para muchos maridos
es una dicha
tener en el cielo 
a su compañera.
Yo he dejado
de estar oprimido
¡sin pagar 
el funeral!
¡Mi caso es
muy original! 
Ni siquiera las sirenas o las diosas 
tendrán ya atractivos para mí.
¡No dejaré que ninguna de ellas
me atrape jamás! 
Si el anzuelo un día 
puede esquivar,
¡el pececillo 
es el rey del mar! 
Alegre estoy
como un pajarito,
pues vuelvo a ser soltero.
¡Tra la, tra la, tra la, tra la!

Escena Décima 

RITA
(saliendo de la posada)
¡Qué alegre estás!

BEPPE
¿Alegre? 
No lo he estado tanto en toda mi vida... 
¡Tengo unas ganas de cantar!...

RITA
Cuídate de no perder la voz... Pero ¿cómo fue?
¿Así, de repente?

BEPPE
Tengo mis buenas razones.

RITA
¡Buenas razones!... ¿Y cuáles son?

BEPPE
Lo sabrás a su debido tiempo, señora mía.

RITA
Ten cuidado, señor marido, 
porque la paciencia no es mi fuerte, y tú lo sabes.

BEPPE
(cantando)
¡Tra la, la, la!...

RITA
¡Ah, tengo una comezón terrible!...

BEPPE
Cálmate pues hay alguien 
que te curará la comezón... ¡a la rusa!

(entra rápidamente en la posada) 

Escena Undécima 

RITA
¿Qué ha dicho? 
Hay tormenta en el aire... algo extraordinario... 
¡Increíble! Él nunca se habría osado a... 
Pero... ahora que lo pienso... si ese viajero fuese 
aquel que yo me temí desde el principio...

(viendo a Gaspar que sale de la posada) 

¡Ah, si no es él, es el diablo!

GASPAR
(aparte)
Ese imbécil habla de amotinar a toda la
aldea para impedirme partir...

(viendo a Rita) 

¡Ahí está!... Si ella aceptara, se podría hacer entre
nosotros, en secreto, un contrato de viudez...
Intentémoslo.

(se le acerca) 

Señora...

RITA
(asustada)
¿Qué desea?

GASPAR
¿Qué deseo?... Saber... si querría terminar aquel 
almuerzo que hemos interrumpido a los postres.

RITA
(aparte)
¡Es él!

GASPAR
¿Cómo?... ¿No reconoces a tu Gaspar?

RITA
(con frialdad)
Gaspar... ha muerto...

GASPAR
No, en absoluto... Naufragué, es verdad, 
pero los tiburones encontraron que yo era 
demasiado difícil de digerir y me rechazaron...
¿Crees, mujercita mía, que te estoy mintiendo?

RITA
Señor, yo estoy casada.

GASPAR
Lo sé... demasiado bien... 
y conmigo antes de que con cualquier otro.

RITA
(con vehemencia)
¿Puede demostrar lo que dice?

GASPAR
(aparte, con alegría)
¿Qué pretenderá?

RITA
A usted no lo conozco.

GASPAR
(aparte)
¡Muy bien! ¡Estupendo!

RITA
El registro, dónde estaba anotado 
mi matrimonio... se quemó.

GASPAR
¿Quemado?

RITA
Junto con todo el pueblo.

GASPAR
Entonces, ¿no hay pruebas?

RITA
¡Gracias a Dios!

GASPAR
(aparte)
¡Oh, querida canadiense!

RITA
Sólo yo poseo una copia del acta matrimonial.

GASPAR
(aparte)
¡Ay, demonios!

(en voz alta) 

¿Posees el contrato?

RITA
Ciertamente que sí.

GASPAR
Pero, ¿no se quemó con los otros registros?

RITA
Ciertamente que no.

GASPAR
¿Y lo conservas a buen recaudo?

RITA
Así es.

GASPAR
¿Y por qué haces eso?

RITA
Es mi secreto.

GASPAR
(aparte)
¡Curioso caso! Una mujer que atrapa 
a un suplente... y me quiere tener de reserva...
Marido con licencia limitada, al que 
se puede hacer llamar en cualquier momento, 
si la baraja está incompleta...
Faltaría más... ¡quiero mi licencia definitiva! 
Intentemos ablandarla...

(con cómica exageración) 

Regreso a ti lleno de pasión...
¡Ah, que no me sea negado 
el dulce pacto del antiguo amor!

RITA
¡Ah, aquel pacto de un indigno esposo,
fue el primer paso que me trajo dolor!
¡Váyase y olvide! Soy sorda, 
mi gentil y difunto esposo, a sus lamentos.

GASPAR
¡Cruel, ahora que ante ti 
me he identificado,
me quieres ver morir!

RITA
(irónicamente)
¡Ah! ¿A usted le gusta quejarse?

GASPAR
¿Con una daga criminal
me tendré que apuñalar;
o en la alta mar
arrojar?
¿Me debe la navaja
la garganta cortar;
o un nudo corredizo
el aire quitar?

RITA
Rita no sabe de
lágrimas fingidas
y el alquiler a Caronte
pagado lo tiene ya.
Si al hogar
regresas hoy,
como mi comodín
quedarás entre los demás.

GASPAR
Ese regreso no me conviene.
¿Por qué, por favor, me tratas así?

RITA
¡Golpes, querido mío, no quiero más!

GASPAR
¿No es por mi dulce amor?

RITA
¡Basta ya, por ahora!

GASPAR
De mis errores estoy arrepentido,
¿por qué no cedes a mis súplicas?

RITA
Sus súplicas me son indiferentes...
He cambiado para mejor... ¡así de claro!

GASPAR
Devuélveme el contrato y yo retiro
todos los golpes que te propiné.
De ahora en adelante no te pegaré más.

RITA
¡Bromea usted!

GASPAR
¡Oh, créeme! 
¡Oh, querida mía, te lo juro!
Estaré como un polluelo
sumisamente quieto.
¡Sólo tú tendrás el deleite
de golpearme!
¡Me abofetearás
y a tus celestes ojos 
no pediré piedad!

RITA
¡Ja, ja, ja, ja, ja!

(con arrogancia) 

¡No sé quien es usted!

GASPAR
(aparte)
¡Uff...yo estallo!

(en voz alta) 

¡Querido, tesoro mío!

RITA
Pero, ¿quién es usted?

(aparte) 

Vamos por buen camino...

GASPAR
(aparte)
¡Qué paciencia!

(en voz alta) 

¿Te aburro?

RITA
¡Descarado!

(aparte) 

¡Lo he vencido!

GASPAR
(aparte)
¡Ahí va el resto!

(fuerte) 

¡Dulce esposa mía!

RITA
¿Se mofa usted de mí?

(aparte) 

Firme estoy.

GASPAR
(aparte)
¡Qué granuja!

(en voz alta) 

Sé piadosa...
¡Dame el contrato matrimonial!...

RITA
¡No, no y no!

GASPAR
¡Dame el contrato, no me digas que no!

RITA
¡Cuatrocientas veces no!

GASPAR
(para sí)
Que bribona.

(en voz alta) 

Mi joya querida, ¡no, nunca más te pegaré!

RITA
¡Me río de usted!...

GASPAR
¡El contrato!

RITA
¡No!

Escena Duodécimaa 

BEPPE
(saliendo de la posada con un atado de ropa 
colgado en la punta de un bastón de viaje)
¡Ah!... ¡Mucho mejor!...
La escena del reconocimiento ya ha tenido lugar.

RITA
¿Qué quiere decir eso? ¿Dónde crees que vas?

BEPPE
A vivir mi vida, dado que el primero de la lista 
se ha presentado.

RITA
¡Es un impostor!

BEPPE
He examinado sus papeles y están en regla.

RITA
Habrás leído mal.

BEPPE
¡Está claro! El nombre y apellidos 
coincide con el del contrato de matrimonio.

RITA
¡Te digo que has leído mal!...

(a Gaspar) 

¡Y usted!... ¡Puede irse por sus cosas!

(pone sobre la mesa, a la izquierda, el bastón 
y la ropa que le ha quitado a Beppe) 

GASPAR
(en voz baja a Beppe)
Conmigo tiene miedo de ser castigada,
y usted le hizo aprender a disfrutar lo contrario.
Pero, espere y oiga...

(sigue hablándole en voz baja) 

RITA
(observándolos)
¿Qué diablos están conspirando ustedes?

GASPAR
(en voz baja a Beppe)
Es la única forma de que regrese conmigo.

(aparte) 

¡Y de recobrar ese maldito contrato matrimonial!

(en voz alta) 

Esta casa está registrada como posada; 
así pues, supongo que antes de marcharme,
podré comer un poco.

RITA
Me parece bien... Estamos aquí para dar 
hospitalidad a los forasteros y eso es un deber 
que cumplimos con todos... los forasteros.

(sale un momento y luego vuelve
con una botella de vino) 

GASPAR
(mientras Rita está afuera)
¡No se amilane!... ¿Estamos de acuerdo?

BEPPE
¡Ya lo verá!

(Gaspar se sienta, a la izquierda. 
Rita sirve la bebida)

(aparte) 

Afortunadamente, él está aquí para darme valor.

(en voz alta) 

¡Por la Virgen, señora Rita,
me quieres decir qué sucede!

RITA
¿Qué tono es ése?

BEPPE
(intimidado, para sí)
El hueso es más duro de roer de lo que pensé.

GASPAR
(tosiendo para darle coraje)
¡Hem! ¡Hem!

BEPPE
Por favor, ¿es él tu marido?... sí o no.
Si lo es, le cedo el sitio; si no lo es, 
te prohibo coquetear con el susodicho.

RITA
¿Me prohibes... qué?

BEPPE
(algo tembloroso, pero animado por 
los gestos de Gaspar)
¡Sí, te lo prohibo, porque en esta casa mando yo!
¡Me debes obediencia.

GASPAR
(aparte)
El pequeñito ha tomado vuelo.

RITA
¡Esa estupidez no se te ha podido ocurrir a ti!

BEPPE
Podría ser, pero, al menos, 
he aprendido la lección.
Te prometo que de ahora adelante
no habrá nadie que se burle de mí 
por los golpes que recibo de mi mujer. 
¡Es un cambio de política radical 
que introduzco en la familia!

RITA
Y yo, por mi parte, haré caso a todas 
las palabritas dulces de los lindos muchachitos...
Tendré mis galanes; diez, veinte, treinta a la vez, 
que me regalarán ramilletes de flores, caramelos
y me dirán requiebros...
No te amaré más y entonces... ¡pobre de ti!
¡No sólo se ríen de los maridos 
a los que sus mujeres les pegan!

(Beppe que ha retrocedido ante la actitud
agresiva de Rita, siente en su mano la punta 
del bastón que Gaspar le tiende) 

BEPPE
(acercándose a Rita empuñando el bastón)
¡Ay! ¿Que no me amarás más? ¡Está bien! 
¡Pero cuando el fuego está por extinguirse, 
se reaviva con cuatro palos!

(golpea con el bastón en tierra) 

RITA
¡Piedad!... ¡Socorro!...

(amparándose, detrás de Gaspar) 

¡Defiéndeme!

GASPAR
(levantándose, para detener a Beppe)
¡Querido amigo, no se le pega a las mujeres! 
Ella sólo ha sido golpeada una sola vez 
y por haberlo hecho, me he mordido los dedos.

(en voz baja) 

¡Ánimo!... ¡Va por buen camino!!

BEPPE
(en voz baja)
De acuerdo...

(levantando la voz) 

¡La pegaré, si me da la gana!...
¡Cuándo y donde me parezca!...
¡No necesito de sus consejos!

RITA
(lloriqueando)
¡Pobre de mí!

GASPAR
(en voz baja a Beppe)
¡Insúlteme, provóqueme, tengo un plan!...

BEPPE
¡Está bien!

(en voz alta) 

¡Un o de nosotros dos sobra!...

(en voz baja) 

¿Es una farsa, no es verdad?

GASPAR
(para sí)
En un acto.

RITA
(aparte)
¡Es increíble que sea él!...

BEPPE
(a Gasparo)
¡Sígame!

GASPAR
¿Yo, batirme?...¡Es imposible, amigo mío!

BEPPE
¿Se niega?

GASPAR
(fingiendo poder levantar el brazo apenas)
Mire, no puedo controlar el brazo derecho...
Un golpe de hacha en un abordaje...

(a Rita) 

No puedo levantar la mano.

RITA
¿Está lisiado?

GASPAR
¡Estoy casi manco!

RITA
(para sí misma)
No puede hacer casi nada
con su brazo.
¡Casi lo abrazo;
soy libre!
Ha perdido la partida
mi queridín...
¡Ya no está completo!...
¡Es manco!

BEPPE
(como antes)
Tiene un hermoso defecto,
el pobrecito.
La situación
ha cambiado.
Mi bruja espera
que ahora
lo podrá dominar...
¡Está manco!

GASPAR
(para sí)
¡Qué acierto!
Su añagaza
ha dado resultado...
¡Ahora quedo como amo y señor!
No deseo 
nada más.
¡Ha mordido el anzuelo
el pescadito!

(a Beppe) 

La botella... Usted lo ha visto...
No puedo sostenerla con mi brazo...

RITA
(para sí)
Entonces ya no podrá pegarme...
Y el fanfarrón de Beppe...
armando tanto escándalo...
¡Lo tengo decidido!

(en voz alta) 

¡Gasparín! 
¡Mi dulce esposo, a tus brazos vuelvo al fin!

GASPAR
¡Eres mía!

RITA
¡Gasparín!

BEPPE
¡Qué dulces palabras!... ¡Pareja feliz!

GASPAR
En ti, tierno corderito,
¡encuentro nuevamente el cielo!
Pero... ¿y el contracto matrimonial?...

RITA
¡Míralo acá!...

GASPAR
¡Lo tengo!...

BEPPE
¡Ah, bravo!
Hacia otros cielos despliego mis alas...
¡Adiós matrimonio Gasparín!

GASPAR
(reteniéndolo)
¡No tan aprisa!...
¡Al fin recuperé mi contrato!
Tú te quedas... y yo me largo...
¡Adiós, adiós... Rita y Beppín!

BEPPE, RITA
¿Qué dice?

GASPAR
(metiéndose el contrato en el bolsillo)
¡La prueba es ya mía!

BEPPE
¿Qué?... ¿Se va?...

RITA
¡Ah, esto sí que es una novedad!...
¡Yo, por lo menos, quiero un marido!

GASPAR
Quédate con Beppe, si te agrada.

RITA
¿Qué?

BEPPE
(a Gasparo)
¡Usted se queda, o juro por el Cielo!...

(para sí mismo) 

Lo traspasaré con la espada...
Será fácil... es manco...

GASPAR
(como antes)
¡Es un cobarde!

BEPPE
¡Quédese... o aquí mismo nos batiremos!

GASPAR
¡De acuerdo! ¡Acabemos de una vez con esto!...
¡O su vida o la mía!...

RITA
(a Gaspar)
¡Lo has enfurecido!

GASPAR
(a Rita)
¡Mira esto!

(aprieta la mano de Beppe con todas sus fuerzas) 

BEPPE
¡Ah! ¡Ah! ¡Ah!... ¡Me ha dejado inválido!

RITA
(a Gaspar)
¿Cómo?... ¿Ya no eres manco?

GASPAR
Fue una astucia...

RITA, BEPPE
¡Ah, sinvergüenza!

GASPAR
Necesitaba el contrato
para poder echarlo en el mar...
Estoy con usted, gentil compadre,
¡vamos... batámonos... es el momento!

BEPPE
¡Ay, ¡infame!

RITA
¡Ay, canalla!

GASPAR
Nos batimos, ¿sí, o no?

BEPPE
(para sí)
Estoy confundido y extraviado,
ya me parece haber sido herido
por el feroz marido
y me siento morir.

Puesto que no pienso morir
en las manos de ese verdugo,
a su querida esposa
me conviene consolar.

GASPAR
(para sí)
¡Venga acá!... ¡Avance!
Son vanos todos sus llantos...
No hay Dios, ni santos que valgan,
se las tiene que ver conmigo.

(señalando a Rita con el dedo) 

Si has encontrado consuelo
creyéndome ya muerto,
tomo mi pasaporte
¡y de inmediato vuelvo al mar!

RITA
¡Qué osadía inaudita!
¡Se burla y me irrita!
¡Ah, daría mi vida
por poderlo estrangular!

Solamente me consume un deseo:
vengarme de su impía trama
¡y clavarle la hoja de un puñal 
en el corazón!

GASPAR
¡Esperen, voy a buscar las armas!...

(Gaspar entra por un momento en la posada) 

RITA
(a Beppe)
Pero... ¡te va a matar!

BEPPE
¡Mucho mejor! 
Cuando yo haya muerto, esa bestia te recobrará, 
te golpeará y tú estarás... ¡muy contenta! 
Me hago matar para castigarte... y luego... 
lo que pasó, pasó.

RITA
¡Maldita resurrección! ¡Éramos tan felices!

BEPPE
¡Sí, con las palizas que me dabas!

RITA
No. Sólo te las propinaba para adelantarme
y no recibirlas de ti.

BEPPE
¡Vaya una razón!

RITA
Pero, todo estaba bien... 
¿O acaso no te amaba con toda mi alma? 
¿No te acariciaba dulcemente? 
¿No eras el Beppino de mi corazón?
¿Mi "todo", mí hombrecito?

BEPPE
No digo que no.

RITA
(llorando)
¡Y ahora te tengo que perder!

BEPPE
Parece de sí.

(también se pone a llorar) 

GASPAR
(regresando)
¿Estamos listos gentilhombre?

BEPPE
Estoy... estoy acá.

GASPAR
Aquí cerca... en el huerto.

(sacando dos grandes pistolas) 

BEPPE
¡Diablos! ¡Qué cañones!

GASPAR
Será cuestión de un momento...
Una verdadera pelea placentera.

BEPPE
¡Eso es muy fácil de decir!
Usted tiene valor... ¡señor fanfarrón!

GASPAR
(gruñendo)
¿Cómo?... ¿Qué?

BEPPE
Como tiene un vozarrón de bajo profundo 
y dos pistolas que parecen dos culebrinas, 
pretende asustarme y arrebatarme a mi mujer...

(con energía) 

¡Pues bien, no le tengo miedo!... 
No es por esas armas, sino porque ella me ama 
y porque yo la amo... ¡que me quedo con ella!

RITA
(arrojándose al cuello de Beppe)
¡Ah, Beppino!... ¡Eres un amor!

GASPAR
(alegremente)
¡Enhorabuena!... Y como yo me vuelvo 
a América... estaré en el "otro mundo", 
tal como ustedes creían hasta ahora...

(a Beppe) 

Y a usted que le vaya bien
siendo el marido de mi viuda.

BEPPE
(hablándole en privado)
Está bien pero... ¿dígame una cosa?

GASPAR
¿Cuál?

BEPPE
El día en que usted se embarcó... 
después del banquete de bodas... 
¿lo hizo inmediatamente después del postre?

GASPAR
¡Palabra de honor!... 
No tuve más tiempo que el necesario 
para poner en marcha mi sistema... ¡a la rusa!

BEPPE
¡Calle usted!... Aprovecharé la lección.

GASPAR
Pero mi receta
deberá aplicar sabiamente.
Podrá pegarle a su amada esposa, 
pero no debe matarla.

BEPPE
Ya conozco ese sistema:
"Castigar para que se tema
y pegar y repegar.
¡A causa del verbo amar!"

(haciendo acto de golpear) 

¡Y la amaré... por Dios! ¡Sí que la amaré!...

GASPAR
¡Pero no demasiado!
¡Demasiado amor perturba el corazón!

RITA
(metiéndose entre ambos)
¡Pero al pegar a la propia mujer
otros problemas se pueden encontrar!...
Así que es mejor 
contener esas ganas.

BEPPE
¿Desde ahora?...

RITA
¡Ni siquiera un intento!
¡Paz y armonía!...

BEPPE
¡Juremos por siempre!

(a dos voces) 

¡Armonía y amor!

GASPAR
La paz sea con ustedes, que sean felices. 
Vuestro amor ahora es mas firme.

RITA
Parte de prisa... antes de mañana.
Me has quitado las cartas de la mano.

BEPPE
¡Adiós, de todo corazón noble hermano,
por usted tengo las cartas en mis manos!

RITA
¡Buena travesía!

BEPPE
¡Que no sea larga la ausencia!

GASPAR
¡Adiós, pues!... ¡Debo partir!

TODOS
¡Adiós!



Escaneado y Traducido por:
José Luis Roviaro 2006