PINOTTA

 

 

 

 

Personajes

PINOTTA

BALDO

ANDREA
Joven hilandera

Enamorado de Pinotta

Dueño de la hilandería
 
Soprano

Tenor

Barítono

 

La acción se desarrolla en tiempo y lugar indeterminados.

 

 

LA VOCE DEGLI ZEFFIRI
(dall’interno)
Di primavera
Glizeffirinoisiamo,
Che da mattina a sera
Per piani e monti
Per laghi e fiumierriamo
E deifiori i profumi
De’rosignoli il pianto,
Via per glia per ti cieli di ffondiamo.
Or di due cori amatiri cantiamo
La dolce historia...
Udite, udite o belle
Fanciulle, o forti giovani,
L’idillio nato al lumedelle stelle!



PRIMO ATTO


(
L’interno di una filanda, in Lombardia. Vasta
sala dagli ampifinestroni: a destra lungariga di telai;
a sinistra, gliarcolai e le bacinelle per bagnar la
seta. Una grande immagine della vergine, un
crocifisso alla parete. El’ora del primo mattino.
Ilgiorno si fa sempre piú luminoso, a poco a poco)

CORO DELLE OPERAIE
(da lontano, avvicinandosi lentamente) 
Appena di rosso
Color tinto é il cielo,
Appena le tenebre
Squarciato hanno il velo;
Il sole nascente,
Sorriso d’amor,
Saluti la gente
Giá pronta al lavor.

CORO DEGLI OPERAI
(da lontano, avvicinandosi a poco a poco)
Le candi debrine,
Benetiche e molli,
L’azzurro del cielo,
Il verde dei colli,
Lo specchio del lago,
L’armento, i pastor,
Par di cano in coro:
Lodi amo il signor!

(tutti entrano in scena; colle fillatrici, Pinotta.
Tra gli operai, Baldo. Andrea viene da una
porta laterale)

ANDREA
Bravi, ragazze mie!
Lodi amo Iddio
Che piú Gioconda é l’opera
Protetta dal signor;
Assai piú buono é il pane
Se é premio del lavor
Al cielo intanto
S’innalzi il canto
E siavoce di fede
e di speranza.

(Le operaies’inginocchiano, mentre
gli operais’inchinano, in atto devoto)

ANDREA
Signor cui sempre loda
L’angelica armonía,
Godel’animamia
Di sollevarsi a te.
A te che miri il pianto
E lo converti in riso,
Che sei del paradiso
E della terra il re!

PINOTTA
Santa Maria,
dall’intimo core
Mi esce un accento
Che tu comprendi; Madre
Santa tu guidami,
Lenisci il mio tormento...

CORO
Sopra i tuoi figli volgasi
Dolce il tuo sguardo o Padre,
E all’opreno strevigili
L’immensa tua bontá!

BALDO
(s’avvicina ad Andrea, confuso)
Scusi, signor padrone.

ANDREA
Ebben che vuoi?

BALDO
(tímidamente)
Io le vorrei parlar, ma non hocore

ANDREA
Sei commosso... perché?

BALDO
Forse... saprá...

ANDREA
Che vuoi bene a Pinotta?

BALDO
Ah, signor mio!

ANDREA
Lo sanno tutti…E s’ellat’ama, o Baldo,
Il piú felice seid’ognimortale:
Tanto é buona e gentil quanto essa é bella,
epiú santo é illavor se amor l’abbella!

BALDO
(animato dalla speranza)
Il mio sognod’amoroggis’avvera?
Si allieta la mia triste gioventú?
Tiepido il vento spira
E tra i rami sospira,
Ai tie pidiri chiami, d’amor la capinera.
Ride la primavera.
Pinottamia, sorridimi anche tu!

(s’allontana, e Andrea si volgea gli operai)

ANDREA
E la fededell’animaristoro:
Con onor giu livo ognun vada al lavoro

(tutti si avviano ai loro posti)

CORO
Al lavoro, al lavoro!

PINOTTA
(siede al primo telaio e canta)
La mamma mia che,
poveretta, é in cielo,
Solea dirmi sovente in su la será:
Pinotta mia, prima che venga il gelo,
Il male che mi struggem’avráspenta.
Il babbo a ritrovarmam ma é volato,
E sola in questo mondo son restata.
Ma Baldo mi guardó chin ai la testa
E in cor mi scese un sovvrumano incanto.
Corsi dal confissoro lesta, lesta
Mi disse: prega, ed hopregato tanto.
Se Baldo m’ama e il cuote consola,
In questo mondo non saró piú sola!

ANDREA
(si avvicina a Pinotta e le parla teneramente)
O Pinotta, perché sei cosí mesta?
É il maggio, il dolce mese degli amori,
Il mese deller ondini e dei fiori.
É per tutti una festa, tutti sono felici.
Su, intona il canto delle filatrici!

(ad un suo cenno tutti cominciano a lavorare)

CORO
Gira, gira, annaspa, annaspa
Torciil filo dell’amore,
In filanda nasce un laccio
Per legare core a core.
Se legato un coreall’altro
Uno all’altro e poiinfedel
Nonritrova un nuovolaccio
Dell’amor in terra o in ciel!



SECONDO ATTO


(
Una piccola Piazza campagnola: nel fondo,
una collinetta alberata, degradante verso destra;
sulla sua parte piú alta una chiesetta, a destra,
l’esterno della filanda, a sinistra la casa di Pinotta.
Tra la finestra e la porta, un immaginedella Madonna,
illuminata da una lampedina. É l’ora del tramonto)

CORO
(esce a gruppi dalla filanda)
La bella giornata sacrata al lavor
Suggelli la strofa del lieto cantor!
Ormai si sa, é veritá
Amar dovrá in ognietá
Chi amore suscitó.
Cosí sará fatalitá
Se incontrerá gentil beltá
Che amor non disdegnó.
Qualfiore di bontá
Da’bei Capelli d’or
Allor risponderá ai moti del suocor.
Punisce amor chi non conobbe amore;
Non si puósfuggire al tentator!
Cosí va l’apedoveolezza il fiore,
Ed ilcor va in control’amator!
La será che sorgedá tregua a lavor
Conforta il riposo la loda al signor!

PINOTTA
Quanton el cor mi scende grato e dolce
Illor canto festivo!
Unirmi io pure al lorgioir vorrei
Ma troppo afflittaio sono.
Oh! Come é bello ilsole
Quando muornel lontano;
E come tremolar soavemente
Le stelle luminose io vedo, e mesta
Al par del core é la mia stellafida
Quella che prima in suo splendor fulgente
mi sorride e col muto linguaggio
Dar deggia a gli occhi miei di fede un raggio.
O stella della sera
Límpida e senzavel
Accogli la preghiera
Che innalzo fino a te.
Tu che immutabil scorri
Tutte le vie del ciel
Quest’anima socorri
Che in braccio a te si dié.
Suscita a lui nelpetto
Un palpito d’amor
Glisvelail casto affetto
Col tremulo splendor.
Oh, l’ansieed i tormenti
Tutti dovran svanir,
Se i nostri cuori ardenti
Un dípotremo unir
O stelladellasera
Accogli la preghiera
Che innalzo fino a te!

BALDO
(che era andato via coi compagni,
ritornasul colle alle ultime parole
della preghiera di Pinotta, e dice fra sé)
Prega.

(poi si avvicina e la chiama sottovoce)

Pinotta

PINOTTA
(si alza vivamente sorpresa)
Oh dio! A quest’ora, chi é?

BALDO
Sonoiltuo Baldo!

PINOTTA
Ahimé!

BALDO
su dall’ertat’ho visto pregare
E súbito anelai di vederti.
Quando, Pinotta, guardi la tuastella,
Sembri beata, in dolce attod’amore
L’astro dar deggia e la tua fronte bella
Risplende di novissimo fulgore!

PINOTTA
(turbata)
Ma soli siam noi.

BALDO
Non soli, o mia candida bambina...
Ci guida la stella.

PINOTTA
(lieta)
A te pure la stella sorride!

BALDO
Dimmi, o gentil, se é l’astro luminoso
Che sfolgora sul tuo volto grazioso
O se é il chiaror della tua pura fronte
Che all’astro sal, di viva luce fonte.

PINOTTA
Queste parole nel mio cor, soave,
Incantevole, arcano, un sentimento
Ignoto a me fan sorgere.
Mi sento, o Madre del Signor, tutta tremare.
La notte é buia.

BALDO
Pinotta bella!

PINOTTA
Ho paura.

BALDO
C’illumina la stella.

PINOTTA
Un grande affettohai tu per me?

BALDO
Iot’amo.

PINOTTA
sola al mondo piúsaró, se meco starsi.

BALDO
Iot’amo!

PINOTTA
Iot’amo tanto.

BALDO
Tu m’ami tanto... dilloancor.

PINOTTA
La notte é buia...

BALDO
C’illumina la stella...

PINOTTA, BALDO
(si prendono per le mani e guardanonegliocchi)
Andrembeatitranquilli, uniti,
Per sempreverdicollifioriti...
Vivremo in estasi – la notra vita
Godremoamandocigioia infinita.

BALDO
Saranno eterni gli affett inostri...

PINOTTA
Sarápiúardente la nostrafé...

PINOTTA, BALDO
Vivrem felicis
ciogliendo gl’inni
Del nostroamore
O stella a te!
T’amo! T’amo!


LA VOZ DE LOS CÉFIROS
(fuera de escena)
Somos los céfiros
de la primavera,
que desde el alba hasta la noche
erramos por llanuras y montes,
por lagos y ríos;
difundiendo
por los amplios cielos,
el perfume de las flores
y el canto de los ruiseñores.
Ahora narraremos la dulce historia
de dos corazones amantes...
¡Oíd, oíd bellas muchachas, fuertes jóvenes,
el idilio que nació a la luz de las estrellas!



ACTO PRIMERO


(
El interior de una hilandería en Lombardía.
Gran sala con amplias ventanas; a la derecha
una fila de telares, a la izquierda las ruecas y
los cuencos para lavar la tela. Una imagen de
la Virgen y un crucifijo en la pared. Amanece
lentamente
)

CORO DE LAS OPERARIAS
(desde lejos, se van aproximando lentamente)
Apenas está el cielo
teñido de color rojizo,
apenas las tinieblas han rasgado el velo;
y
el sol naciente,
sonrisa de amor,
saluda a la gente
que se dirige
a su labor.

CORO DE LOS OPERARIOS
(desde lejos, se van aproximando lentamente)
La cándida escarcha,
dulce
y bondadosa,
el azul del cielo,
el verdor de las colinas,
el lago espejado
y el pastor con su manada,
parecieran decir a coro:
¡adoremos al señor!

(Todos entran en escena. Con las hilanderas
viene Pinotta. Con los operarios llega Baldo.
Andrea entra por una puerta lateral)

ANDREA
¡Bravo, hijas mías!
Alabemos a Dios,
pues más felices son las obras
que se realizan bajo la bendición d
el Señor.
Es mucho más sabroso el pan
si es el premio por nuestra labor.
Mientras, elevemos al cielo
nuestro canto y que nuestra voz
sea de fe y esperanza.

(Las operarias se arrodillan mientras los
operarios se inclinan, en un acto de devoción)

ANDREA
Señor,
que siempre velas
por
la armonía angelical,
mi alma se regocija
cuando se dirige hacia Ti.
¡A Ti que ves el llanto
y lo conviertes en sonrisa,
que eres del paraíso
y de la tierra el rey!

PINOTTA
Santa María,
desde lo más profundo de mi corazón
surgen las palabras que tú comprendes.
Madre santa guíame
y calma mis tormentos...

CORO
¡Que sobre tus hijos se pose
tu mirada amorosa, ¡oh, Padre!,
y que tu inmensa bondad
vele por nuestras obras!

BALDO
(se acerca a Andrea, confundido)
Disculpe, patrón...

ANDREA
Bien, ¿qué deseas?

BALDO
(tímidamente)
Quisiera hablarle, pero no me atrevo.

ANDREA
Estás turbado... ¿por qué?

BALDO
Tal vez... sabrá usted...

ANDREA
¿Qué amas a Pinotta?

BALDO
¡Ah, señor mío!

ANDREA
Todos lo saben... Y si ella te corresponde, Baldo,
serás el más feliz de los mortales.
Ella es tan buena y humilde como bella,
¡El trabajo es más santo si el amor lo bendice!

BALDO
(animado por la esperanza)
¿Se hace realidad mi sueño de amor?
¿Se alegra mi triste juventud?
Cálidamente sopla el viento
y la alondra suspira entre las ramas
a los cálidos reclamos del amor.
Ríe la primavera.
¡Pinotta, sonríeme también tú!

(se aleja. Andrea se vuelve hacia los operarios)

ANDREA
Le
he restaurado la confianza en sí mismo.
Con dichoso gozo, volvamos al trabajo.

(todos van hacia sus puestos) 

CORO
¡A trabajar! ¡A trabajar!

PINOTTA
(se sienta en el telar y canta)
Mi madre que, pobrecita, está en el cielo,
solía decirme a menudo de noche:
Pinotta mía, antes de que llegue el invierno
el mal que me aqueja me habrá matado.”
Al poco tiempo, mi padre se reunió con ella
y sola me quedé en este mundo.
Pero Baldo me miró, incliné la cabeza y sobre
mi corazón descendió un encanto sobrehumano.
Corrí a ver al confesor
y éste me dijo “¡reza!”. Y he rezado tanto...
¡Si Baldo me ama y consuela mi corazón,
ya no volveré a estar nunca más sola

ANDREA
(se acerca a Pinotta y le habla tiernamente)
¡Oh, Pinotta! ¿Por qué estás tan triste?
Es mayo, el dulce mes del amor,
el mes de las golondrinas y las flores.
Para todos es una fiesta, todos están felices.
¡Vamos, entona la canción de las hilanderas!

(hace una seña y todos empiezan a trabajar)

CORO
Gira, gira, prepara el carrete
y
tuerce el hilo del amor.
Al hilar
nace un lazo
que une los corazones.
Si un corazón se une a otro,
y uno de ellos es infiel,
¡no encontrará un nuevo lazo
de amor en la tierra o en el cielo!



SEGUNDO ACTO


(Placita arbolada en cuyo fondo se
erige una pequeña iglesia. A la derecha,
la hilandería y a la izquierda, la casa
de Pinotta. Entre la ventana y la puerta
de ésta última, una imagen de la Virgen,
iluminada por una lámpara. Es la hora
del crepúsculo)

CORO
(saliendo de la hilandería en varios grupos)
¡Que la bella jornada consagrada al trabajo
selle las estrofas del alegre canto!
Ya se sabe, es verdad,
que deberá amar, tenga la edad que tenga,
quien despertó al amor.
Será una gran suerte
si encuentra a una gentil belleza
que no desprecie al amor.
Entonces, esa flor de bondad,
de bellos cabellos de oro,
responderá a los dichos de su corazón.
Castiga el amor a quien no lo ha conocido.
¡No se puede huir del tentador!
Así como la abeja va donde huele las flores,
el corazón va a buscar a su amante.
¡La noche que surge da tregua al trabajo
las loas al Señor confortan el reposo! 

PINOTTA
¡Qué dulcemente desciende sobre mi corazón
esa
canción festiva!
Querría unirme ellos en su canto alegre,
pero me siento muy afligida.
¡Oh, cómo de bello es el sol
cuando muere a lo lejos!
Las estrellas parpadean tenuemente,
pero
triste, como mi corazón,
está mi fiel estrella.
Aquella que en su esplendor fulgente,
me sonrió por primera vez,
disparando un dardo de amor a mis ojos.
¡Oh, estrella de la noche,
clara y pura,
recibe la oración que alzo hasta ti!
, que inmutable recorres
los caminos del cielo,
socorre a ésta, mi alma,
que se entregó a ti.
Despierta en su pecho
un pálpito de amor;
revélale mi casto afecto
con tu trémulo esplendor.
¡Oh, las ansias y los tormentos
deberán desaparecer,
si nuestros corazones ardientes
un día se llegasen a unir!
¡Oh, estrella de la noche,
recibe la oración
que alzo hacia ti!

BALDO
(que se había ido con sus compañeros,
regresa y escucha las últimas palabras
de Pinotta, diciendo para sí )
Está rezando...

(Se acerca y la llama en voz baja)

¡Pinotta!

PINOTTA
(se levanta sorprendida)
¡Oh, Dios! ¡A esta hora! ¿Quién es?

BALDO
¡Soy tu Baldo!

PINOTTA
¡Ay de mí!

BALDO
Desde allí arriba te he visto rezar
y súbitamente anhelé verte.
Pinotta, cuando contemplas las estrellas
pareces amorosamente bendecida.
¡A la luz de los astros tu bella frente
resplandece llena de fulgor!

PINOTTA
(turbada)
Pero... estamos solos...

BALDO
No estamos solos, cándida muchacha...
¡Nos guía tu estrella!

PINOTTA
(alegre)
¡A ti también te sonríe mi estrella!

BALDO
Dime, ¡oh, gentil!, si es el astro luminoso
el que
se refleja sobre tu bello rostro,
o si la cálida luz de tu frente
es la fuente de luz de tu estrella.

PINOTTA
Estas palabras en mi corazón
hacen surgir un sentimiento desconocido.
Me siento desfallecer,
¡oh, Madre del Señor!
La noche está muy oscura...

BALDO
¡
Bella Pinotta!

PINOTTA
Tengo miedo.

BALDO
Nos ilumina tu estrella.

PINOTTA
¿Sientes afecto por mí?

BALDO
¡
Yo te amo!

PINOTTA
Si estuvieras conmigo, nunca más estaría sola.

BALDO
¡Te amo!

PINOTTA
¡Te amo tanto!

BALDO
¿Me amas?... ¡Dilo otra vez!

PINOTTA
La noche es muy oscura...

BALDO
Nos ilumina tu estrella.

PINOTTA, BALDO
(se toman de las manos y se miran a los ojos)
Viviremos bendecidos – tranquilos, unidos,
por siempre verdes – ¡oh, colinas floridas!...
Viviremos en éxtasis – nuestra vida
disfrutaremos amándonos – alegría infinita.

BALDO
Nuestro amor será eterno.

PINOTTA
Nuestra fe será por siempre ardiente...

PINOTTA, BALDO
¡Viviremos felices elevando
himnos de nuestro amor a ti,
oh estrella!
¡Te amo! ¡Te amo!



Traducido y digitalizado por:
Ana Martín 2017