ATTO III 


Scena Prima 

(Luogo deserto che mette alla foresta presso 
al castello)

AMALIA
Dio, ti ringrazio!
In questa solitudine 
ingnota io mi sottrassi
agli artigli dell'empio...
Ove son io?
Qual deserto mi cinge? 
Ormai non veggo
di battuto sentier, 
ma sterpi e sassi
che fanno inciampo 
agli stanchi miei passi.

(grida e canti nell'interno del bosco)

VOCI
Le rube, gli stupri, 
gl'incendi, le morti,
per noi son balocchi, 
son meri diporti.

AMALIA
Quai voci?... Ohimé! caduta
sono in man de' ladroni... 
o ciel, m'aiuta!

Scena Seconda

(Carlo Moor, Amalia)

AMALIA
S'appressano... 

CARLO
(riconoscendola)
Gran Dio!

AMALIA
(senza guardare)
Pietà, crudeli, d'un'infelice!

CARLO
Amalia!

AMALIA
Oh, chi mi appella?

CARLO
Guardami.

AMALIA
(alza gli occhi)
Chi sei tu?...

CARLO
Più non ravvisi
nel mio volto abbronzato...

AMALIA
Ei non m'è novo... 

CARLO
Carlo...

AMALIA
Spirti del ciel, alfin ti trovo.

(Si getta nelle braccia di Carlo)

AMALIA, CARLO
T'abbraccio, 
o Carlo / Amalia
abbracciami!
Premi il tuo cor sul mio!
Mai più, mai più dividerci
potrà né l'uom, né Dio!

AMALIA
(sciogliendosi dalle sue braccia)
Carlo, Carlo fuggiamo! 
Orrende voci
mi giunsero pur or...

CARLO
Di che Paventi
se qui teco son io?

(fra sè)

Non sappia mai
a che mostri d'abisso 
io mi legai!

AMALIA
Qual mare, qual terra da me t'ha diviso?

CARLO
Deh! cessa, infelice, l'inchiesta crudel!

AMALIA
Mendaci novelle ti dissero ucciso.

CARLO
Beato se chiuso m'avesse l'avel!

AMALIA
Tu pure, o mio Carlo, provasti gli affanni?

CARLO
Li possa il tuo core per sempre ignorar!

AMALIA
Anch'io, derelitta, 
ti piansi lung'anni.

CARLO
E un angelo osava per me lagrimar?

AMALIA, CARLO
Ma un'iri di pace
fugò le tempeste:
Finirò i tormenti,
le angoscie finir.
E l'estasi o caro, (o cara),
d'un'ora celeste
cancella i ricordi di tanto soffrir.

CARLO
Qui nel bosco? 
solinga? smarrita?
Perché sei dal castello fuggita?

AMALIA
Odi, o Carlo: 
tuo padre sepolto...

CARLO
(fra sè)
A qual pianto; 
a qual'onta fu tolto.

AMALIA
M'ha Francesco, 
il novello signore,
minacciato la vita e l'onore!

CARLO
Ah, ribaldo!

AMALIA
Ma Dio mi ti guida!

CARLO
Nel tuo Carlo, cor mio, 
ti confida. 
Vieni meco!

AMALIA
(con entusiasmo)
Con te nella vita,
poi nel cielo!

CARLO
(fra sè)
Bell'alma tradita!

AMALIA, CARLO
Lassù risplendere
più lieta e bella
vedrem la stella
del nostro amor.
Lassù fra l'anime
beate in Dio
berrem l'oblio
d'ogni dolor.

Scena Terza 

(Interno della foresta. Sorgono in mezzo 
le ruine di antica rocca. È notte)

(La masnada sdraiata per terra)

CORO
Le rube, gli stupri, 
gl'incendi, le morti
per noi son balocchi, 
son meri diporti:
Fratelli! cacciamo 
quest'oggi la noia,
ché forse domani
ci strangola il boia.
Noi meniam la vita libera,
vita colma di piacer,
porge un antro a noi ricovero,
serve un bosco di quartier.
Qui ci sfama una pinzochera,
là c'impinza un fittaiuol,
tien Mercurio 
il nostro bandolo,
è la luna il nostro sol.
Gli estremi aneliti
d'uccisi padri,
le grida, gli ululi
di spose e madri,
sono una musica,
sono uno spasso
pel nostro ruvido
cuore di sasso.
Ma quando quell'ora 
d'un tratto risuoni
che il boia ne conci 
pel dì delle feste,
sbrattati dal fango 
stivali e giubboni,
cogliam la mercede 
dell'inclite geste.
Poi tocca la meta 
del breve cammino
le canne innaffiando 
dell'ultimo vino...
La, rà... la la rà... 
N'andremo d'un salto 
nel mondo di là.

Scena Quarta 

(Carlo Moor. I Masnadieri s'alzano e lo salutano)

CORO
Ben giunto, o Capitano!

CARLO
A qual segno è la notte?

CORO
A mezzo il corso.

CARLO
Dormite, io veglio.

CORO
la rà... la la rà... 

(La masnada si corica e s'abbormenta)

Scena Quinta

(Carlo) 

CARLO
Ti delusi, Amalia!
Tuo per sempre mi credi, 
ed io per sempre
son diviso da te...

(Contempla la masnada; dopo una pausa:)

Anche i malvagi 
trovano il sonno...
ed io nol trovo!...
Oh vita, tenebroso mistero! 
E voi non meno,
morte ed eternità, 
profondi arcani,
chi vi sa penetrar?

(Cava dalla cintura una pistola)

Quest'arma vile
Franger mi potrebbe 
il gran sigillo...
Frangasi!

(La monta)

E lo farò per lo sgomento
d'un viver angoscioso?
No, no!

(Getta l'arma)

Soffrire io voglio;
dee sul dolore 
trionfar l'orgoglio.

Scena Sesta

(Arminio sbuca dalla foresta. Carlo Moor. 
Massimiliano)

ARMINIO
(entrando)
Tutto buio 
è silenzio... 
Esci al cancello,
misero abitator 
di questa rôcca,
giunta la cena tua.

(S'accosta all'inferriata della torre)

CARLO
(fra sè)
Che sento!

UNA VOCE
(di sotterra)
Arminio! Sei tu?

ARMINIO
Son io; ti ciba.

VOCE
Omai la fame mi divorava.

ARMINIO
Addio!
Cala nella tua fossa; 
è mal consiglio
lo starsene qui teco!

(avviandosi)

Iniquo figlio!

CARLO
(tagliandogli la strada)
T'arresta!

ARMINIO
(spaventato)
Ohimè! son côlto!

CARLO
Chi sei?

ARMINIO
Pietà, signore!
Son reo... 
non ebbi il core...

VOCE
Arminio!... 
Un altro ascolto...

CARLO
Chi parla in quella torre?

(Carlo s'appressa al cancello. 
Arminio cerca impedirglielo)

ARMINIO
Signor!

CARLO
(minaccioso)
Ti scosta! o ch'io...

(Arminio fugge. Carlo scrolla ed apre il cancello, 
entra e ne tira fuori un vecchio attenuato come uno 
scheletro)

MASSIMILIANO
Chi sei? chi mi soccorre?

CARLO
Qual voce?... il padre mio!...
Ombra del Moor! che pena
da' morti a noi ti mena?

MASSIMILIANO
Ombra non son, né privo
di vita ancor.

CARLO
(con crescente stupore)
Sotterra posto non t'han?

MASSIMILIANO
(accennando il sotterraneo)
Sì, vivo là dentro!

CARLO
Oh cielo e terra!
Qual anima d'inferno
vi ti cacciò?

MASSIMILIANO
Mio figlio
Francesco.

CARLO
Oh caos eterno!

MASSIMILIANO
Odi, ed inarca il ciglio!

CARLO
Oh caos eterno!

MASSIMILIANO
Un ignoto, 
tre lune or saranno,
mi narrò che il mio Carlo 
era spento; svenni, 
oppresso da subito affanno,
e creduto fu morte il sopor.
Risensando, mi trovo serrato
fra quattr'assi: 
mi scuoto, lamento...
S'alza il panno... 
Francesco ho da lato.
"Come? risusciti ancor?"
Ricomposto e qui tratto 
il feretro,
ne levaro il coperchio 
di nuovo;
"Rovesciate laggiù 
quello spettro,
troppo ei visse!" 
Mio figlio gridò.
Preghi, pianti 
suonarono invano,
m'han gittato 
in quell'orrido covo:
e fu desso, 
il mio figlio inumano,
che dell'antro le porte serrò.

(Sviene)

CARLO
(rimane alcun tempo senza moto: tornato 
in sé stesso spara una pistola)
Destatevi, o pietre!

CORO
(balzando in piedi)
Che fu? chi n'assale?

CARLO
(additando loro Massimiliano svenuto)
Vedete quel vecchio? 
sotterra vivente
l'han fitto le branche 
d'un figlio infernale!
E quegli è mio padre!

CORO
(stupiti)
Quel vecchio cadente?

CARLO
Vendetta, vendetta! 
La grido a' tuoi cieli,
Divin Punitore 
di tutti i perversi!
Che tenebra eterna 
lo sguardo mi veli
se pria dell'aurora 
quel sangue io non versi.
E voi, Masnadieri, 
quest'oggi sarete
ministri dell'alta 
Giustizia divina!
Piegate le fronti! 
nel fango cadete
dinanzi al Potente 
ch'a tal vi destina:
Poi tutti sorgete 
sublimi, tremendi
com'angeli d'ira!

(I Masnadieri s'inginocchiano)

CORO
Che vuoi? Ce l'apprendi.

CARLO
(pone una mano sul vecchio svenuto)
Giuri ognun questo canuto
santo crin di vendicar!

CORO
Ti giuriam questo canuto
santo crin di vendicar!

CARLO
Di qui trarmi il parricida
dal banchetto o dall'altar!

CORO
Di qui trarti il parricida
dal banchetto o dall'altar!

CARLO
Di serbarlo al ferro mio
vivo, intatto!

CORO
(sorgendo impetuosi)
Lo giuriam!
Struggitrice ira di Dio,
la tua spada oggi noi siam.

(Fuggono tutti in tumulto. Carlo rimane 
e s'inginocchia innanzi al padre) 



ATTO IV 


Scena Prima

(Fuga di parecchie stanze. Francesco entra 
precipitoso e stravolto)

(Francesco)

FRANCESCO
(con spavento)
Tradimento!... 
Risorgono i defunti!...
Mi gridano: assassino! Olà!

Scena Seconda

(Francesco, Arminio)

ARMINIO
(accorrendo con alcuni servi)
Signore!

FRANCESCO
Non udisti rumor?

ARMINIO
No, signor mio.

FRANCESCO
No?... Va! corri al Pastore 
e qui lo guida.

(ad Arminio che s'incammina)

Rimanti! Un altro invia.

(I servi si allontanano)

ARMINIO
Che! voi tremate?

FRANCESCO
Io?... no, non tremo... 
Arminio, di!

(afferrandolo pel braccio)

Risorgono i morti? 
o v'ha ne' sogni
nulla di ver? Pur ora
un terribile io n'ebbi...

ARMINIO
Oh, come in volto pallido siete!

FRANCESCO
Ascoltami!

ARMINIO
V'ascolto.

FRANCESCO
Pareami che sorto 
da lauto convito
dormissi fra l'ombre 
di lieto giardino:
Quand'ecco, 
percosso da sordo muggito,
mi sveglio,
ed in fiamme la terra m'appar:
E dentro quel fuoco 
squagliati, consunti
gli umani abituri..., 
poi sorgere un grido:
"O terra, rigetta 
dal grembo i defunti!
rigetta i defunti 
dal baratro, o mar!"
Ed ossa infinite 
coprir le pianure...
Fui tratto a quel punto
sui gioghi del Sina;
e tre m'abbagliaro 
splendenti figure...

ARMINIO
L'immagine è questa dell'ultimo dì!

FRANCESCO
Armata la prima 
d'un codice arcano,
sclamava: "Infelice 
chi manca di fede!"
E l'altra, uno speglio 
recandosi in mano,
dicea: "La menzogna 
confondessi qui."
In alto una lance 
la terza librava,
gridando: "Venite, 
figliuoli d'Adamo."
E primo il mio nome
fra nembi tuonava,
che il Sina copriano 
d'un orrido vel.
Ogni ora, passando, 
d'un nuovo misfatto
gravava una coppa
che crebbe qual monte;
ma il sangue nell'altra 
del nostro riscatto
tenea la gran mole 
sospesa nel ciel.
Quand'ecco un vegliardo,
per fame distrutto.
Spiccossi una ciocca 
di bianchi capelli,
e dentro la tazza 
di colpe, di lutto
quel veglio a me noto 
la ciocca gittò.
Allor, cigolando, 
la coppa giù scese,
balzò l'avversaria 
sublime alle nubi,
e tosto una voce 
di tuono s'intese:
"Per te, maledetto, 
l'Uom Dio non penò."

(Arminio parte con atti di raccapriccio) 

Scena Terza

(Moser, Francesco) 

MOSER
M'hai chiamato 
in quest'ora a farti giuoco
della Fe', come suoli? 
O già t'incalza l'Eternità?

FRANCESCO
Chimere.

MOSER
A me lo svela il tuo pallor: tu tremi!

FRANCESCO
Di che?

MOSER
Del Dio che neghi 
e che ti rugge
nell'anima confusa.

FRANCESCO
(tremando)
Ah!

MOSER
Già lo senti
chiederti ragion 
de tuoi delitti.

FRANCESCO
Che far mi può? Se l'alma
non è mortale, 
provocar vo' tanto
quel tuo Dio che la strugga.
Or qual peccato 
più lo mette in furor?

MOSER
Son due le colpe:
il parricidio e 'l fratricidio.

FRANCESCO
(con ira)
Taci, spirito menzognero!

MOSER
Ma non può concepirle 
uman pensiero.

Scena Quarta 

(Arminio torna spaventato. I precedenti)

ARMINIO
Precipita dal monte 
un furibondo
stuolo di cavalieri...

FRANCESCO
(in grande agitazione)
Al tempio tutti!
Tutti preghin per me!

VOCI E GRIDA INTERNE:
La rôcca in polve!

FRANCESCO
(a Moser in atto di minaccia)
M'assolvi!

MOSER
Iddio lo può, l'uom non t'assolve.

FRANCESCO
(inginocchiandosi)
È la prima!... 
Odimi, Eterno!...
E sarà la volta estrema,
ch'io ti prego...

(S'alza in furore)

Ah no, l'inferno
non si dee beffar di me!

MOSER
Trema, iniquo! 
Il lampo, il tuono
ti sta sopra... iniquo, trema!
Dio ti nega il suo perdono,
sta l'abisso innanzi a te.

Scena Quinta 

(Foresta, come nell'ultima scena dell'Atto terzo. 
Sorge il mattino, Massimiliano seduto sopra un 
sasso. Carlo al suo fianco)

MASSIMILIANO
Francesco! mio figlio!

CARLO
Che! lo compiangi?

MASSIMILIANO
Me non vendica 
il ciel per le tue mani,
me sol castiga!... 
al padre tuo perdona,
spirito del mio Carlo!

CARLO
(intenerito)
Ei ti perdona.

MASSIMILIANO
Per sempre io l'ho perduto!

CARLO
Ah sì! per sempre!

MASSIMILIANO
Ed io misero vivo?

CARLO
(fra sè)
Il ciel m'ispira!...
se carpir gli potessi.

(a Massimiliano)

Or dammi il prezzo
del tuo riscatto, 
o vecchio, e benedici
il tuo liberator!

(S'inginocchia)

MASSIMILIANO
Misericorde 
così sia teco Iddio
come il sei tu!

CARLO
Mi bacia, o vecchio pio.

MASSIMILIANO
(lo bacia)
Come il bacio 
d'un padre amoroso
l'abbi tu, ben amato stranier;
come il bacio 
d'un figlio pietoso
a me pur lo figuri il pensier.

CARLO
Tutto il dolce 
d'un labbro paterno
dal tuo labbro 
nel cor mi passò.
Del mio cielo 
perduto in eterno
un fuggente splendor mi beò.

Scena Sesta

(Parecchi Masnadieri entrano e s'accostano a 
Carlo a passo lento e fronte dimessa)

CARLO
(atterrito)
Qui son essi!

MASNADIERI
Capitano! Capitan!

CARLO
(senza guardare)
Chi siete voi?

MASNADIERI
Non è qua... 
n'uscì di mano...

CARLO
(leva le mani al cielo)
Grazie a Te che tutto puoi!

(Entrano altri Masnadieri e Amalia) 

MASNADIERI
(trascinando Amalia)
Allegri, compagni! stupendo bottino!

AMALIA
(coi capelli sparsi)
Lasciatemi, o crudi...
Mio Carlo, ove sei?

MASSIMILIANO
Amalia!

AMALIA
Tu vivo?

CARLO
Chi guida costei?

AMALIA
(s'avvede di Carlo e gli getta le braccia al collo)
Tu, tu mi difendi!

CARLO
(tenta sciogliersene)
Vincesti, o destino!

AMALIA
(con meraviglia)
Vaneggi, o mio sposo?

MASSIMILIANO
Tuo sposo?

CARLO
(ai Masnadieri)
Strappate costei 
dal mio collo!
quel vecchio svenate!
Lei pur trafiggete, 
me stesso, voi tutti!
Oh, fossero i vivi 
d'un colpo distrutti!...

MASNADIERI
(fra loro)
Delira?

CARLO
(al padre)
Quel figlio da te maledetto
fu pur dal Signore 
percosso, reietto!

(Trae la spada e s'avventa alla masnada 
minaccioso e terribile)

Ma voi che nel fondo
dal ciel mi traeste,
ministri esecrati 
dell'ira celeste...

(volgendosi con subito moto ad Amalia ed al padre)

Amalia, m'ascolta! 
Ascoltami e muori,
miserrimo padre! 
que' tuoi salvatori
Son ladri, assassini!
il guida il tuo Carlo!

(stupore universale)

MASSIMILIANO, AMALIA, MASNADIERI
Sventura, sventura!

MASNADIERI
Perchè non celarlo?

CARLO
(dopo lunga pausa, abbattuto)
Caduto è il reprobo! 
L'ha côlto Iddio.
Sogni di gaudio, 
per sempre addio!
I ceppi, il carcere, 
la scure, il rogo,
son questi i pronubi 
del nostro amor.

AMALIA
(uscita di stupore, si getta di nuovo fra le 
braccia di Carlo)
Angelo o demone... 
no, non t'abbandono!
L'inseparabile tua sposa sono:
Con te dividere 
vo' scettro e giogo,
vo' cielo ed erebo, 
gioia e dolor.

CARLO
(in eccesso di gaudio)
M'ama quest'angelo... 
M'ama ed oblia!

AMALIA
Mio Carlo!

CARLO
Amalia!

AMALIA, CARLO
Per sempre mio (mia)!
Morranno i secoli, 
cadranno i mondi,
in noi coll'anima 
l'amor vivrà.

MASSIMILIANO
(uscito anch'esso di stupore, fra sè)
Ed io colpevole 
di questa prole
la pia contamino 
luce del sole?
Né s'apre un baratro 
che mi sprofondi?
Tremuoti e turbini 
Dio più non ha?

CORO
(avanzandosi)
Spergiuro, ascoltaci! 
più non rammenti
gl'irrevocabili tuoi giuramenti?

CARLO
È ver! È ver!

AMALIA
Ah!

CORO
(scoprendosi i petti)
Nostro ti fecero 
queste ferite;
mirale, o perfido! 
Le abbiam per te.

CARLO
È ver!
mi strappano 
dagli occhi il velo;
dal mio precipito 
sognato cielo!
Di me son arbitre 
quest'empie vite,
m'ingoia un vortice, 
mi trae con sè.

AMALIA
Se non puoi frangere 
la tua catena,
vanne! allontanati... 
ma pria mi svena!
Insopportabile vita mi resta...
Dammi quest'ultimo 
pegno d'amor.

CARLO
(alla masnada)
M'udite, o demoni! 
M'avete offerto
un capo orribile 
d'onta coperto...
Io v'offro un angelo!

(Cava il pugnale e ferisce Amalia)

MASNADIERI
Che fai? t'arresta!

CARLO
Ora al patibolo!

(parte)

MASNADIERI
(tutti intorno ad Amalia)
Tardi! ella muor!



ACTO III


Escena Primera 

(Paraje solitario del bosque próximo 
al castillo)

AMALIA
¡Dios mío, te doy gracias!
En esta soledad ignota 
estoy a salvo 
de las garras del impío...
¿Donde estoy?
¿Qué desierto me rodea? 
No veo ninguna senda
sino tan sólo 
espinos y piedras 
que hacen tropezar 
mis cansados pies.

(gritos y cantos en el interior del bosque) 

VOCES
Robos y violaciones,
incendios y muerte, 
son para nosotros
meros pasatiempos.

AMALIA
¿Esas voces?... ¡Ay de mí! 
He caído en manos de ladrones...
¡Oh cielo, ayúdame!

Escena Segunda 

(Carlos Moor, Amalia) 

AMALIA
Se acercan... 

CARLOS
(reconociéndola)
¡Gran Dios!

AMALIA
(sin mirarlo)
¡Ten piedad de una infeliz!

CARLOS
¡Amalia!

AMALIA
¿Ay, quién me llama?

CARLOS
Mírame.

AMALIA
(alza los ojos)
¿Quién eres?... 

CARLOS
Con este rostro curtido
no me reconoces...

AMALIA
Pero...

CARLOS
Carlos...

AMALIA
¡Espíritus del cielo, al fin te encuentro!

(Se arroja en los brazos de Carlos) 

AMALIA, CARLOS
Te abrazo, 
oh Carlos / Amalia.
¡Abrázame!
¡Estrecha tu corazón contra el mío!
¡Jamás, jamás podrán separarnos
ni los hombres, ni Dios!

AMALIA
(separándose de Carlos)
¡Carlos, debemos huir! 
Acabo de escuchar
unas voces horrendas...

CARLOS
¿Qué temes 
si yo estoy junto a ti?

(para sí) 

¡Que nunca sepa ella
a qué infierno 
estoy ligado!

AMALIA
¿Qué mar, qué tierra, de mí te separó?

CARLOS
¡Ah, deja ya las crueles preguntas!

AMALIA
Noticias falsas te dieron por muerto.

CARLOS
¡Feliz sería si estuviera en la tumba!

AMALIA
¿Entonces, oh Carlos, sufres?

CARLOS
¡Que siempre tu corazón lo ignore!

AMALIA
También yo, desamparada, 
te lloré largo tiempo.

CARLOS
¿Y pudo un ángel llorar por mí?

AMALIA, CARLOS
Pero un arco iris de paz 
ahuyentó las tormentas.
Terminaron los sufrimientos, 
las angustias han finalizado.
Y el éxtasis, oh querido / querida,
en esta hora celestial, 
borra los recuerdos de tanto sufrimiento.

CARLOS
Pero ¿aquí? ¡En el bosque? 
¿Sola? ¿Extraviada?
¿Por qué has huido del castillo?

AMALIA
Oye, Carlos,
tu padre fue enterrado...

CARLOS
(Para sí)
Cuánto llanto y pena 
se ha ahorrado.

AMALIA
Francisco, 
el nuevo señor, 
¡ha amenazado mi vida y honor!

CARLOS
¡Ah, rufián!

AMALIA
¡Pero Dios te trajo hasta mí!

CARLOS
Confía en tu Carlos, 
corazón mío. 
¡Ven conmigo!

AMALIA
(con entusiasmo)
¡Contigo en la vida, 
y luego en el cielo!

CARLOS
(para sí)
¡Hermosa alma traicionada!

AMALIA, CARLOS
Allá arriba veremos resplandecer 
más feliz y hermosa 
la estrella 
de nuestro amor.
Allá arriba entre las almas 
bendecidas por Dios,
lograremos olvidar 
todo dolor.

Escena Tercera 

(Interior del bosque. Se observan las ruinas 
de una antigua fortaleza. Es de noche)

(Los bandidos están echados por tierra) 

CORO
Los robos y violaciones, 
los incendios y muertes
son para nosotros 
meros pasatiempos.
¡Hermanos! 
Desechemos las preocupaciones
pues quizás mañana 
nos ahorque el verdugo.
Disfrutemos de la vida libre, 
vida llena de placer, 
una cueva nos sirve de refugio
y el bosque de madriguera.
Aquí nos sacia 
un ermitaño penitente, 
allá nos harta un granjero.
Mercurio nos protege 
y la luna es nuestro sol.
Los últimos alientos
de los padres asesinados, 
los gritos y alaridos 
de las esposas y madres, 
son una música, 
una diversión 
para nuestro duro
corazón de piedra.
Pero cuando suene la hora 
en que el verdugo nos llame,
limpiaremos el polvo 
de nuestras botas y casacas, 
para ir a recoger los frutos
de nuestras ilustres gestas. 
Luego, 
recorreremos un breve camino 
regando nuestras gargantas 
con una última 
copa de vino...
La, rà... la la rà... 
Llegaremos 
de un solo salto 
al mundo del más allá.

Escena Cuarta

(Entra Carlos Moor) 

CORO
¡Bien venido, capitán!

CARLOS
¿A qué hora actuaremos?

CORO
A media noche.

CARLOS
Descansad, yo velaré.

CORO
La rà... la la rà... 

(La banda se duerme despreocupada) 

Escena Quinta

(Carlos) 

CARLOS
¡Te decepcionaré, Amalia!
Crees que seré tuyo para siempre, 
y yo para siempre 
estaré separado de ti...

(Contempla a los bandidos) 

Hasta los malvados 
logran dormir...
¡Y yo no puedo hacerlo!... 
¡Oh vida, tenebroso misterio! 
Y vosotras: 
muerte y eternidad, 
profundos arcanos, 
¿quién sabrá entenderos?

(Saca una pistola de su cintura) 

Este arma vil 
me permitirá 
romper el gran sello... 
¡Adelante!

(monta el gatillo, pero reflexiona) 

Y ¿haré esto por el desaliento 
de una vida angustiosa?
¡No, no!

(arroja el arma) 

Deseo sufrir.
Sobre el dolor 
debe triunfar mi orgullo.

Escena Sexta 

(Arminio que sale del bosque. Carlos Moor.
Maximiliano) 

ARMINIO
(entrando)
Todo está oscuro 
y en silencio...
Sal a la puerta, 
miserable habitante 
de esta fortaleza.
Aquí llega tu cena.

(Se acerca a la reja de la torre) 

CARLOS
(para sí)
¡Qué oigo!

UNA VOZ
(desde las entrañas de la tierra)
¡Arminio! ¿Eres tú?

ARMINIO
Soy yo. Ven a comer.

LA VOZ
El hambre me estaba devorando.

ARMINIO
¡Adiós!
Baja a tu refugio.
¡No es prudente
que estés aquí conmigo!

(alejándose) 

¡Hijo inicuo!

CARLOS
(saliéndole al paso)
¡Detente!

ARMINIO
(asustado)
¡Ay de mí! ¡Me atraparon!

CARLOS
¿Quién eres?

ARMINIO
¡Piedad, señor!
Soy culpable...
No tuve corazón… 

LA VOZ
¡Arminio!... 
Escucho a alguien más...

CARLOS
¿Quién habla en esa torre?

(Carlos se acerca a la reja. Arminio 
procura impedírselo) 

ARMINIO
¡Señor!

CARLOS
(amenazante)
¡Apártate!...

(Arminio huye. Carlos sacude y abre la reja, 
entra y arrastra hacia afuera a un viejo que 
es pura piel y huesos)

MAXIMILIANO
¿Quién eres? ¿Quién me ayuda?

CARLOS
¿Esa voz?... ¡Mi padre!... 
¡El fantasma de Moor! 
¿Qué castigo te guía hasta nosotros?

MAXIMILIANO
No soy un fantasma, 
ni estoy muerto.

CARLOS
(con creciente estupor)
¿No te han enterrado?

MAXIMILIANO
(señalando la galería subterránea)
¡Sí, vivo, ahí adentro!

CARLOS
¡Oh, cielo y tierra!
¿Qué alma del infierno 
allí te confinó?

MAXIMILIANO
Mi hijo
Francisco.

CARLOS
¡Oh, caos eterno!

MAXIMILIANO
¡Escucha lo que voy a decirte!

CARLOS
¡Oh, caos eterno!

MAXIMILIANO
Un desconocido, 
hace hoy tres lunas, 
me contó que Carlos 
había muerto.
Oprimido por la súbita angustia, 
me desmayé y tomaron mi desmayo 
por muerte. 
Volviendo en sí, 
me encontré encerrado 
entre cuatro maderas.
Me debatí, gemí...
Se abrió la tapa... 
Y Francisco se asomó. 
"¿Como, aún revives?"
El ataúd volvió a cerrarse.
Fue trasladado hasta aquí
y de nuevo la tapa se abrió.
"¡Arrojad a ese espectro a ahí abajo, 
ya vivió demasiado!" 
gritó mi hijo.
Ruegos y llantos 
fueron en vano, 
pues me arrojaron 
a esa horrible cueva.
Fue él mismo, 
mi inhumano hijo, 
quien cerró las puertas del antro.

(Se desmaya) 

CARLOS
(permanece unos instantes inmóvil, vuelve en sí 
y efectúa un disparo)
¡Despertaos, oh, piedras!

CORO
(poniéndose de pie)
¿Qué sucede? ¿Quién nos ataca?

CARLOS
(señalando a Maximiliano desmayado)
¿Veis este viejo? 
¡Lo enterraron vivo
los despiadado brazos
de un hijo infernal!
¡Es mi padre!

CORO
(asombrados)
¿Este viejo decrépito?

CARLOS
¡Venganza, venganza! 
¡La reclamo a tu cielo, 
Divino Castigador 
de todos los perversos!
Que las tinieblas eternas 
me velen la visión 
si antes del alba 
su sangre no he vertido. 
¡Y vosotros, bandoleros, 
hoy seréis ministros 
de la Justicia Divina!
¡Inclinad las cabezas! 
Caed de rodillas 
ante el Poderoso 
que a tal misión os destina.
¡Al finalizar,
seréis tan excelsos
como los terribles 
ángeles de la ira!

(Los bandidos se arrodillan) 

CORO
¿Qué quieres? Ordena.

CARLOS
(posa su mano sobre Maximiliano)
¡Juro vengar cada una
de las canas de este anciano!

CORO
¡Juramos vengar cada una
de las canas de este anciano!

CARLOS
¡Traer hasta aquí al parricida 
desde el banquete o el altar!

CORO
¡Traer hasta aquí al parricida 
desde el banquete o el altar!

CARLOS
¡Arrastradlo hasta aquí sano y salvo
para que yo lo mate!

CORO
(levantándose impetuosos)
¡Lo juramos!
Hoy seremos la llameante espada
de la ira divina.

(Salen todos tumultuosamente. Carlos se 
arrodilla ante su padre) 



ACTO IV

 
Escena Primera

(Conjunto de varias habitaciones. Francisco 
entra impetuoso y trastornado)

(Francisco) 

FRANCISCO
(con terror)
¡Traición!... 
¡Los muertos resucitan!...
Me gritan: ¡asesino! ¡Venid todos! 

Escena Segunda 

(Francisco, Arminio) 

ARMINIO
(acudiendo con algunos sirvientes)
¡Señor!

FRANCISCO
¿No oyes ese ruido?

ARMINIO
No, mi señor.

FRANCISCO
¿No?... ¡Ve! 
¡Busca al pastor y tráelo aquí!

(a Arminio que va a salir) 

¡Tú, quédate! Envía a otro.

(Los sirvientes se alejan) 

ARMINIO
¡Qué! ¿Tembláis?

FRANCISCO
¿Yo?... No, no tiemblo... 
Arminio, ¡dime!

(agarrándolo del brazo) 

¿Los muertos resucitan? 
¿Los sueños no son ciertos? 
Sin embargo,
acabo de tener uno terrible...

ARMINIO
¡Ah, qué semblante tan pálido tenéis!

FRANCISCO
¡Escúchame!

ARMINIO
Os escucho.

FRANCISCO
Soñé que al terminar 
un magnífico banquete 
me quedaba dormido
a la sombra de un bello jardín.
De repente me desperté
golpeado por un sordo bramido.
De la tierra nacían llamas.
En aquel fuego 
se calcinaban y consumían 
todos los seres humanos...
Luego, se oyó un grito: 
"¡Oh tierra, 
expulsa de tu seno 
a los difuntos!
¡Expulsa a los difuntos 
de tu abismo, oh mar!"
Infinitos huesos 
cubrieron las llanuras...
Fui llevado 
hasta la cumbre del Sinaí
y tres figuras resplandecientes 
me deslumbraron...

ARMINIO
¡Esa es la descripción del Juicio Final!

FRANCISCO
La primera de esas figuras 
armada de un código arcano, 
exclamó: "¡Infeliz 
quien carece de fe!"
Y la otra, 
llevando en su mano 
un espejo, 
dijo: 
"Aquí se confunde la mentira."
La tercera 
blandiendo en alto una lanza, 
gritó: "Venid, hijos de Adán."
Y mi nombre, 
el primero de todos,
resonaba entre el torbellino 
que cubría el Sinaí 
como un horroroso velo.
Cada hora que pasaba, 
con un nuevo crimen 
cargaban el platillo de la balanza
que crecía como una montaña.
Pero, en el otro platillo,
la sangre de Cristo 
mantenía la balanza 
en equilibrio.
He aquí que entró 
un venerable anciano, 
hambriento y vestido de luto.
Se arrancó un mechón 
de blancos cabellos, 
y mirándome fijamente, 
lo arrojó al platillo de las culpas.
Entonces, chirriando, 
el platillo descendió 
haciendo subir al opuesto 
hasta las nubes.
De inmediato 
una voz de trueno 
dijo: "Por ti, maldito, 
Cristo no padeció."

(Arminio parte espantado) 

Escena Tercera 

(El pastor Moser, Francisco) 

MOSER
¿Me has llamado a esta hora 
para burlarte de la fe, 
como es tu costumbre? 
¿O te acosa la eternidad?

FRANCISCO
Quimeras.

MOSER
Me lo revela tu palidez: ¡tienes miedo!

FRANCISCO
¿De qué?

MOSER
Del Dios que rechazas 
y que ruge 
dentro de tu alma confusa.

FRANCISCO
(temblando)
¡Ah!

MOSER
Ya lo oyes 
pedirte cuenta 
de tus delitos.

FRANCISCO
¿Qué me puede hacer? 
Si el alma no es mortal, 
quiero provocar a tu Dios 
para que la consuma.
Ahora dime 
¿qué pecado lo enfurece más?

MOSER
Hay dos:
el parricidio y el fratricidio.

FRANCISCO
(con ira)
¡Calla, espíritu mentiroso!

MOSER
Pero la mente humana 
no puede concebirlos.

Escena Cuarta 

(Arminio que vuelve asustado. Los anteriores) 

ARMINIO
Baja por el monte 
un gran número 
de jinetes furibundos...

FRANCISCO
(con gran agitación)
¡Al templo todos!
¡Orad por mí!

VOCES Y GRITOS
¡Han destruido el castillo!

FRANCISCO
(a Moser, en actitud amenazante)
¡Absuélveme!

MOSER
Dios puede hacerlo, el hombre no.

FRANCISCO
(arrodillándose)
¡Es la primera vez!...
¡Óyeme, Dios eterno!... 
Y será la última, que te suplique...

(Se levanta enfurecido) 

¡Ah no, el infierno 
no se ha de burlar de mí!

MOSER
¡Tiembla, inicuo! 
El rayo y el trueno 
están sobre tu cabeza...
¡Inicuo, tiembla!
Dios te niega su perdón
y el abismo se abre ante ti.

Escena Quinta 

(Bosque, similar al de la última escena del acto 
tercero. Amanece, Maximiliano está sentado 
sobre una piedra. Carlos a su lado) 

MAXIMILIANO
¡Francisco! ¡Hijo mío!

CARLOS
¡Qué! ¿Acaso lo compadeces?

MAXIMILIANO
¡El cielo no me venga
por tus manos, 
solo a mí me castiga!...
¡Perdona a tu padre,
espíritu de mi Carlos!

CARLOS
(con ternura)
Él te perdona.

MAXIMILIANO
¡Para siempre lo he perdido!

CARLOS
¡Ay, sí! ¡Para siempre!

MAXIMILIANO
¿Y yo, miserable, sigo viviendo?

CARLOS
(para sí)
¡El cielo me inspira!...
Si lo pudiera obtener de él...

(a su padre) 

¡Ahora, paga la recompensa 
por tu rescate,
oh anciano, 
y bendice a tu liberador!

(Se arrodilla) 

MAXIMILIANO
¡Misericordioso 
sea Dios contigo 
tanto como tú lo eres!

CARLOS
¡Bésame, oh piadoso anciano!

MAXIMILIANO
(lo besa)
Como si fuera el beso 
de un padre amoroso 
recíbelo, 
mi muy amado desconocido.
Como el beso de un hijo piadoso 
también me lo imagino yo.

CARLOS
Toda la dulzura 
de un beso paternal 
pasó de tus labios 
a mi corazón.
Desde mi cielo, 
perdido para siempre, 
un fugaz resplandor me bendijo.

Escena Sexta 

(Varios bandoleros entran y se acercan a 
Carlos cabizbajos y a paso lento) 

CARLOS
(aterrado)
¡Aquí están!

BANDOLEROS
¡Capitán! ¡Capitán!

CARLOS
(sin mirar)
¿Qué ocurrió?

BANDOLEROS
Tu hermano no está...
Se nos escapó de las manos...

CARLOS
(eleva las manos al cielo)
¡Gracias a Ti que todo lo puedes!

(entran otros bandidos y Amalia) 

BANDOLEROS
(arrastrando a Amalia)
¡Alegraos, compañeros! ¡Estupendo botín!

AMALIA
(con los cabellos despeinados)
¡Dejadme, oh crueles!...
¿Carlos, dónde estás?

MAXIMILIANO 
¡Amalia! 

AMALIA 
¿Tú, vivo? 

CARLOS 
¿Quién capturó a esta mujer? 

AMALIA
(al ver a Carlos le echa los brazos al cuello) 
¡Tú, tú defiéndeme! 

CARLOS
(intenta separarse de ella) 
¡Venciste, oh destino! 

AMALIA
(asombrada) 
¿Deliras, oh, esposo mío? 

MAXIMILIANO 
¿Tu esposo? 

CARLOS
(a los bandoleros) 
¡Arrancad a esta mujer de mi cuello! 
Y a ese viejo ¡matadlo! 
¡Y vosotros todos, 
matadme a mí también! 
¡Ah, ojalá todos los mortales 
fueran destruidos 
de un solo golpe!...

BANDOLEROS
(Para sí) 
¿Delira? 

CARLOS
(al padre) 
¡Ese hijo por ti maldecido 
también fue por Dios 
castigado y rechazado! 

(Saca su espada y se pone frente a
los bandoleros amenazante y terrible)  

Pero vosotros, que del cielo 
me llevasteis al abismo,
ministros execrables 
de la ira celestial...

(girándose hacia Amalia y su padre)  

¡Amalia, escúchame! 
¡Escúchame y muere, 
padre miserable! 
¡Tus salvadores 
son ladrones y asesinos! 
¡Y su jefe es tu hijo, Carlos! 

(estupor universal)  

MAXIMILIANO, AMALIA, BANDOLEROS 
¡Desdicha, desdicha! 

BANDOLEROS 
¿Por qué nos lo ocultó? 

CARLOS
(luego de una larga pausa, abatido) 
¡El réprobo ha caído! 
¡Dios lo castigó!
¡Sueños felices, 
para siempre adiós! 
Los cepos, la cárcel, 
el patíbulo y la hoguera, 
serán los padrinos 
de nuestro amor. 

AMALIA
(llena de estupor, se arroja nuevamente 
a los brazos de Carlos) 
Ángel o demonio... 
¡No, no te abandonaré! 
Tu inseparable esposa soy.
Contigo compartiré 
el cetro y el yugo, 
el cielo y el infierno, 
la alegría y el dolor. 

CARLOS
(en un arranque de alegría) 
Este ángel me ama... 
¡Me ama y olvida! 

AMALIA 
¡Carlos! 

CARLOS 
¡Amalia! 

AMALIA, CARLOS 
¡Para siempre mío / mía! 
Morirán los siglos, 
caerán los mundos, 
pero en nuestras almas 
vivirá el amor. 

MAXIMILIANO
(también estupefacto y para sí) 
¿Y yo soy responsable 
de esta prole 
que contamina 
la piadosa luz del sol? 
¿No se abre un abismo 
que me trague? 
¿Terremotos y torbellinos 
ya no tiene Dios? 

CORO
(avanzando) 
¡Perjuro, escúchanos! 
¿Ya no recuerdas 
tus irrevocables juramentos? 

CARLOS 
¡Es verdad! ¡Verdad! 

AMALIA 
¡Ah! 

CORO
(todos se descubren el pecho) 
Estas heridas
te hicieron uno de nosotros.
¡Contémplalas, oh pérfido! 
Las recibimos por ti. 

CARLOS 
¡Es cierto! 
Ellas me arrancan 
el velo de los ojos.
Desde mi feliz sueño
caigo.
Son mis jueces 
estas vidas impías.
Me traga un torbellino, 
me arrastra con él. 

AMALIA 
Si no puedes romper 
tus cadenas, ¡vete! ¡aléjate!...
Pero antes... ¡mátame! 
Insoportable sería 
seguir viviendo...
Dame una última 
prueba de amor. 

CARLOS
(a los bandidos) 
¡Oídme, oh demonios! 
Me habéis ofrecido 
el horrible puesto de jefe, 
cubierto de deshonor...
¡Yo os ofrezco un ángel! 

(Saca el puñal y hiere Amalia) 

BANDOLEROS 
¿Qué haces? ¡Detente! 

CARLOS 
¡Ahora al patíbulo! 

(se marcha)  

BANDOLEROS
(todos rodeando a Amalia) 
¡Demasiado tarde! ¡Está muerta! 



Escaneado y Traducido por:
José Luis Roviaro 2008