PARTE SECONDA:                          
"Il contratto nuziale"


Scena Prima

(Gabinetto negli appartamenti di 
Lord Asthon. Enrico e Normanno.
Enrico è seduto presso un tavolino: 
Normanno sopraggiunge.)

NORMANNO
Lucia fra poco a te verrà.

ENRICO
Tremante L'aspetto. 
A festeggiar le nozze illustri
Già nel castello i nobili congiunti
Giunser di mia famiglia; in breve Arturo
Qui volge...

(sorgendo agitatissimo)

E s'ella pertinace osasse d'opporsi?...

NORMANNO
Non temer: la lunga assenza
Del tuo nemico, i fogli
Da noi rapiti, e la bugiarda nuova
Ch'egli s'accese d'altra fiamma, 
in core di Lucia 
spegneranno il cieco amore.

ENRICO
Ella s'avanza!... Il simulato foglio

(Normanno gli dà un foglio)

Porgimi, ed esci sulla via che tragge
Alla città regina di Scozia; 
e qui fra plausi, e liete grida
Conduci Arturo.

(Normanno esce.)

Scena Seconda

(Lucia si arresta presso la soglia: la 
pallidezza del suo volto, il guardo 
smarrito, e tutto in lei annunzia 
i patimenti ch'ella sofferse ed i primi 
sintomi d'un'alienazione mentale)

ENRICO
Appressati, Lucia.

(Lucia si avanza alcuni passi macchinalmente,
e sempre figgendo lo sguardo immobile negli
occhi di Enrico)

Sperai più lieta in questo dì vederti,
In questo dì, che d'imeneo le faci
Si accendono per te. 
Mi guardi, e taci?

LUCIA
Il pallor funesto orrendo
Che ricopre il volto mio
Ti rimprovera tacendo
Il mio strazio... il mio dolore.
Perdonar ti possa Iddio
L'inumano tuo rigor.
E il mio dolor.

ENRICO
A ragion mi fe' spietato
Quel che t'arse indegno affetto...
Ma si taccia del passato...
Tuo fratello io sono ancor.
Spenta è l'ira nel mio petto
Spegni tu l'insano amor.
Nobil sposo...

LUCIA
Cessa... ah! cessa.

ENRICO
Come?

LUCIA
Ad altr'uomo giurai mia fè.

ENRICO
(iracondo)
Nol potevi...

LUCIA
Enrico!...

ENRICO
Nol potevi!...

LUCIA
Ad altr'uomo giurai mia fè.

ENRICO
(raffrenandosi)
Or basti.

(porgendole il foglio, ch'ebbe da Normanno)

Questo foglio appien ti dice,
Qual crudel, qual empio amasti!
Leggi!

LUCIA
(legge: la sorpresa, ed il più vivo affanno 
si dipingono nel suo volto, ed un tremito 
l'investe dal capo alle piante)
Il core mi balzò!

ENRICO
(accorrendo in di lei soccorso.)
Tu vacilli!...

LUCIA
Me infelice!...
Ahi!... la folgore piombò!
Soffriva nel pianto... 
languìa nel dolore...
La speme... 
la vita riposi 
in un core...
L'istante di morte 
è giunto per me.
Quel core infedele 
ad altra si diè!...

ENRICO
Un folle ti accese, un perfido amore:
Tradisti il tuo sangue 
per vil seduttore

LUCIA
Oh! Dio!

ENRICO
Ma degna dal cielo ne avesti mercè:
Quel core infedele ad altra si diè!

(si ascoltano echeggiare in lontananza 
festivi suoni, e clamorose grida)

LUCIA
Che fia!...

ENRICO
Suonar di giubilo
Senti la riva?

LUCIA
Ebbene?

ENRICO
Giunge il tuo sposo.

LUCIA
Un brivido
Mi corse per le vene!

ENRICO
A te s'appresta il talamo!...

LUCIA
La tomba a me s'appresta!

ENRICO
Ora fatale è questa!

LUCIA
Ho sugli occhi un vel!

ENRICO
M'odi.
Spento è Guglielmo... ascendere
Vedremo in trono Maria...
Prostrata è nella polvere
La parte ch'io seguia...

LUCIA
Ah! Io tremo!...

ENRICO
Dal precipizio
Arturo può sottrarmi,
Sol egli!...

LUCIA
Ed io? Ed io?...

ENRICO
Salvarmi devi.

LUCIA
Enrico!

ENRICO
Vieni allo sposo!

LUCIA
Ad altro giurai!

ENRICO
Devi salvarmi...

LUCIA
Ma!...

ENRICO
Il devi!

(in atto di uscire)

LUCIA
Oh ciel!.. Oh ciel!

ENRICO
(ritornando a Lucia, e con accento 
rapido, ma energico)
Se tradirmi tu potrai,
La mia sorte è già compita...
Tu m'involi onore, e vita;
Tu la scure appresti a me...
Ne' tuoi sogni mi vedrai
Ombra irata e minacciosa!...
Quella scure sanguinosa
Starà sempre innanzi a te!

LUCIA
(volgendo al cielo gli occhi gonfi 
di lagrime)
Tu che vedi il pianto mio...
Tu che leggi in questo core,
Se respinto il mio dolore
Come in terra in ciel non è.
Tu mi togli, eterno Iddio,
Questa vita disperata...

ENRICO
Ah! Quella scure sanguinosa
starà sempre innanzi a te

LUCIA
Ah! Io son tanto sventurata,
Che la morte è un ben per me!

(Enrico parte affrettatamente. Lucia 
si abbandona su d'una seggiola, ove resta 
qualche momento in silenzio.)

Scena Terza

(Lucia vendendo giungere Raimondo, 
gli va incontro ansiosissima)

LUCIA
Ebben?

RAIMONDO
Di tua speranza l'ultimo raggio tramontò! 
Credei, al tuo sospetto, che il fratel chiudesse
tutte le strade, onde sul Franco suolo,
all'uomo che amar giurasti
Non giungesser tue nuove: 
Io stesso un foglio da te vergato, 
per secura mano recar gli feci... 
Invano! Tace mai sempre... 
Quel silenzio assai D'infedeltà ti parla!

LUCIA
E me consigli?

RAIMONDO
Di piegarti al destino.

LUCIA
E il giuramento?...

RAIMONDO
Tu pur vaneggi! 
I nuziali voti
Che il ministro di Dio non benedice
nè il ciel, 
nè il mondo riconosce.

LUCIA
Ah! cede persuasa la mente...
Ma sordo alla ragion 
resiste il core.

RAIMONDO
Vincerlo è forza.

LUCIA
Oh, sventurato amore!

RAIMONDO
Ah! Cedi, cedi o più sciagure
ti sovrastano infelice...
Per le tenere mie cure,
Per l'estinta genitrice
Il periglio d'un fratello
deh ti mova; e cangi il cor...
O la madre nell'avello
fremerà per te d'orror.

LUCIA
Ah! Ah! Taci...

RAIMONDO
La madre! Il fratello!

LUCIA
Taci... taci: tu vincesti...
Non son tanto snaturata.

RAIMONDO
Oh! qual gioia in me tu desti!
Oh qual nube hai dissipata!...
Al ben de' tuoi qual vittima
offri Lucia, te stessa;
e tanto sacrifizio
scritto nel ciel sarà.
Se la pietà degli uomini
a te non fia concessa;
v'è un Dio, che tergere
il pianto tuo saprà.

LUCIA
Guidami tu... tu reggimi..
Son fuori di me stessa!..
Lungo crudel supplizio
La vita a me sarà!

RAIMONDO
Si, figlia, coraggio.
Qual nube hai disgombrata!

(Partono.)

Scena Quarta

(Magnifica sala, pomposamente ornata 
pel ricevimento di Arturo. Nel fondo 
una porta praticabile. Altre porte laterali. 
Enrico, Arturo, Normanno, cavalieri e dame 
congiunti di Asthon, paggi, armigeri, 
abitanti di Lammermoor, e domestici, 
tutti inoltrandosi dal fondo)

CORO
Per te d'immenso giubilo
Tutto s'avviva intorno
Per te veggiam rinascere
Della speranza il giorno
Qui l'amistà ti guida,
Qui ti conduce amore,
Qual astro in notte infida
Qual riso nel dolor.

ARTURO
Per poco fra le tenebre
Sparì la vostra stella;
Io la farò risorgere
Più fulgida e più bella.
La man mi porgi Enrico...
Ti stringi a questo cor.
A te ne vengo amico,
Fratello e difensor.

CORO
Per te d'immenso giubilo
Tutto s'avviva intorno
Per te veggiam rinascere
Della speranza il giorno
Qui l'amistà ti guida,
Qui ti conduce amore,

ARTURO
A te ne vengo amico,
Fratello e difensor.

CORO
Qual astro in notte infida
Qual riso nel dolor...
Fratello e difensor!

ARTURO
Dov'è Lucia?

ENRICO
Qui giungere or la vedrem... 

(In disparte ad Arturo)

Se in lei
Soverchia è la mestizia,
Maravigliarti, no, no,  non dei.
Dal duolo oppressa e vinta
Piange la madre estinta...

ARTURO
M'è noto, si, si, m'è noto.

ENRICO
Soverchia è la mestizia
Ma piange la madre.

ARTURO
Or solvi un dubbio:
Fama suonò, che Edgardo
Sovr'essa temerario
Alzare osò lo sguardo...
Temerario...

ENRICO
È vero quel folle ardia, ma...

ARTURO
Ah!

CORO
S'avanza qui Lucia; s'avanza.

ENRICO
(Ad Arturo)
Piange la madre estinta...

Scena Quinta

(Lucia, nel massimo abbattimento, 
è sostenuta da Raimondo ed Alisa)

ENRICO
(presentando Arturo a Lucia)
Ecco il tuo sposo...

(Lucia fa un movimento come per 
retrocedere. Sommessamente a Lucia)

Incauta!...
Perder mi vuoi?

LUCIA
(Fra sè)
Gran Dio!

ARTURO
Ti piaccia i voti accogliere
del tenero amor mio...

ENRICO
(A Lucia)
Incauta!

(accostandosi ad un tavolino su cui è 
il contratto nuziale, e troncando 
destramente le parole ad Arturo)

Omai si compia il rito.

LUCIA
(Fra sè)
Gran Dio!

ENRICO
(ad Arturo)
T'appressa.

ARTURO
Oh dolce invito!

(avvicinandosi ad Enrico che 
sottoscrive il contratto, egli vi 
appone la sua firma. Intanto
Raimondo, ed Alisa conducono la 
tremebonda Lucia verso il tavolino.)

LUCIA
(fra sè)
Io vado al sacrifizio!...

RAIMONDO
(In disparte)
Reggi buon Dio l'afflitta.

ENRICO
(piano a Lucia, e scagliandole furtive, 
e tremende occhiate)
Non esitar. Scrivi!

LUCIA
(fra sè)
Me misera!...

(piena di spavento, e quasi fuor 
di se medesima, segna l'atto)

La mia condanna ho scritta!

ENRICO
(fra sè)
Respiro!

LUCIA
(fra sè)
Io gelo e ardo!..
Io manco!...

(Si ascolta dalla porta in fondo lo strepito 
di persona che è per entrare a forza)

TUTTI
Qual fragor!...
Chi giunge?...

Scena Sesta

(Entra Edgardo)

EDGARDO
(Con voce e atteggiamento terribili. Egli è
ravvolto in gran mantello)
Edgardo!

GLI ALTRI
Edgardo!...

LUCIA
Oh fulmine!...

(cade tramortita) 

GLI ALTRI
Oh terror!...

(Lo scompiglio è universale. Alisa, col 
soccorso di alcune donne solleva Lucia, 
e l'adagia su una seggiola.)

EDGARDO
(In disparte)
Chi mi frena in tal momento?...
Chi troncò dell'ire il corso?
Il suo duolo, il suo spavento
Son la prova d'un rimorso!...
Ma, qual rosa inaridita,
Ella sta fra morte e vita!...
Io son vinto... son commosso...
T'amo, ingrata, t'amo ancor! 

ENRICO
(In disparte)
Chi trattiene il mio furore,
E la man che al brando corse?
Della misera in favore
Nel mio petto un grido sorse!
È il mio sangue! io l'ho tradita!
Ella sta fra morte e vita!...
Ah! che spegnere non posso
Un rimorso nel mio cor!

LUCIA
(riavendosi. In disparte)
Io sperai che a me la vita
Tronca avesse il mio spavento...
Ma la morte non m'aita...
Vivo ancor per mio tormento!
Da' miei lumi cadde il velo...
Mi tradì la terra e il cielo!...
Vorrei pianger, ma non posso...
Ah, mi manca il pianto ancor! 

RAIMONDO
(Fra sè)
Qual terribile momento!...
Più formar non so parole!...
Densa nube di spavento
Par che copra i rai del sole! 
Come rosa inaridita
Ella sta fra morte e vita!...
Chi per lei non è commosso
Ha di tigre in petto il cor.

EDGARDO
(Fra sè)
Chi mi frena in tal momento?
Ma chi? Chi? Come rosa inaridita
Ella sta fra morte e vita!...
Ingrata! T'amo ancor,
si, t'amo ancor!

ENRICO
(In disparte)
È mio sangue! L'ho tradito!
Ella sta fra morte e vita...
Spegnere non posso i rimorsi...

ARTURO
(Fra sè)
Qual terribile momento!...
Più formar non so parole!...
Densa nube di spavento
Par che copra i rai del sole! 
Come rosa inaridita
Ella sta fra morte e vita!...
Chi per lei non è commosso
Ha di tigre in petto il cor.

ALISA E CORO
(In disparte)
Come rosa inaridita
Ella sta fra morte e vita!...
Chi per lei non è commosso
Ha di tigre in petto il cor.

LUCIA
(Fra sè)
Vorrei piangere e non posso...
M'abbandona il pianto ancor!

EDGARDO
(Fra sè)
Ah, son vinto, son commosso
t'amo ingrata, t'amo ancor!

ENRICO
(Fra sè)
Ah! È mio sangue, l'ho tradita!
Ella sta fra morte e vita!
Ah! Che spegnere non posso,
I rimorsi del mio cor!

RAIMONDO
(Fra sè)
Chi per lei non è commosso
ha di tigre in petto il cor!

ENRICO, ARTURO
(scagliandosi con le spade denudate contro
Edgardo)
T'allontana sciagurato...
O il tuo sangue fia versato...

CORO
T'allontana sciagurato!

EDGARDO
(traendo anch'egli la spada)
Morirò, ma insiem col mio
Altro sangue scorrerà.

RAIMONDO
(mettendosi in mezzo alle parti 
avversarie, ed in tuono autorevole.)
Rispettate in me di Dio
la tremenda maestà.
In suo nome io vel comando,
Deponete l'ira e il brando...
Pace, pace... egli aborrisce
L'omicida, e scritto sta:
"Chi di ferro altrui ferisce,
Pur di ferro perirà."
Pace, pace!

(Tutti ripongono le spade. Un 
momento di silenzio.)

ENRICO
(facendo qualche passo verso Edgardo, 
e guardandolo biecamente di traverso)
Sconsigliato! in queste porte
Chi ti guida?

EDGARDO
(altero)
La mia sorte,
Il mio dritto... 

ENRICO
Sciagurato!

EDGARDO
Sì! Lucia
La sua fede a me giurò.

RAIMONDO
Ah, questo amor funesto oblia;
Ella è d'altri!...

EDGARDO
D'altri?... ah! no.

RAIMONDO
(gli presenta il contratto nuziale)
Mira.

EDGARDO
(dopo averlo rapidamente letto, e 
figgendo gli occhi in Lucia)
Tremi!... ti confondi!
Son tue cifre?

(mostrando la di lei firma)

A me rispondi:

(con più forza)

Son tue cifre? Rispondi.

LUCIA
(con voce simigliante ad un gemito)
Sì...

EDGARDO
(soffocando la sua collera)
Riprendi
Il tuo pegno, infido cor.

(le rende il di lei anello)

LUCIA
Ah!

EDGARDO
Il mio dammi!

LUCIA
Almen...

EDGARDO
Lo rendi.

LUCIA
Edgardo! Edgardo!

(Lo smarrimento di Lucia lascia divedere, 
che la mente turbata della infelice intende 
appena ciò che fa: quindi si toglie tremando 
l'anello dal dito, di cui Edgardo s'impadronisce 
sul momento.)

EDGARDO
Hai tradito il cielo, e amor!

(sciogliendo il freno del represso sdegno 
getta l'anello, e lo calpesta)

Maledetto sia l'istante
Che di te mi rese amante...
Stirpe iniqua... abbominata
Io dovea da te fuggir!...
Abbominata, maledetta,
Io dovea da te fuggir!

LUCIA
Ah!

EDGARDO
Ah! Vi disperda!

ENRICO
Insano ardir! Esci!

RAIMONDO
Insano ardir! Pace!

CORO
Insano ardir!

ARTURO, NORMANNO, CORO
Esci, fuggi il furor che accende ne
Solo un punto i suoi colpi sospende...
Ma fra poco più atroce, più fiero
Sul suo capo abborrito cadrà...

RAIMONDO
Infelice, t'invola... t'affretta...

(ad Edgardo)

I tuoi giorni... il tuo stato rispetta.
Vivi... e forse il tuo duolo fia spento:
Tutto è lieve all'eterna pietà.

LUCIA
(cadendo in ginocchio)
Dio lo salva... in sì fiero momento
D'una misera ascolta il lamento...
È la prece d'immenso dolore
Che più in terra speranza non ha...
È l'estrema domanda del core,
Che sul labbro spirando mi sta!

EDGARDO
(gettando la spada, ed offrendo 
il petto a' suoi nemici)
Trucidatemi, e pronubo al rito
Sia lo scempio d'un core tradito...
Del mio sangue bagnata la soglia
Dolce vista per l'empia sarà!...
Calpestando l'esangue mia spoglia
All'altare più lieta se ne andrà!

ENRICO, ARTURO E CORO
Va! T'invola
La macchia d'oltraggio sì nero
Lavata col sangue sarà.
Esci, fuggi, il furor che mi accende
solo un punto i suoi colpi sospende..
Ma fra poco più atroce, più fiero...
Sul tuo capo abborrito cadrà.

ALISA, RAIMONDO E CORO
Deh! Ti salva! Infelice!
T'invola... t'affretta!
I tuoi giorni... il suo stato rispetta...
Vivi, e forse il tuo duolo fia spento,
tutto è lieve all'eterna pietà.
Quante volte ad un solo tormento
Mille gioie apprestate non ha.

(Raimondo sostiene Lucia, in cui l'ambascia è
giunta all'estremo: Alisa, e le Dame son loro
d'intorno. Gli altri incalzano Edgardo fin
presso la soglia. Intanto si abbassa la tela.)
PARTE SEGUNDA:
 "El contrato nupcial"


Escena Primera

(Estancia en los apartamentos de 
Lord Ashton. Enrique y Normanno.
Enrique está sentado cerca de una mesa:
 llega Normanno.)

NORMANNO
Dentro de poco Lucía vendrá a ti. 

ENRIQUE
La espero tembloroso.
Los nobles miembros de mi familia 
han llegado ya al castillo
para celebrar las ilustres bodas. 
En breve Arturo se presentará aquí... 

(Se levanta muy agitado)

¿Y si ella, obstinada, osa oponerse?...

NORMANNO
No temas: la larga ausencia
de tu enemigo, las cartas secuestradas
por nosotros y la falsa nueva de que él
se ha interesado por otra mujer, 
borrarán la llama del corazón
de Lucía.

ENRIQUE
¡Se acerca! Dame la carta simulada...

(Normanno le da la carta)

y dirígete 
a la ciudad real de Escocia; 
y regresa, entre aplausos y muestras 
de júbilo, con Arturo.

(Sale Normanno)

Escena Segunda

(Lucía se detiene bajo el umbral; 
la palidez de su rostro, el extravío 
de su mirada, todo anuncia en ella 
el sufrimiento que padece, y los primeros 
síntomas de un desequilibrio mental.)

ENRIQUE
Acércate, Lucía.

(Lucía avanza maquinalmente,
y siempre con la mirada fija
en los ojos de Enrique)

Confiaba en verte hoy más alegre
Pues para ti se encienden
las antorchas de Himeneo... 
¿Me miras y callas?

LUCÍA
La palidez funesta, horrorosa
que se dibuja en mi rostro,
te manifiesta, a pesar de mi
silencio, mi tragedia y mi dolor.
Pueda Dios perdonarte
tu inhumano rigor 
y mi dolor.

ENRIQUE
El afecto ruin que te ardía en el pecho
me hizo con razón despiadado; 
pero son cosas del pasado; todavía soy
tu hermano. La ira ha
desaparecido de mi pecho,
olvida tú el amor insano.
Un noble esposo...

LUCÍA
¡Calla... ¡ah! calla!

ENRIQUE
¿Cómo?

LUCÍA
Juré fidelidad a otro hombre.

ENRIQUE
(iracundo)
¡No debiste!...

LUCÍA
¡Enrique!

ENRIQUE
¡No debiste!...

LUCÍA
A otro juré fidelidad.

ENRIQUE
(refrenándose)
¡Ya basta!

(dando la carta que le ha dado Normanno)

Esta carta te demuestra claramente
a qué cruel e impío amaste.
¡Lee!

LUCÍA
(Lucía lee, la sorpresa y aflicción
le cubren el rostro, un temblor 
la recorre de la cabeza a los pies.)
¡Ah! ¡Un vuelco me ha dado el corazón!

ENRIQUE
(corriendo en su ayuda)
Vacilas...

LUCÍA
¡Infeliz de mi!... 
¡Ay!... ¡Cayó el rayo!
Sufría en el llanto...
languidecía en el dolor...
puse la vida,
la esperanza
en un corazón.
Ha llegado el instante 
de la muerte para mí. 
¡Aquel corazón infiel 
se ha entregado a otra!

ENRIQUE
Un loco, un pérfido amor te encendió;
traicionaste tu sangre 
por un vil seductor.

LUCÍA
¡Oh Dios!

ENRIQUE
Mas del cielo recibiste lo que merecías:
aquel corazón infiel lo ha dado a otra.

(Se pueden oír a lo lejos sones 
festivos y clamor de alegría.)

LUCÍA
¿Qué es eso?...

ENRIQUE
Sones de júbilo...
¿los oyes desde la orilla?

LUCÍA
¿Y pues?

ENRIQUE
Ya llega tu esposo.

LUCÍA
¡Un escalofrío me corre
por las venas!

ENRIQUE
¡Se te prepara el tálamo nupcial!

LUCÍA
¡Se me prepara la tumba!

ENRIQUE
Éste es el momento fatal...

LUCÍA
¡Un velo cubre mis ojos!

ENRIQUE
Óyeme: 
Guillermo ha muerto, pronto veremos
subir a María al trono...
Está postrado en el suelo
el partido que yo seguía.

LUCÍA
¡Ah! ¡Yo tiemblo!

ENRIQUE
Del precipicio, 
Arturo puede salvarme, 
¡sólo él!

LUCÍA
¿Y yo?, ¿Y yo?

ENRIQUE
¡Tienes que salvarme!

LUCÍA
¡Enrique!

ENRIQUE
Recibe a tu esposo.

LUCÍA
Estoy prometida a otro.

ENRIQUE
Tienes que salvarme.

LUCÍA
Pero...

ENRIQUE
¡Tienes que hacerlo!

(Va a salir)

LUCÍA
¡Oh cielos, cielos!

ENRIQUE
(volviendo hacia Lucía, y con acento
rápido, pero enérgico)
Si decides traicionarme
mi suerte está ya echada.
Tú me quitas vida y honor,
tú me preparas el patíbulo.
En tus sueños apareceré como
sombra airada y amenazante;
el patíbulo sangriento
siempre estará ante ti.

LUCÍA
(dirigiendo al cielo los ojos 
llenos de lágrimas)
Tú que ves mi llanto,
tú que lees en mi corazón,
si mi dolor en la tierra es rechazado
en los cielos no lo es.
Quítame, oh Dios eterno,
esta vida desventurada

ENRIQUE
¡Ah! El patíbulo sangriento
siempre estaré ante ti.

LUCÍA
¡Ah! Estoy tan desesperada que la
muerte me resulta un bien.

(Enrique parte rápidamente. Lucía
se deja caer en una silla, quedando
algunos momentos en silencio)

Escena Tercera

(Lucía viendo acercarse a Raimundo,
sale a su encuentro con impaciencia)

LUCÍA
¿Y bien?

RAIMUNDO
La última esperanza se acaba como tú,
sospecho que tu hermano a interceptado
todos los caminos para que no llegue,
en suelo francés, tu carta al hombre
al que prometiste tu amor:
Yo mismo he enviado, por manos seguras,
la carta que tú escribiste...
¡En vano! Él persiste en callar...
¡el silencio es prueba de infidelidad!

LUCÍA
Y ¿qué me aconsejas?

RAIMUNDO
Abandonarte a tu destino

LUCÍA
¿Y el juramento?...

RAIMUNDO
¡Divagas! Los juramentos nupciales
que no han sido bendecidos 
por el ministro de Dios
no tienen valor, ni ante el cielo 
ni ante los hombres

LUCÍA
¡Ah! La razón puede ser convencida
pero el corazón persiste sordo 
a la voz de la razón

RAIMUNDO
Debes resistirte

LUCÍA
¡Oh, amor desgraciado!

RAIMUNDO
¡Ah! Abandona., abandona miserable
vas al encuentro de grandes desgracias.
Por todas las inquietudes que presiento,
por tu difunta madre,
por tu hermano en peligro,
cambia tus sentimientos...
o, en su tumba, tu madre
temblará de horror por ti.

LUCÍA
¡Ah! ¡Ah! Calla...

RAIMUNDO
¡Tu madre! ¡Tu hermano!

LUCÍA
Calla... calla: tú has ganado...
No soy tan inhumana.

RAIMUNDO
¡Oh! ¡Qué alegría haces nacer en mí!
¡Oh! ¡Qué sombrías nubes disipas!
Haces, Lucía, ofrenda de ti misma,
por el bien de tu familia
y tal sacrificio 
encontrará en el cielo su recompensa.
Si la piedad de los hombres
te es negada,
será un Dios el que podrá
enjugar tus llantos

LUCÍA
¡Guíame!... ¡sosténme!
¡Estoy fuera de mí!..
La vida será 
¡un largo y cruel suplicio!

RAIMUNDO
Valor, hija mía,
¡Qué nubarrones has alejado!

(Ellos salen)

Escena Cuarta

(Gran sala del castillo. Todo está 
listo para recibir a Arturo. Al fondo
una puerta practicable. Enrique, Arturo,
Normanno, caballeros y damas, parientes
de los Ashton, pajes, soldados,
habitantes de Lammermoor y criados,
todos avanzando desde el fondo)

CORO
Por ti de inmenso jubilo
todo se aviva alrededor.
Gracias a ti vemos renacer
el día de la esperanza.
Aquí te guía la amistad,
aquí te conduce el amor.
Como estrella en noche cerrada,
como sonrisa en el dolor.

ARTURO
Poco ha, entre las tinieblas,
desapareció vuestra estrella;
yo la haré resurgir
más brillante, más bella.
Dame la mano, Enrique,
estréchame contra tu corazón.
Vengo hasta ti como amigo,
hermano y defensor.

CORO
¡Ah! gracias a ti todas las cosas
toman jubiloso color,
por ti vemos renacer
el día de la esperanza.
Aquí te guía la amistad,
aquí te conduce el amor.

ARTURO
¡Vengo hasta ti como amigo,
hermano y defensor!

CORO
Como estrella en noche cerrada,
como sonrisa en el dolor...
Hermano y defensor.

ARTURO
¿Dónde está Lucía?

ENRIQUE
Pronto la veremos llegar...

(Aparte a Arturo)

Si te parece
melancólica en exceso,
no, no te debes extrañar, no.
Vencida y doblegada por el dolor
llora todavía la madre muerta.

ARTURO
Ya me lo han dicho sí, me lo han dicho.

ENRIQUE
Es excesiva su melancolía,
pero llora a la madre.

ARTURO
Pero resuélveme una duda.
Corrió la voz que Edgardo,
temerario, hacia ella
intentó alzar la mirada
¡Temerario!

ENRIQUE
Es cierto, aquel loco se atrevió, mas...

ARTURO
¡Ah!

CORO
Aquí llega Lucía; aquí llega.

ENRIQUE
(a Arturo)
Llora a su madre muerta.

Escena Quinta

(Lucía sostenida por Raimundo y Alisa, 
entra en un estado de gran abatimiento.)

ENRIQUE
(Presentando Arturo a Lucía)
He aquí tu esposo...

(Lucía hace un movimiento para huir.
Enrique en voz baja, a Lucía.)

¡Incauta! 
¿Me quieres perder?

LUCÍA
(Para sí)
¡Gran Dios!

ARTURO
Acepta con agrado los votos 
de mi tierno amor.

ENRIQUE
(A Lucía)
¡Incauta!

(acercándose a la mesa donde 
está el contrato nupcial e 
interrumpiendo a Arturo)

Cúmplase la ceremonia.

LUCÍA
(Para sí)
¡Gran Dios!

ENRIQUE
(a Arturo)
Acércate.

ARTURO
¡Oh dulce invitación!

(A cercándose a Enrique firma el 
contrato, también Enrique. 
Mientras tanto Raimundo y Alisa 
conducen a la temblorosa Lucía 
hasta el documento.)

LUCÍA
(Para sí)
¡Voy al sacrificio!..

RAIMUNDO
(Aparte)
¡Ayuda, gran Dios, a la afligida!

ENRIQUE
(En voz baja a Lucía, lanzando miradas
furtivas y amenazantes)
¡No dudes... firma!

LUCÍA
(Para sí)
¡Desgraciada de mí!..

(Llena de espanto, y casi perdiendo 
la razón, firma el contrato)

¡He firmado mi propia condena!

ENRIQUE
(Para sí)
¡Respiro!

LUCÍA
(Para sí)
¡Estoy helada y ardiente...
me desvanezco!...

(Se oye tras la puerta el ruido de una 
persona que quiere entrar a la fuerza.)

TODOS 
¿Qué es este ruido? 
¿Quién llega?

Escena Sexta

(Entra Edgardo.)

EDGARDO
(Con voz y ceño terrible. Él está 
envuelto por una capa)
¡Edgardo!

LOS OTROS
¡Edgardo! ¡Oh terror!

LUCÍA
¡Oh rayos!

(Cae desmayada) 

LOS OTROS
¡Oh terror!

(El desorden es general. Alisa, con 
la ayuda de una dama, levanta a Lucía,
y la sienta sobre una silla)

EDGARDO
(Aparte)
¿Quién me frena en tal momento?
¿Quién truncó el curso de las iras?
¡Su dolor, su espanto
son prueba de remordimiento!
¡Pero, como rosa marchita,
ella está entre la muerte y la vida! 
Estoy vencido... estoy conmovido...
te amo, ingrata, ¡aún te amo!

ENRIQUE
(Aparte)
¿Quién detiene mi furor
y la mano que corre hacia la espada?
¡En mi pecho suena un grito
en favor de la miserable!
¡Es mi sangre! ¡Yo la he traicionado! 
Ella está entre la vida y la muerte!.. 
¡Ah, no puedo borrar 
los remordimientos de mi corazón!

LUCÍA
(recuperándose. Aparte)
Confiaba en que mi terror
me hubiese segado la vida,
pero la muerte no me ayuda,
vivo todavía para mi tormento. 
Cae el velo de mis ojos, 
me han traicionado tierra y cielo.
Querría llorar y no puedo,
¡incluso el llanto me abandona!

RAIMUNDO
(Para sí)
¡Qué momento más terrible!
¡Ni siquiera puedo articular
una sola palabra!
¡Una densa nube de temor,
parece que cubra los rayos de sol!
Ella está entre la muerte y la vida.
Quien no se compadece de ella
tiene en el pecho un corazón de tigre.

EDGARDO
(Para sí)
¿Quién me frena en este instante? 
Pero, ¿quién?, Como rosa marchita 
ella está entre la muerte y la vida.
Ingrata, aún te amo,
¡sí, te amo todavía!

ENRIQUE
(Aparte)
¡Es sangre mía y la he traicionado!
Ella está entre la muerte y la vida...
¡No puedo disipar los remordimientos!

ARTURO
(Para sí)
¡Qué terrible momento!
No puedo articular una sola palabra;
¡una densa nube de terror
parece que cubra los rayos del sol!
Como rosa marchita
ella está entre la muerte y la vida.
Quien no se compadece de ella
tiene en el pecho un corazón de tigre.

ALISA Y CORO
(Aparte)
Como rosa marchita
ella está entre la muerte y la vida;
quién no se compadece de ella
tiene en el pecho un corazón de tigre.

LUCÍA
(Para sí)
Quisiera llorar pero no puedo
mis propias lágrimas me abandonan.

EDGARDO
(Para sí)
¡Ah, estoy vencido, estoy conmovido!
¡Te amo ingrata, te amo todavía!

ENRIQUE
(Para sí)
Es mi sangre. ¡Yo la he traicionado!
¡Ella está entre la muerte y la vida!
No puedo disipar
Los remordimientos de mi corazón.

RAIMUNDO
(Para sí)
Quien no se compadece de ella
tiene en el pecho un corazón de tigre.

ARTURO Y ENRIQUE
(Arrojándose con la espada desenvainada
contra Edgardo)
Aléjate desgraciado...
O tu sangre será vertida...

CORO
¡Aléjate, desgraciado!

EDGARDO
(desenvainando su espada)
Moriré, pero con la mía
Otra sangre carrera.

RAIMUNDO
(poniéndose entre los adversarios e
interviniendo con autoridad)
Respetad en mí
la terrible majestad divina.
En su nombre os lo ordeno:
deponed las armas y la ira.
Paz, paz... Él aborrece
al homicida y escrito está:
"Quien a hierro mata,
a hierro morirá"
¡Paz, paz!

(Todos envainan la espada. 
Un instante de silencio.)

ENRIQUE
(dando algunos pasos hacia Edgardo,
y mirándolo de forma siniestra)
Desventurado, ¿quién te ha
guiado hasta esta casa?

EDGARDO
(altivo)
Mi suerte...
¡y mis derechos!

ENRIQUE
¡Desventurado!

EDGARDO
Sí... Lucía
me juró fidelidad.

RAIMUNDO
¡Ah! Olvida este funesto amor:
ella es de otro...

EDGARDO
¿De otro?.. ¡Ah! , no

RAIMUNDO
(presentándole el contrato nupcial)
Mira.

EDGARDO
(después de leerlo rápidamente, y
fijando la mirada en Lucía)
¡Tiemblas... estás confundida!
¿Es tu letra?

(mostrándole la firma)

¡Respóndeme!

(Más fuerte)

¿Es tu letra? ¡responde!

LUCÍA
(con voz débil y lastimera)
Sí.

EDGARDO
(sofocando su cólera)
Recoge 
tu prenda, corazón infiel.

le devuelve el anillo.)

LUCÍA
¡Ah!

EDGARDO
¡Devuélveme el mío!

LUCÍA
Por lo menos...

EDGARDO
¡Devuélvelo!

LUCÍA
¡Edgardo! ¡Edgardo!

(La turbación de Lucía deja ver, que
la mente turbada de la infeliz apenas 
entiende lo que hace: retira temblando 
el anillo del dedo, y Edgardo lo toma
rápidamente)

EDGARDO
¡Has traicionado al cielo y al amor!

(No pudiendo contener más su desprecio,
arroja el anillo y lo pisotea)

Sea maldito el instante
en que te entregué mi amor.
Estirpe inicua..., abominada,
¡yo tenía que haber huido de ti!
Abominada, maldita,
¡tenía que haber huido de ti!

LUCÍA
¡Ah!

EDGARDO
¡Ojalá os disperséis!

ENRIQUE
¡Qué insano atrevimiento! ¡Sal de aquí!

RAIMUNDO
¡Qué insano atrevimiento! ¡Paz!

CORO
¡Que insano atrevimiento!

ARTURO, ENRIQUE Y CORO 
¡Sal! ¡Huye! El furor que me arde 
sólo por un instante se detiene... 
¡Pero dentro de un momento, más atroz 
y fiero, sobre tu odiosa cabeza caerá!

RAIMUNDO
¡Infeliz!, ¡vete.. date prisa!

(A Edgardo)

Ten en cuenta su situación, su estado.
Vive y quizás tu dolor se disipe. 
¡Todo es posible a la Eterna Piedad!

LUCÍA
(poniéndose de rodillas)
Dios, ¡sálvalo en tan duro momento, escucha
de una miserable el lamento!
¡Es el ruego de inmenso dolor
de quien nada espera ya en la tierra!
Es la extrema petición de un corazón 
que está expirando en mis labios.

EDGARDO
(guardando la espada, y ofreciendo
el pecho a sus enemigos)
Matadme y cúmplase el rito nupcial 
destruyendo un corazón traicionado... 
¡Cubierto el tálamo con mi sangre será 
dulce visión para la impía! 
Pasando por encima de mis exangües 
despojos irá más contenta al altar.

ENRIQUE, ARTURO Y CORO 
¡Desaparece! ¡vete!
Un tan negro ultraje,
¡será lavado con sangre! 
¡Sal!, ¡huye!, el furor que me arde 
sólo por un instante se detiene. 
¡Pero dentro de un momento, más atroz 
y más fiero sobre tu odiosa cabeza caerá!

ALISA, RAIMUNDO Y CORO
¡Vamos! ¡Sálvate! ¡Infeliz! 
¡Vete! ¡Date prisa! 
Respeta su situación, su estado. 
Vive y quizás tu dolor se disipe. 
¡Todo es posible a la Eterna Piedad! 
Cuántas veces para un solo tormento 
ha añadido mil alegrías...

(Raimundo sostiene a Lucía, su dolor es 
extremo; Alisa y las damas están a su 
a lado.  Los demás acosan a Edgardo 
hasta el umbral. Cae el telón.)

Tercera Parte