ATTO TERZO 


L'infamia!

Scena Prima

(Volte sotterranee nel tempio di S. Ambrogio
sparse di recenti sepolcri gradinata in fondo
per la quale vi si discende una fioca lampada
getta intorno qualche incerto raggio. 
I Cavalieri della Morte scendono a poco a poco,
ed in silenzio ognun d'essi porta una ciarpa ad
armacollo, su cui avvi effigiato il capo d'uno
scheletro umano)

CAVALIERI 
Fra queste dense tenebre,
Fra il muto orror di questi consci avelli,
Sull'invocato cenere
De' padri qui giacenti e dei fratelli,
Ripetasi l'accento
Del sacro e formidabil giuramento.

Scena Seconda

ARRIGO 
(sull'alto della scala) 
Campioni della morte, un altro labbro
A proferir s'accinge
Il magnanimo voto, un altro core
A mantenerlo è presto,
Pugnando al nuovo di contro al rapace
Fulvo Signor, che avanza
Pe' campi di Legnano.

CAVALIERE
Arrigo!... E vuoi?...

ARRIGO
Con voi morire, o trionfar con voi.

CAVALIERE
Lombardo, e prode egli è!

ARRIGO
Son per valore
Ultimo forse, ma per santo amore
Della Patria comun primier m'estimo.
O secondo a nessuno.

CAVALIERE
Sia, qual ei chiese, del bel numer uno.

(Al più anziano fra essi, che pone Arrigo
in ginocchio a piè d'una tomba, e lo fregia
della propria ciarpa allora tutti i cavalieri
incrocicchiano i brandi sul capo di Arrigo,
quindi lo sollevano e gli porgono l'amplesso
fraterno da ultimo denudata anch'egli la Spada,
si pronunzia ad una voce il seguente)

Giuramento
Giuriam d'Italia por fine ai danni,
Cacciando oltr'Alpe i suoi tiranni.
Pria che ritrarci, pria ch'esser vinti,
Cader giuriamo nel campo estinti.
Se alcun fra noi, codardo in guerra,
Mostrarsi al voto potrà rubello,
Al mancatore nieghi la terra
Vivo un asilo, spento un avello 
Siccome gli uomini Dio l'abbandoni,
Quando l'estremo suo dì verrà 
Il vil suo nome infamia suoni
Ad ogni gente, ad ogni età.

(Partono) 

Scena Terza

(Appartamenti nel Castello di Rolando)
(Lida si avanza a rapidi passi; pallida 
é la sua fronte, incerto il suo sguardo)

IMELDA
Lida, Lida?... Ove corri?

LIDA
Ove? Che dirti,
S'io medesma lo ignoro?

IMELDA
Ahimè, turbata
Sei tanto!... Dianzi, fra singulti, un foglio
Vergasti...

LIDA 
(con impeto) 
Un foglio?...
Non è ver... Che ardisci?...
Qual foglio?... Tu mentisci...
Innocente son io...

IMELDA
Ripor lo scritto in sen ti vidi.

LIDA 
(con delirio sempre crescente) 
E il seno qual aspide mi squarcia, 
E il suo veleno del cor le più segrete
Fibre mi tenta! Or vanne... il fallo svela,
M'accusa... Ed accusarmi
A chi potresti? A Dio?

Ma Dio mi volle ad ogni costo rea!
Agli uomini? E qual pena
Dar ponno i crudi? Morte? E morte io bramo,
Morte, qual sommo ben, domando e chiamo!

(Gettandosi convulsa sopra un seggio)

IMELDA
Vaneggi!...

LIDA 
(risorge, guarda all'intorno, fissa Imelda,
prorompe in lagrime, e si abbandona nelle 
braccia di lei) 
Aita!

IMELDA
Parla...

LIDA
Un forsennato
S'avventa nella tomba, e seco tragge
La sua madre infelice,
Che Lida maledice.
Con l'ultimo singhiozzo!

IMELDA
(fra sé)
O mio sospetto!..

(a Lida) 

Svelami... Arrigo forse?...

LIDA
Ah! tu l'hai detto.
Questo foglio stornar potria cotanta
Sciagura.

IMELDA
Porgi.

LIDA
Oh, bada
Che non ti scerna occhio mortal d'Arrigo
Varcar le soglia!

IMELDA
Non temer... 
Lo scritto alcun de' suoi gli recherà...

(Per uscire)

Scena Quarta

ROLANDO
T'arresta.

LIDA
(fra sé)
Oh ciel!..

(Imelda cela rapidamente il foglio)

ROLANDO
(a Lida)
Pria di partir, te donna, e il frutto
Del nostro imene a riveder mi trasse
Amor! 

(Ad Imelda che rientra)

L'adduci al sen paterno.

(Commosso e cercando reprimersi)

Il ciglio molle ha di pianto!...

LIDA
(fra sé)
Chi mi regge?..

ROLANDO
O figlio!...

(Imelda riede col fanciullo, lo depone 
in braccio a Rolando, ed esce veloce per 
l'opposto lato. Rolando sta in lungo 
amplesso tra il figlio e la sposa) 

Vittoria il ciel promise
All'armi nostre, ma vittoria è prezzo
Di sangue! e dove il mio
Tutto spargessi...

LIDA
Non seguir!

ROLANDO
(Accennando il figlio)
Tu resti
Insegnatrice di virtude a lui.

LIDA
(fra sé)
Ed a tanti martir serbata io fui!

ROLANDO
Digli ch'è sangue italico,
Digli ch'è sangue mio,
Che dei mortali è giudice
La terra no, ma Dio!
E dopo Dio la Patria
Gli apprendi a rispettar

LIDA
(Serrandosi nel petto il fanciullo)
Sperda ogni tristo augurio
La man che tempra il fato...
Non sai che a tanto strazio
Mal regge il cor spezzato!...
Che il dì novello un orfano
potrebbe in lui trovar!

ROLANDO 
(fa inginocchiare il fanciulletto, 
ed alzati gli occhi al cielo stende 
la destra sul capo di lui)
Deh! meco benedici il figlio mio, Signor!

LIDA
Dall'ire dei nemici
Gli salva il genitor.

(Rolando ritorna il fanciullo nelle braccia
materne Lida si ritragge col fanciullo)

Scena Quinta

ARRIGO 
(non cinge la negra ciarpa) 
Rolando Tu m'appellasti...

ROLANDO 
(va incontro ad Arrigo, lo conduce
sul davanti ed osserva attentamente
all'intorno che altri non possa udirlo) 
Sui lombardi campi
Più volte allato noi pugnammo...

ARRIGO
E salva in un di quei conflitti ebbi la vita
Dal tuo valor.

ROLANDO
Ben sai di quale ardita
Esultanza guerriera io sfavillava,
Quando all'armi chiamava
La tromba, ed or!... le pieghe
Più riposte dell'alma
A te svolger poss'io fremito arcano
Tutto m'investe! Or son marito e padre!

(Si asciuga una lagrima)

ARRIGO
O Rolando...

ROLANDO
Di equestri elette squadre
A capo muover deggio innanzi l'alba
Precursor dell'esercito rimani
Coi Veronesi tu, ché della guerra
Il Consesso vi scelse
Di Milano custodi.

ARRIGO
(fra sé)
Ignaro è ch'io poc'anzi!...

ROLANDO 
(stringendo la mano d'Arrigo, 
e portandola al suo cuore) 
Arrigo... m'odi...

Se al nuovo dì pugnando
Al giorno io chiudo il ciglio,
Affido e raccomando
A te la sposa e il figlio...
E pegno sacro ed ultimo
Che all'amistade imploro!...
Esser tu dèi per loro
L'angelo tutelar!

ARRIGO
(fra sé) 
Ho pieno il cor di lagrime,
Né posso lagrimar!

ROLANDO
A me lo giura.

(Arrigo pone la sua nella destra di Rolando,
come in segno di giuramento)

M'abbraccia adesso...
Che! dell'amico fuggi l'amplesso?...

(Arrigo lo abbraccia)

Addio!

(Arrigo rientra singhiozzante e precipitoso
Rolando s'avvia per l'opposto lato e già 
tocca la soglia, quandoascolta sommessamente
richiamarsi)

Scena Sesta

MARCOVALDO
Rolando? M'ascolta Offeso,
Tradito fosti!

ROLANDO
Io!

MARCOVALDO
Vilipeso è l'onor tuo!

ROLANDO
Gran Dio! l'onore!

MARCOVALDO
Da un'empia!

ROLANDO
Come?

MARCOVALDO
Da un seduttore!

ROLANDO 
Nòmali.

MARCOVALDO
Arrigo, Lida.

ROLANDO 
(la sua destra corre sul pugnale, 
ma s'arresta ad un tratto) 
Ti giova l'essere inerme!

MARCOVALDO
Secura prova ecco del fallo. 

(Gli porge un foglio)

ROLANDO
Cifre di Lida!...

MARCOVALDO
Del ver presago vegliai l'infida...
La man che il foglio recar dovea
Fu da me compra.

ROLANDO 
(legge con voce tremula e rotta dal furore) 
"Tutto apprendea.
Fra i Cavalieri sacri alla morte
Ti sei votato... Move il consorte
Ei primo incontro a Federigo...
Anzi la pugna vederti, Arrigo,
M'è duopo... Vieni.. te ne scongiuro...
Pel nostro... "

MARCOVALDO
Segui.

ROLANDO
"Antico... amor...".

(La parola vien meno sul di lui labbro,
ma l'occhio scintillante e le membra
convulse attestano l'estremo della rabbia)

MARCOVALDO
(fra sé)
Di mia vendetta è già maturo l'ambito istante!

ROLANDO
Mi scoppia il cor.

Ahi! scellerate alme d'inferno,
Sposo ed amico tradir così!
Né la tua folgore, o Nume eterno,
Le inique teste incenerì?
Ma trema, ah! trema, coppia esecrata...
Se il ciel t'assolve, io punirò!
L'ira tremenda in me destata.
Nei reo tuo sangue io spegnerò!

MARCOVALDO
(fra sé)
La tua repulsa, donna ostinata,
In odio atroce l'amor cangiò

(Partono)

Scena Settima

(Una stanza sull'alto della torre ferrea
porta da un lato, in fondo verone che 
risponde sulle fossate delle mura. La 
bruna ciarpa d'Arrigo pende dallo schiniere 
d'un seggio)

ARRIGO 
(egli è sul verone) 
Regna la notte ancor, né s'ode intorno
Che il mormorar del fiume
Scorrente a piè di queste mura! Il foglio
Alla madre infelice. Compiasi.

(Siede presso un tavolino e scrive)

Scena Ottava

LIDA 
(s'inoltra tacitamente e figge 
gli sguardi sullo scritto) 
Vuoi morir!

ARRIGO
Che!

(Corre smarrito alla porta e la chiude)

LIDA
Morir vuoi,
Ed alla madre puoi
Scriver la ria parola?
O crudo, ignori
Che sia l'amor de' figli!...

ARRIGO
Ah! Lida...

LIDA
Fra i perigli
Di guerra, il forte per la patria espone
La vita, e s'egli cade,
Al pianto del cordoglio
Mescono i cari suoi pianti d'orgoglio.
Ma tal non è dite, dite che fermo
Ad ogni costo hai di morir.

ARRIGO
Cessasti
D'amarmi, viver più non posso.

LIDA
Arrigo!...
Io t'amo!...

ARRIGO
Ciel!

LIDA
Sì, t'amo...

ARRIGO
Lida!...

LIDA
Ma noi dobbiamo
Fuggirci, e viver sin che Dio lo impone,
Tu per la madre, ed io pel figlio!

ARRIGO
Ah!

LIDA
Sordo
Fosti al mio scritto, e quindi
La speme di cangiarti
Qui mi trasse...

ARRIGO
Io non ebbi...

(Odesi battere alla porta, essi tendono
l'orecchio silenziosi la voce di Rolando
appella)

ROLANDO 
(dentro la scena) 
Arrigo?

(Arrigo e Lida restano come tocchi da fulmine. 
La voce ripete)

ROLANDO 
(come sopra) 
Arrigo?

ARRIGO
Su... quel... veron...

(Lida fugge sul verone, ed Arrigo ne serra
le imposte, quindi apre la porta)

Scena Nona

ROLANDO 
(dopo aver guardato all'intorno) 
M'è noto
Che fra i guerrieri della morte il voto
Di combatter sciogliesti, e pio riguardo
Ti consigliò poc'anzi
Certo il silenzio coll'amico.

ARRIGO
È vero...

ROLANDO
Ma stringe il tempo, e vengo
Ad affrettarti...

ARRIGO
Sì... Pur denso il velo
È della notte ancor... Va... mi procedi...

ROLANDO
T'inganni l'alba già si mostra... Vedi...

(Sì dicenda spalanca il verone)

Scena Decima

LIDA 
(cercando dissimulare invano il suo terrore e 
tremando da capo a piedi) 
Qui trassi... Volli scorgere..

ARRIGO
Sì... le falangi armate...
Che in breve...

(Uno sguardo di Rolando lo costringe a tacersi)

ROLANDO 
(con forzata calma) 
Io non v'interrogo,
Perché vi discolpate?

(Un momento di spaventevole silenzio. Lida
più non reggendo alla sua terribile confusione
cade genuflessa a piè del marito. Arrigo è come
trascinato a seguire l'esempio) 

Ah! d'un consorte, o perfidi,
Scempio faceste orrendo!...
Ma sacro è questo titolo,
Sacro, è del par tremendo,
Poi ch'ambo nella polvere
Vi tengo, ed al mio piè!

LIDA, ARRIGO
(fra sé)
E non mi coglie un fulmine?...
Non s'apre il suol per me?

LIDA
Rolando?...

ROLANDO
Taci... arretrati...
Esci da' lari miei...
È franto il nostro vincolo,
Più sposa mia non sei.

ARRIGO
Ciel!

LIDA
Che dicesti?

ARRIGO
Ah! placati...
Ella è innocente... io giuro...

ROLANDO
Ed osi tu difenderla?...
Chiudi quel labbro impuro...
Paventa le mie furie!...

(Stringendo l'elsa del pugnale)

ARRIGO
Colpisci...

(Offrendogli il petto)

Morte io vo...

ROLANDO
Empio!

(Sguainando la lama e scagliandosi 
contro Arrigo)

LIDA
T'arresta...

(Rattenendolo)

ARRIGO
Uccidimi...

LIDA
Oh Dio!...

ARRIGO
M'uccidi...

ROLANDO 
(la porta ricorre al suo sguardo, egli 
come preso da nuova risoluzione si 
ferma ad un tratto)
No.
Vendetta d'un momento
Sarebbe il trucidarti...
Poco dal sen strapparti
A brani a brani il cor...
Di cento morti e cento
Supplizio avrai maggior!

ARRIGO
Ah! no trafitto, esangue
A' piedi tuoi m'atterra...
Purgar tu dei la terra
D'un vil... d'un seduttor...
Non può lavar che il Sangue
La macchia dell'onor!...

LIDA
(Ad Arrigo.)
Ah! Cessa... tu l'inganni...

(A Rolando )

La rea soltanto io sono...
Non grazie, non perdono...
Mi vibra il ferro in cor...
Se a viver mi condanni
È troppo il tuo rigor!

(Odesi un appello di trombe)

ROLANDO
Le trombe i prodi appellano...

ARRIGO
È ver.

(Correndo a guardar presso il verone, 
mentre Rolando avvicinasi alla porta)

LIDA
Terribil dì!...

ROLANDO
Tua pena sia... l'infamia!...

ARRIGO
Come!... L'infamia?...

ROLANDO
Sì!

(Esce con la rapidità del baleno,
e serrata la porta, ascoltasi per 
difuori strepito di chiavi e catenacci)

ARRIGO 
(nel colmo dello spavento si slancia sulla
porta, la percorre con gli occhi la tocca
con le mani cerca indarno ogni modo d'aprirla) 
Ah! Rolando!... Il ciel ne attesto,
L'onor tuo non fu macchiato...
Schiudi.

LIDA
Arrigo...

ARRIGO
S'io qui resto,
D'ignominia fia notato
Il mio nome!...

LIDA
Più non reggo...

(Cade sovra un seggio. Comincia a sentirsi 
rumore d'armati, e scalpito di cavalli)

ARRIGO 
(tornando al verone) 
Di Rolando la coorte
Già procede...

(Echeggian prolungati squilli di trombe.
Con grido acutissimo e cacciandosi le 
mani fra i capelli)

Ah!
Sì... lo veggo...
È il drappello della morte!...

(La disperazione, il delirio si 
pingono nel suo volto) 

Oh furor!... Quei prodi vanno
A salvar la patria, ed io!...
Ov'è Arrigo? - sclameranno -
Si nascose...

LIDA
(Levando desolata le mani al cielo)
O giusto Iddio!...

ARRIGO
Teme il ferro dei nemici...
Un infame, un vile egli è!
No... vi seguo...

(Afferrando la ciarpa)

LIDA
(Balzando in piedi)
Ciel!... Che dici?...

ARRIGO
Viva Italia!

(Si precipita dal verone)

LIDA 
Arresta!... Ohimè!

(Cade tramortita)



ATTO QUARTO 


 Morire per la Patria!

Scena Prima

(Piazza di Milano ove sorge un vestibolo
di Tempio. Le imbelli donne, i tremuli 
vecchi, e gl'innocenti fanciulli son 
parte nel vestibolo e parte sulla via Lida
vi è pur essa con Imelda e tutti genuflessi
odono in religioso raccoglimento le salmodie
 che partono dall'interno) 

CORO INTERNO
Deus meus, pone illos ut rotam et sicut
stipulam ante faciem venti et sis ut fiamma
comburens montes. Ita persequeris illos in
tempestate tua et in ira tua turbabis eos.
Imple facies corum ignominia et quaerent
nomen tuum, Domine.

LIDA
Sei certa dunque?...

IMELDA
Non temer fu visto

(Sommessamente fra esse)

Uscir dal fiume illeso,
E raggiungere le squadre.

LIDA 
(alzando gli occhi al cielo irrigati
di lagrime riconoscenti)
Io ti ringrazio, o de' portenti Padre.

POPOLO
O tu che desti il fulmine,
Che ciel governi e terra,
I figli della patria
Reggi nell'aspra guerra,
Il diritto e la vittoria
Congiunti sian per te.
Noi l'imploriamo in lagrime
Dei sacri altari a piè.

LIDA
Ah se d'Arrigo, se di Rolando
A te la vita io raccomando,
Salvi d'Italia, pietoso Iddio,
Gli eroi più grandi io chieggo a te.
Voto d'un popolo è il voto mio!
Amor di patria favella in me! 

(Odonsi lontane voci che sembrano gridar
vittoria; tutti sorgono un'ansia vivissima
si dipinge in ogni volto) 

ALCUNI
Voi pur l'udiste?... o mi tradì la speme?
Lontan lontano un grido
Non suonò di vittoria?...

GLI ALTRI
E più dappresso,
Più distinto si fa!...

Scena Seconda

II. CONSOLE
Popol, gioisci!...
Vincemmo!

LIDA, IMELDA, POPOLO
Dio clemente!

II. CONSOLE
Or or giungea
Da Legnano un messaggio... appien sconfitto
Egli disse il nemico...
Lo stesso Imperator spento, o piagato
Fu di sella balzato
Dal veronese Arrigo!

IMELDA
(A Lida)
Udisti? 

LIDA
(fra sé)
O core, 
Una volta di gioia in sen mi balzi!...

II. CONSOLE
Inno di grazie 
al Re dei Re s'innalzi...

(Entra nel tempio coi Senatori. I cittadini
abbracciansi l'un l'altro, mescendo baci e 
lagrime di giubilo e di tenerezza. Intanto 
veggonsi passare in lontano alcune coorti 
reduci dalla battaglia, e l'aria echeggia al 
giulivo clangore dei bellici strumenti ed al
rintocco de' sacri bronzi suonanti a festa)

TUTTI
Dall'Alpi a Cariddi echeggi vittoria!
Vittoria risponda l'Adriatico al Tirreno!
Italia risorge vestita di gloria!...
Invitta e regina qual era sarà!

LIDA
Non può questa gioia intendere appieno
Chi sangue lombardo in petto non ha!

(Odonsi lugubri squilli di trombe)

Qual mesto suon!...

IMELDA
Che fia?...

ALCUNI DEL POPOLO
Tratto qui viene ferito un cavalier!...

LIDA
Perché le vene
Gelar m'intesi?...

ALTRI POPOLANI
Gli è feral corteggio
Il drappel della morte...

LIDA
Oh qual presagio!...

(Movendo qualche passo incontro
ai sopravegnenti)

Arrigo!

IMELDA
Infausta sorte!

Scena Terza

(Arrigo ferito mortalmente, e sorretto
da alcuni Cavalieri della Morte più Duci
milanesi lo seguono, fra i quali Rolando,
che si avanza taciturno ed a capo chino)

ARRIGO
Qui... qui presso il trofeo di quell'Eroe,
Nel cui nome il gran colpo
Vibrai... Render qui l'alma
Al suo Fattor desio...

(Lo adagiano sui gradini del tempio
Lida prorompe in dirotto pianto, egli
si rivolge udendone i singhiozzi) 

(fra sé) 

Ahi! sventurata!

(Scorge Rolando)

Questa man... Rolando...
Pria che l'agghiacci della morte il gelo...
Stringer non vuoi?... L'ora è suonata!

LIDA
(fra sé)
Oh Cielo!

(Rolando muto, incerto, come tratto 
da invincibile potere si accosta ad Arrigo)

ARRIGO 
(si getta al collo di Rolando i cavalieri
indietreggiano alquanto)
Per la salvata Italia...

(Raccogliendo le forze estreme)

Per questo sangue il giuro...
Siccome è puro un Angelo
Il cor di Lida è puro...
Non mento... error nefando
Saria mentir... spirando...
Chi muore per la patria
Alma sì rea non ha!

LIDA 
(che si è pur ella avvicinata al morente)
Ti parli a pro del misero
Il dolce affetto antico...
Ch'ei fra gli estremi aneliti
Ritrovi ancor l'amico...
Non mente... error nefando
Saria mentir... spirando...
Chi muore per la patria
Alma sì rea non ha.

ROLANDO
(fra sé)
Pietà mi scende all'anima...
L'ire gelose ammorza...
Quel detto... quell'anelito
A lagrimar mi sforza...
Non mente... error nefando
Saria mentir... spirando...
Chi muore per la patria
Alma sì rea non ha!

(Nella più viva commozione stringe Lida 
al cuore, e porge ad Arrigo la destra)

GLI ALTRI
Di sua virtude il premio
In ciel fra poco avrà!

Scena Ultima

(Il primo Console seguito da lunga 
tratta di armati, e dal carroccio trionfante)

ARRIGO
(Accennando il vessillo di cui è 
sormontato il carroccio)
Ah!... quell'insegna...
È l'ultimo
Voto d'un cor... morente!...

GLI ALTRI
Qual mai, qual perde Ausonia
Nobil guerrier possente!

(I cavalieri porgono ad Arrigo lo 
stendardo intanto dal tempio 
intuonasi l'inno di grazie)

ARRIGO
E salva Italia!... io spiro...
E... benedico... il... ciel!

(Bacia la bandiera, e cade morto, 
stringendone il lembo sul cuore)

TUTTI
Apri Signor, l'empiro
Al tuo guerrier fedel.



ACTO TERCERO


¡La infamia! 

Escena Primera 

(Bóveda subterránea en el templo de San 
Ambrosio repleta de tumbas recientes.
Una escalera al fondo por la que se 
desciende al lugar. Una lámpara esparce
tenues rayos de luz. Los Caballeros 
de la Muerte bajan poco a poco, y en 
silencio. Lleva una faja en bandolera, 
en la que está grabada una calavera) 

CABALLEROS
Entre estas densas tinieblas, 
en el mudo horror de estos sepulcros, 
sobre las queridas cenizas
de nuestros padres y hermanos, 
repitamos las palabras
del sagrado juramento.

Escena Segunda 

ARRIGO 
(desde lo alto de la escalera) 
¡Campeones de la muerte!
Otros labios se aprestan a proferir 
el sagrado juramento, 
otro corazón está decidido a mantenerlo
luchando mañana contra 
el rapaz y pelirrojo enemigo
que avanza por los campos de Legnano.

CABALLEROS
¡Arrigo!... ¿Y quieres?...

ARRIGO
¡Con vosotros morir o triunfar!

CABALLEROS
¡Lombardo y valiente eres!

ARRIGO
Quizás sea por mi valor el último, 
pero por mi santo amor a la patria 
me considero el primero.
¡Segundo de nadie!

CABALLERO
Sea tal y como dices.

(Arrigo se arrodilla y un anciano 
caballero lo inviste con la misma
insignia de los restantes caballeros.
Coloca su espada sobre la cabeza de
Arrigo, luego lo levanta y le da un abrazo 
fraterno. Arrigo desenvaina su espada y 
todos pronuncian el juramento siguiente) 

Juramento 
Juramos poner fin a las desdichas de Italia
expulsando a sus tiranos tras de los Alpes.
Antes que retroceder o ser vencidos, 
juramos morir en el campo de batalla.
Si alguno de nosotros 
se mostrase cobarde quebrantando el juramento,
que la tierra le niegue, 
si sigue vivo, un refugio;
y si muere, un sepulcro.
Que Dios y los hombres lo abandonen
cuando su último día llegue.
Que su vil nombre sea infame por siempre.

(Salen) 

Escena Tercera 

(Habitación en el castillo de Rolando)
(Lida avanza con paso rápido, pálida 
y con mirada ausente) 

IMELDA
¿Lida, Lida?... ¿Dónde estás?

LIDA
¿Dónde?... ¿Qué puedo decire?... 
¡Yo misma lo ignoro!

IMELDA
¡Ay de mí, estás tan turbada!... 
Hace poco, entre suspiros, 
una carta escribiste...

LIDA 
(con ímpetu) 
¿Una carta?...
¡No es verdad!... ¿Cómo te atreves?...
¿Qué carta?... ¡Mientes!...
Soy inocente...

IMELDA
Te vi esconder el escrito en tu pecho

LIDA
(cada vez con mayor desvarío) 
¡Un áspid me desgarra el pecho
cuyo veneno penetra hasta 
las más ocultas fibras del corazón!
¡Vete!... ¡Descubre mi pecado!... ¡Acúsame!...
Pero ¿ante quien podrías acusarme? 

¿Ante Dios?... ¡Dios me quiere culpable!
¿Ante los hombres? 
¿Y qué castigo pueden darme esos crueles? 
¿La muerte?... ¡La exijo y la deseo!

(se arroja convulsa sobre un sillón) 

IMELDA
¡Deliras!...

LIDA
(reponiéndose, observa a su alrededor, 
ve a Imelda y rompe a llorar y se abandona
en sus brazos)
¡Ayúdame!

IMELDA
Habla...

LIDA
Un loco correrá hacia la tumba 
arrastrando consigo
a su desgraciada madre
¡que a Lida maldecirá.
con su último suspiro!

IMELDA
(para sí)
¡Qué sospecha!...

(a Lida) 

¡Revélamelo!... ¿Arrigo, quizás?...

LIDA
¡Ah, tú lo has dicho!
Esta carta podría evitar
semejante desgracia.

IMELDA
¡Entrégamela!

LIDA
¡Oh, ten cuidado!
Que nadie te vea
seguir los pasos de Arrigo.

IMELDA
No temas... 
El escrito lo llevará alguien de confianza...

(intenta salir) 

Escena Cuarta 

ROLANDO
¡Detente!

LIDA
(para sí)
¡Ay, cielos!...

(Imelda oculta rápidamente la carta) 

ROLANDO
(a Lida)
No he querido partir
sin antes ver,
a ti, mujer, y a nuestro hijo.

(A Imelda que regresa) 

Trae a mi hijo para que lo abrace.

(Compadecido y buscando reprimirse. Para sí) 

¡Tiene los ojos empapados de llanto!... 

LIDA
(para sí)
¿Quién me ayudará?...

ROLANDO
¡Oh hijo!...

(Imelda vuelve con el niño, lo 
deja en brazos de Rolando y sale
velozmente. Rolando da un largo 
abrazo a su hijo y a su esposa) 

El cielo prometió 
la victoria a nuestras armas, 
pero la victoria se consigue con sangre.
Quizás la mía sea derramada...

LIDA
¡No sigas!

ROLANDO
(Señalando al hijo)
Tú serás para él
un modelo de virtudes.

LIDA
(para sí)
¿Y aún vivo para seguir sufriendo?

ROLANDO
¡Dile que es de sangre itálica, 
dile que es de mi sangre, 
que la tierra no es juez de los mortales, 
¡pero Dios, sí!
Y después de a Dios, 
enséñale a respetar a la patria.

LIDA
(Estrechando contra su pecho al niño)
Deseche todo mal augurio 
la mano que forja el destino...
¿No sabes que tanto dolor 
puede desgarrar a un corazón herido?...
¿Que el día que empieza 
podría ser un huérfano?

ROLANDO 
(hace arrodillar al niño y 
levantando los ojos al cielo
extiende sus manos sobre él)
¡Oh, Señor, bendice a mi hijo!

LIDA
De la ira de los enemigos
protege a su padre.

(Rolando devuelve el niño a los brazos
maternos.Lida se marcha con el niño) 

Escena Quinta 

ARRIGO 
(no lleva la insignia de los Caballeros) 
Rolando, me has mandado llamar...

ROLANDO 
(Conduce a Arrigo, al frente de 
la escena y observa cuidadosamente 
que nadie pueda oírlo) 
En los campos lombardos 
muchas veces hemos combatido juntos...

ARRIGO
Y en uno de esos combates
tu valor me salvó la vida.

ROLANDO
Bien sabes con qué valiente pasión guerrera 
yo me mostraba cuando a las armas 
nos llamaban los clarines.
Y ahora... Ante ti puedo mostrar 
el secreto temor que invade 
los pliegues más recónditos de mi alma.
¡Ahora soy esposo y padre!

(Se seca una lágrima) 

ARRIGO
¡Oh, Rolando!...

ROLANDO
Al amanecer estaré 
al frente de un escuadrón 
como vanguardia de nuestro ejército.
El Consejo de Guerra ha ordenado que tú, 
al frente de los veroneses,
custodies Milán.

ARRIGO
(para sí)
¡No lo sabía hasta ahora!...

ROLANDO 
(estrechando la mano de Arrigo 
y llevándola a su corazón) 
Arrigo... óyeme...

Si mañana 
combatiendo muero,
te confío y te encomiendo 
a mi esposa e hijo...
¡Es el último favor sagrado
que suplico de tu amistad!...
¡Tú deberás ser para ellos 
como un ángel tutelar!

ARRIGO
(para sí)
¡Tengo el corazón bañado en lágrimas, 
pero no, no debo llorar!

ROLANDO
¡Júramelo!

(Arrigo pone su mano derecha sobre la de 
Rolando, como en señal de juramento) 

¡Y ahora abrázame!...
¡Qué! ¿Rechazas el abrazo del amigo?...

(Arrigo lo abraza) 

¡Adiós!

(Arrigo se aleja rápido y sollozante.
Rolando se va por el lado opuesto y 
cuando está por cruzar el umbral, 
escucha que lo llaman en voz baja) 

Escena Sexta 

MARCOVALDO
¡Rolando! ¡Escúchame!
¡Has sido ofendido y traicionado!

ROLANDO
¿Yo?

MARCOVALDO
¡Mancillado ha sido tu honor!

ROLANDO
¡Gran Dios, mi honor!

MARCOVALDO
¡A causa de una impía!

ROLANDO
¿Qué?

MARCOVALDO
¡Y por un seductor!

ROLANDO
¡Dime quién son!

MARCOVALDO
¡Arrigo y Lida!

ROLANDO 
(su mano toma la empuñadura del puñal, 
pero se detiene de repente) 
¡Tienes suerte de estar desarmado!

MARCOVALDO
La prueba irrefutable del delito es ésta.

(Le entrega una carta) 

ROLANDO
¡La letra de Lida!...

MARCOVALDO
Presintiendo la verdad vigilé a la infiel...
Compré la mano que debía llevar 
la carta a su destinatario.

ROLANDO 
(lee con voz trémula y quebrada por la furia) 
"De todo me he enterado.
Entre los Sacros Caballeros
sólo te espera la muerte...
Mi esposo se dirige
a combatir contra Federico...
Arrigo, antes del combate tengo que verte... 
¡Ven!.. Te lo ruego... Por nuestro..."

MARCOVALDO
Prosigue.

ROLANDO 
"...antiguo... amor..."

(Su voz mengua, pero el brillo de 
sus ojos y la tensión que experimenta
su cuerpo certifican su acceso de furia) 

MARCOVALDO
(para sí)
¡El momento de mi venganza está maduro!

ROLANDO
¡Me estalla el corazón!

¡Ah, perversas almas del infierno, 
mi esposa y mi amigo me traicionan!
¿Y tus rayos ¡oh Dios eterno! 
no incineran sus inicuas cabezas?
Pero temblad, ¡ay, temblad! pareja execrable...
¡Si el cielo te absuelve, yo te castigaré!
¡La terrible ira que en mí se ha despertado,
con tu sangre culpable apagaré!

MARCOVALDO
(para sí)
Tu rechazo, mujer obstinada, 
ha transformado el amor en odio.

(Salen) 

Escena Séptima 

(Habitación en el interior de una 
torre. Puerta de hierro a un lado;
en el fondo, ventanal que se abre
sobre el foso de la fortaleza. La negra faja
de Arrigo cuelga del respaldo de una silla) 

ARRIGO 
(sobre la ventana) 
¡Aún reina la noche y sólo se oye
el murmullo del río que corre 
al pie de las murallas! 
Concluyamos la carta para mi infeliz madre.

(Se sienta y escribe) 

Escena Octava 

LIDA 
(llega calladamente y mira 
furtivamente la carta)
¡Quieres morir!

ARRIGO
¿Qué?

(Corre turbado hacia la puerta y la cierra) 

LIDA
Morir quieres y
¿a tu madre puedes 
escribir tan crueles palabras?
¡Ah despiadado, ignoras 
lo que es el amor filial!...

ARRIGO
¡Ay, Lida!...

LIDA
En la guerra, 
el valiente por la patria expone su vida
y si muere, el llanto de la pena 
baña los orgullosos ojos
de sus seres queridos.
Pero éste no es tu caso,
tú buscas la muerte a cualquier precio.

ARRIGO
Dejaste de amarme, 
ya no puedo seguir viviendo.

LIDA
¡Arrigo!...
¡Yo te amo!...

ARRIGO
¡Cielos!

LIDA
Sí, te amo...

ARRIGO
¡Lida!...

LIDA
¡Pero debemos evitarnos y vivir 
hasta que Dios disponga;
tú para tu madre y yo para mi hijo.

ARRIGO
¡Ah!

LIDA
Sordo 
fuiste a mi carta, 
y la esperanza de convencerte
me ha traído hasta aquí.

ARRIGO
Yo no recibí ninguna...

(Se oye golpear a la puerta. 
Ellos escuchan en silencio la voz
de Rolando que llama) 

ROLANDO 
(a punto de entrar en escena) 
¡Arrigo!

(Arrigo y Lida quedan como petrificados. 
Rolando vuelve a llamar) 

ROLANDO 
(como antes) 
¡Arrigo!

ARRIGO
Por... aquel... balcón...

(Lida se oculta en el balcón y Arrigo cierra
la contraventana, luego abre la puerta) 

Escena Novena 

ROLANDO 
(después de mirar en rededor)
He sabido que con los Caballeros de la Muerte 
has hecho el juramento de combatir.
Sin duda un piadoso respeto 
te aconsejó mantener el secreto 
ante el amigo.

ARRIGO
Es verdad...

ROLANDO
Pero el tiempo apremia
y vengo para que te apresures...

ARRIGO
Sí... Sin embargo el velo de la noche
todavía es denso... Ve... precédeme...

ROLANDO
Te engañas, ya está amaneciendo... Mira...

(abre el ventanal y descubre a Lida) 

Escena Décima 

LIDA 
(buscando disimular en vano su terror y 
temblando de pies a cabeza)
Aquí vine para... Quería ver...

ARRIGO
Sí... las tropas...
que dentro de poco...

(Una mirada de Rolando lo obliga a callarse) 

ROLANDO 
(con forzada calma) 
Yo no os interrogo...
¿Por qué os disculpáis?

(se produce un momento de silencio. Lida
no soportando su angustia cae de rodillas
a los pies de su marido. Arrigo se siente
arrastrado a seguir su ejemplo) 

¡Ah, al esposo, oh pérfidos, 
habéis asestado un golpe mortal!...
Pero el lazo matrimonial es sagrado, 
sagrado y a la vez terrible.
¡Por eso estáis postrados en el polvo
y a mis pies!

LIDA, ARRIGO
(para sí)
¿Y no me mata un rayo?...
¿Y no se abre el suelo bajo mis pies?

LIDA
¡Rolando!...

ROLANDO
Calla... vete...
abandona mi hogar...
Nuestro vínculo se ha roto, 
¡ya no eres mi esposa!

ARRIGO
¡Cielos!

LIDA
¿Qué dijiste?

ARRIGO
¡Ay, cálmate!...
Ella es inocente... yo juro...

ROLANDO
¿Y tú osas defenderla?...
¡Cierra tu boca impura!...
¡Teme mi furia!...

(Apretando la empuñadura del puñal) 

ARRIGO
¡Hiéreme!...

(Ofreciéndole el pecho) 

Deseo la muerte...

ROLANDO
¡Impío!

(arrojándose contra Arrigo 
daga en mano) 

LIDA
¡Detente!...

(Reteniéndolo) 

ARRIGO
¡Mátame!...

LIDA
¡Oh, Dios!...

ARRIGO
¡Mátame!...

ROLANDO 
(mira la puerta, como invadido 
de un nuevo pensamiento y se 
detiene de repente) 
No.
Venganza muy pequeña
sería el matarte...
Ni siquiera arrancándote del pecho 
el corazón...
¡Tendrás un castigo mayor 
que cien muertes y cien torturas!

ARRIGO
¡Ah, apuñálame para que caiga 
exangüe a tus pies!...
Debes purificar esta tierra
de un vil... de un seductor...
¡Solamente la sangre 
puede lavar la mancha del honor!...

LIDA
(A Arrigo.)
¡Ay, ya basta!... ¡Estás mintiendo!...

(A Rolando ) 

¡La única culpable soy yo!...
No pido gracia, ni perdón...
Clava tu puñal en mi corazón...
¡Si a vivir me condenas 
tu crueldad sería extrema!

(Se oye un toque de clarines) 

ROLANDO
Las trompetas llaman a los valientes...

ARRIGO
Es verdad.

(Corre a mirar por el ventanal, mientras 
Rolando se acerca a la puerta) 

LIDA
¡Terrible día!...

ROLANDO
Tu castigo será... ¡La infamia!...

ARRIGO
¿Qué?... ¿La infamia?...

ROLANDO
¡Sí!

(Sale con rapidez y cierra la 
puerta. Se escucha el sonido de 
las llaves y el cerrojo)

ARRIGO 
(desesperado, se lanza hacia la puerta 
examinándola con la mirada; la toca y busca 
inútilmente la forma de abrirla) 
¡Ah, Rolando!... 
¡El cielo es testigo! 
¡Tu honor no fue manchado!... ¡Ábreme!

LIDA
¡Arrigo!...

ARRIGO
¡Si permanezco aquí, 
de ignominia
será manchado mi nombre!...

LIDA
¡No resisto más!...

(Cae sobre un sillón. Se oye el sonido 
de los cascos de los caballos al marchar) 

ARRIGO 
(volviendo al balcón) 
Las huestes de Rolando 
ya avanzan...

(resuenan largos toques de clarines.
Arrigo lanza un grito agudo y se lleva
las manos a la cabeza)

¡Ah! 
¡Sí!... ¡Lo veo!...
¡El escuadrón de la muerte!...

(La desesperación se refleja 
en su rostro) 

¡Ah, qué furor!... 
¡Esos valientes van a salvar la patria!...
Y yo... ¿Dónde está Arrigo?... exclamarán...
¡Se ha escondido!...

LIDA
(Elevando desolada las manos al cielo)
¡Oh, justo Dios!...

ARRIGO
¡Teme a las espadas del enemigo!...
¡Es un infame, un vil!
¡No!... ¡Os seguiré!...

(toma la banda de los Caballeros de la Muerte) 

LIDA
(poniéndose de pie)
¡Cielos!... ¿Qué dices?...

ARRIGO
¡Viva Italia!

(Se lanza por el balcón) 

LIDA 
¡Detente!... ¡Ay de mí!

(Cae desmayada) 



ACTO CUARTO


 ¡Morir por la Patria!

Escena Primera 

(Plaza de Milán en la que se ve el 
atrio de un Templo. Mujeres, ancianos
y niños ocupan parte del atrio y de la
calle, Lida e Imelda están entre ellos.
Todos de rodillas oyen con religiosa 
devoción las salmodias que surgen 
del interior) 

CORO INTERIOR
Deus meus, pone illos ut rotam et sicut
stipulam ante faciem venti et sis ut fiamma
comburens montes. Ita persequeris illos in
tempestate tua et in ira tua turbabis eos.
Imple facies corum ignominia et quaerent
nomen tuum, Domine

LIDA
Entonces ¿estás segura?...

IMELDA
No temas.

(en voz baja) 

Lo vieron salir ileso del río, 
e integrarse al ejército.

LIDA 
(levantando los ojos al cielo bañados
de lágrimas agradecidas)
Te lo agradezco ¡oh, Padre todopoderoso!

PUEBLO
¡Oh Tú, que desatas el rayo
y que el cielo y la tierra gobiernas, 
a los hijos de la patria 
guía en esta guerra cruel!
Que el derecho y la victoria 
le sean otorgados por Ti.
Te lo suplicamos llorando
a los pies del sagrado altar.

LIDA
¡Ah, te encomiendo la vida 
de Arrigo y Rolando!
Piadoso Dios, te ruego que salves 
a los mayores héroes de Italia.
¡Mi deseo es el deseo de todo un pueblo!
¡El amor por la patria habla en mí! 

(Se oyen lejanas voces que parecen
gritos de victoria; todos se alzan
ansiosos) 

ALGUNOS
¿Oísteis?... ¿Acaso la esperanza me engaña? 
¡Parecía un lejano
grito de victoria!...

OTROS
¡Ahora se oye más cerca!...
¡Más nítido!...

Escena Segunda 

EL SEGUNDO CÓNSUL
¡Pueblo, alegraos!...
¡Hemos vencido!

LIDA, IMELDA, PUEBLO
¡Dios clemente!

EL SEGUNDO CÓNSUL
Acaba de llegar de Legnano un mensaje... 
¡El enemigo fue derrotado completamente!...
¡El propio emperador,
muerto o herido,
fue derribado
por el veronés Arrigo!

IMELDA
(a Lida)
¿Oíste?

LIDA
(para sí)
¡Oh corazón, 
que por una vez saltas de alegría!...

EL CÓNSUL
Cantemos un himno de agradecimiento 
al Rey de los Reyes...

(Entra en el templo con los senadores.
Los ciudadanos se abrazan unos a otros
besándose y llorando de alegría. En tanto
se ven pasar a los lejos tropas que regresan
de la batalla, y el aire se llena del clamor
de los instrumentos marciales mezclados con
el tañido de las campanas) 

TODOS
¡Que corra la victoria de los Alpes a Caribdis!
¡Que se extienda desde el Adriático al Tirreno!
¡Italia resurge vestida de gloria!...
¡Como antaño, sea invicta y soberana!

LIDA
¡No puede comprender plenamente esta alegría 
quien en su pecho no tenga sangre lombarda!

(Se oyen lúgubres sones de trompetas) 

¿Qué triste sonido es ése?...

IMELDA
¿Por qué será?...

ALGUNOS DEL PUEBLO
¡Traen a un caballero herido!...

LIDA
¿Por qué se congela
la sangre en mis venas?...

OTROS CIUDADANOS
Es el fúnebre cortejo
de los Caballeros de la Muerte...

LIDA
¡Ah, qué presagio!...

(Avanzando al encuentro de los
recién llegados) 

¡Arrigo!

IMELDA
¡Destino Infausto!

Escena Tercera 

(Arrigo herido mortalmente y sostenido por 
algunos Caballeros de la Muerte. Varios jefes 
milaneses lo siguen, entre los cuales está 
Rolando, que se avanza taciturno) 

ARRIGO
Aquí... aquí cerca del panteón de los héroes, 
en cuyo nombre la gran batalla libré...
Aquí deseo 
entregar el alma a su Hacedor...

(Lo acomodan sobre los peldaños del
templo. Lida rompe en llanto y él se
vuelve al oírla) 

(para sí) 

¡Ah, desdichada!

(viendo a Rolando) 

Esta mano... Rolando...
Antes que el hielo de la muerte la enfríe...
¿Quieres estrecharla?... ¡La hora ha llegado!

LIDA
(para sí)
¡Ay, Dios!

(Rolando mudo, indeciso, como llevado 
por una fuerza irresistible se acerca a Arrigo)

ARRIGO 
(abraza a Rolando. Los Caballeros retroceden 
un poco)
Por la Italia libre...

(haciendo uso de sus últimas fuerzas)
 
Por esta sangre, yo juro que...
tan puro como el corazón de un ángel,
es el corazón de Lida...
No miento... 
Necio error sería mentir... al morir...
¡Quien muere por la patria 
no tiene un alma malvada!

LIDA 
(acercándose al moribundo)
Hable a favor de este miserable
el dulce afecto de antaño...
Que en sus últimos suspiros
reencuentre a su amigo...
No miente...
Necio error sería mentir... al morir...
Quien muere por la patria 
no tiene un alma malvada.

ROLANDO
(para sí)
La piedad llega a mi alma...
La ira de los celos se apaga...
Esas palabras... ese anhelo 
me obligan a llorar...
No miente... 
Necio error sería mentir... al morir...
Quien muere por la patria 
no tiene un alma malvada.

(Totalmente conmovido abraza a Lida
y extiende la mano a Arrigo) 

LOS OTROS
¡Por su virtud, dentro de poco 
el premio en del cielo obtendrá!

Escena Última 

(El Primer Cónsul seguido de numerosos 
soldados y del carro triunfal) 

ARRIGO
(Señalando la bandera que ha sido 
puesta sobre el carro)
¡Ay!... Este estandarte...
¡Es el último anhelo 
de un corazón... moribundo!...

LOS OTROS
¡Cómo, cómo Ausonia pierde 
a tan noble y valiente caballero!

(Los Caballeros entregan a Arrigo 
la bandera. Desde el templo se 
escuchan himnos de alabanza) 

ARRIGO
¡Italia ha sido salvada!... Yo muero...
¡Y... bendigo... al... cielo!

(Besa la bandera y cae muerto, estrechando
el paño contra su corazón) 

TODOS
Abre Señor, el Paraíso 
a tu fiel soldado.



Traducido y Escaneado por:
José Luis Roviaro 2007