ATTO III


(Campo ameno ed remoto) 

Scena Prima

MATILDE 
Arnoldo, e d'onde nasce 
La tua disperazion? è questo, parla, 
Questo il tenero addio che m'attendea? 
Tu parti, ma ben presto 
Noi potrem rivederci. 

ARNOLDO 
Ah! no, qui resto, 
Resto per vendicare il padre mio. 

MATILDE 
Che speri tu? 

ARNOLDO 
Sangue soltanto io spero. 
Ai favori rinunzio della sorte. 
A tutto ciò che aspiro, 
Alla gloria, a te stessa. 

MATILDE 
Arnoldo, a me? 

ARNOLDO 
Fu tratto a morte il padre. 
Sotto un ferro nemico egli è caduto. 

MATILDE 
Ohimè! 

ARNOLDO 
Non sai tu forse 
Chi dirigesse il colpo? 

MATILDE 
Ah! freme il core oppresso... 

ARNOLDO 
Tel disse il tuo terror... Gessler. 

MATILDE 
Ei stesso?
Ah! se privo di speme è l'amore, 
Non mi resta che pianto e terrore, 
Infelice per sempre sarò. 
Un delitto a me toglie il mio bene, 
Fa più acerbe le immense mie pene, 
Né il suo duol confortar io potrò.
Ah! che invan provocando il destino 
A te salda serbai la mia fé; 
Ché se tu non mi sei più vicino 
Sarà morte la vita per me.
E per colmo di duol così rio 
A te un padre il delitto rapi; 
Né divider, piangendo, poss'io 
Quel destin che te stesso colpì.
Ma in onta a un fato barbaro 
Per sempre il mesto cor 
Conserverà l'immagine 
Del mio liberator. 

(Odesi un suono lontano)

ARNOLDO 
Qual fragor! Qual suono ascolto? 
Che sarà? 

MATILDE 
Gessler si desta. 

ARNOLDO 
Ei verrà dal fulmin colto. 

MATILDE 
Oggi scende ad una festa 
Che in Altdorf ei fe' bandir. 
Fuggi... Ah! fuggi un uom fatale, 
La sua gioia è ognor mortale; 
Fuggi, o misero. 

ARNOLDO 
Io fuggir? 

MATILDE 
Se a me niega di seguirti 
Reo poter di sorte austera, 
L'alma mia ti segue intera 
Fida sempre al tuo soffrir. 

ARNOLDO 
Fanno insulto al duol quei canti; 
Io qui resto per punir. 

MATILDE 
Pensa, Arnoldo... 

ARNOLDO 
Al padre io penso. 

MATILDE, ARNOLDO 
Sacrifizio io gli offro immenso 
Se ti lascio nel martir. 
Dunque addio, per sempre addio, 
Il destin si dee compir. 

(Partono per lati opposti)
 
Scena Seconda

(Gran piazza d'Altdorf. Nel fondo scorgessi il 
castello di Gessler. Da una parte evvi un palco 
destinato al Governatore. Ornano la piazza 
alcuni alberi di tigli, meli, ecc. Nel mezzo sarà 
piantato un palo a cui è sovrapposto un trofeo 
di armi, al quale tutti dovranno inchinarsi. 
Gessler, Rodolfo, ufficiali, paggi, guardie, 
coro di soldati e di svizzeri, e popolo) 

SOLDATI 
Gloria al poter supremo, 
Gloria a Gessler, 
Terror del mondo inter. 
Nella sua rabbia estrema 
i lancia l'anatema 
Sul popolo e il guerrier. 

SVIZZERE 
(fra sé)
Ben altre leggi avremo, 
Matilde, un dì per te. 
Il tuo poter supremo 
Sia tutto amor e fé.

GESSLER 
L'orgoglioso invan pretende 
Disfidar la mia vendetta, 
Le mie leggi trasgredir. 
Dee ciascun, come me stesso, 
D'ogni grado, d'ogni sesso, 
Quest'insegna riverir. 

(va a sedersi sul palco) 

SOLDATI 
Gloria al poter supremo, 
Gloria a Gessler, 
Terror del mondo inter. 
Nella sua rabbia estrema 
Ei lancia l'anatema 
Sul popolo e il guerrier. 

SVIZZERE 
(fra sé)
Ben altre leggi avremo, 
Matilde, un dì per te. 
Il tuo poter supremo 
Sia tutto amor e fé.

GESSLER 
Che l'impero germano oggi riceva 
Della vostra obbedienza il sacro pegno. 
Da un secolo ei si degna 
Un appoggio accordar col suo potere 
Alla fralezza vostra. Da vittoria 
I nostri dritti allora 
Vennero assicurati, 
E fur dagli avi vostri rispettati. 
Co' canti e in un co' giuochi 
Di questo dì l'orgoglio 
S'esalti. Udiste? Il voglio. 

SVIZZERE 
Quell'agil piè 
Ch'egual non ha, 
Invan l'augel 
Seguir potrà. 

SVIZZERI 
La tua danza sì leggiera, 
Pastorella forestiera, 
Oggi al canto s'unirà.
Non ha aprile 
Fior gentile 
Che pareggi 
Tua beltà. 

TUTTI 
Non ha l'aprile 
Un fior più gentile 
Che sia simile 
A tua beltà. 

(Segue danza) 
ACTO III


(Campiña) 

Escena Primera

MATILDE 
Arnoldo, dime:
¿De dónde nace tu desesperación? 
¿Es quizás, aquel tierno adiós que te di? 
Te vas, pero bien pronto 
Podremos volver a vernos.

ARNOLDO 
¡Ah no, aquí me quedo! 
Me quedo para vengar a mi padre.

MATILDE 
¿Qué esperas? 

ARNOLDO 
Sólo espero sangre.
Renuncio a los favores de la fortuna, 
A todo lo que aspiro, 
A la gloria, a ti misma. 

MATILDE 
¿A mí, Arnoldo? 

ARNOLDO 
La muerte fue el destino de mi padre,
Él cayó bajo un feroz hierro enemigo.

MATILDE 
¡Ay de mí! 

ARNOLDO 
¿Quizás no sabes 
quién dirigió el golpe?

MATILDE 
¡Ah, habla, tengo el corazón en un puño!...

ARNOLDO 
Te lo dice tu mismo miedo... ¡Gessler!

MATILDE 
¿Él?...
Me privó de la esperanza del amor, 
Sólo me queda llanto y terror.
Seré para siempre infeliz.
Un delito me aleja de mi amado,
Que hace más aciagas mis penas,
Y no puede confortar mi dolor.
Qué ilusa fui intentando cambiar el destino.
Te guardaré firmemente mi fe,
Pero si no puedo verte 
La vida habrá muerto para mí.
El dolor de perder a un padre,
Al que un asesino arrebató,
No lo olvidarás, y llorando, 
Podrás cumplir con tu destino.
Pero por la injusticia de un cruel hado,
Para siempre mi triste corazón
Conservará la imagen
De mi libertador.

(Se oye un sonido lejano)

ARNOLDO 
¡Qué fragor! ¿Qué sonido escucho? 
¿Qué será? 

MATILDE 
Gessler se despierta. 

ARNOLDO 
Vendrá dentro de poco.

MATILDE 
Hoy va a una fiesta 
Que se da en Altdorf.
¡Huye!... ¡Ah, huye de ese hombre fatal!
Su alegría es un mortal honor; 
¡Huye, oh, desdichado!

ARNOLDO 
¿Huir yo? 

MATILDE 
El cruel poder y la suerte aciaga
Me prohiben seguirte, 
Pero mi alma te seguirá donde vayas,
Siempre fiel, en tu sufrimiento.

ARNOLDO 
Con estos cantos insultas a mi dolor.
¡Aquí me quedo para castigar!

MATILDE 
Piensa, Arnoldo... 

ARNOLDO 
Pienso en mi padre. 

MATILDE, ARNOLDO 
Te ofrezco un inmenso sacrificio 
Al dejarte.
¡Así que adiós, adiós para siempre!
El destino debe ser cumplido.

(salen por lados opuestos)
 
Escena Segunda

(Gran plaza de Altdorf Al fondo el 
castillo de Gessler. En una parte 
se alza un paco para el gobernador. 
En el medio hay un palo en el que 
se sitúa un escudo de armas, ante el 
que todos se inclinan. Gessler, 
Rodolfo, pajes, guardias, soldados, 
suizos y pueblo) 

SOLDADOS 
Gloria al poder supremo, 
Gloria a Gessler, 
Terror del mundo entero.
En su rabia extrema 
Se lanza sin temor
Sobre el pueblo y el guerrero.

SUIZAS 
(entre ellas)
Un día habrá otras leyes
Para ti, Matilde.
Tu poder supremo 
Será amor y fe. 

GESSLER 
El orgulloso en vano pretende 
Desafiar mi venganza, 
Y transgredir mis leyes. 
Cada uno de vosotros, como yo mismo,
De cualquier clase, de cualquier sexo, 
Debe inclinarse ante esta insignia.

(Se sienta en el palco)

SOLDADOS 
Gloria al poder supremo.
Gloria a Gessler
Terror del mundo entero. 
En su rabia extrema 
Se lanza sin temor
Sobre el pueblo y el guerrero. 

SUIZAS 
(entre ellas)
Un día habrá otras leyes
Para ti, Matilde.
Tu poder supremo 
Será amor y fe. 

GESSLER 
Que hoy el imperio germano 
Reciba la sagrada prenda 
De vuestra obediencia.
Hoy hace un siglo que él se dignó,
Con su poder, gobernaros con disciplina. 
Con la victoria, nuestros derechos
Asegurados fueron entonces,
Y vuestros antepasados los respetaron. 
El corazón canta y se alegra 
En este día de orgullo.
Bailad. ¿Oísteis? Yo lo ordeno.

SUIZAS 
Si el pie 
No puede, 
En vano el alma
Podrá seguirlo. 

SUIZOS 
Tu danza es ligera, 
Pastora forastera, 
Y hoy al canto se unirá.
No tiene abril 
La gentil flor
Qué eclipse
Tu belleza. 

TODOS
No tiene abril 
La gentil flor
Qué eclipse
Tu belleza. 

(Sigue el baile) 
Scena Terza

(Alcuni soldati trascinano sul proscenio 
Guglielmo ed il figlio, che hanno osservati 
tra la folla. Guglielmo, Jemmy e detti)

RODOLFO 
(a Guglielmo) 
Inchinati, superbo. 

GUGLIELMO 
Nella fiacchezza sua se puoi tu, armato, 
Un popolo avvilir, me no, che sprezzo 
Qualunque legge che a viltà mi spinge. 

RODOLFO 
Miserabile! 

SVIZZERI 
(fra sé)
Oh qual funesto ardire! 
Per lui temer dobbiamo!

RODOLFO 
(a Gessler) 
Avvi chi tenta Infranger le tue leggi. 

GESSLER 
Qual è, 
qual è l'audace? 

RODOLFO 
È al tuo cospetto. 

GUGLIELMO 
Il tuo poter rispetto, 
Venero le tue leggi... e non pertanto 
Il capo io piego innanzi a Dio soltanto... 

GESSLER 
Cedi, obbedisci, o trema. 
La mia voce, i tuoi rischi 
Ti minacciano insiem. Mira quest'armi, 
Osserva que' soldati. 

GUGLIELMO 
Io t'odo, io vedo, 
E non t'intendo ancora. 

GESSLER 
Lo schiavo ch'è ribelle al suo signore, 
Non freme in preveder la propria sorte? 

GUGLIELMO 
E qui sarei, ov'io temessi morte? 

RODOLFO 
Quest'ardire, signor, me lo palesa: 
Egli è Guglielmo Tell, è quell'iniquo 
Che Leutoldo sottrasse all'ira tua. 

GESSLER 
S'arresti, olà! 

SOLDATI 
Gli è quello 
L'arcier temuto tanto, 
L'ardito remator. 

GESSLER 
Per lui non v'ha pietade; 
Ei cadde in poter mio. 

GUGLIELMO 
L'ultimo almen foss'io 
Scherno del tuo furor. 

GESSLER 
Quel fasto m'offende, 
Furente mi rende. 
Dal fulmin colpito 
Piegar ti vedrò. 

RODOLFO 
Dal fulmin colpito 
Domato il vedrò. 
Andiam, si disarmi, 
Fuggire non può. 

GUGLIELMO 
(a Jemmy, sottovoce)
Oh perfida sorte! 
Diletto mio figlio, 
T'invola al periglio, 
E lieto morrò.

JEMMY  
Se teco colpito 
Morire potrò.

(Vien tolta la balestra e la faretra a Guglielmo)

GUGLIELMO 
(a Jemmy di nascosto) 
Corri alla madre, e fa' che tosto incenda 
De' nostri monti sull'estrema cima 
La fiamma che segnale a' tre Cantoni 
Sia di battaglia.

GESSLER 
(a Jemmy che s'allontana) 
Arresta! 

(fra sé)

La loro tenerezza 
La mia vendetta infiamma.

(a Guglielmo) 

A me rispondi. 
E questo il figlio tuo? 

GUGLIELMO 
Il solo. 

GESSLER 
(scendendo dal palco) 
Ebben, salvarlo vuoi? 

GUGLIELMO 
Salvarlo! 
Qual è il suo fallo mai

GESSLER 
L'esserti figlio, 
Il tuo parlar, l'incauto orgoglio tuo. 

GUGLIELMO 
Io solo, io sol t'offesi: 
Me solo punir dêi. 

GESSLER 
(distaccando un pomo da un albero) 
Del suo perdono or tu l'arbitro sei. 
Siccome abile arciero 
Ti tiene ognun de' tuoi, 
Sul capo di tuo figlio 
Pongasi questo pomo, e tu col dardo 
Involarglielo dêi sotto il mio sguardo. 

GUGLIELMO 
Che chiedi mai! 

GESSLER 
Lo voglio. 

GUGLIELMO
Qual orribile decreto! 
Sul figlio mio!.. mi perdo!.. 
E tu, crudel, puoi comandarlo? Ah! mai... 
Troppo grande è il delitto. 

GESSLER 
Obbedisci! 

GUGLIELMO 
Ma tu figli non hai? 
V'è un Dio, Gessler... 

GESSLER 
Obbedisci!  
Escena Tercera

(algunos soldados arrastran sobre el
proscenio a Guillermo y su hijo, que han
estado observando entre la muchedumbre)

RODOLFO 
(a Guillermo)
¡Inclinaos, soberbios!

GUILLERMO 
Vas armado y abusas de la debilidad
De un pueblo humillado. Mas...
¡Yo desafío la ley que a tal vileza obliga!

RODOLFO 
¡Miserable! 

SUIZOS 
(entre ellos)
¡Ah qué funesto atrevimiento!
Debemos temer por él.

RODOLFO 
(a Gessler)
Intenta infringir tus leyes.

GESSLER 
¿Quién es? 
¿Quién es ese audaz? 

RODOLFO 
El que está ante ti.

GUILLERMO
Tu poder respeto, 
Cumplo tus leyes... 
Pero solamente me inclino ante Dios... 

GESSLER 
¡Obedece o tiembla!
Mis órdenes no se discuten.
Contempla estas armas, 
Observa a los soldados. 

GUILLERMO 
Los veo, 
Y no les tengo miedo. 

GESSLER 
El esclavo que se rebela contra su señor, 
¿No teme la suerte que le espera? 

GUILLERMO 
¿Y estaría aquí si a la muerte temiera? 

RODOLFO 
Señor, este atrevido solo puede ser 
Guillermo Tell, el mismo que
Sustrajo a Leutoldo de tu cólera. 

GESSLER 
¡Arrestadlo! 

SOLDADOS 
Es él, 
El temido arquero,
El valiente remero.

GESSLER 
Para él no habrá piedad,
Ha caído en mi poder.

GUILLERMO 
No te tengo miedo,
Desprecio tu furor. 

GESSLER 
Me ofende,
Me pone furioso.
Te golpearé cual rayo,
Te haré llorar.

RODOLFO 
Caerás fulminado, 
Humillado serás.
¡Vamos, desarmadle!
Que no pueda huir.

GUILLERMO 
(a Jemmy, en voz baja))
¡Oh pérfida suerte! 
Querido hijo, 
Huye del peligro 
Sálvate y moriré feliz. 

JEMMY  
Si te golpean
Yo también moriré.

(desarman a Guillermo) 

GUILLERMO
(a Jemmy, a hurtadillas)
Corre y dile a tu madre que encienda,
Sobre la gran cima de nuestros montes,
La hoguera,
Señal de batalla para los Tres Cantones.

GESSLER 
(a Jemmy que se aleja)
¡Detente! 

(para sí)

Su ternura 
Mi venganza inflama. 

(a Guillermo)

Dime:
¿Es ese tu hijo? 

GUILLERMO 
Sí, mi único hijo.

GESSLER 
(bajando de la tribuna) 
Y bien, ¿quieres salvarlo? 

GUILLERMO 
¿Salvarlo?
Él no ha hecho nada malo.

GESSLER 
¡Ser tu hijo!
Tus palabras, tu incauto orgullo...

GUILLERMO 
¡Sólo yo, sólo yo te ofendí!
¡Sólo a mí debes castigar!

GESSLER 
(cogiendo una manzana del árbol) 
Tú serás el árbitro de su perdón.
Puesto que dicen que
Eres un hábil arquero,
Sobre la cabeza de tu hijo 
Pondré esta manzana
y con una flecha la tendrás que atravesar.

GUILLERMO 
¿Qué dices! 

GESSLER 
Lo ordeno. 

GUILLERMO 
¡Qué orden tan horrible! 
¡Sobre mi propio hijo!... ¡Tiemblo!... 
¿Y tú, cruel, puedes mandar eso? 
¡Ah no, demasiado peligrosa es la prueba!

GESSLER 
¡Obedece! 

GUILLERMO 
¿Pero es que tú no tienes hijos? 
Hay un Dios, Gessler... 

GESSLER 
¡Obedece!  
GUGLIELMO 
Egli n'ascolta... 

GESSLER 
Assai dicesti; cedi alfin. 

GUGLIELMO 
Non posso. 

GESSLER 
(ai soldati) 
Pera, 
Pera il suo figlio. 

GUGLIELMO 
Ah! no... terribil legge! 
Gessler, di me trionfi, 
Una viltà m'impone 
La vita di mio figlio: 
Gessler, innanzi a te mi prostro. 

GESSLER 
(deridendo Guglielmo con sarcasmo) 
Ecco l'arcier temuto, 
L'ardito remator. La tema il vince, 
Lo abbatte un detto. 

GUGLIELMO 
Ah! questo avvilimento 
È giusto e mi punisci a dritto. 

JEMMY 
Ah! padre, 
Pensa alla tua destrezza! 

GUGLIELMO 
Temo il troppo amor mio. 

JEMMY 
Dammi la mano, 
Posala sul mio cor, 
Senti: di tema no, batte d'amor. 

GUGLIELMO 
Ti benedico figlio mio, piangendo, 
E il prisco ardir sul petto tuo riprendo. 
La calma del tuo core 
Ritorna a me vigore. 
Affetti miei, tacete.
A me l'armi porgete. 
Io son Guglielmo Tell. 

(Gli vien restituita la balestra e la faretra
che vuota per terra; sceglie uno strale e ne 
cela un altro sotto la veste)

GESSLER 
S'annodi il figlio suo. 

JEMMY 
Annodarmi! che ingiuria! Ah! no, che almeno 
Libero io mora. Espongo 
Senza tremare il capo al colpo orrendo, 
E senza impallidir fermo l'attendo. 

SVIZZERI 
(fra sé)
Ah! nemmeno l'innocenza 
Può calmar la sua vendetta!

JEMMY 
Coraggio, padre mio! 

GUGLIELMO 
Alla sua voce, dalla man mi cadono 
Quest'armi abbominate, 
E le luci ho di pianto ottenebrate. 
Mio figlio! ch'io t'abbracci 
Un'altra volta ancora. 

(Al cenno di Gessler, Jemmy 
ritorna presso Guglielmo)

Resta immobile, e ver la terra inchina 
Un ginocchio a pregar. Invoca Iddio, 
Ché, sol per suo favore, 
Al sen tornar potrai del genitore. 
Così riman col guardo fiso al ciel. 
Tu per amore vacillar potresti 
Vedendo contro te lanciar l'acuto stral, 
Un moto sol potrebbe 
La vita a noi costar. 
Jemmy, pensa a tua madre. 
Ella ci attende insiem. 

(Vien posto il pomo sul capo di Jemmy ch'è tornato
in fretta al suo posto; Guglielmo con torbidi sguardi
scorre intorno la piazza; guarda Gessler e porta la 
mano dove ha celato il secondo strale; prende la 
mira,scocca e coglie il pomo)

SVIZZERI 
Vittoria! 

JEMMY 
Oh, padre! 

SVIZZERI 
Sua vita è salva. 

GUGLIELMO 
Ciel! 

GESSLER 
Il pomo colse, oh rabbia! 

SVIZZERI 
Dal capo glielo tolse. 
Guglielmo trionfò. 

GESSLER 
Oh furor! 

SVIZZERI 
Grazie, o Ciel! 

JEMMY 
Ei mi salvò la vita, 
Un padre potea mai spegnere il figlio? 

GUGLIELMO
Io più non reggo... io mi sostengo appena... 
Sei tu, mio caro figlio? 
Io soccombo alla gioia! 

(sviene abbracciando il figlio, e gli 
cade lo strale che aveva nascosto) 

JEMMY 
Ah! soccorrete il padre. 

GESSLER 
(fra sé)
Ei sfugge all'ira mia...

(osservando il dardo caduto) 

Che vedo! 

GUGLIELMO 
Oh cielo! il sol mio ben salvai. 

GESSLER 
Quel dardo a che? 

GUGLIELMO 
Per te, s'egli era estinto. 

GESSLER 
Trema! 

GUGLIELMO 
Io tremar? 

GESSLER 
Sia di catene avvinto. 

(I soldati eseguiscono) 
GUILLERMO 
Que te ve... 

GESSLER 
¡Decídete pues!...

GUILLERMO 
No puedo. 

GESSLER 
(a los soldados)
¡Arrestadle! 
¡Arrestad a su hijo!

GUILLERMO 
¡Deteneos!... ¡Terrible ley! 
Gessler, a pesar de mis triunfos, 
Una humillación
Bien vale la vida de mi hijo: 
¡Gessler, ante ti me arrodillo!

GESSLER 
(Burlándose de Guillermo con sarcasmo)
He aquí al temido arquero, 
Al valiente remero. El temor le oprime, 
Una palabra mía le derriba. 

GUILLERMO 
¡Ay! Estoy desalentado 
Eres justo y me castigas por ello.

JEMMY 
¡Ah! padre, 
¡Piensa en tu destreza! 

GUILLERMO 
Temo fallar, amor mio. 

JEMMY 
Dame la mano,
Ponla sobre mi corazón.
Escucha: No late de temor, sino de amor. 

GUILLERMO 
Llorando te bendigo, hijo mío,
Y el ardor de tu pecho recojo. 
La calma de tu corazón
Me devuelve el vigor.
Calla, cariño mío.
¡Entregadme mis armas!
¡Yo soy Guillermo Tell!

(Le devuelven la ballesta y la aljaba. 
Elige una flecha y se coloca otra 
entre sus ropas)

GESSLER 
¡Atad al muchacho!

JEMMY 
¿Atarme? ¡Qué injuria! 
¡Ah no, que al menos muera libre!
Juro que no temblaré 
Y firmemente permaneceré sin palidecer.

SUIZOS 
(entre ellos)
Ni siquiera la inocencia 
Puede calmar su venganza.

JEMMY 
¡Ánimo, padre! 

GUILLERMO 
Al oírte, cae de mis manos
Esta abominable arma,
Y las lágrimas me oscurecen la vista.
¡Hijo mío, abrázame! 
¡Abrázame de nuevo!

(Jemmy vuelve 
junto a Guillermo)

Quédate quieto, y en la tierra 
Inca una rodilla para rezar. 
Invoca a Dios pues, sólo con su favor,
Podrás volver al seno de tu padre. 
Alza tu mirada al cielo
Pues tu amor podría vacilar
Viendo como lanzo sobre ti el audaz dardo.
Sólo un movimiento 
Podría costarnos la vida.
Jemmy, piensa en tu madre,
Ella nos espera.

(Jemmy regresa rápidamente a su 
sitio y se coloca la manzana. 
Guillermo, con mirada  airada, mira 
a Gessler. Apunta, dispara y la flecha 
atraviesa la manzana)

SUIZOS 
¡Victoria! 

JEMMY 
¡Oh, padre! 

SUIZOS 
¡Su vida ha salvado!

GUILLERMO 
¡Cielos! 

GESSLER 
¡Atravesó la manzana!... ¡Ah rabia! 

SUIZOS 
Guillermo ha triunfado 
Sobre el inicuo tirano.

GESSLER 
¡Ah furor! 

SUIZOS 
¡Gracias al cielo! 

JEMMY 
Él me salvó la vida...
¿Podría haber sido de otro modo?

GUILLERMO 
No puedo más... Apenas me sostengo.
¿Eres tú, querido hijo? 
¡Muero de alegría! 

(casi desmayado se abraza a su hijo, y se 
le cae la segunda flecha que escondió)

JEMMY 
¡Socorred a mi padre!

GESSLER 
(para sí)
Se escapa a mi cólera...

(observando la flecha caída)

¡Qué veo! 

GUILLERMO 
¡El cielo lo ha salvado! 

GESSLER 
¿Qué es esa flecha? 

GUILLERMO 
Para ti estaba reservada si él moría.

GESSLER 
¡Tiembla! 

GUILLERMO 
¿Temblar yo? 

GESSLER 
¡Encadenadlo!

(Los soldados obedecen) 
Scena Quarta

(Matilde e damigelle entrano) 

MATILDE 
Fia ver? delitto orrendo! 

SVIZZERI 
(fra sé)
E ancor dobbiam soffrir?

SOLDATI 
Entrambi d'en morir. 

GESSLER 
(a Matilde)
Che tosto sien troncati 
Lor giorni sciagurati. 
Io lo giurai, ma i rei 
Sfidar gli sdegni miei, 
Attendan quindi in ceppi
L'ora del loro morir. 

MATILDE 
(a Gessler)
Che! il figlio?.. Ah! no: t'arresta. 
Fiera sentenza è questa. 

GESSLER 
(a Matilde)
Dato fu il segno e basti; 
Meco tu invan contrasti. 
Il figlio ancor... 

MATILDE 
(a Gessler)
Giammai, 
Giammai finché vivrò. 

(ai soldati) 

In nome del sovrano 
Suo figlio a me sia dato. 

(a Gessler) 

Un popol vedi, insano, 
Contro di te sdegnato, 
E tu resisti ancor? 

RODOLFO 
(sottovoce a Gessler) 
Cedilo: il padre 
Almen ne resta.

SVIZZERI 
Ah! sì, bontà 
Del cielo è questa. 

(Gessler cede e dà ordine che Jemmy 
sia affidato a Matilde)

Guglielmo!.. oh sorte 
Atra, funesta! 

(vedendolo incatenato fra i soldati) 

Tal premio ottiene la sua virtù? 

RODOLFO 
(sottovoce a Gessler) 
Mormoran essi; 
Non li odi tu? 

GESSLER 
L'audacia dell'infido 
Nell'odio lor rivive. 
Verso Kusmac il guido: 
Per lago il condurrò. 

RODOLFO 
Sul lago?.. la bufera... 
Deh! pensa... 

GESSLER 
Van timor! 

(deridendo Guglielmo) 

Chi mai, chi mai dispera 
Dell'abil remator? 
A nuovo il traggo orribile 
Supplizio entro Kusmac, 
A cui fa cinta il lago. 

SVIZZERI 
Grazia! 

GESSLER 
Sì, or vedrete, 
Come ciascun fo pago. 
Io l'abbandono a' rettili. 
La lor vorace fame 
Gli schiuderà l'avello. 

JEMMY 
Ah padre! 

GUGLIELMO 
Oh figlio! 

SVIZZERI 
Grazia! 
Grazia! 

GESSLER 
Giammai!.. 

MATILDE 
Oh ciel!.. 

(fra sé)

È il suo destin segnato, 
Ma fia per me salvato 
Il figlio e il genitor.

JEMMY 
(a Matilde) 
Quando mi vuol l'ingrato 
Da un padre separato, 
In voi sol spera il cor. 

GUGLIELMO 
(a Gessler) 
Compi il crudel mio fato, 
Ma almeno il figlio amato 
Sia tolto a tant'orror. 

RODOLFO, GESSLER, SOLDATI 
L'ira sola che l'accende/m'accende 
Il lor sangue può placar. 

SVIZZERI 
(fra sé)
Misero! a qual mai fato 
Serbato è il suo valor!

GESSLER 
(al popolo) 
Si sgombri, olà! il recinto, 
O a' piedi vostri estinto 
Faccio costui cader. 
Temon la mia vendetta.

RODOLFO, SOLDATI
Il cenno ognun rispetta, 
Temon la tua vendetta. 

SVIZZERI 
(fra sé)
Silenzio: assicuriamo 
Il dì della vendetta.

GUGLIELMO 
Anatema a Gessler! 

JEMMY 
(a Matilde) 
Udiste la sentenza? 
Anatema a Gessler! 

RODOLFO, SOLDATI 
E noi tanta insolenza 
Dovrem soffrir, tacer? 

SVIZZERI 
Anatema a Gessler! 
Ei di morte è sul sentier. 

GESSLER 
Se alcun di lor s'inoltra, 
Si faccia al suol cader. 

MATILDE 
(a Jemmy)
Ah! vieni tu con me. 

(conduce seco Jemmy) 

SOLDATI 
Evviva, evviva Gessler. 

SVIZZERI 
Anatema a Gessler. 

(Gessler, Rodolfo ed i soldati si fanno largo nella 
confusione del popolo, e trascinano Guglielmo 
altrove. Matilde conduce seco Jemmy. Il popolo, 
incalzato dai soldati, si allontana nella massima 
costernazione)
Escena Cuarta 

(entran Matilde y su séquito)

MATILDE 
¿Qué veo? ¡Horrendo delito! 

SUIZOS 
(para sí)
Y aún deberemos sufrir más.

SOLDADOS 
Ambos deben morir

GESSLER 
(A Matilde)
Que se ponga fin a la vida 
De esos dos desgraciados.
Yo se lo advertí, pero esos criminales
Desafiaron mis órdenes.
Que aguarden, entre cadenas,
La hora de su muerte.

MATILDE 
(a Gessler)
¡Qué! ¿El muchacho?.. ¡Ah, no, detente!
La sentencia es demasiado cruel. 

GESSLER 
(A Matilde)
La orden ya fue dada, 
Pero tu en vano te opones.
Todavía al hijo...

MATILDE 
(a Gessler)
¡Jamás!
Jamás mientras yo viva!

(a los soldados)

¡En nombre del rey
Entregadme al muchacho!

(a Gessler)

Todo el pueblo 
Te desprecia, cruel,
¿Y todavía resistes? 

RODOLFO 
(en voz baja a Gessler)
¡Dáselo!
Al menos aún nos queda el padre.

SUIZOS 
¡Ah! Sí, por piedad,
El cielo será testigo.

(Gessler ordena que Jemmy vaya junto 
a Matilde. Guillermo entra encadenado)

¡Guillermo!... 
¡Hora funesta!

(viéndolo atado entre los soldados) 

¿Tal premio consigue su virtud? 

RODOLFO 
(en voz baja a Gessler)
Están murmurando
¿Los oyes? 

GESSLER 
La osadía del arrogante
El odio de la chusma revive. 
Hacia Kusmac lo guiaré
A través del lago.

RODOLFO 
¿Por el lago?... La tormenta... 
¡Piénsalo bien! 

GESSLER
¡No importa! 

(Burlándose de Guillermo)

¿Quién no estará seguro
Con este hábil remero?
Lo conduciré hacia
Un suplicio horrible, en Kusmac,
En mitad del lago.

SUIZOS 
¡Piedad! 

GESSLER 
Sí, ahora veréis 
Como le hago pagar sus fechorías.
Lo arrojaré a los reptiles,
Su voraz hambre 
Le abrirá el sepulcro.

JEMMY 
¡Ah padre! 

GUILLERMO 
¡Hijo! 

SUIZOS 
¡Piedad! 
¡Piedad! 

GESSLER 
¡Jamás!...

MATILDE 
¡Oh cielo!.. 

(para sí)

Su destino ha sido señalado,
Pero por mí serán salvados 
El hijo y el padre.

JEMMY 
(a Matilde)
El tirano me quiere
Separar de mi padre,
Sólo en vos espera mi corazón.

GUILLERMO 
(a Gessler)
Cumpliré el cruel deseo,
Pero al menos que mi amado hijo 
No presencie este horror.

RODOLFO, GESSLER, SOLDADOS 
Sólo la cólera que le/me enciende 
Con sangre se puede aplacar.

SUIZOS 
(para sí)
¡Pobre! En ese deseo bendito 
Deposita todo su valor.

GESSLER 
(al pueblo)
¡Despejad la plaza
O a vuestros pies 
Lo veréis caer muerto!
¡Temed mi venganza!

RODOLFO, SOLDADOS 
¡Obedeced su orden!
¡Temed su venganza!

SUIZOS 
(entre ellos)
Silencio: Ya se acerca
El día de la venganza.

GUILLERMO 
¡Maldito Gessler! 

JEMMY 
(a Matilde)
¿Oísteis la sentencia? 
¡Maldito Gessler! 

RODOLFO, SOLDADOS 
¿Deberemos sufrir
Tanto escarnio?

SUIZOS 
¡Maldito Gessler! 
La muerte está en su camino. 

GESSLER 
Si alguno de vosotros se entromete, 
Caerá fulminado al suelo.

MATILDE 
(a Jemmy)
¡Ah, ven conmigo!

(se lleva a Jemmy consigo)

SOLDADOS 
¡Viva, viva Gessler! 

SUIZOS 
¡Maldito Gessler!

(Gessler, Rodolfo y los soldados 
avanzan por entre el pueblo, 
llevandoa Guillermo. Matilde 
conduce a Jemmy. El pueblo se 
aleja consternado)


(Existen dos versiones del inicio del acto
Tercero. El siguiente apéndice recoge la
segunda opción de inicio de dicho acto)
   
Appendice

(L'interno di una vecchia capanna in ruine, 
che avvicina ai giardini del castello di Altdorf) 

Scena Prima

MATILDE 
Oh ciel! Sì torbido e perché? 
È questo il dolce addio
Che tu mi dai ben mio? 
Non temer, al mio sen 
Presto ti stringerò. 

ARNOLDO 
No! Io resto: l'onor 
Me lo impone e il dover! 
Io resto: vendicar vo' il padre! 

MATILDE 
Che speri tu? 

ARNOLDO 
Voglio 
Sangue e vendetta! Questo 
È l'unico mio pensier! 
Alla gloria 
Agli onori rinuncio... 
All'amore, a Matilde!.. 

MATILDE 
A me? Arnoldo! 

ARNOLDO 
Che vuoi di più? 
Il padre mio 
Empi sicari han spento! 

MATILDE 
Ciel! 

ARNOLDO 
E sai tu chi guidò la lor man? 

MATILDE 
Gelo d'orror... finisci! 

ARNOLDO 
Te lo dice il terror: Gessler. 

MATILDE 
Gessler!
Pel nostro amore 
Non v'ha più speme, 
Ci aspettan solo 
Affanni e pene, 
A noi la sorte 
È avversa ognor. 
Ah! Matilde sventurata! 
Per te pace più non v'è. 
Sdegnata, l'ombra di tuo padre s'oppone 
Al nostro infausto amor; 
Un dover crudel t'aspetta; 
Arnoldo, compi il tuo dover. 
O giorno di sciagure! 
Ho in odio il suol natio! 
Ora che il padre tu dèi vendicar 
Più non ti lice a Matilde pensar! 
Da te, mio ben, lontano 
Traendo i mesti dì 
Farò le piagge invano 
Del nome tuo sonar. 
L'imago tua scolpita 
Nel cor io porterò. 
Chi mi salvò la vita, 
Giammai scordar saprò!
Quai grida? Qual mai 
Rumor si sente?.. Gessler 
Si desta. Ohimè! Una festa militare 
Già annuncia quel rumor! 
Ah! Non ti esponi 
Ai sguardi lor, 
Arnoldo! Ah! Credi 
All'amor mio. 
Fuggi! O tremar 
Per te degg'io.
Sì! Và! Ah, se cara 
A te son io, 
No! Non tardar 
Di più ben mio, 
O mi farai 
Dal duol morir. Ovunque 
Ti trarrà la sorte, ti seguiremo 
I miei sospir. Li senti tu? Quei canti 
M'empiono di terror! 
Per pietà, non tardar!
Ah! pensa sol al padre... 
Oh! Quale istante di dolor. Straziar 
Mi sento in seno il cor!
Giammai scordar 
Io ti saprò! 

(Arnoldo parte a sinistra e Matilde 
a destra del pubblico)
Apéndice

(Interior de una vieja choza cerca 
de los jardines del castillo de Altdorf)

Escena Primera

MATILDE 
¡Oh cielos! ¿Por qué estás así? 
¿Es este el dulce adiós 
Que me das, bien mio? 
No temas, en mi pecho
Pronto te abrazaré.

ARNOLDO 
¡No! Me quedo: 
¡El honor y el deber me lo imponen! 
Me quedo: ¡Quiero vengar a mi padre! 

MATILDE 
¿Qué esperas? 

ARNOLDO 
Espero... 
¡Sangre y venganza! 
¡Éste es mi único pensamiento! 
¡A la gloria!
¡A los honores renuncio!... 
¡Al amor!... ¡A Matilde!...

MATILDE 
¿A mí? ¡Arnoldo! 

ARNOLDO 
¿Qué quieres? 
A mi padre los impíos sicarios 
Han asesinado.

MATILDE 
¡Cielos! 

ARNOLDO 
¿Y sabes quién guió ese golpe? 

MATILDE 
Me hielo de horror... ¡Acaba! 

ARNOLDO 
El terror te lo dice: ¡Gessler!

MATILDE 
¡Gessler!
Para nuestro amor no hay esperanza, 
Sólo debemos esperar
Preocupaciones y penas, 
Para nosotros la suerte 
Nos es adversa.
¡Ah! ¡Matilde desdichada! 
Para ti no habrá más paz.
Despreciada, 
La sombra de tu padre se opone
A nuestro infausto amor.
Un cruel destino te espera; 
Arnoldo, cumple con tu deber. 
¡O día de desgracias! 
¡Odio mi la tierra en que nací! 
A tu padre debes vengar 
¡No debes pensar más en Matilde! 
Lejos de ti, bien mio, 
Viviré días amargos, 
Entre llantos,
Pronunciando el sonido de tu nombre.
El deber que te guía
En el corazón llevaré.
De quién me salvó la vida
¡Jamás olvidarme sabré!
¿Quién grita? 
Se escucha un rumor... 
¡Gessler despierta! 
¡Ay de mí! 
Una parada militar 
Anuncia ese rumor.
¡Ah! No te expongas a su mirada.
¡Arnoldo, cree en mi amor!
¡Huye,
O temblar por ti deberé!
¡Sí! 
¡Vete! 
¡Sí querido, seré solo para ti!
No tardes amado mío,
O me harás morir de dolor. 
Donde quiera que vayas
Te seguirán mis suspiros. 
¿Oyes? 
¡Esos cánticos me llenan de terror! 
¡Por piedad, no te demores!
¡Piensa sólo en tu padre!... 
¡Qué instante de dolor!
Siento como el corazón 
Se desvanece en mi interior.
¡Olvidarte jamás sabré!

(Arnoldo y Matilde salen 
por lados distintos 

Acto IV