EL SECRETO DE SUSANA

 

 

 

Personajes

 

GIL

SUSANA

SANTE

               El esposo de 30 años   

              La esposa de 20 años

                      Mayordomo  

                  Tenor

              Soprano

    
             Mimo

 

La acción se desarrolla a comienzos del siglo XX.

ATTO UNICO


(Elegante salone in casa di Gil, porta e finestra
nel fondo; porte laterali. Gil, in abito da passeggio,
il cappello rialzato sulla fronte, entrando frettoloso
dal fondo)

GIL
Mantiglia grigia, cappellino rosa...
Figura snella... chiariro la cosa!...

(entra sempre in fretta nella prima stanza a sinistra)

SUSANNA
(entrando dal fondo mentre Gil esce di scena, in abito da
passeggio, mantiglia grigia e cappellino rosa, e parlando
sotto voce a Sante al limitare delta porta)
Tomato adesso? Prendi, non far motto!

(Consegna mantiglia, cappello, e un involtino di
carta a Sante, die I'intasca subito e riparte per fondo)

Che gran paura!

(Corre a guardare verso la prima
stanza a sinistra e respira forte)

E in camera.

(Entra nella stanza a dritta)

GIL
(tornando agitato dalla stanza dov’è e entrato,
e andando subito a guardare nella seconda a
dritta, respira forte anche esso)
E in salotto.

(Si cava il cappello, s'asciuga il sudore e siede)

Avrò di certo veduto male...
Non era lei ma e naturale!

(a un tratto fiutando d'intorno sorpreso)

Pero... se 1' occhio cadde in errore,
Non erra il naso, che avverte odore...
Odor, per Bacco,
Ch'e di tabacco!
È di tabacco!

(alzandosi)

Si... ben lo conosco, l'odor molesto,
Che per istinto schivo e detesto!
Chi la mia casa dunque profuma?
lo? se non fumo? Lei? ma non fuma!
Frattanto ahimè, 1' odore c'e!
L'odore c'e, frattanto, ahimè!
Oh il rio pensiero, che d'improvviso
il nasce in mente... come un avviso!
E cresce cresce... si fa gigante...
Lancia un sospetto raccapricciante!
Un seduttore!
Un fumatore!
Dio! quale orrore!
E pure occorre
prudenza e flemma,
Perché si sciolga 1' aspro dilemma.
Più d'uno sposo... lui disgraziato!
sposo divenne... predestinate,
Solo perché
Troppo teme
D'essere... ahimè!
Ad indagare incominciamo! Ehi! Sante!

(chiamando verso il fondo. Sante entra)

Dimmi la verità, Sante!... Tu... fumi.

(Sante, frenando il suo turbamento alai domando
a truciapelo, s'affretta a fare un gesto negative)


Fuma f orse...
per caso... la Contessa?

(Nuovo turbamento di Sante, e gesto
anche più negative)

E allora, quest'odor die qui si sente?

(Sante si stringe nelle spalle con fare esagerato.
Dalla stanza di Susanna perviene un suono delicato di
cembalo. Sante intanto s'affanna a far del segni verso
la stanza di Susanna, aggiungendovi il gesto del fumo,
di cui Gil ha sentito l'odore e dando a dividere che dal
salotto non gli si bada)

GIL
(da se)
Evitiam che un domestico
Sospetti... ch'io sospetto!
Ahimè!... l'odore c'e.
M'avveggo che sai niente!

(a Sante)

Basta, via!

(Alla prima parola che gli volge nuovamente il
padrone, Sante immediatamente si pianta in
atto ossequioso e impassibile)

GIL
(da se)
Sara una fantasia dell'odorato.

(a Sante)

Prepara il cioccolato.

(Sante, gestendo ancora come prima verso il salotto,
esce dal fondo. Gil passeggia concitato, sostando di
quando in quando)

Ella suona,
ed io fremo, e m'arrovello!
E tradirmi potrebbe...
dopo un mese?

(Guardando verso il salotto)

Silenzio... lascia il cembalo...

(Vedendo entrar Susanna, che va a metier e dei
fiori in un elegante vaso sul tavolino, si nasconde
dietro un paravento)

Guardala... con quell'aria ingenua e franca
Sul bel vizino impressa,
La si direbbe 1'innocenza istessa!
E si tristo sarei
Da dubitar di lei?
No... mi convince, e Sante,
E quel vecchio volpone,
Che se la fuma in barba al suo padrone!
Si, e lui, e lui!

(Gil, scherzoso., avvicinandosi non visto a
Susanna, le chiude gli occhi colle mani)

SUSANNA
(simulando maraviglia, indi con somma grazia)
Oh!... siete qui, mio Gil?
Buona sera!

GIL
Mia piccola Susanna, sono qui

(da se)

E volto quello di chi un marito inganna?

(prendendole le mani affettuosamente)

Sedete a me vicino, e discorriamo,
Mia Candida colomba,
Limpida stella mia, presente sempre,
Come faro ai viandanti,
agli occhi miei!

(Sedendo intanto insieme a Susanna presso il tavolo
e assumendo un tuono volutamente scherzoso)

Tanto e cio vero che... ridete, o cara!...
Benché sappia che sola non uscite,
Poc'anzi mi sembro... ridete, o cara!

SUSANNA
Rido, ma di che cosa?

GIL
(continuando)
Mi sembro da lontano
Di vedervi per via... figura snella,
Mantiglia grigia e cappellino rosa!

(Susanna sforzandosi a sorridere per nascondere la sua
agitazione, e arrossendo frattanto involontariamente )

SUSANNA
Or si, rido a proposito! Uscir sola,
Contro il vostro divieto?

(Da se, rapidamente)

M'ha veduta!

GIL
(s'alza e cost'anche Susanna)
So che m'illusi... ma...
perché arrossire?

SUSANNA
Perché... mi spiace udir la prima volta
Delle cose da voi,
Che non dovreste ne pensar, ne dire!...

GIL
Si, si, vi do ragione,
Non siete già di quelle!
Voi, buona fra le buone,
Voi, bella fra le belle!
V'uguaglio, o cara, a un giglio,
E il paragon non fallo,
A specchio v'assomiglio
Dal limpido cristallo.
L'ombra d'un dubbio ostile
Sia pur fugace e lieve,
Lo specchio, e il fior gentile,
Contaminar non deve!

SUSANNA
Come sapete a fondo
La scienza d'ingraziarvi!

GIL
No, cara, vi rispondo:
Non so... che idolatrarvi!
Vizi non ho... ne gioco,
Ne vin, ne fump...

(da se)

Guai!

SUSANNA
(da se)
Ah, me ne duol non poco!...

GIL
E quanto a donne, il sai,
Non ne amo, ne desidero
Che una, e me ne vanto.
Mio tutto ti considero,
Non mia meta soltanto.

(con ardor e crescente)

E sempre innamorato,
Susanna e giammai sazio...

(facendo per riprenderle le mani, con gran trasporto)

SUSANNA
(indicandogli in tempo Sante, che giunge
dal fondo con l’apparecchio pel cioccolato)
Sante col cioccolato.

GIL
(contrariato, bruscamente)
lo tanto lo ringrazio.

(Si scosta da Susanna, passeggiando nervosamente,
e giocando col porno del suo bastone, mentre Sante,
di furto, s'affatica a rifare i suoi segni d’intelligenza
verso Susanna ripe tendo anche il gesto dell'odor di
fumo scoverto dal padrone, ma nel contempo
preparando sul tavolo il cioccolato)

SUSANNA
(da se, verso Sante turbato)
Dal suo gesticolare io credo di capir...

GIL
(occupandosi a versare il cioccolato in tazza
dopo aver smesso il suo passeggiare ed essersi
appressato al tavolo)
Sante!

(Sante., smettendo i sui gesti,
si pianta immediatamente)

Potete andare!

(poi a Susanna)

Da me ti vo' servir!

(Sante s'inchina ed esce, seguito da uno sguardo
diffidente di Gil, che poi cambia subito tuono, e
va ad offrir galant'entente una tazza di cioccolato a
Susanna, sedutasi sul sofà, e dedita a reprimere il
suo turbamento. Susanna ringrazia con un sorriso,
e comincia a centellinare il cioccolato, mentre Gil,
con un altra tazza fra le mani, va a sederle vicino,
centellinando poi anch’esso, e volgendo dolcemente
la parola a Susanna)

II dolce idillio, dimmi, rammenti
Deprimi giorni del nostro amor?

SUSANNA
Parmi rivivere
Tutti i momenti
Di quell'idillio nel vivo ardor!

GIL
La nel giardino...

SUSANNA
... Pieno di sole...

GIL
Molti sospiri...

SUSANNA
... Poche parole...
lo ti sfuggivo...

GIL
lo t'inseguivo
E fu cosi
Che un certo di
Colsi il primissimo
Bacio furtivo!

SUSANNA
(con grazia scherzosa, mentre porge la tazza
a Gil, che va a deporla, unita alla sua, sul tavolo)
L'intraprendente! me lo rubo!

GIL
Ten resi tanti! chi li cento?

(scherzoso anclie lui)

lo fui, per questo, un ladro onesto!

A DUE
(appassionatamente)
Care memorie!
Fresco sorriso
D'un paradiso,
Che ci beo!

(Gil, nella sua effusione, termina con l'attirare
teneramente a se Susanna, per abbracciarla)

GIL
(d'un tratto sciogliendosi dall'abbraccio,
e alzandosi come atterrito. Da se)
Ah! l'odore fatal sin nella veste!

SUSANNA
(turbata pel turbamento di Gil, alzandosi, da se)
Ha fiutato... e ha sentito!...

GIL
(da se, osservandola vieppiù agitato)
Ella si turba!...
Non sospetto... certezza!

SUSANNA
(da se intanto, con tono disperato)
Ahimè! ahimè!
Ma ch'io faccia sul serio
Qualche cosa di male?

GIL
(afferrandole le mani)
Susanna! non negarlo!
Tu covi!

SUSANNA
(smarrita)
lo?

GIL
... Si! Un segreto!
Confessa!

SUSANNA
(risolvendosi, tremante)
Ebben.

GIL
Disu!

SUSANNA
Se... fosse vero?

GIL
(retrocedendo spaventato)
Susanna!

SUSANNA
Se più forte
Delia mia volontà...

GIL
Susanna!!

SUSANNA
Un vizio...
Una voglia... che ha poi la sua ragione.

GIL
Susanna!!!

SUSANNA
Spesso al circolo
Tu ten vai degli amici...
io passo il tempo.

GIL
Udir si può di peggio?

SUSANNA
Se, come gli altri,
tu chiudessi un occhio...
Sul mio segreto?

GIL
(cieco d'ira scattando)
Io?... lo distruggerò!

SUSANNA
(con vivacità, mista di dispetto)
Resta a veder se trovi!
Con ogni cura lo nasconderò.

GIL
(gridando, formalizzato)
Scellerata! da tua madre
Andrò tosto a reclamare!
Quella femmina esemplare
Per austera dignità,
Che giammai non s'e permessa
Di siffatte enormità!

SUSANNA
Eh! mio Dio! chissà che anch'essa...

GIL
(esasperato all’accesso)
Questo e il colmo! Taci la!

(tra pianto e sdegno)

Tali orrori... me li dici
Con quel tuono da innocente?
Me li dici, come niente...
O model di falsità?

SUSANNA
(mortificata, e piangente)
Maltrattarmi, via, per nulla!
O che tante non lo fanno?
Sei cattivo... sei tiranno,
Senz'amor... senza pietà!

GIL
lo? sciagurata!
Un gonzo io fui,
Che pel naso tu menasti!
Ma cospetto! basti, basti,
lo più gonzo non sarò!

SUSANNA
Meco usar villan linguaggio?

GIL
Userò dell'altro ancora!

SUSANNA
Minacciarmi? ne hai il coraggio?

GIL
Ciarle no! fatti o signora!

(girando la scena, e fracassando forsennatamente
quanta gli capita sotto gli occhi, tazze, guantiera,
gingilli, libri ecc.)

Toh! Toh! Toh! Toh!

SUSANNA
(con indignazione crescente)
Pian!... che f ai tu?
Fermo, vandalo!

GIL
(rovesciando tavolo, poltrone e sedie)
Toh! Toh!

(Con un piede calcato su d'una sedia)

Ah! tener cosi potessi
Chi m'intendo... sotto il pie!

(fracassandola)

SUSANNA
Conosciuto mai t'avessi!

GIL
Debbo cio dir io di te!

SUSANNA
(punta sempre più)
Men vo' dunque!

GIL
Sai la strada,
Donna... doppia!

SUSANNA
(indicandogli la prima stanza a dritta)
Men vo' a piangere di la!

GIL
Coccodrillo!

SUSANNA
Tigre!

GIL
Bada! Scoppio...

SUSANNA
Scoppia!...

A DUE
E sarà quel che sarà!

(Susanna corre a rinchiudessi, singhiozzando, nella
stanza a dritta: Gil si lascia cadere, il capo tra le mani,
su una poltrona. Dal fondo compare Sante, che guarda,
comicamente esterrefatto, la scena. Durante il seguente
intermezzo, Sante sempre con comica precauzione
perché Gil non s'avveda di nulla, torna a rimetter
ordine nella stanza. Intanto Gil rimane sempre
immobile, pure avendo di tratto in tratto dei sussulti
che fanno scuotere Sante. Messe a posto le cose,
Sante s'allontana guardingo dal fondo ed esce)

GIL
(sordamente, verso la stanza di Susanna)
Coglierla debbo... coglierla!

SUSANNA
(tornando dalla prima stanza a dritta, tutta umile,
portando i guanti, il cappello e l'ombrello di Gil,
verso il quale si avvicina, parlando lentamente)
Eccovi i vostri guanti...
II cappello... l'ombrello!

GIL
(scosso, ed alzandosi, senza guardala in viso)
Perché?

SUSANNA
(lento)
Non dovevate
Al circol degli amici andar stasera?

GIL
(a denti stretti)
Tenete a farmi uscire, eh?

SUSANNA
(timidamente)
Tengo... all'opposto.

GIL
(da se, sempre frentente)
Ma mi manda via!
Chiaro! le do fastidio.
Fingiamo! tornerò.

(Ha frattanto calzato i guanti, e messosi il
cappello in testa. Susanna gli porge l'ombrello )

Perché 1'ombrello?

SUSANNA
(indicando verso la finestra)
Minaccia pioggia...
torbida e la sera.

GIL
(marcando la frase, tra ironico e feroce)
Precisamente! avremo una bufera!

(fa per andar via dal fondo)

SUSANNA
(impedendo dolcemente l’uscita a Gil che s'arresta)
Via! cosi non mi lasciate!
Piansi tanto sola, sola!
Ed aspetto mi volgiate
Uno sguardo, una parola.
Me l'aspetto, lo vedete
Da pentita, qual' io sono,
Come segno del perdono,
Che accordar vi prego a me.
So che buono il core avete,
E cangiato il cor non e!

GIL
(siede, vinto da emozione, poggiando
l’ombrello sul tavolo)
Ah! che vocina dolce!

SUSANNA
(sempre con grazia e tenerezza insinuante)
Se v'offesi non volendo,
Se il mio torto assai vi spiace
Smetterò! 1'impegno prendo,
Ma facciamo, via, la pace.
Sono sempre la meschina
Vostra sposa, che v'adora,
Che d'un bacio solo implora
La dolcissima merce!
Son la vostra Susannina,
Che cattiva poi non e!

GIL
(da se, disarmato suo malgrado)
Ah! che vocina dolce!
La malia ne dura in me!

(S'alza e dopo certa pausa d'imbarazzante contrasto
d'affetti, si decide a baciar sulla fronte Susanna)

SUSANNA
(rianimandosi)
Grazie! son paga. Ed ora
Andate... e nel tornare
Vogliate suonar forte!

(indicando la prima stanza a dritta)

Da quella stanza
il suon poco si sente.

GIL
(di nuovo fremente)
Volete vi prevenga?

SUSANNA
Certamente.

(guardando Gil, rincresciuta)

Ma perché, amico mio,
Di quelle occhiate ancor?

GIL
(come per voler dir molto, e infine
calcandosi il cappello sul capo)
Susanna! Addio!

(esce pel fondo)

SUSANNA
(Essendosi fatta sera, accende
una lampada con elegante paralume)
Che palpiti! Che palpiti!
Oh la terribil cosa una passione,
Quando più a dominarla non riesce
Ne voler, ne ragione!
E, cosa anche peggiore... amarlo tanto,
Fra noi due non esistere segreti...
E celarne frattanto uno per lui!
Quante menzogne, poi de che arrossisco
Son del segreto mio la conseguenza!
Ah! giustamente e nelle furie andato.
Ma come far? non posso
Che raddoppiar di garbo e di prudenza!

(Sante entra cautamente misterioso dal fondo)

Bravo Sante, chiudiam tutte le porte.

(Sante eseguisce accuratamente, dopo di che
le consegna l'involtino ricevuto nella prima
scena, ed essa ne cava un sigaretta)

Ecco il mio vizietto profumato,
Causa di tanti strepiti!
Ed ei l'odia!
Peccato!

(Siede. Sante le porge dei fiammiteri, che cava di
tasca, ed essa accende con uno di quelli la sigaretta,
cominciando a fumare saporitamente. Sante tabacca,
e i due, deliziandosi, si sorridono vicendevolmente.
Si picchia a più riprese alla porta di fondo)

SUSANNA
(alzandosi sorpresa e sgomenta)
Chi e la?

GIL
(di dentro, picchiando)
Son io, Susanna!

SUSANNA
Mio marito!

GIL
(come prima)
Apri!

SUSANNA
(confusa all'eccesso)
Dove la celo?

(intascando la sigaretta, e l’involtino)

Qui!

(indicando le lendine della finestra a sinistra
a Sante, die corre a nascondervisi, anch'esso
grandemente imbarazzato)

Tu, la!

GIL
(sempre come prima)
Ma che fate?

SUSANNA
Apro! Apro!

(Da se, trepidante, e andando ad aprir
la porta in fondo)

Cielo!

GIL
(entrando, furente e guardando,
e fiutandointorno, da se)
L'indugio frapposto...
De' passi di corsa...
Più acuto 1'odore...
E qua il fumatore!
Da vil, s'e nascosto.
Inutil risorsa!
Scovarlo, trovarlo,
Schiacciarlo s’apro!

(Corre nelle stanze a dritta una
dopo l'altra. Torna deluso)

Non c’è!

SUSANNA
Ma che avete?
Che cosa v'affanna?

GIL
Non c'e!

SUSANNA
Che?

GIL
Non c'e!...

SUSANNA
Che cosa?

GIL
Tacete, tacete!

SUSANNA
Ahimè!

GIL
O casta Susanna!

(picchiando col pugno sul tavolo, e gridando)

Ehi! Sante! Balordo!
Qui dico! Poltrone! Sei sordo?

SUSANNA
Non m'ode
E più s'altera...
Qual grillo lo tenta?
Fel fumo?
Ma no!

(Sante, che ha lasciato di furto il suo nascondiglio,
finge accorrere dal fondo. Gil lo strapazza)

GIL
(scotendo per un braccio Sante)
Cogliam l'inimico!
E in casa, deluderci
Adesso non può.

SUSANNA
Che?

GIL
Esplora sollecito
Sola io e cantina.

SUSANNA
Eh?

GIL
E tetti e comignoli,
Dispensa e cucina.
Non buco, non angolo
Sfuggire ti de! Va! Va!
Scovare si de!

SUSANNA
Ma Gil!

(Sante, incitato da Gil, accende il candeliere
die sul tavolo ed esce dal fondo)

GIL
(corre nella stanza a sinistra; poi torna)
Non c'e!

SUSANNA
Ma che?

GIL
(rovista precipitosamente in tutta la scena)
Pur troppo, non c’è

SUSANNA
Ma che?

GIL
(cerca nelle tendine della finestra,
sotto il tavolo, dovunque)
Costei mi derise,
In salvo lo mise,
Invano mi logoro...
Non c'e! no! non c'e!

SUSANNA
Ma infin, che cercate?

GIL
Che cerco?

(fissandola con comica ferocia, ma reprimendosi)

L'ombrello!

SUSANNA
Col vostro cappello
Portato 1'ho qui.

GIL
Ah, si!

SUSANNA
Ricordate?

(additando L’ombrello sul tavolo)

Ma eccolo!

GIL
(furibondo)
Chi?

SUSANNA
(ingenua e placida)
L'ombrello.

GIL
(maltrattando convulsamente l’ombrello)
Ah brigante!
Furfante! Birbone! Cialtrone! Buff one!

(spezzandolo in due)

Addio! Me ne vo!

SUSANNA
Addio!
Tranquillatevi!

GIL
(da se)
Ma guai! tra un istante...

SUSANNA
Che mai?

GIL
(da se)
O casta Susanna,
Ritorno faro...
E allor... coglierlo!
Ah! ah!

(esce frettoloso pel fondo, coll'ombrello
rotto gesticolando)


SUSANNA
Gil!... Ah!
Respiro! e andato.
Stavo su le spine.
Che paura mi fece,
Mio Dio! con quell'ombrello!

(pensosa)

L'ombrel! Strambo all'eccesso
Divenne mio marito...
E chi sa che gli rumina pel capo?
Ma libera alla fine
Posso, come anelavo,
Dedicarmi al mio svago favorite!

(Cava di tasca la sigaretta che rinascose,
la accende, poi siede su una poltrona a
dondolo, e fiuma soddisfatta e contenta)

Oh gioia, la nube leggera
Con gli occhi socchiusi seguire,
Che ascende con cerule spire,
Ascende per tenue d'un vel,
E sembra dorata chimera
Vanente nel limpido ciel!
Sottile vapor, mi carezza,
Mi culla, sognare mi fa...
Libare con lenta dolcezza
lo vo' la tua voluta!
In quelle spire cerule
Vedo vagar perfino
Un'amorosa immagine,
Quella del mio sposino!
Ma più gentil, più tenera,
Leggiadra più mi par...
Da i suoi profili eterei
Mi sento affascinar!

(Fumando e assorta nel suo fantasticare, quasi
s'assopisce. Frattanto la lampada, consunta, va
spagnendosi)

GIL
(comparendo dalla finestra, L’ombrello in pugno)
Ti colgo questa volta!

SUSANNA
(alzandosi spaventata in fretta, e nascondendo
dietro le spalle la mano con la sigaretta)
Ah! Gil!

GIL
(predpitandosi giù nella stanza)
Dov'e 1'infame?...

SUSANNA
Chi?

(Qui la lampada si spegne affatto)

GIL
(proseguendo)
Quei che nascondete
Assente me!

(nel ghermirle con forza la mano che
essa nasconde si scotta)

Disdetta!
Mi sono scottato! Perfida!
Cosa nascondi la?

SUSANNA
(tutta tremante mostrando la sigaretta)
La... sigaretta!

GIL
(inebetito)
Tu fumavi?

SUSANNA
(cadendo in ginocchio)
Perdono!
Perdonami!
A comprarne
Per non indurre Sante a farsi reo
Lui pure, andavo io stessa...

GIL
(anch'egli cade in ginocchio}
Angelo mio!
Tu a me perdona invece!
Ero... ahimè... si... geloso!

(chinando il capo)

SUSANNA
(maliziosamente ridendo seduto per terra)
Geloso? Del mio fumo?
Ah! ah! ah! ah!
Perdoniamoci a gara!
Ma più non fumerò, se tu non vuoi!
Sol Famor tuo mi preme!

GIL
No! Fumeremo insieme!

SUSANNA
(con viva gioia)
Insiem? Pel gran piacere,
Ti betterei le mani!

(dandogli una sigaretta)

Ah! Prendi!

GIL
Anche un'altra?

SUSANNA
Quella... di domani!

(Accende la sigaretta di Gil colla propria,
bocca a bocca)

GIL
(alzandosi)
Biricchina!

SUSANNA
(alzandosi)
Caro sposo!
Fumerai?

GIL
Mi proverò!

SUSANNA
(con grazia un po' ironica)
Mi farai mai più il geloso?

GIL
No, mia cara, fumerò!

INSIEME
Tutto e fumo a questo mondo,
Che col vento si dilegua,
Ma 1'amor, sincer, profondo,
Fuma, fuma, senza tregua!

(Colla sigaretta in bocca e tenendosi per ambe le
mani si mettono a girare in tondo come due bambini)

SUSANNA
(Interrompessi la danza indicando la sigaretta)
Ma, nella foga, ve', dell'allegria,
La mia s'e spenta!

GIL
(ridendo, e additando la sua)
E vedi, anche la mia.

(Restano, incerti sul da farsi, ma qui, dal fondo, col
candeliere acceso, rientra Sante, che vede, capisce,
ride, e offre ai due la fiamma. Essi accettano e
accendono la sigaretta. Susanna appoggia il capo sulla
spalla di Gil. Egli le accenna la stanza a sinistra come
chiedendole: Vuoi? Susanna dice di sì col capo. Sante
capisce e va precedendo i due ad aprir la portiera, poi
s’inchina. Susanna e Gil escono. Sante smorza il lume)

SANTE
Ffff...

(La scena s’oscura. Luce di luna dalla finestra. In
quattro salti esce Sante dal fondoin una nuvola di
fumo.)



ACTO ÚNICO


(Elegante sala en casa de Gil, hay una puerta y
ventana al fondo y puertas laterales. Gil que está
vestido para salir, con el sombrero alzado sobre
la frente, entra rápido desde el fondo)

GIL
Su mantilla gris... Su capelina rosa...
La misma figura delgada... ¡Debo aclarar esto!

(entra apresurado en la habitación de la derecha)

SUSANA
(entra excitada mientras Gil desaparece; va
vestida con ropa de calle con sombrerito rosa.
Habla en voz baja con el mayordomo, Sante)
¿Ya volvió? ¡Toma, pero no digas nada!

(Le da el sombrerito y un paquetito que Sante
guarda en el bolsillo y se marcha por el fondo)

¡Qué susto!

(corre a mirar en la primera habitación
de la izquierda y respira aliviada)

Está en el dormitorio.

(Entra en la habitación de la derecha)

GIL
(Regresa entretanto agitado de la habitación
donde había entrado y va derecho a mirar en la
segunda habitación respirando profundamente)
Está en la sala.

(se quita el sombrero y seca el sudor de la frente)

Seguro que vi mal.
¡No era ella!... Es lógico.

(husmea alrededor extrañado)

Sin embargo... el ojo comete errores...
La nariz que advierte el olor no se equivoca...
¡Olor, por Baco,
que es de tabaco!
¡Es de tabaco!

(levantándose)

¡Bien que conozco ese molesto olor
que por instinto esquivo y detesto!
Pero entonces ¿quién fuma en mi casa?
¿Yo?... ¡Si no fumo!... ¿Y ella? ¡Tampoco fuma!
Entretanto ¡ay de mí! sigue oliendo,
el olor no desaparece ¡ay de mí!
¡Oh, qué cruel pensamiento llega a mi mente!
¡Es como un advertencia!
Y crece... y crece... y se hace gigante...
¡Me lanza una sospecha espeluznante!
¡Un amante!
¡Y un fumador!
¡Dios mío, qué horror!
Sin embargo, es necesario
prudencia y frialdad
para que se resuelva este amargo dilema.
Más que un esposo... ¡desgraciado!
Me volví un esposo... predestinado...
sólo porque...
Demasiado temí...
De ser así... ¡ay de mí!...
A investigar comencemos... ¡Eh, Sante!

(Llamando hacia el fondo Sante entra)

¡Dime la verdad, Sante!... ¿Tú fumas?

(Sante, disimulando su turbación por la pregunta,
sacude la cabeza y hace un gesto negativo)

¿Fuma quizás...
por casualidad... la Condesa?

(nueva turbación y otro gesto
negativo por parte de Sante)

Y, entonces, ¿por qué este olor?

(Sante, se encoge de hombros exageradamente.
Desde el dormitorio de Susana se oye el sonido
delicado de un Cémbalo. Sante, mientras tanto,
se desespera moviendo las manos hacia el
dormitorio de Susana tratando de disipar el
humo que Gil olió, sin que este se dé cuenta)

GIL
(para sí)
Evitemos que un sirviente sospeche...
¡Lo que yo sospecho!
¡Ay de mí, el olor persiste!
¡Creo que él no sabe nada!

(a Sante)

¡Está bien, puedes marcharte!

(A la primera palabra que le dirige su
patrón, Sante inmediatamente adopta
una actitud obsequiosa e impasible)

GIL
(para sí)
¿Será una fantasía de mi olfato?

(a Sante)

Prepara el chocolate.

(Sante, gesticulando otra vez como antes
hacia el salón, sale por el fondo. Gil, se
pasea deteniéndose de tanto en tanto)

Ella toca el cémbalo,
¡y yo, mientras, tiemblo y me enfurezco!
¿Podría traicionarme
después de un mes de casados?

(mirando hacia el salón)

¡Silencio!... Dejó el cémbalo

(Viendo entrar a Susana, que va a poner un
elegante jarrón con flores sobre una mesita,
se esconde detrás de un biombo)

Mírenla... con ese aire de modosita
grabado sobre su linda carita,
¡se diría que es la inocencia misma!
¿Y tan triste estoy
por dudar de ella?
No... estoy convencido, seguro que es Sante.
¡Ese viejo zorro que fuma
en las barbas de su patrón!...
¡Sí, es él, seguro!

(Gil se acerca sin ser visto por Susana
y le tapa los ojos con las manos)

SUSANA
(simulando estar sorprendida y con gracia)
¡Oh!..¿Estás aquí, querido Gil?
¡Buenas tardes!

GIL
Mi pequeña Susana, sí, estoy aquí.

(para sí)

¿Es ésa la cara de quién engaña al marido?

(Tomándole las manos con cariño)

Siéntate a mí lado, y hablemos,
mi cándida paloma,
límpida estrella mía,
que siempre te tengo presente.
¡A mis ojos eres como el faro a los navegantes!

(Sentándose junto a Susana y asumiendo
un tono forzadamente gracioso)

Eso es tan cierto... ¡ríete querida!
Aunque sé que no sales sola,
hace un instante me pareció...¡ríete querida!

SUSANA
Me río, pero ¿de qué?

GIL
(Continuando)
Me pareció de lejos
verte por la calle... tu figura esbelta
¡con mantilla gris y sombrero rosa!

(Susana se esfuerza por reír para ocultar su
agitación y enrojece a la vez involuntariamente)

SUSANA
¡Ahora sí me río de verdad!
¡Salir sola!... Contrariando tu prohibición.

(de inmediato, para sí)

¡Me vio!

GIL
(levantándose a la vez que Susana)
Sé que me equivoqué... pero...
¿porque te ruborizas?

SUSANA
Por que... me disgusta oír por primera vez
esos reproches de ti.
¡Cosas qué no deberías ni pensar, ni decir!...

GIL
Sí, te doy la razón.
¡Tú no eres de esas!
Tú, eres buena entre las buenas...
y bella entre las bellas.
Te equiparo, mi amada, a una azucena.
Y con el parangón no me equivoco.
Eres como el reflejo
del nítido cristal.
¡La sombra de una duda hostil,
aunque sea fugaz y leve,
no debe contaminar
ni al espejo, ni a la gentil flor!

SUSANA
¡Qué bien conoces
el arte de congraciarte!

GIL
Querida, te contesto:
¡Yo no sé... más que idolatrarte!
No tengo vicios... no juego,
no bebo... no fumo... jamás.

(para sí)

¡Guay!

SUSANA
(para sí)
¡Oh, me empiezo a preocupar!...

GIL
Y en cuanto a las mujeres.
Tú sabes, ni las amo, ni las deseo.
¡Sólo a una, de la que me vanaglorio!
¡A la que considero todo mi ser,
no solamente mi mitad!

(Con ardor creciente)

Estoy totalmente enamorado,
Susana, y jamás saciado...

(Intentando tomarle las manos con arrebato)

SUSANA
(señalándole en ese momento a Sante, que
aparece en el fondo con la bandeja del chocolate)
Sante, con el chocolate.

GIL
(Contrariado, bruscamente)
Se lo agradezco mucho.

(Gil se aleja de Susana y pasea nerviosamente
jugando con el pomo de su bastón. Sante
furtivamente rehace las señas de inteligencia a
Susana repitiendo el gesto del olor a humo
descubierto por su patrón, al mismo tiempo
que prepara la mesa para el chocolate)

SUSANA
(Susana para sí, mirando a Sante)
Por la forma de gesticular, creo entender...

GIL
(Sirve rápidamente el chocolate en dos tazas,
después de haber dejado de pasear y haberse
acercado a la mesa)
¡Sante!

(Sante deja de gesticular y queda inmóvil
como una estatua)

Puedes retirarte.

(A Susana)

¡Yo mismo quiero servirte!

(Sante se inclina y sale, seguido de una mirada
de desconfianza por parte de Gil, que después
súbitamente cambia de tono y se acerca para
ofrecerle galantemente una taza de chocolate a
Susana, que sentada en el sofá trata de reprimir
su turbación. Susana le agradece con una sonrisa
y comienza a batir el chocolate, mientras Gil,
con otra taza en la mano, se sienta a su lado
dirigiendo con dulzura la palabra a Susana)

¡Dime que extrañas, el dulce idilio,
los primeros días de nuestro amor!

SUSANA
¡Me parece volver a vivir
todos aquellos momentos
de ardoroso idilio!

GIL
Allá, en el jardín...

SUSANA
Lleno de sol...

GIL
Muchos suspiros...

SUSANA
Y pocas palabras...
Yo te rehuía...

GIL
Y yo te seguía...
¡Y fue así
que un buen día
yo recogí
el primerísimo beso furtivo!

SUSANA
(con gracia juguetona, mientras le tiende a Gil
la taza vacía, quien la deposita sobre la mesa)
¡El atrevido! ¡me lo robó!

GIL
¡Y siguieron otros muchos besos!

(bromeando)

¡Yo fui, un ladrón honesto!

A DÚO
(apasionadamente)
¡Queridos recuerdos
frescas sonrisas
de un paraíso,
que nos embriagó!

(Gil, manifestando efusivamente sus sentimientos,
atrae hacia sí a Susana y la abraza)

GIL
(de golpe, separándose de ella y levantándose,
como asustado de sus acciones. Para sí)
¡Ah, ese olor fatal está hasta en su vestido!

SUSANA
(turbada, se levanta. Para sí)
Él me ha olido... Se ha dado cuenta...

GIL
(Para sí, mirándola más agitado que antes)
¡Está turbada!...
Ya no sospecho, ¡estoy seguro!

SUSANA
(Para sí, con tono desesperado)
¡Ay de mí! ¡Ay de mí!
¿Pero es que
estoy haciendo algo malo?

GIL
(Aferrándole las manos)
¡Susana! ¡No lo niegues!
¡Escondes algo!

SUSANA
(Confundida)
¿Yo?

GIL
... ¡Sí un secreto!
¡Confiésalo!

SUSANA
(Resuelta pero temblorosa)
Es que...

GIL
¡Dímelo!

SUSANA
¿Y si fuese verdad?

GIL
(Retrocediendo espantado)
¡Susana!

SUSANA
Sí, es más fuerte
que mi voluntad...

GIL
¡Susana!

SUSANA
Un vicio...
Un deseo... que tiene sus motivos de ser...

GIL
¡Susana!

SUSANA
Es frecuente en nuestro círculo...
Tú sales con tus amigos
y yo tengo que matar el tiempo...

GIL
¿Se pueden oír cosas peores?

SUSANA
Si, como hacen otros maridos,
¿tú cerrases los ojos...
con mi secreto?

GIL
(estallando, ciego de ira)
¿Yo?... ¡Lo destruiré!

SUSANA
(Con vivacidad y algo de desprecio)
¡Vamos a ver si lo descubres!
Con mucho cuidado lo esconderé.

GIL
(Gritando ofendido)
¡Pérfida! ¡Iré a ver a madre!
¡Iré enseguida a quejarme!
¡Iré a ver a esa mujer ejemplar,
que por su austera dignidad,
jamás se permitió
semejante exceso!

SUSANA
¡Eh, Dios mío, pero si ella lo sabe...

GIL
(Exasperado al extremo)
¡Esto es el colmo!¡ No sigas hablando!

(Entre lloroso y desdeñoso)

¿Tales horrores... me dices
con ese tono del inocencia?
¿Y me los dices, como si nada?...
¡Oh, modelo de falsedad!

SUSANA
(Mortificada y llorosa)
¡Maltratarme, por nada!
Pero ¿acaso no lo hacen otra muchas?
¡Eres malo...eres tirano,
sin amor... sin piedad!

GIL
¿Yo un tirano? ¡Desgraciada!
¡Un imbécil es lo que soy,
a quien llevas por la nariz!
¡Pero, ya basta, te aseguro
que ya no seré un imbécil!

SUSANA
¡Conmigo no uses ese lenguaje?

GIL
¡Usaré otro mejor aún!

SUSANA
¿Me estás amenazando?

GIL
¡Cháchara no! ¡Hechos, señora!

(Gira alocado por el escenario tirando
estrepitosamente todo lo que encuentra
a su paso, tazas, tetera, libros, etc.)

¡Mira! ¡Mira! ¡Mira! ¡Mira!

SUSANA
(Con indignación creciente)
¡Despacio!...¿Qué haces?
¡Para, bárbaro!

GIL
(Volcando la mesa, el sillón y las sillas)
¡Mira! ¡Mira!

(Con un pié sobre una silla)

¡Ah, si pudiera tener así a quién yo pienso...
¡Bajo mis pies!

(Ruidosamente)

SUSANA
¡Ojalá nunca te hubiera conocido!

GIL
¡Eso debo decir yo de ti!

SUSANA
(Cada vez más ofuscada)
¡Entonces, me voy!

GIL
Ya sabes el camino.
¡Mujer... de dos caras!

SUSANA
(Señalando la primera habitación de la derecha)
¡Me voy a llorar ahí!

GIL
¡Cocodrilo!

SUSANA
¡Tigre!

GIL
¡Cuidado, que estoy a punto de estallar!

SUSANA
¡Revienta si quieres!

A DÚO
¡Lo que será, será!

(Susana corre, sollozando, a la habitación
de la derecha. Gil se deja caer, con la cabeza
entre las manos, en un sillón. Por el fondo
aparece Sante, que mira cómicamente aterrado
la escena. Durante el siguiente intermedio, Sante,
siempre precavido para que Gil no se de cuenta,
vuelve a colocar las cosas en su lugar. Gil
permanece inmóvil, teniendo cada tanto un
sobresalto que asusta a Sante. Habiéndolo ordenado
todo, Sante sale cauto y prudentemente por el fondo)

GIL
(En voz baja, hacia la habitación de Susana)
¡Debo pescarla... debo pescarla in fraganti!

SUSANA
(Volviendo conciliadora y humilde,
trayendo los guantes, el sombrero
y el paraguas de Gil)
¡Aquí están... tus guantes,
el sombrero y el paraguas!

GIL
(Ofendido, levantándose y sin mirarla a la cara)
¿Para qué?

SUSANA
(pausadamente)
¿No ibas a ir esta noche al Círculo,
con tus amigos?

GIL
(Con los dientes apretados)
¿Pretendes que me vaya?

SUSANA
(Tímidamente)
Yo deseo... lo contrario

GIL
(Para sí, siempre enfurecido)
¡Pero me envía lejos!
¡Claro, yo molesto!
¡Finjamos irnos! Volveré.

(Mientras se pone los guantes y el sombrero,
Susana le ofrece el paraguas)

¿Para qué el paraguas?

SUSANA
(señalando hacia la ventana)
Hay amenaza de lluvia...
La tarde está oscura.

GIL
(Marcando sus palabras entre irónico y feroz)
¡Efectivamente, tendremos tormenta!

(intenta salir por el fondo)

SUSANA
(Impide dulcemente la salida de Gil)
¡Vamos, entonces no me dejes!
¡Lloré tanto cuando me quedé sola!
Y espero
que me dirijas una mirada,
al menos una palabra...
¿Lo ves? Estoy arrepentida
y como señal de perdón
te ruego que nos reconciliemos.
Sé que tienes buen corazón,
y el corazón no lo has cambiado.

GIL
(Se sienta vencido por la emoción,
apoyando el paraguas sobre la mesa)
¡Ah, qué dulce vocecita!

SUSANA
(Siempre con gracia y ternura insinuante)
Si te ofendí sin querer,
si mi vicio te disgusta tanto... lo dejaré.
Es el compromiso que asumo.
Si hacemos, ahora las paces
yo seré siempre
la fiel esposa que te adora
y que con un beso ahora te implora,
¡tu dulcísima misericordia!
Soy tu Susanita,
¡que después de todo no es tan mala!

GIL
(derrotado, para sí y a pesar suyo)
¡Ah, qué dulce vocecita!
Me tiene totalmente hechizado.

(Se levanta y tras una pausa,
se decide a besar a Susana en la frente)

SUSANA
(reanimándose)
¡Gracias, estoy satisfecha! Y ahora vete...
Y al regresar te ruego
¡que golpees fuerte la puerta!

(Señalando la primera habitación de la derecha)

Desde mi habitación casi no se oye
cuando llaman a la puerta.

GIL
(De nuevo enfurecido)
¿Quieres que te alerte cuando regrese?

SUSANA
Por supuesto.

(Mirando a Gil ofuscada)

Pero ¿por qué amigo mío,
continúas con esa mirada?

GIL
(Como queriendo decir mucho más,
al final se pone el sombrero)
¡Susana! ¡Adiós!

(Sale por el fondo)

SUSANA
(Habiéndose hecho de noche, enciende una
lámpara con un elegante encendedor)
¡Se lo imagina! ¡Se lo imagina!
¡Oh, qué cosa tan terrible una pasión!
Cuando se trata de dominarla sin ningún éxito
¡Ni queriendo, ni razonando!
Y es cosa aún peor...quererlo tanto.
Entre nosotros no existía ningún secreto...
¡y ahora tengo uno que ocultarle!
¡Tantas mentiras de las que me avergüenzo!
¡Son las consecuencias de mi secreto!
¡Ah, con razón él se dejó llevar por la furia!
¿Qué puedo hacer? ¡No puedo más que
redoblar mis cuidados y mi prudencia!

(Sante entra misteriosamente por el fondo,)

¡Bravo Sante, cerremos todas las puertas!

(Sante cierra la puerta, después de lo cual le
entrega el paquete que recibió en la primera
escena y saca un cigarrillo)

¡He aquí mi pequeño vicio perfumado,
la causa de tanto alboroto!
¡Él lo odia!
¡Que pena!

(Se sienta. Sante le ofrece fósforos, que saca de su
bolsillo y ella enciende un cigarrillo, comenzando
a fumar saboreándolo. Sante también fuma y
ambos esbozan una sonrisa de complicidad. Se
siente golpear varias veces la puerta del fondo)

SUSANA
(se levanta asustada y sorprendida)
¿Quién es?

GIL.
(Desde afuera, golpeando)
¡Soy yo Susana!

SUSANA
¡Mi marido!

GIL
(Como antes)
¡Abre!

SUSANA
(muy indecisa)
¿Dónde lo oculto?

(Esconde en el bolsillo el cigarrillo y el paquete)

¡Aquí!

(Indicando la cortina de la ventana de la
izquierda a Sante, que corre a esconderse,
también él muy confundido)

¡Tú, allí!

GIL
(Igual que antes)
¿Pero qué haces?

SUSANA
¡Abro! ¡Abro!

(Para sí, temerosa y yendo a abrir
la puerta del fondo)

¡Cielos!

GIL
(Entrando furioso, mirando
y olfateando alrededor. Para sí)
Demora a propósito...
Ruido de pasos...
Más fuerte el olor...
¡Está aquí el fumador!
El cobarde, se escondió,
¡Inútil recurso!
¡Descubrirlo, encontrarlo,
aplastarlo, sabré!

(Corre de habitación en habitación
y regresa desilusionado)

¡No está!

SUSANA
¿Pero qué tienes?
¿Qué te preocupa?

GIL
¡No está!

SUSANA
¿Qué cosa?

GIL
¡No está!

SUSANA
¿Qué cosa?

GIL
¡Cállate, cállate!

SUSANA
¡Ay de mí!

GIL
¡Oh, casta Susana!

(Golpeando con el puño sobre la mesa y gritando)

¡Eh! ¡Sante! ¡Botarate!
¡Qué digo! ¡Vago! ¿Estás sordo?

SUSANA
Él no me oye
y se altera cada vez más...
¿Qué bicho le picó?
Por el humo...
¡No creo!

(Sante, que dejó furtivamente su escondite,
finge venir del fondo. Gil lo maltrata)

GIL
(agarrando por el brazo a Sante)
¡Atrapemos al enemigo!
Esta en casa,
ya no se me puede engañar.

SUSANA
¿Qué?

GIL
Revisa escrupulosamente
la azotea y la bodega.

SUSANA
¿Eh?

GIL
¡Los techos, la chimenea,
la despensa y la cocina!
Que ningún hueco,
ningún rincón quede sin revisar!
¡Ve! ¡Ve! ¡Debes descubrirlo!

SUSANA
¡Pero Gil!

(Sante, impulsado por Gil, enciende un
candelabro y sale por el fondo)

GIL
(entra en la habitación de la izquierda y regresa)
No está.

SUSANA
¿Pero qué?

GIL
(busca precipitadamente por toda la escena)
Tampoco, no está.

SUSANA
¿Pero qué?

GIL
(busca tras las cortinas de la ventana,
bajo la mesa, en todos lados)
¡Ella se burla de mí!
A salvo lo puso.
¡En vano me pongo fuera mí!
¡No está! ¡No! ¡No está!

SUSANA
Pero ¿qué buscas?

GIL
¿Qué busco?

(mirándola con cómica ferocidad)

¡El paraguas!

SUSANA
Lo dejaste con el sombrero...
¡Ahí está!

GIL
¡Ah, es cierto!

SUSANA
¿Lo recuerdas?

(señalando el paraguas en la mesa)

¡Sí, ahí está!

GIL
(Furioso)
¿Quién?

SUSANA
(Ofreciéndoselo ingenua y tranquila)
El paraguas.

GIL
(Maltratando convulsivamente el paraguas)
¡Ah, bandido!
¡Taimado! ¡Bribón! ¡Charlatán! ¡Bufón!

(Rompiéndolo en dos)

¡Adiós! ¡Me voy!

SUSANA
¡Adiós!
¡Tranquilízate!

GIL
(Para sí mismo)
¡Pero cuidado! En un momento...

SUSANA
¿Qué?

GIL
(siempre hablando para sí)
¡Oh, Casta Susana!
Daré la vuelta y entonces...
¡Lo atraparé!
¡Ja! ¡Ja!

(Sale apresuradamente gesticulando por
el fondo con el paraguas roto)

SUSANA
¡Gil!... ¡Ah!
¡Qué alivio, se ha ido!
Yo estaba sobre ascuas.
¡Qué miedo me dio!
¡Dios mío, el araguas!

(Pensativa)

¡El paraguas! Realmente extraño
se volvió mi marido,
¿Quién sabe lo que le ronda por la cabeza?
¡Pero libre al fin,
puedo, como anhelaba,
dedicarme a mi placer favorito!

(Saca del bolsillo el cigarrillo donde lo tenía
escondido y un fósforo, lo enciende, después se
sienta en un sillón y fuma satisfecha y contenta)

¡Qué placer seguir,
con los ojos entornados,
esta nube cuando asciende en azuladas espirales!
¡Asciende más tenue que un velo
y parece una dorada quimera,
desvaneciéndose en el límpido cielo!
¡Su sutil vapor, me acaricia,
me acuna, me hace soñar!
¡Deseo beber en sorbos de lenta dulzura
tu voluptuosidad!
En las espiradles azuladas
veo vagar
una imagen amada,
¡la de mi maridito!
Pero parece más gentil,
tierna y bella.
¡De su etérea silueta
me siento fascinada!

(Sigue fumando y absorta en sus fantasías,
casi amodorrada. Mientras tanto la lámpara,
consumida, va apagándose)

GIL
(Aparece por la ventana empuñando el paraguas)
¡Esta vez te agarro!

SUSANA
(levantándose rápidamente, asustada y
escondiendo tras la espalda el cigarrillo)
¡Oh, Gil!

GIL
(precipitándose en la habitación)
¿Dónde está el infame?...

SUSANA
¿Quién?

(La lámpara se apaga totalmente)

GIL
(continuando)
¿El que ocultaste,
estando ausente yo?

(Agarrándole con fuerza la mano que
ella esconde, grita)

¡Desdichada!
¡Me quemé! ¡Pérfida!
¿Qué escondes ahí?

SUSANA
(temblando mostrándole el cigarrillo)
El... ¡El cigarrillo!

GIL
(Con gran asombro)
¿Tú fumas?

SUSANA
(cayendo de rodillas)
¡Perdón!
¡Perdóname!
A comprarlos iba yo misma,
para no inducir a Sante
a cometer una falta.

GIL
(también de rodillas)
¡Mi ángel!
¡Al contrario perdóname tú!
Estaba... celoso. ¡Ay de mí, sí, celoso!

(Agacha la cabeza)

SUSANA
(riendo maliciosamente se sienta en el suelo)
¿Celoso? ¿De mi humo?
¡Ja! ¡Ja! ¡Ja! ¡Ja!
¿Perdonémonos mutuamente!
¡No fumaré más, si tú no quieres!
¡Sólo tu amor me importa!

GIL
¡No, fumaremos juntos!

SUSANA
(con gran alegría)
¿Juntos? Con gran placer,
¡Te aplaudiría!

(ofreciéndole un cigarrillo a Gil)

¡Toma!

GIL
¿Otro más?

SUSANA
¿Es para mañana?

(enciende el cigarrillo de Gil, en su propia boca
y se lo pasa graciosamente)

GIL
(Levantándose)
¡Pilluela!

SUSANA
(levantándose también)
¡Querido esposo!
¿Fumarás?

GIL
¡Probaré!

SUSANA
(con gracia y un poco irónica)
¿No me celarás más?

GIL
¡No querida mía, fumaré!

JUNTOS
Todo es humo en este mundo
que con el viento se dispersa,
pero el amor, cuando es sincero y profundo,
¡fuma, fuma, sin parar!

(Con el cigarrillo en la boca y agarrándose
de las manos comienzan a girar como dos niños)

SUSANA
(riendo señala el cigarrillo)
¡Pero en el arrebato de la alegría,
el mío se apagó!

GIL
(riendo y mostrando el suyo)
¡Y mira, también el mío!

(Por el fondo, con un candelabro encendido, llega
Sante que ve, comprende, ríe y le ofrece la llama
a ambos. Éstos encienden sus cigarrillos. Susana
apoya la cabeza en el hombro de Gil. Él le señala
la habitación de la izquierda como
preguntándole: "¿Quieres?". Susana hace un
gesto afirmativo. Sante les abre la puerta y
luego hace una reverencia. Susana y Gil salen)

SANTE
Ffff...

(La escena se oscurece. La luz de la luna entra
por la ventana. En cuatro saltos, Sante sale por
el fondo envuelto en una nube de humo)



Digitalizado y traducido por
José Luis Roviaro 2012