ATTO SECONDO


(Interno della fattoria d'Adina. Da un lato tavola 
apparecchiata a cui sono seduti Adina, Belcore, 
Dulcamara, e Giannetta. Gli abitanti del villaggio 
in piedi bevendo e cantando. Di contro i sonatori del 
reggimento, montati sopra una specie d'orchestra, 
sonando le trombe.)

Scena Prima

CORO 
Cantiamo, facciam brindisi 
a sposi così amabili. 
Per lor sian lunghi e stabili 
i giorni del piacer. 

BELCORE 
Per me l'amore e il vino 
due numi ognor saranno. 
Compensan d'ogni affanno 
la donna ed il bicchier. 

ADINA 
(fra sé
Ci fosse Nemorino! 
Me lo vorrei goder. 

CORO 
Cantiamo, facciam brindisi 
a sposi così amabili 
per lor sian lunghi e stabili 
i giorni del piacer. 

DULCAMARA 
Poiché cantar vi alletta, 
uditemi, signori: 
ho qua una canzonetta, 
di fresco data fuori, 
vivace graziosa, 
che gusto vi può dar, 
purché la bella sposa 
mi voglia secondar. 

TUTTI 
Sì si, l'avremo cara; 
dev'esser cosa rara 
se il grande Dulcamara 
è giunta a contentar. 

DULCAMARA 
(cava di saccoccia alcuni libretti,
 e ne dà uno ad Adina.) 
La Nina gondoliera, 
e il senator Tredenti, 
barcarola a due voci.» Attenti. 

TUTTI 
Attenti. 

DULCAMARA 
Io son ricco, e tu sei bella, 
io ducati, e vezzi hai tu: 
perché a me sarai rubella? 
Nina mia! Che vuoi di più? 

ADINA 
Quale onore! 
Un senatore me d'amore supplicar! 
Ma, modesta gondoliera, 
un par mio mi vo' sposar. 

DULCAMARA 
Idol mio, non più rigor. 
Fa felice un senator. 

ADINA 
Eccellenza! Troppo onor; 
io non merto un senator. 

DULCAMARA 
Adorata barcarola, 
prendi l'oro e lascia amor. 
Lieto è questo, e lieve vola; 
pesa quello, e resta ognor. 

ADINA 
Quale onore! 
Un senatore me d'amore supplicar! 
Ma Zanetto è giovinetto; 
ei mi piace, e il vo' sposar. 

DULCAMARA 
Idol mio, non più rigor; 
fa felice un senator. 

ADINA 
Eccellenza! Troppo onor; 
io non merto un senator. 

TUTTI 
Bravo, bravo, Dulcamara! 
La canzone è cosa rara. 
Sceglier meglio non può certo 
il più esperto cantator. 

DULCAMARA 
Il dottore Dulcamara 
in ogni arte è professor. 

(Si presenta un notaro)

BELCORE 
Silenzio! 

(si fermano) 

È qua il notaro, 
che viene a compier l'atto 
di mia felicità. 

TUTTI 
Sia il ben venuto! 

DULCAMARA 
(a notaro)
T'abbraccio e ti saluto, 
o medico d'amor, spezial d'Imene! 

ADINA 
(fra sé)
Giunto è il notaro, e Nemorin non viene!

BELCORE 
Andiam, mia bella Venere... 
Ma in quelle luci tenere 
qual veggo nvoletto? 

ADINA 
Non è niente. 

(fra sé)

S'egli non è presente 
compita non mi par la mia vendetta.

BELCORE 
Andiamo a segnar l'atto: il tempo affretta. 

TUTTI 
Cantiamo ancora un brindisi 
a sposi così amabili: 
per lor sian lunghi e stabili 
i giorni del piacer. 

(Partono tutti: Dulcamara ritorna 
indietro, e si rimette a tavola.)

Scena Seconda

DULCAMARA 
Le feste nuziali, 
son piacevoli assai; ma quel che in esse 
mi dà maggior diletto 
è l'amabile vista del banchetto. 

NEMORINO 
(sopra pensiero) 
Ho veduto il notaro: 
sì, l'ho veduto... Non v'ha più speranza, 
Nemorino, per te; spezzato ho il core. 

DULCAMARA 
(cantando fra i denti) 
«Idol mio, non più rigor, 
fa felice un senator.» 

NEMORINO 
Voi qui, dottore! 

DULCAMARA 
Si, mi han voluto a pranzo 
questi amabili sposi, e mi diverto 
con questi avanzi. 

NEMORINO 
Ed io son disperato. 
Fuori di me son io. Dottore, ho d'uopo 
d'essere amato... prima di domani. 
Adesso... su due piè. 

DULCAMARA 
(s'alza, fra sé) 
Cospetto è matto!

(a Nemorino)

Recipe l'elisir, e il colpo è fatto. 

NEMORINO 
E veramente amato sarò da lei?... 

DULCAMARA 
Da tutte: io tel prometto. 
Se anticipar l'effetto 
dell'elisir tu vuoi, bevine tosto un'altra dose. 

(fra sé)

Io parto fra mezz'ora.

NEMORINO 
Caro dottor, una bottiglia ancora. 

DULCAMARA 
Ben volentieri. Mi piace 
giovare a' bisognosi. 
Hai tu danaro? 

NEMORINO 
Ah! non ne ho più. 

DULCAMARA 
Mio caro 
la cosa cambia aspetto. A me verrai 
subito che ne avrai. Vieni a trovarmi 
qui, presso alla Pernice: 
ci hai tempo un quarto d'ora.

(Partono)
ACTO SEGUNDO 


(Interior de la casa de Adina. En una mesa 
se encuentran sentados Adina, Belcore, 
el Doctor Dulcamara y Giannetta. Los 
lugareños van llegando y cantando. Los 
músicos del Regimiento han montado una 
especie de orquesta. Suena la trompeta)

Escena Primera 

CORO 
Cantemos, brindemos 
por los amables novios. 
Para que sean largos y constantes 
los días de placer. 

BELCORE 
Para mí, amor y vino, 
siempre serán dos divinidades. 
Todas las preocupaciones  
compensan la mujer y el botellón. 

ADINA 
(para sí)
¡Si estuviera aquí Nemorino! 
Podría burlarme de él. 

CORO 
Cantemos, brindemos 
por los amables novios. 
Para que sean largos y constantes 
los días de placer. 

DULCAMARA 
Puesto que os gusta cantar, 
oídme, señores, un momento. 
Tengo aquí una cancioncilla 
que he compuesto hace poco, 
vivaz, graciosa, 
que puede ser de vuestro gusto 
si es que la bella esposa 
me hace el honor de acompañarme. 

TODOS 
¡Sí, sí seguro nos gustará! 
Debe ser cosa rara 
si el gran Dulcamara 
la ha compuesto. 

DULCAMARA 
(extrae de su casaca algunas 
partituras y da una a Adina.)
"La gondolera Nina, 
y el Senador Tredenti" 
Barcarola a dos voces: ¡Atentos! 

TODOS 
¡Atención! 

DULCAMARA 
Yo soy rico y tú eres bella, 
yo tengo ducados y tú belleza. 
¿Por qué a mis deseos te resistes, 
Nina mía, qué más deseas de mí? 

ADINA 
¡Cuánto honor!  
¡Un senador viene mi amor a suplicar! 
Pero, yo modesta gondolera, 
quiero casarme con uno como yo. 

DULCAMARA 
Ídolo mío, cesa el rigor 
y haz feliz a un senador. 

ADINA
¡Excelencia! Es mucho honor. 
Yo no merezco un senador. 

DULCAMARA 
¡Adorada barquera, 
toma el oro y abandónate al amor! 
Este es pasajero y ligero vuela; 
aquel es pesado y siempre queda. 

ADINA 
¡Cuánto honor!  
¡Un senador viene mi amor a suplicar! 
Pero Zanetto es joven y me gusta,  
con él me quiero casar. 

DULCAMARA 
Ídolo mío, cesa el rigor 
y haz feliz a un senador. 

ADINA 
¡Excelencia! Es mucho honor. 
Yo no merezco un senador. 

TODOS 
¡Bravo! ¡Bravo! ¡Dulcamara! 
La canción es cosa rara. 
La elección ha sido del gusto 
de un experto cantor. 

DULCAMARA 
El doctor Dulcamara 
en toda arte es profesor. 

(entra un notario)

BELCORE 
¡Silencio! 

(todos callan)

Está aquí el notario, 
que viene a certificar el acta 
de mi felicidad. 

TODOS 
¡Sea bienvenido! 

DULCAMARA 
(al notario)
Te abrazo y te saludo 
primer oficial, reclutador del amor. 

ADINA 
(para sí)
¡Llegó el notario y Nemorino no viene! 

BELCORE 
Vamos, mi bella Venus... 
Pero en tu tierna mirada 
¿hay una sombra? 

ADINA 
No es nada. 

(para sí)

Si él no se presenta 
mi venganza no estará completa. 

BELCORE 
Vamos a firmar el acta, el tiempo apremia. 

CORO 
Cantemos, brindemos 
por los amables novios. 
Para que sean largos y constantes 
los días de placer. 

(salen todos, Dulcamara regresa 
y se sienta a la mesa)

Escena Segunda 

DULCAMARA 
La fiestas nupciales, 
son muy placenteras; 
pero lo que más me gusta de ellas 
es la agradable visión del banquete. 

NEMORINO 
(muy pensativo)
He visto al notario:  
Sí, lo he visto... No hay esperanza  
para ti, Nemorino; tengo el corazón roto. 

DULCAMARA 
(cantando entre dientes)
Ídolo mío, cesa el rigor 
y haz feliz a un senador. 

NEMORINO 
¡Usted aquí, doctor! 

DULCAMARA 
Sí, me han invitado a una cena, 
estos amables esposos;  
y me entretengo con estas sobras. 

NEMORINO 
Yo estoy desesperado,  
estoy fuera de mi, Doctor,  
tengo necesidad de ser amado...  
antes de mañana... ahora mismo... 

DULCAMARA 
(se levanta de la silla, para sí)
¡Cielos, esta loco! 

(a Nemorino)

Bebe el elixir y todo se solucionará. 

NEMORINO 
¿Y verdaderamente seré amado por ella?... 

DULCAMARA 
Por todas: te lo prometo. 
Si quieres anticipar el efecto del elixir 
bebe ahora mismo otra dosis.  

(para sí)

Yo partiré en media hora. 

NEMORINO 
Querido doctor, deme otra botella. 

DULCAMARA 
Con mucho gusto 
me agrada poder ayudarte. 
¿Tienes monedas? 

NEMORINO 
¡Ah, ni una sola! 

DULCAMARA 
Querido mío, 
La cosa cambia de aspecto.  
Ven en el momento en que las tengas. 
Estaré aquí cerca, en la hostería de la Perdiz. 
Un cuarto de hora tienes de plazo. 

(sale)
Scena Terza

NEMORINO 
(si getta sopra una panca) 
Oh, me infelice! 

BELCORE 
La donna è un animale 
stravagante davvero. Adina m'ama, 
di sposarmi è contenta, e differire 
pur vuol sino a stasera! 

NEMORINO 
(si straccia i capelli, fra sé) 
Ecco il rivale! 
Mi spezzerei la testa di mia mano.

BELCORE 
(fra sé)
Ebbene, che cos'ha questo baggiano?

(a Nemorino)

Ehi, ehi, quel giovinotto! 
Cos'hai che ti disperi? 

NEMORINO 
Io mi dispero... 
perché non ho denaro... e non so come, 
non so dove trovarne. 

BELCORE 
Eh! scimunito! 
Se danari non hai, 
fatti soldato... 
e venti scudi avrai. 

NEMORINO 
Venti scudi! 

BELCORE 
E ben sonanti. 

NEMORINO 
Quando? Adesso? 

BELCORE 
Sul momento. 

NEMORINO 
(fra sé)
Che far deggio?

BELCORE 
E coi contanti, 
gloria e onore al reggimento. 

NEMORINO 
Ah! non è l'ambizione, 
che seduce questo cor. 

BELCORE 
Se è l'amore, in guarnigione 
non ti può mancar l'amor. 

NEMORINO 
(fra sé)
Ai perigli della guerra 
io so ben che esposto sono: 
che doman la patria terra, 
zio, congiunti, ahimè! abbandono. 
Ma so pur che, fuor di questa, 
altra strada a me non resta 
per poter del cor d'Adina 
un sol giorno trionfar. 
Ah! chi un giorno ottiene Adina... 
fin la vita può lasciar.

BELCORE 
Del tamburo al suon vivace, 
tra le file e le bandiere, 
aggirarsi amor si piace 
con le vispe vivandiere: 
sempre lieto, sempre gaio 
ha di belle un centinaio. 
Di costanza non s'annoia, 
non si perde a sospirar. 
Credi a me: la vera gioia 
accompagna il militar. 

NEMORINO 
Venti scudi! 

BELCORE 
Su due piedi. 

NEMORINO 
Ebben vada. Li prepara. 

BELCORE 
Ma la carta che tu vedi 
pria di tutto dei segnar. 
Qua una croce. 

(Nemorino segna rapidamente e prende la borsa.)

NEMORINO 
(fra sé)
Dulcamara volo tosto a ricercar.

BELCORE 
Qua la mano, giovinotto, 
dell'acquisto mi consolo: 
in complesso, sopra e sotto 
tu mi sembri un buon figliuolo, 
sarai presto caporale, 
se me prendi ad esemplar. 

(fra sé)

Ho ingaggiato il mio rivale: 
anche questa è da contar.

NEMORINO 
Ah! non sai chi m'ha ridotto 
a tal passo, a tal partito: 
tu non sai qual cor sta sotto 
a quest'umile vestito; 
quel che a me tal somma vale 
non potresti immaginar. 

(fra sé)

Ah! non v'ha tesoro eguale, 
se riesce a farmi amar.

(partono) 

Scena Quarta

(Piazza nel villaggio come nell'Atto primo.)

CORO 
Sarà possibile? 

GIANNETTA 
Possibilissimo. 

CORO 
Non è probabile. 

GIANNETTA 
Probabilissimo. 

CORO 
Ma come mai? Ma d'onde il sai? 
Chi te lo disse? Chi è? Dov'è? 

GIANNETTA 
Non fate strepito: parlate piano: 
non ancor spargere si può l'arcano: 
è noto solo al merciaiuolo, 
che in confidenza l'ha detto a me. 

CORO 
Il merciaiuolo! L'ha detto a te! 
Sarà verissimo... Oh! Bella affè! 

GIANNETTA 
Sappiate dunque che l'altro dì 
di Nemorino lo zio morì, 
che al giovinotto lasciato egli ha 
cospicua immensa eredità... 
Ma zitte... piano... per carità. 
Non deve dirsi. 

CORO 
Non si dirà. 

GIANNETTA
Or Nemorino è milionario... 
è l'Epulone del circondario... 
un uom di vaglia, un buon partito... 
Felice quella cui fia marito! 
Ma zitte... piano... per carità 
non deve dirsi, non si dirà. 

(veggono Nemorino che si avvicina, e si 
ritirano in disparte curiosamente osservandolo) 
Escena Tercera 

NEMORINO 
(se sienta en un banco)
¡Oh, qué infeliz soy! 

BELCORE 
La mujer es un animal extravagante. 
Adina me ama,  
de casarse conmigo esta contenta, 
pero difiere el compromiso hasta esta noche. 

NEMORINO 
(para sí, mesándose los cabellos)
¡Aquí viene mi rival! Le rompería la cabeza 
con mis propias manos. 

BELCORE 
(para sí)
¡Y bien! ¿Qué hace aquí este baqueano? 

(a Nemorino)

¡Hey, hey, tú, jovencito! 
¡Qué te perturba! 

NEMORINO 
Estoy desesperado... 
Porque dinero no tengo... 
Y tampoco sé dónde encontrarlo. 

BELCORE 
¡Eh, estúpido! 
Si dinero no tienes, 
alístate como soldado...  
y veinte escudos tendrás. 

NEMORINO 
¡Veinte escudos! 

BELCORE 
¡Bien sonantes! 

NEMORINO 
¿Cuándo? ¿Ahora mismo?... 

BELCORE 
¡Al instante! 

NEMORINO 
(para sí)
¿Qué debo hacer? 

BELCORE 
Y con el dinero, 
gloria y honor hallarás en el regimiento. 

NEMORINO 
¡Ah! No es ambición 
lo que seduce a mi corazón. 

BELCORE 
Si es amor, en la guarnición 
no te puede faltar el amor. 

NEMORINO 
(para sí)
Al peligro de la guerra 
sé bien que estoy expuesto. 
Que mañana a la madre patria, 
tío, amigos, ¡ay! abandonaré. 
Pero sé que este es  
el único camino que me queda 
para poder triunfar en un sólo día 
en el corazón de Adina. 
¡Ah, si consigo el corazón de Adina, 
bien podría morir después! 

BELCORE 
Al son vivaz del tambor, 
entre las filas y banderas, 
le gusta al amor vagar, 
con las alegres cantineras. 
Siempre alegre, siempre contento, 
tendrás mujeres por centenares, 
de constancia no te aburrirás, 
no tendrás tiempo de suspirar. 
Créeme, la verdadera alegría, 
acompaña al militar, 

NEMORINO 
¡Veinte escudos! 

BELCORE 
Al instante. 

NEMORINO 
Entonces, me alistaré. Preparadlos. 

BELCORE 
Pero el contrato 
primero debes firmar. 
Haz una cruz aquí. 

(Nemorino firma y toma los veinte escudos)

NEMORINO 
(para sí)
A Dulcamara voy corriendo a buscar. 

BELCORE 
Dame la mano, jovencito, 
Me alegro de la adquisición:
me parece que, mejor o peor, 
tu eres un buen muchacho. 
Pronto serás cabo  
si sigues mi ejemplo 

(para sí)

He alistado a mi rival. 
¡Otra cosa que narrar! 

NEMORINO 
¡Ah! No sabes por qué me he decidido 
a dar este paso. 
¡Tú no sabes cómo palpita el corazón 
bajo estas simples vestiduras! 
¡Ah, no puedes imaginar 
lo que vale tanto para mí. 

(para sí)

¡Ah, no habrá tesoro igual, 
si consigo hacerme amar! 

(Salen ambos.)

Escena Cuarta 

(plaza del pueblo como en el acto primero).

CORO 
¿Sería posible? 

GIANNETTA 
Muy posible. 

CORO 
Pero no probable. 

GIANNETTA 
Muy probable. 

CORO 
¿Pero cómo entonces? ¿Cómo lo sabes? 
¿Quién te lo dijo? ¿Quién? ¿Dónde? 

GIANNETTA
No hagáis escándalo: hablad bajo, 
nadie debe esparcir el secreto. 
Sólo lo sabe el mercader ambulante, 
que en confianza me lo ha dicho. 

CORO 
El mercader ambulante ¡te lo ha dicho! 
¡Será verdad entonces!... ¡Oh, qué suerte! 

GIANNETTA 
Sabed entonces que el otro día 
el viejo tío de Nemorino murió, 
que al jovencito le ha dejado 
una magnifica e inmensa herencia... 
Pero, silencio... despacio... por favor. 
No debe divulgarse. 

CORO 
No se dirá. 

GIANNETTA 
Ahora que Nemorino es millonario... 
es el magnate del vecindario... 
Un hombre de valía, un buen partido... 
¡Feliz de aquella que lo tenga por marido! 
Pero, silencio... despacio... por favor. 
No debe divulgarse. 

(ven a Nemorino que se acerca y se retiran 
a un lado, observándolo curiosamente.)
Scena Quinta

NEMORINO 
Dell'elisir mirabile 
bevuto ho in abbondanza, 
e mi promette il medico 
cortese ogni beltà. 
In me maggior del solito 
rinata è la speranza, 
l'effetto di quel farmaco 
già, già sentir si fa. 

CORO 
(fra lei)
E ognor negletto ed umile: 
la cosa ancor non sa.

NEMORINO 
(per uscire) 
Andiam. 

GIANNETTA
(arrestandosi, inchinandolo) 
Serva umilissima. 

NEMORINO 
Giannetta! 

CORO 
(l'una dopo l'altra) 
A voi m'inchino. 

NEMORINO 
(fra sé meravigliato) 
Cos'han coteste giovani?

GIANNETTA, CORO 
Caro quel Nemorino! 
Davvero ch'egli è amabile: 
ha l'aria da signor. 

NEMORINO 
(fra sé)
Capisco: è questa l'opera 
del magico liquor.

Scena Sesta

(Adina e Dulcamara entrano da varie parti, si fermano 
in disparte meravigliati a veder Nemorino corteggiato 
dalle contadine.)

ADINA, DULCAMARA 
Che vedo? 

NEMORINO 
(guardando Dulcamara)
È bellissima! 
Dottor, diceste il vero. 
Già per virtù simpatica 
toccato ho a tutte il cor. 

ADINA 
Che sento? 

DULCAMARA 
E il deggio credere! 

(alle contadine) 

Vi piace? 

CORO 
Oh sì, davvero. 
E un giovane che merta 
da noi riguardo e onor! 

ADINA 
(fra sé)
Credea trovarlo a piangere, 
e in giuoco, in festa il trovo; 
ah, non saria possibil 
se a me pensasse ancor. 

GIANNETTA, CORO 
(fra lei)
Oh, il vago, il caro giovine! 
Da lui più non mi movo. 
Vo' fare l'impossibile 
per inspirargli amor. 

NEMORINO 
(fra sé)
Non ho parole a esprimere 
il giubilo ch'io provo; 
se tutte, tutte m'amano 
dev'ella amarmi ancor, 
ah! che giubilo! 

DULCAMARA 
(fra sé)
Io cado dalle nuvole, 
il caso è strano e nuovo; 
sarei d'un filtro magico 
davvero possessor? 

GIANNETTA 
(a Nemorino) 
Qui presso all'ombra 
aperto è il ballo. 
Voi pur verrete? 

NEMORINO 
Oh! senza fallo. 

CORO 
E ballerete? 

GIANNETTA 
Con me. 

NEMORINO 
Sì. 

CORO 
Con me. 

NEMORINO 
Sì. 

GIANNETTA 
Io son la prima. 

CORO 
Son io, son io. 

GIANNETTA 
Io l'ho impegnato. 

CORO 
Anch'io. Anch'io. 

GIANNETTA 
(strappandolo di mano dalle altre) 
Venite. 

NEMORINO 
Piano. 

CORO 
Scegliete . 

NEMORINO 
(a Giannetta) 
Adesso. 
Tu per la prima, 
poi te, poi te. 

DULCAMARA 
Misericordia! 
Con tutto il sesso! 
Liquor eguale del mio non v'è. 

ADINA 
(avanzandosi) 
Ehi, Nemorino. 

NEMORINO 
(fra sé) 
Oh ciel! anch'essa. 

DULCAMARA 
Ma tutte, tutte! 

ADINA 
A me t'appressa. 
Belcor m'ha detto 
che, lusingato 
da pochi scudi, 
ti fai soldato. 

CORO 
Soldato! oh! diamine! 

ADINA 
Tu fai gran fallo: 
su tale oggetto, parlar ti vo' 

NEMORINO 
Parlate pure. 

GIANNETTA, CORO 
Al ballo, al ballo! 

NEMORINO 
È vero, è vero. 

(ad Adina) 

Or or verrò. 
Escena Quinta 

NEMORINO 
De este elixir admirable 
he bebido abundantemente, 
y me ha prometido el médico 
que tendré a todas las doncellas. 
En mí hay un sólo deseo 
y es que renazca la esperanza; 
el efecto de este fármaco 
ya, ya se empieza a sentir. 

CORO 
(en voz baja)
Aún tiene un aire negligente y humilde; 
seguro que todavía no lo sabe. 

NEMORINO 
(disponiéndose a salir)
¡Vamos! 

GIANNETTA 
(deteniendo a Nemorino e inclinándose)
Su sierva humildísima. 

NEMORINO 
¡Giannetta! 

CORO 
(acercándose una por una)
Mis respetos. 

NEMORINO 
(para sí, maravillado)
¿Qué les pasa a estas jóvenes? 

GIANNETTA, CORO 
¡Querido Nemorino! 
En verdad que eres amable, 
tienes aires de caballero. 

NEMORINO 
(para sí)
Ahora lo entiendo:  
es la labor del mágico licor. 

Escena Sexta 

(Adina y el Doctor Dulcamara entran por 
diferentes lados. Se detienen maravillados, 
al ver a Nemorino con las campesinas.)

ADINA, DULCAMARA 
¿Qué veo? 

NEMORINO 
(viendo a Dulcamara, dice:)
¡Ah! ¡Ah! ¡Es magnífico! 
Doctor, usted estaba en lo cierto. 
Gracias a la virtud del elixir 
he tocado el corazón de todas. 

ADINA 
¿Qué escucho? 

DULCAMARA 
¡Estoy forzado a creerlo! 

(a las campesinas)

¿Os gusta? 

CORO 
Oh sí, en verdad. 
Es un joven que merece 
nuestro afecto y honor. 

ADINA 
(para sí)
Creía encontrarle llorando, 
y lo encuentro festejando y divirtiéndose. 
Eso sólo significa una cosa: 
¡Ya no piensa en mí! 

GIANNETTA, CORO 
(en voz baja)
¡Oh qué gentil es el querido joven! 
De él no puedo alejarme. 
Haré lo imposible  
por inspirarle amor. 

NEMORINO 
(para sí)
No tengo palabras 
que puedan expresar 
el inmenso júbilo que siento. 
Si todas, todas ellas me aman, 
entonces ella también me querrá. 

DULCAMARA 
(para sí)
Estoy totalmente pasmado, 
este sí es un caso verdaderamente extraño. 
¿Seré verdaderamente poseedor  
de un filtro mágico? 

GIANNETTA 
(a Nemorino)
Aquí cerca, en la sombra, 
se va a dar un baile, 
¿irás? 

NEMORINO 
Sí, sin falta 

CORO 
¿Y bailarás? 

GIANNETTA 
¡Conmigo! 

NEMORINO 
Sí. 

CORO 
¡Conmigo! 

NEMORINO  

GIANNETTA 
¡Yo soy la primera! 

CORO 
¡Soy yo, soy yo! 

GIANNETTA 
¡Yo he sido quien lo ha invitado! 

CORO 
¡Yo también! ¡Yo también! 

GIANNETTA y CORO 
(quitándoselo una a la otra)
¡Ven! 

NEMORINO 
Despacio. 

CORO 
Elige. 

NEMORINO 
(a Giannetta)
Está bien... 
... tú serás la primera; 
luego tú... y después tú... 

DULCAMARA 
¡Misericordia!  
¡Con todas! 
Licor igual al mío no hay. 

ADINA 
(avanzando)
Hey, Nemorino. 

NEMORINO 
(para sí)
¡Oh, cielos! ¡También ella! 

DULCAMARA 
¡Con todas, con todas! 

ADINA 
Acércate. 
Belcore me ha dicho,  
que, deslumbrado  
por unas pocas monedas,  
te has hecho soldado. 

CORO 
¡Soldado! ¡Oh, diablos! 

ADINA 
Has hecho muy mal. 
Quiero hablar contigo. 

NEMORINO 
Habla entonces. 

GIANNETTA y CORO 
¡Al baile! ¡Al baile! 

NEMORINO 
Es verdad, es verdad. 

(a Adina)

Después te escucharé 
(fra sé) 

Io già m'immagino 
che cosa brami. 
Già senti il farmaco, 
di cor già m'ami; 
le smanie, i palpiti 
di core amante, 
un solo istante 
tu dei provar. 

ADINA 
(fra sé) 
Oh, come rapido 
fu il cambiamento; 
dispetto insolito 
in cor ne sento. 
O amor, ti vendichi 
di mia freddezza; 
chi mi disprezza 
m'è forza amar. 

DULCAMARA 
(fra sé)
Sì, tutte l'amano: 
oh, meraviglia! 
Cara, carissima 
la mia bottiglia! 
Già mille piovono 
zecchin di peso: 
comincio un Creso 
a diventar. 

GIANNETTA, CORO 
(fra lei)
Di tutti gli uomini 
del suo villaggio 
costei s'immagina 
d'aver omaggio. 
Ma questo giovane 
sarà, lo giuro, 
un osso duro 
da rosicar. 

(Nemorino parte con Giannetta 
e le contadine) 

Scena Settima

ADINA 
Come sen va contento! 

DULCAMARA 
La lode è mia. 

ADINA 
Vostra, o dottor? 

DULCAMARA 
Sì, tutta. 
La gioia è al mio comando: 
io distillo il piacer, l'amor lambicco 
come l'acqua di rose, e ciò che adesso 
vi fa maravigliar nel giovinotto. 
Tutto portento egli è del mio decotto. 

ADINA 
Pazzie! 

DULCAMARA 
Pazzie, voi dite? 
Incredula! Pazzie? Sapete voi 
dell'alchimia il poter, il gran valore 
dell'elisir d'amore 
della regina Isotta? 

ADINA 
Isotta! 

DULCAMARA 
Isotta. 
Io n'ho d'ogni misura e d'ogni cotta. 

ADINA 
(fra sé)
Che ascolto?

(a Dulcamara)

E a Nemorino voi deste l'elisir? 

DULCAMARA 
Ei me lo chiese 
per ottener l'affetto 
di non so qual crudele... 

ADINA 
Ei dunque amava? 

DULCAMARA 
Languiva, sospirava 
senz'ombra di speranza. E, per avere 
una goccia di farmaco incantato, 
vendé la libertà, si fe' soldato. 

ADINA 
(fra sé)
Quanto amore! Ed io, spietata, 
tormentai sì nobil cor!

DULCAMARA 
(fra sé)
Essa pure è innamorata: 
ha bisogno del liquor.

ADINA 
Dunque... adesso... è Nemorino 
in amor sì fortunato! 

DULCAMARA 
Tutto il sesso femminino 
è pel giovine impazzato. 

ADINA 
E qual donna è a lui gradita? 
Qual fra tante è preferita? 

DULCAMARA 
Egli è il gallo della Checca 
tutte segue; tutte becca. 

ADINA 
(fra sé)
Ed io sola, sconsigliata 
possedea quel nobil cor!

DULCAMARA 
(fra sé)
Essa pure è innamorata: 
ha bisogno del liquor.

(a Adina)

Bella Adina, qua un momento... 
più dappresso... su la testa. 
Tu sei cotta... io l'argomento 
a quell'aria afflitta e mesta. 
Se tu vuoi?... 

ADINA 
S'io vo'? Che cosa? 

DULCAMARA 
Su la testa, o schizzinosa! 
Se tu vuoi, ci ho la ricetta 
che il tuo mal guarir potrà. 

ADINA 
Ah! dottor, sarà perfetta, 
ma per me virtù non ha. 

DULCAMARA 
Vuoi vederti mille amanti 
spasimar, languire al piede? 

ADINA 
Non saprei che far di tanti: 
il mio core un sol ne chiede. 

DULCAMARA 
Render vuoi gelose, pazze 
donne, vedove, ragazze? 

ADINA 
Non mi alletta, non mi piace 
di turbar altrui la pace. 

DULCAMARA 
Conquistar vorresti un ricco? 

ADINA 
Di ricchezze io non mi picco. 

DULCAMARA 
Un contino? Un marchesino? 

ADINA 
Io non vo' che Nemorino. 

DULCAMARA 
Prendi, su, la mia ricetta, 
che l'effetto ti farà. 

ADINA 
Ah! dottor, sarà perfetta, 
ma per me virtù non ha. 

DULCAMARA 
Sconsigliata! E avresti ardire 
di negare il suo valore? 
(para sí)

Ya me imagino 
que cosa me va a decir. 
Ya siente el efecto del fármaco, 
ya su corazón me ama. 
Los anhelos y los pálpitos 
de un corazón amante, 
en un solo instante 
vas a probar. 

ADINA 
(para sí)
¡Oh! Tan rápido 
ha cambiado; 
que siento en el corazón. 
un despecho insólito. 
¡Oh!, amor, te vengas 
de mi indiferencia, 
su desprecio 
me obliga a amarlo. 

DULCAMARA 
(para sí)
Sí, todas lo aman. 
¡Oh, maravilloso! 
¡Querida y admirable 
botella mía! 
Ya veo llover sobre mí,  
miles de monedas, 
Me convertiré  
en un Creso 

GIANNETTA, CORO 
(para ellos)
De todos los muchachos 
del pueblo, 
ella imagina 
que debe ser cortejada, 
Pero este joven será,  
lo juro, 
un hueso  
duro de roer. 

(Nemorino sale con Giannetta 
y las campesinas.)

Escena Séptima 

ADINA 
¡Que contento se va! 

DULCAMARA 
El mérito es todo mío. 

ADINA 
¿Vuestro, doctor? 

DULCAMARA 
Sí, todo. 
La alegría esta bajo mi mando, 
yo destilo el placer y el amor  
como agua de rosas; y ahora es eso 
lo hace maravillas en aquel jovencito, 
él es todo un portento de mi gran invención. 

ADINA 
¡Locuras! 

DULCAMARA 
¿Locuras, dices? 
¡Incrédula! ¡Locuras!  
¿Conoces el poder de la alquimia? 
¿El gran valor del elixir de amor 
de la Reina Isolda? 

ADINA 
¿Isolda? 

DULCAMARA 
Isolda. 
Lo tengo en todas las mezclas y sabores. 

ADINA 
(para sï)
¿Qué oigo? 

(a Dulcamara)

¿Y le has vendido el elixir a Nemorino? 

DULCAMARA 
Él me lo pidió 
para obtener el afecto 
de una cruel mujer... 

ADINA 
¿Y aún la ama? 

DULCAMARA 
Languidecía y suspiraba 
sin una luz de esperanza;  
y por beber una gota del fármaco encantado, 
vendió la libertad alistándose como soldado. 

ADINA 
(para sí)
¡Cuánto amor! ¡Y yo, cruel, atormento  
a tan noble corazón! 

DULCAMARA 
(para sí)
Ella también se ha enamorado: 
necesita urgentemente el licor 

ADINA 
¡Entonces... así pues... Nemorino 
¡es afortunado en el amor! 

DULCAMARA 
Todo el sexo femenino 
por el jovencito está enloquecido. 

ADINA 
¿Y a qué muchacha ama él? 
¿Cuál de entre todas es la preferida? 

DULCAMARA 
Es como el gallo del corral, 
a todas sigue, a todas galantea. 

ADINA 
(para sí)
¡Y yo sola, insensata, 
rechacé tan noble corazón! 

DULCAMARA 
(para sí)
Ella también se ha enamorado, 
necesita urgentemente el licor. 

(a Adina)

¡Bella Adina! Espera un momento... 
ven más cerca... levanta la cabeza. 
Estás confundida...  
lo sé por ese aire afligido y abatido. 
¿Si tú lo deseas?... 

ADINA 
¿Si deseo qué... qué cosa? 

DULCAMARA 
¡Levanta la cabeza, caprichosa! 
Si lo deseas, tengo la receta, 
que podrá curar tu mal. 

ADINA 
¡Ah, doctor! Sería estupend, 
pero para mí no hay virtud que valga. 

DULCAMARA 
¿Quieres ver miles de amantes 
afligidos y lánguidos a tus pies? 

ADINA 
No sabría qué hacer con tantos, 
mi corazón sólo a uno quiere. 

DULCAMARA 
¿Deseas poner locas de celos a doncellas, 
esposas e incluso viudas? 

ADINA 
No me tienta, no me place, 
de turbar a otras la paz. 

DULCAMARA 
¿Conquistar quieres a un rico? 

ADINA 
Las riquezas no me preocupan. 

DULCAMARA 
¿Un conde? ¿Un marqués? 

ADINA 
Yo sólo quiero a Nemorino. 

DULCAMARA 
Toma, pues, mi receta, 
que te hará el efecto deseado. 

ADINA 
¡Ah, doctor! Sería estupenda: 
pero para mí no hay virtud que valga. 

DULCAMARA 
¡Desconfiada!  
¿Crees que no tiene valor alguno? 
ADINA 
Io rispetto l'elisire, 
ma per me ve n'ha un maggiore: 
Nemorin, lasciata ogni altra, 
tutto mio, sol mio sarà. 

DULCAMARA 
(fra sé)
Ahi! dottore, è troppo scaltra: 
più di te costei ne sa.

ADINA 
Una tenera occhiatina, 
un sorriso, una carezza, 
vincer può chi più si ostina, 
ammollir chi più ci sprezza. 
Ne ho veduti tanti e tanti, 
presi cotti, spasimanti, 
che nemmanco Nemorino 
non potrà da me fuggir. 
La ricetta è il mio visino, 
in quest'occhi è l'elisir. 

DULCAMARA 
Sì lo vedo, o bricconcella, 
ne sai più dell'arte mia: 
questa bocca così bella 
è d'amor la spezieria: 
hai lambicco ed hai fornello 
caldo più d'un Mongibello 
per filtrar l'amor che vuoi, 
per bruciare e incenerir. 
Ah! vorrei cambiar coi tuoi 
i miei vasi d'elisir. 

(partono) 

Scena Ottava

NEMORINO 
Una furtiva lagrima 
negli occhi suoi spuntò... 
quelle festose giovani 
invidiar sembrò... 
Che più cercando io vo? 
M'ama, lo vedo. 
Un solo istante i palpiti 
del suo bel cor sentir!.. 
Co' suoi sospir confondere 
per poco i miei sospir!... 
Cielo, si può morir; 
di più non chiedo. 
Eccola... Oh! qual le accresce 
beltà l'amor nascente! 
A far l'indifferente 
si seguiti così finché non viene 
ella a spiegarsi. 

Scena Nona

ADINA 
(entra)
Nemorino!... Ebbene! 

NEMORINO 
Non so più dove io sia: 
giovani e vecchie, 
belle e brutte mi voglion per marito. 

ADINA 
E tu? 

NEMORINO 
A verun partito 
Appigliarmi non posso: attendo ancora... 
La mia felicità... 

(fra sé)

Che è pur vicina.

ADINA 
Odimi. 

NEMORINO 
(allegro, fra sé) 
Ah! ah! ci siamo.

(a Adina)

Io v'odo, Adina. 

ADINA 
Dimmi: perché partire, 
perché farti soldato hai risoluto? 

NEMORINO 
Perché?... Perché ho voluto 
tentar se con tal mezzo il mio destino 
io potea migliorar. 

ADINA 
La tua persona... 
la tua vita ci è cara... Io ricomprai 
il fatale contratto da Belcore. 

NEMORINO 
Voi stessa! 

(fra sé)

È naturale: opra è d'amore.

ADINA 
Prendi; per me sei libero: 
resta nel suol natio, 
non v'ha destin sì rio 
che non si cangi un dì. 

(gli porge il contratto) 

Qui, dove tutti t'amano, 
saggio, amoroso, onesto, 
sempre scontento e mesto 
no, non sarai così. 

NEMORINO 
(fra sé)
Or, or si spiega.

ADINA 
Addio. 

NEMORINO 
Che! Mi lasciate? 

ADINA 
Io... sì. 

NEMORINO 
Null'altro a dirmi avete? 

ADINA 
Null'altro. 

NEMORINO 
Ebben, tenete. 

(le rende il contratto) 

Poiché non sono amato, 
voglio morir soldato: 
non v'ha per me più pace 
se m'ingannò il dottor. 

ADINA 
Ah! fu con te verace 
se presti fede al cor. 
Sappilo alfine, ah! sappilo: 
tu mi sei caro, e t'amo: 
quanto ti fei già misero, 
farti felice io bramo: 
il mio rigor dimentica, 
ti giuro eterno amor. 

NEMORINO 
Oh, gioia inesprimibile! 
Non m'ingannò il dottor. 

(Nemorino si getta ai piedi di Adina) 
ADINA 
Yo respeto el elixir, 
pero para mí hay otro mejor: 
Nemorino, a todas las otras dejará, 
y todo mío, solo mío será. 

DULCAMARA 
(aparte)
¡Ah! ¡Doctor! Es muy astuta; 
ésta sabe más que tú. 

ADINA 
Una tierna miradita, 
una sonrisa, una caricia, 
es capaz de vencer hasta al más obstinado 
y ablandar incluso al más duro. 
He visto tantos y tantos suspirando 
y aferrados como locos a mis pies, 
que Nemorino seguro 
no podrá huir de mí. No. 
La receta es mi mirada, 
en estos ojos está el elixir. 

DULCAMARA 
Si, ya lo veo, bribonzuela, 
sabes más, mucho más que yo de mi arte. 
Esta boca tan hermosa, 
es la botica del amor: 
eres como un alambique 
pues filtras el amor que deseas; 
como un el horno más cálido que un volcán 
para convertir en cenizas lo que deseas. 
¡Ah! Quisiera cambiar por las tuyas 
mis redomas de elixir. 

(Ambos salen de escena. Entra Nemorino.)

Escena Octava 

NEMORINO 
Una furtiva lágrima, 
en sus ojos despuntó… 
A aquellas jóvenes alegres 
parecía envidiarlas… 
¿Qué más puedo desear? 
Me ama, sí, me ama, lo veo, lo veo. 
¡Un solo instante el pálpito de su corazón 
deseo sentir!… 
¡Mis suspiros confundir 
con los suyos! 
Cielos, así podré morir, 
no quiero más que eso. 
Aquí está. 
¡Oh, cómo acrecienta su belleza 
el naciente amor! 
Seguiré haciéndome el indiferente 
hasta que venga ella misma a declararse. 

Escena Novena 

ADINA 
(entrando)
¡Nemorino! ¿Qué te sucede? 

NEMORINO 
No sé dónde estoy... 
Todas, jóvenes y viejas, 
bellas y feas, me quieren por esposo. 

ADINA 
¿Y tú? 

NEMORINO 
No puedo decidirme 
por ninguna, 
Pues espero todavía mi felcidad... 

(para sí)

¡Que confío que venga pronto! 

ADINA 
Escúchame 

NEMORINO 
(alegre, para sí)
¡Ya se declara! 

(a Adina)

Te escucho, Adina. 

ADINA 
Dime: ¿por qué partes? 
¿por qué has resuelto hacerte soldado? 

NEMORINO 
¿Por qué?…  
Porque quise intentar cambiar mi destino, 
y pensé que podría mejorar. 

ADINA 
Tu persona,… tu vida  
es apreciada aquí... vengo de comprar 
el fatal contrato de Belcore. 

NEMORINO 
¡Lo has hecho!…  

(para sí)

Es natural: es obra del amor. 

ADINA 
Toma: gracias a mí eres libre, 
quédate en el suelo patrio, 
no hay destino por malo que sea 
que no pueda cambiar en un solo día. 

(le da el contrato de alistamiento)

Aquí, donde todas te aman, 
discreto, amoroso, honesto; 
pero siempre triste e infeliz. 
No, ya no será más así. 

NEMORINO 
(para sí)
Ahora, ahora se declarará. 

ADINA 
¡Adiós! 

NEMORINO 
¡Qué! ¿Me dejas? 

ADINA 
Yo... sí. 

NEMORINO 
¿Nada más tienes que decirme? 

ADINA 
Nada más. 

NEMORINO 
¡Entonces, toma! 

(le devuelve el contrato)

Puesto que no soy amado 
voy a morir como soldado; 
para mí ya no hay más paz, 
si me ha engañado el doctor. 

ADINA 
¡Ah! Él fue sincero contigo, 
escucha a tu corazón. 
Tienes que saberlo al fin, sí: 
¡Te amo! 
Quiero hacerte tan feliz 
como antes desgraciado; 
olvida mi desdén 
pues te juro amor eterno. 

NEMORINO 
¡Oh, alegría indescriptible! 
No me engañó el doctor. 

(Nemorino se arrodilla ante ella)
Scena Decima                                                                         

(Belcore, Dulcamara, popolo 
e soldati entrano)

BELCORE 
Alto!... Fronte!... Che vedo? Al mio rivale 
l'armi presento! 

ADINA 
Ella è così, Belcore; 
e convien darsi pace ad ogni patto. 
Egli è mio sposo: quel che è fatto... 

BELCORE 
È fatto. 
Tientelo pur, briccona. 
Peggio per te. Pieno di donne è il mondo: 
e mille e mille ne otterrà Belcore. 

DULCAMARA 
Ve le darà questo elisir d'amore. 

NEMORINO 
Caro dottor, felice 
io son per voi. 

TUTTI 
Per lui!! 

DULCAMARA 
Per me. Sappiate 
che Nemorino è divenuto a un tratto 
il più ricco castaldo del villaggio... 
Poiché morto è lo zio... 

ADINA, NEMORINO 
Morto lo zio! 

GIANNETTA, DONNE 
Io lo sapeva. 

DULCAMARA 
Lo sapeva anch'io. 
Ma quel che non sapete, 
né potreste saper, egli è che questo 
sovrumano elisir può in un momento, 
non solo rimediare al mal d'amore, 
ma arricchir gli spiantati. 

CORO 
Oh! il gran liquore! 

DULCAMARA 
Ei corregge ogni difetto 
ogni vizio di natura. 
Ei fornisce di belletto 
la più brutta creatura: 
camminar ei fa le rozze, 
schiaccia gobbe, appiana bozze, 
ogni incomodo tumore 
copre sì che più non è... 

CORO 
Qua, dottore... a me, dottore... 
un vasetto... due... tre. 

DULCAMARA
Egli è un'offa seducente
pei guardiani scrupolosi:
è un sonnifero eccellente
per le vecchie, per gelosi:
dà coraggio alle figliuole
che han paura a dormir sole;
svegliarino è per l'amore
più potente del caffè.

CORO 
Qua, dottore... a me, dottore... 
un vasetto... due... tre. 

(In questo mentre è giunta in scena la carrozza di 
Dulcamara. Egli vi sale: tutti lo circondano)

DULCAMARA 
Prediletti dalle stelle, 
io vi lascio un gran tesoro. 
Tutto è in lui; salute e belle, 
allegria, fortuna ed oro, 
Rinverdite, rifiorite, 
impinguate ed arricchite: 
dell'amico Dulcamara 
ei vi faccia ricordar. 

CORO 
Viva il grande Dulcamara, 
dei dottori la Fenice! 

NEMORINO 
Io gli debbo la mia cara. 

ADINA 
Per lui solo io son felice! 
del suo farmaco l'effetto 
non potrà giammai scordar. 

BELCORE 
Ciarlatano maledetto, 
che tu possa ribaltar! 

(Il servo di Dulcamara suona la tromba. 
La carrozza si muove. Tutti scuotono il loro 
cappello e lo salutano.)

CORO 
Viva il grande Dulcamara, 
la Fenice dei dottori: 
con salute, con tesori 
possa presto a noi tornar. 



Escena Décima 

(Entran Dulcamara y todo el pueblo,
seguidos por Belcore y los soldados.)

BELCORE 
¡Alto!… ¡De frente!… ¿Qué veo?  
¡Le presento armas a mi rival! 

ADINA 
Así es, Belcore: 
y conviene dejar las cosas como están. 
Él es mi esposo y lo hecho… 

BELCORE 
… hecho está. 
Quédatelo, pues, bribona; peor para ti. 
El mundo está lleno de mujeres 
y miles y miles Belcore tendrá. 

DULCAMARA 
Te las proporcionará este elixir de amor. 

NEMORINO 
Querido doctor:  
soy feliz gracias a vos. 

TODOS 
¿Gracias a él? 

DULCAMARA 
Sí, gracias a mí.  
Sabed que Nemorino se ha transformado 
en el hombre más rico del pueblo… 
puesto que ha muerto su tío… 

ADINA, NEMORINO 
¡Muerto mi / su tío! 

GIANNETTA, CORO 
Ya lo sabíamos… 

DULCAMARA 
Yo también lo sabía. 
Pero lo que no sabíais, 
ni podríais saber, es que este 
sobrehumano elixir puede en un momento, 
no sólo remediar el mal de amores, 
sino que también enriquecer a los pobres. 

CORO 
¡Oh, qué gran licor! 

DULCAMARA 
Él corrige todo defecto, 
todo vicio de la naturaleza. 
y vuelve bella 
a la más fea criatura; 
hace caminar al tullido, 
aplasta jorobas, alisa bocios, 
y cura todo tipo de incómodos tumores 
sí, los deja… como si no hubieran existido... 

CORO 
¡Acá, doctor; a mí ,doctor!… 
¡Un frasco… dos… tres!... 

DULCAMARA 
Él es un seductor soborno 
para los guardianes escrupulosos; 
es un somnífero excelente 
para viejas y celosos; 
da coraje a las jovencitas 
que tiene miedo de dormir solas; 
un excitante para el amor 
aún más potente que el café. 

CORO 
¡Acá, doctor… a mí ,doctor!… 
¡Un frasco… dos… tres!... 

(Entra el carromato de Dulcamara, que 
sube a él y mientras todos lo rodean.)

DULCAMARA 
Favorecidos por las estrellas, 
yo os dejo un gran tesoro, 
todo reside en él: salud y belleza, 
alegría, fortuna y oro. 
Reverdeced, floreced, 
engordad y enriqueceos: 
que al amigo Dulcamara 
esto os haga por siempre recordar. 

CORO 
¡Viva el gran Dulcamara, 
el Fénix de los doctores! 

NEMORINO 
A él le debo mi esposa. 

ADINA 
¡Él me hizo feliz! 
El efecto de su fármaco  
nunca podré olvidar. 

BELCORE 
Maldito charlatán, 
¡ojalá te despeñes! 

(El sirviente de Dulcamara toca la 
trompeta. La carroza se mueve. Todos lo 
despiden, tirando al aire las gorras)

CORO 
¡Viva el gran Dulcamara, 
el Fénix de los doctores! 
Con salud y con tesoros 
muy pronto a nosotros volverá. 



Traducido y Escaneado por: 
Maximiliano Ariel Acevedo 2000