BETLY
Personajes
| MAX BETLY DANIEL |
Sargento
suizo Su hermana Un joven |
Barítono Soprano |
La acción se desarrolla en el cantón suizo de de Appenzell, en época indeterminada.
| ATTO
UNICO (Il teatro rappresenta l'interno di una capanna svizzera. Due porte laterali, una in fondo, che lascia vedere la campagna, e le lontane campagne di Appenzell) Scena Prima (Pastori e pastorelle portando ciascuna delle giuncate, burro, ed altro) CORO Già l'aurora in cielo appar, ed annunzia un dì seren. Non sia lungo l'indugiar, al mercato andar convien. PASTORELLE (guardando intorno) Ehi! Betly? Betly non c'è forse pria di noi partì. ALTRI Qui Daniele venir de'; ma Daniel non comparì. TUTTI Se la burla è andata male, lo vedremo nel ritorno; se andò bene in questo giorno divertirci assai dobbiam. (partono) Scena Seconda (Betly entra nella capanna) BETLY In questo semplice modesto asilo io vivo libera, felice ognora. L'amor degli uomini non giunse ancora dal core a togliermi la libertà. Se rozzo amante pieno d'orgoglio sgridarmi osasse, o dir: non voglio, posso rispondere con tutta pace: quella è la porta se non le piace. Oh! libertà gradita, che infiori questa vita, regnerai sempre qua (toccando il core) Trà là, là, là, là, là. Se per disgrazia un uom geloso fra' piè mi capita, e il fo mio sposo... come rispondergli con tutta pace quella è la porta se non le piace? Oh! libertà gradita ecc. Scena Terza (Daniele e detta) DANIELE Ho mangiato ben bene, ma dormire non ho potuto affatto; un biglietto ha per me tal virtù... che... Eccola... oh, cara!... BETLY Oh! siete qui Daniele. DANIELE Io... sì, qui sono, e mi credea trovarvi... Già capite... ma dove siete stata? BETLY Dal tutor, che inviò fin da ieri ad avvertirmi, che ricevuto avea di mio fratello Max un grato foglio proveniente dal campo; impaziente per averlo da lui corsi repente. DANIELE Oh! Dunque non è morto? BETLY Come morto, se scrive? DANIELE E ben? Potea morir dopo che scrisse. Pe' soldati la cosa non è strana. BETLY E ver, già sono quindici anni che manca. Ah! mi ricordo che partendo pel campo il padre mio, la mia madre baciò. (Viveano allora.) Ed a me volto poi nell'abbracciarmi disse: addio, sorella, ora il dover mi chiama a militare, ma spero alle tue nozze un dì ballare. DANIELE Oh! quanto mi dispiace ch'egli non ballerà! BETLY Perché? Chi il dice? DANIELE Se sposiam questa sera, ed egli è lungi, come volete mai che ballar possa? BETLY Noi sposiam questa sera? Oh! questa è grossa! DANIELE Ecco la vostra lettera, e la firma. BETLY Firma? Lettera? Quando? Io non vi scrissi mai neppur sognando. DANIELE Come? Come? Ed il biglietto? BETLY È uno scherzo, ci scommetto. DANIELE Uno scherzo? È un tradimento. Ahi! mancar... morir mi sento... BETLY Vi calmate. DANIELE Mai di calma più capace non sarò... BETLY Ma... DANIELE D'ambascia ho piena l'alma, al dolor soccomberò. Io sognai che me beato già rendeva il nostro Imene; ogni gioia, ed ogni bene m'apprestava un dolce amor. Ah! mi desto, e sventurato più di pria mi trovo ancor! BETLY (Fra sé) Questa burla inver mi spiace... Provo un certo turbamento; il suo duolo, il suo tormento mi discende in mezzo al cor. Finalmente io son capace di pietà se non di amor. (Forte) Orsù coraggio. DANIELE Ahi! misero! Che fo? Son rovinato. Il nostro matrimonio poc'anzi ho divulgato. BETLY Che intesi!... DANIELE Ho tutte l'anitre sgozzate, e sei capponi; feci ammazzare un tenero vitello, e due montoni... BETLY E ciò? DANIELE Per un magnifico invito. BETLY Ah! siete matto. DANIELE V'è più. BETLY Che più? DANIELE Distendere latto di nozze ho fatto BETLY Come! (con ira, che più cresce nel resto del dialogo) DANIELE L'ho qua vedetelo. BETLY Non so quel che farei. DANIELE Erede io qui vi nomino di tutti i beni miei... BETLY Basta. (volendo uscire) DANIELE Betly, sposatemi... (trattenendola e cadendo a piedi suoi) Sposatemi, Betly... BETLY Cessate... (cerca allontanarsi, ma Daniele la segue sempre in ginocchio) DANIELE Deh! BETLY Scostatevi... Io maritarmi? Io? DANIELE Si. BETLY Nemico acerbo della mia pace, uscite presto di casa mia... ch'io più non oda quel labbro audace, che favellarmi di nozze ardia... Uomo insolente!... V'odio, v'abborro... Un orso, un diavolo siete per me. DANIELE Donna crudele! Altri lamenti non usciranno dal labbro mio... Ti ho favellato gli estremi accenti... Ti porgo, ingrata, l'ultimo addio... Ad annegarmi nel lago io corro... Per te sol vissi, morrò per te. (Partono. Si sente il suono di un tamburo) Scena Quarta (Max con Coro di soldati) MAX Alto! Facciam compagni, in fin che il sole vibra infocati i raggi delle patrie montagne al dolce aspetto sento di gioia il cor balzarmi in petto. Ti vedo, ti bacio terreno natio sorriso d'un Dio mio solo pensier! Qui torno alla gioia, qui torno al piacer. Elvezia, se i tuoi figli spiegando le bandiere, intrepidi ai perigli volano a schiere, a schiere, tutta la gloria, o Elvezia, tutta è dovuta a te. CORO, MAX Esempio agli altri popoli tu sei d'onor, di fé. MAX Al riposo, compagni, ma badate che sul terren nemico ora non siamo. Disciplina serbiamo, e il primo che rubasse una gallina lo faccio fucilar doman mattina. Scena Quinta (Daniele entrando con due bottiglie saltando e detto) MAX Oh! giovinotto, dimmi, da Herissan siam lontani? Io mi ci devo portar per riunirmi al reggimento. DANIELE Non abbiate premura; camminando tre ore ci sarete, anzi se mai volete a metà del cammino riposarvi, giù la discesa sta la casa mia. Dimandate di me, di Daniele Birman. MAX Birman dicesti? DANIELE Del cantone d'Appenzell. MAX Oh, che sento! DANIELE Cos'è stato? MAX Di te m'han nel paese assai parlato. Qua la man, son contento di far la tua conoscenza. DANIELE Ed anche io sono contento di conoscervi. Dovete farmi un piacer, ma piacer grande assai. MAX Di' pur, se posso... DANIELE Avete a contentarmi. Fra' soldati con voi voglio arrolarmi. MAX (Fra sé) Non è lui, m'ingannai. DANIELE Col sacco in spalla, ed in braccio il fucile, fin da adesso sono al vostro comando. MAX Ma perché tal pensier? DANIELE Perché son l'uomo più infelice che v'abbia! MAX Qual disgrazia ti colse? DANIELE Io sono, o Dio! io sono innamorato alla follia, e l'ingrata da sé mi scaccia via. MAX Questa ingrata chi è? DANIELE È una ragazza, che qui dimora, e che Betly si chiama. MAX (Fra sé) Betly! DANIELE Essa ha un fratello militar come voi chiamato Max Starner, sergente. MAX (Fra sé) Ah! mia sorella è questa. (A Daniele) Questa è la sua capanna? DANIELE Sì signore. Or dunque a cotest'uomo io scrissi, che bramava di sposarla, ed egli mi rispose, che n'era contentone, ma quando poi Betly scoperse ciò, nel volto quasi più non mi guardò. Poi ricevo un biglietto, vengo, ed ella nega di averlo scritto, e mi soggiunge colle solite matte sue maniere: non vi fate mai più da me vedere. MAX Allegramente amico; adesso vanne... DANIELE Dove? MAX A prender le carte, il tuo atto di nascita per poterti ingaggiare. (Daniele parte) Scena Sesta (Soldati, Max indi Betly) MAX (guardando fuori la capanna) Per questa via remota, che al villaggio conduce, una donna qui vien... cielo! Foss'ella? Fosse Betly, la cara mia sorella? Ah! sì la riconosco, è dessa, è dessa! Abbracciarla vorrei... sì... (si arresta) Non signore bando alle debolezze. Ehi là, compagni, eseguirete voi gli ordini miei? SOLDATI Parla, dì su, che cosa far dobbiamo? MAX A sacco questa casa, in men che il dico, mettete allegramente. SOLDATI A sacco, e tu lo dici, tu, sergente? MAX Del guasto, che farete, io rispondo per voi. SOLDATI Davver? MAX Lo giuro. SOLDATI Bada. MAX Presto. SOLDATI A noi. TUTTI Sia birra, rum, o rach, kirschewasser, o cognach; man bassa orsù facciamo su quel che ritroviamo. Si metta tutto a sacco, per fare un buon bivacco: sia birra, rum, o rach, kirschewasser, o cognach. (Entra Betly) BETLY (Fra sè) Gran Dio! quanti soldati! (Forte) Signori che volete? TUTTI Da pranzo, nol vedete? Noi siam tutti affamati. MAX (Fra sé) Per Bacco! mia sorella si è fatta molto bella. BETLY Pietà, signor sergente... MAX Lasciate, non è niente, son io, che li comando, lasciateli un po' far. (entrano vari Soldati) UN SOLDATO Del burro fresco fresco. UN ALTRO Un lepre bello, e grosso! ALTRI Un lepre, addosso, addosso... BETLY Pietà. MAX Lasciate far. SOLDATI (a Betly) La chiave di cantina del vino ci abbisogna. MAX (a Betly) La chiave... BETLY Me tapina! MAX Vi deggio favellar. Se dopo giorni quindici io partirò contento, qui tutto il reggimento ad alloggiar verrà. BETLY Che dite? Un reggimento! (Fra sé) Di me che ne sarà? MAX (Fra sé) Capisco il suo spavento, e ridere mi fa. SOLDATI (che vengono dalla cantina) Quest'è della cantina il vino più eccellente. BETLY Oh Dio! signor sergente, no quello per pietà. MAX Perché, perché no quello? Su presto rispondete. BETLY Serbato è a mio fratello... MAX Mia cara, non temete; soltanto il fratel vostro quel vino beverà. (prende la bottiglia e beve, Betly indispettita va per uscire) BETLY Vo a ricorrere a chi spetta. SOLDATI (impedendole l'uscita) No, restate... ven preghiamo voi soltanto il pranzo aspetta. BETLY Ah! son troppo sbigottita più che far, che dir non so. Signor sergente, a piedi vostri mirate in pianto una meschina... Ah! la pietade in voi si mostri... Deh! non vogliate la mia rovina. V'intenerisca il mio cordoglio, la mia preghiera vi parli al cor. MAX (Fra sé) Quel cervellino guarire io voglio, ed è pietade il mio rigor. SOLDATI (Fra sé) Sta duro, duro, come uno scoglio, per Bacco è strano quel suo rigor. UN SOLDATO (con grembiale da cucina) Presto a tavola signori, tutto è pronto. MAX, CORO Andiamo, andiamo. SOLDATI E voi pur. BETLY Che pretendete?... MAX Via, ragazza. SOLDATI Andiam. BETLY Non vuò. (Fra sé) Ah, son troppo sbigottita, più che dir, che far non so! MAX (Fra sé) È confusa, ed avvilita, più difendersi non può. BETLY (Fra sé) Io tremo, gelo e palpito mi batte, batte il cor! Daniele, ah! corri aiutami, o muoio dal timor. MAX (Fra sè) In ver la scena è comica, è buffo il suo terror! (Forte) Andiamo, andiamo a tavola, ciascun si faccia onor. CORO Andiamo, andiamo a tavola, ciascun si faccia onor. (Max e Soldati si ritirano) BETLY Tutto il giorno, la sera, e poi la notte, e fra quindici giorni un reggimento intero?... Chi mi difenderà? Che imbroglio è questo! Se parto è peggio, ed è peggior se resto! Daniele è un buon giovine, e potrebbe ei come il più vicino conoscente aiutarmi, tenermi compagnia... Ah! eccolo... che vedo! Scena Settima (Daniele con lunga spada sulle spalle ed un pacchetto in cima a quella, e detta) DANIELE In cortesia in collera, Betly, no non andate, se qui mi rivedete. BETLY In collera non vado. DANIELE Per voi qui non ritorno. Aspettar devo qui un militar, col quale ho appuntamento, un sergente, un brav'uomo, bravi i soldati suoi, cortesi, umani, e bravo anch'io sarò con lor domani. BETLY Perché? DANIELE Perché con sciabola, e con montura in marzial figura un soldato sarò. BETLY Ah! cosa dite? DANIELE Il mio partito è preso, la mia parola è data... Già possessor son io del mobil principale. Per vent'anni al camino restò quest'arma appesa, che il mio bisavo usò nella battaglia di Sempache. Le carte... (frugando) Ah! son qua, son qua. Dov'è il sergente? BETLY Posta prima sossopra la capanna, or a tavola egli è co' suoi soldati. DANIELE Bravi! vi han preferita! Io quest'onor volea. BETLY Tant'obbligata. DANIELE Pria che marcia sforzata parta con essi ho questa carta a darvi. Questo è l'atto di nascita... Infelice! Chi avrebbe detto ch'io nascer dovea? Questo è il contratto delle nozze, e... questo... BETLY Ch'è mai? DANIELE Questo è... piangete... il testamento mio, che quando sarò morto l'aprirete, già presto accaderà. BETLY Daniel, che dite? Quando colei, che s'ama, si abbandona, non si tratta in tal guisa. DANIELE (Fra sè) Ah! che mai sento! (A Betly) Come! mi discacciate, ed or che parto favellate così? BETLY Fra buoni amici si può dare un addio. DANIELE Betly, Sio resto, s'addoppia il mio dolore. BETLY Ma un solo istante, un solo... DANIELE (Fra sé) Mi prega? Oh Dio! Per me sentisse amore! (A Betly) Io resterei, ma... BETLY Che? DANIELE Vi darò noia. BETLY Noia? Non già. DANIELE Vedete, qui restando comprometter vi posso. BETLY (imbarazzata) È vero questo. DANIELE Dunque, addio... (prende la spada, e va per partire) BETLY Ma direi... (Fra sé) Che far mai deggio! DANIELE Addio... BETLY Fermate. In quella stanza voi potreste rimaner fin domattina. DANIELE (Fra sé) S'incomincia a cangiar l'alma ferina. BETLY (timida) Via, volete? DANIELE Il vorrei... BETLY (assicurata) Se avrò di voi bisogno, allor vi chiamo. DANIELE Compiacervi, Betly, soltanto io bramo. (via) BETLY Sapendo che Daniele ivi è celato più tranquilla son io. VOCI DI DENTRO Evviva, evviva, ah, ah! BETLY (correndo spaventata ov'è entrato Daniele) Daniele, oh Dio! DANIELE (uscendo) Perché, Betly, gridate? BETLY Non sentiste quei gridi? Deh! per pietà, qui, presso a me restate, voi là su quella sedia, io qui nel fondo. DANIELE Io là, voi qui! BETLY Sì, ma vegliate attento. DANIELE (Fra sé) Ah! chi può dir l'immenso mio contento! Dolce istante inaspettato! Dal piacer stupito io resto! Giusto ciel! Se un sogno è questo, più non farmi risvegliar. BETLY (in fondo) Meschinello! egli è sì buono, rispettoso compiacente, egli è nato veramente per amare, e farsi amar. Che non dorma spero bene. DANIELE (Fra sé) Presso lei? Suprema gioia! BETLY Se il tacer vi reca noia, noi possiamo conversar. DANIELE (sbadigliando e quasi sonnacchioso) Sì... par... li... amo... io... voi... BETLY Che dite? DANIELE (come sopra) Io v'adoro... e... BETLY (corre a scuoterlo) Già dormite? Ah! dal sonno, mio Daniele; non vi fate sopraffar. DANIELE (risvegliato) Vi sarò guardian fedele, non dovete paventar. (addormentandosi a grado a grado) (Fra sé) Giusto ciel! se un sogno è questo, più non farmi risvegliar. BETLY (Fra sé) Egli è nato veramente per amare, e farsi amar. (Mentre Betly dice queste ultime parole prende una sedia, e si va accostando a Daniele a poco a poco finché alla fine del duetto si trova seduta vicina allo stesso Daniele addormentato) Scena Ottava (Max sortendo cautamente) MAX (Fra sé) Che! L'ha fatto restar? (Forte) Bene, benone! (mettendo la testa fra Daniele e Betly) (Fra sé) Ubriaco or mi faccio. (Forte) Evviva sempre l'amor, le donne, il vino... Ne ho bevuto pochino, ma pur, ragazza mia, sento che il capo mi gira. BETLY (Fra sé) E quello dorme. MAX Veramente ci trattasti, cioè ci siam trattati assai bene... ed or vo' con tua licenza di mia riconoscenza darti un segno... (per prenderle la mano) BETLY Che fate! MAX E civiltà, e tuo marito lo permetterà. BETLY Mio marito ei non è. MAX Ma dormiva però vicino a te. Se marito non hai, l'affar va meglio assai. (come sopra) BETLY Signor soldato!... MAX Viva le donne, il vin, viva l'amore. (inseguendola) BETLY Soccorso!... MAX Aspetta un po'. DANIELE (svegliandosi) Ciel! Cosa vedo? Eh! eh! dico, signor. MAX Che mai pretendi? Ti è moglie, ti è sorella? DANIELE Non signore. MAX Ti è nipote, cugina, nonna, o zia? DANIELE Ma... MAX Corpo, dunque, d'una batteria! Se alcun diritto sopra lei non vanti, batti la ritirata, e passa avanti. DANIELE Ch'io parta? Mio signor, lei sbaglia, io resto. MAX Ah! ah! capisco adesso, esser devi il cascante. DANIELE Io son... MAX Chi! tu chi sei? BETLY Egli è il mio amante. MAX Amante? va benissimo; rinunzierà all'amore. DANIELE Giammai questo, signore... MAX Bassa la voce, ch'io sordo non sono, non si risponde a me. Quest'è un affare, che si disbriga presto. (a Betly) Andate voi pei fatti vostri, la vedrem fra noi. DANIELE Sì, Betly, (fingendo coraggio) ritiratevi. BETLY Di qua partir giammai. MAX Or ti faccio veder se partirai... (cava la sciabola. Betly corre nella camera, di quando in quando fa capolino) O la bella immantinente (parlando sommessamente) tu mi ciedi, buon ragazzo, o, ti parlo schiettamente, quattro colpi, e giù t'ammazzo. DANIELE Io lasciar quel caro oggetto, solo ben de' giorni miei? Ah? strapparmi il cor dal petto mille volte in prìa vorrei. MAX Dunque allor, com'è costume, il terren deciderà. Qua la man... DANIELE (Fra sé) Che dir presume? MAX (con voce forte) Qua la mano. DANIELE (scosso e spaventato) Eccola qua. MAX (tenendogli la mano) Che? tu tremi? DANIELE Non lo so. MAX Forse temi? DANIELE (risoluto) Signor no. MAX Lo vedrem. Laddove il bosco folti rami al cielo innalza, dove ascosa è più la balza là ti attendo, non mancar. Il suonar di mezza notte fia segnal d'atroce guerra, un di noi disteso a terra in quel bosco ha da restar. DANIELE (piangendo non visto da Max. Para sí) Se cado esanime per te, mia vita, rammenta un misero, che ognor ti amò. Bagna di lagrime la mia ferita, degno d'invidia così morrò. MAX (Fra sé) Qual fronda tremola scossa dal vento, questo buon diavolo tremare io fo. Alle sue lagrime, al suo spavento quasi più reggere ormai non so. (Max si avvede che Betly fa capolino) Veh! veh! la bricconcella ci fa la santinella. È là che vede, e sente, or or l'aggiusterò. (con voce fiera) Daniele, ebben?... DANIELE Sergente... MAX Verrete? DANIELE Si, verrò. DANIELE, MAX Mi sprona la gloria, m'infiamma il valore, a certa vittoria mi guida l'amor. DANIELE (Fra sé) Un velo su gli occhi m'appone il timor; m'assale i ginocchi un freddo terror. MAX (Fra sé) Gli appare negli occhi l'ascoso timor; gli assale i ginocchi un freddo terror. (Max parte) Scena Nona (Betly e Daniele) BETLY (Fra sè) Mi reggo appena in piè. Quel poveretto per me batter si dée... E quel che fa temermi a gran paura. (A Daniele) Oh, cielo! DANIELE L'affare è andato bene il sergente del tutto persuaso mi ha chiesto scusa. E poscia è andato via. Ed ora che di me bisogno affatto più non avete, parto. BETLY E dove andrete a quest'ora? DANIELE Ove vado? A prender le mie carte che lasciai con la sciabola in quella stanza vostra. Poi raggiungo il sergente, partirò per il campo, e la mia rotta sarà lunghetta un poco. Se più però, Betly, non mi vedrete ricordate Daniel... (prende la mano a Betly) Scena Decima (Max con sciabola sotto il braccio. Ride nel veder i suddetti abbracciati poi prende un tuono severo, e dice) MAX Bene! ma bene! Amico, orecchie buone io credo avete? Mezza notte è suonata. DANIELE Veramente? MAX (accenna la sciabola) Quest'amichetto qui ve l'assicura. DANIELE (Fra sé) Non mi convien di far brutta figura. BETLY Con vostra buona pace il disegno che avete, signor sergente mio, non compirete. MAX Cosa intendete voi? BETLY Con lui dovete battervi, il so... ammazzarlo. Ah signor no, per Bacco i giorni suoi son cari... È maritato. MAX Maritato? Scena Undicesima (Daniele dalla stanza, con sciabola, ed involto delle carte) DANIELE (Fra sé) Dammi coraggio, oh! ciel! (Forte) Eccomi armato. MAX Aspetta un poco, amico. Prende altra piega adesso il nostro affare: sei maritato, e allora come tale. DANIELE Io maritato! BETLY Ma già. (Fra sé) Dite di sì, ve lo comando. DANIELE Ah! sì sono ammogliato, e me ne era scordato. MAX Perché farne un mistero? BETLY Avea ragioni per farlo. MAX E chi è sua moglie? BETLY (imbarazzato) Son'io. MAX Voi! DANIELE (Fra sé) Cosa dice? BETLY (Fra sé) Zitto, dite di sì, burlo il sergente per salvarvi la vita. MAX Non basta, veder voglio il contratto di nozze. DANIELE Anche il contratto? (Fra sé) Or, sì, per me è finita. Il contratto da me solo è firmato! (Forte) Sta là dentro. BETLY Vo a prenderlo. (entra) MAX Quai se noi trovo in regola! (Betly rapidamente firma il contratto.) BETLY Signore, ecco il contratto. DANIELE (Fra sé) Oh! povero Daniele! Il colpo è fatto. MAX (leggendo) Vi è firmato Daniele e più sotto Betly... DANIELE Che cosa dite? BETLY (Fra sé) Non fa niente è una burla: manca di mio fratello Max la firma, e valido non è. MAX Tutto va bene. (Max senza esser veduto ha firmato il contratto) Max il fratello ancora è qui segnato. L'atto è in regola, ed è legalizzato. DANIELE Max! BETLY Max... Gran Dio! Tu forse... MAX Proprio quello... Betly son io... abbraccia il tuo fratello. BETLY Oh, gioia! DANIELE Ed io? MAX Lo sposo suo tu sei. A una burla ricorsi, per rendervi felici. (chiamando i Soldati che sortono) DANIELE Soldati, caporali, amici, amici venite tutti, andiam mi circondate e in Betly la mia sposa salutate. BETLY Se crudele il cor mostrai, se nemica io fui d'amore, or mio ben di puro ardore per te l'alma avvamperà. Degno sei di tanto affetto, degno sei di fedeltà, vieni pur mi stringi al petto: gioia ugual per me non v'ha. Se dopo il reo nembo ritorna il sereno, mio ben ti consola, rinfranca nel seno quell'alma che visse fra palpiti ognor. Un nodo ci stringe felice, beato! Momento più grato non brama il mio cor. CORO Amore alfin trionfa, accenda i vostri petti: sia giorno di diletti il giorno che spuntò. BETLY Ah! no, non posso esprimere l'immenso mio contento; in così bel momento che più bramar non so: amor che Palme unisce non ci divida mai. Tu sol per me vivrai, io per te sol vivrò.
|
ACTO
ÚNICO (Interior de una cabaña suiza. Dos puertas laterales y otra en la parte posterior que permite ver las campiñas lejanas de Appenzell) Escena Primera (Pastores cargando cuajada, manteca y otros productos lácteos) CORO Ya en el cielo asoma la aurora y anuncia un día sereno. No nos demoremos demasiado, ya es hora de ir al mercado. PASTORAS (mirando alrededor) ¡Oye! ¿Y Betly? Betly no estaba cuando nos fuimos... OTROS Aquí debería estar Daniel, pero no ha aparecido. TODOS Si la broma ha salido mal, lo veremos regresar pronto; pero si salió bien, nos vamos a divertir mucho. (se marchan) Escena Segunda (Betly entra en la cabaña) BETLY En este sencillo y modesto asilo vivo libre y siempre feliz. El amor de los hombres aún no llegó para quitar la libertad a mi corazón. Si un amante tosco, lleno de orgullo, se atreviera a regañarme, o a decir, no quiero, puedo responderle con toda tranquilidad: ¡Ahí está la puerta si no te gusta! ¡Oh, bendita libertad, que perfumas mi vida: aquí siempre reinarás! (tocándose el corazón) ¡Trà là, là, là, là, là! Si por desgracia un hombre celoso cayera a mis pies y fuera mi marido... ¿cómo contestarle con toda tranquilidad: Ahí está es la puerta si no le gusta? ¡Oh, bendita libertad, etc. Escena Tercera (Daniel y Betly) DANIEL Comí muy bien, pero no pude dormir nada. Una nota tuvo la culpa... de que... ¡ahí está ella!... ¡Oh, querida! BETLY ¡Oh, Daniel, estás aquí! DANIEL Yo... sí, aquí estoy, pues creí que iba a encontrarte... Ya lo entiendes... pero ¿dónde has estado? BETLY En lo de mi tutor, que me mandó ayer un aviso de que había recibido una carta de mi hermano Max, que se enroló en el ejército. Impaciente por leerla corrí rápidamente a buscarla. DANIEL ¡Vaya! Entonces ¿no está muerto? BETLY ¿Cómo va a estar muerto, si escribe? DANIEL Pero, podría haber muerto después de escribirla. Para los soldados, morir no es extraño. BETLY Y es cierto, ya han pasado quince años desde que partió. Recuerdo que cuando marchó para enrolarse, besó a mi padre y a mi madre, que aún vivían. Luego, volviéndose hacia mí, me abrazó y me dijo: ¡adiós hermana, el deber me llama! Espero poder bailar contigo el día de tu boda. DANIEL ¡Vaya! ¡Qué pena que él no podrá bailar! BETLY ¿Por qué? ¿Quién lo dice? DANIEL Si nos casamos esta noche, y él está lejos, ¿cómo quieres que pueda bailar? BETLY ¿Qué nos casaremos esta noche? ¡Vaya! ¡Qué gran noticia! DANIEL Aquí está tu carta y tu firma. BETLY ¿Mi firma? ¿Mi carta? ¿Cuándo? Nunca, ni en sueños te he escrito. DANIEL ¿Cómo? ¿Cómo? ¿Y el mensaje? BETLY Apuesto que es una broma. DANIEL ¿Una broma? ¡Es una traición! ¡Ay, me desmayo... me siento morir! BETLY Tranquilízate. DANIEL ¡Nunca seré capaz de superarlo!... BETLY Pero... DANIEL Mi alma está angustiada; sucumbiré al dolor. Soñé que, bendecidos, nos casábamos. Toda dicha y todo bien me deparaba el dulce amor. Me despierto, y veo que soy más desdichado que antes, BETLY (Para sí) Esta broma me disgusta... Siento cierta turbación; su pena y tormento penetran en lo más profundo de mi corazón. Es posible que sienta piedad, pero no amor. (En voz alta) ¡Vamos, coraje! DANIEL ¡Ay, qué desdichado! ¿Qué hacer? Estoy destruido. Hace un momento he anunciado nuestro enlace. BETLY ¡Qué oigo!... DANIEL He sacrificado todos los patos y seis capones; y también un becerro tierno y dos carneros... BETLY ¿Y eso por qué? DANIEL Para hacer una magnífica fiesta. BETLY ¡Ay, estás loco! DANIEL Y aún hay más... BETLY ¿Qué más? DANIEL He encargado el contrato nupcial. BETLY ¡Qué! (con enfado, que crece más y más a medida que avanza el diálogo) DANIEL Aquí lo tengo, ¡míralo! BETLY ¡No sé qué hacer! DANIEL Te nombro heredera de todos mis bienes... BETLY ¡Basta ya! (intentando salir) DANIEL Betly, cásate conmigo... (sujetándola y cayendo a sus pies) Cásate conmigo, Betly... BETLY No sigas... (intenta escapar, pero Daniel la persigue siempre de rodillas) DANIEL ¡Por favor! BETLY Aléjate... ¿Yo, casarme contigo? ¿Yo? DANIEL ¡Sí! BETLY Cruel enemigo de mi paz, vete rápido de mi casa... para que no oiga tu voz hablándome de una boda de locos. ¡Hombre insolente!... ¡Te odio, te aborrezco!... Un oso... un diablo eres para mí. DANIEL ¡Mujer cruel! De mis labios sólo saldrán otros lamentos... He dicho mis últimas palabras... Te ofrezco, ingrata, mi último adiós... Corro a ahogarme en el lago... Sólo por ti viví y moriré. (Salen. Se escucha el redoble de un tambor) Escena Cuarta (Max con soldados) MAX ¡Alto! Hagamos un alto compañeros, hasta que el sol lance sus ardientes rayos sobre las montañas de la patria. Ante su dulce presencia siento que el corazón salta de alegría en mi pecho. ¡Te veo, te beso, tierra natal sonrisa de Dios mi único pensamiento! Aquí vuelvo a la alegría, aquí vuelvo al placer. Helvecia, si tus intrépidos hijos, desplegando sus banderas, ante los peligros avanzan con sus ejércitos, toda la gloria, ¡oh, Helvecia! toda se debe a ti. CORO, MAX ¡Eres ejemplo de honor y de lealtad para todos los pueblos! MAX Descansad, camaradas, pero tened en cuenta que ya no estamos en tierra enemiga. Seamos disciplinados. Al primero que robe una gallina lo mando fusilar mañana mismo. Escena Quinta (Los anteriores y Daniel que entra con dos botellas) MAX ¡Oh! Joven, dime, ¿estamos lejos de Herisau? Tenemos que ir allí a unirnos con nuestro regimiento. DANIEL No se preocupe; hay tres horas de camino. De hecho, si quieren descansar a mitad de camino, cuesta abajo está mi casa. Pregunte por mí, por Daniel Birman. MAX ¿Birman has dicho? DANIEL Del cantón de Appenzell. MAX ¡Ah, qué escucho! DANIEL ¿Qué sucede? MAX Se habla mucho de ti en mi tierra. ¡Aquí está mi mano, estoy feliz de conocerte! DANIEL Yo también lo estoy de conocerlo. Pero debe hacerme un favor, un favor muy grande. MAX Dime, si puedo hacerlo... DANIEL Tiene que aceptarme. Quiero alistarme con usted como soldado. MAX (Para sí) No es él, me he equivocado. DANIEL Con la mochila al hombro y el fusil al brazo, ahora estoy a sus órdenes. MAX ¿Por qué deseas enrolarte? DANIEL ¡Porque soy el hombre más desdichado que existe! MAX ¿Qué desgracia te ocurrió? DANIEL Yo estoy, ¡oh Dios! estoy locamente enamorado y la ingrata me ha rechazado. MAX ¿Quién es esa desagradecida? DANIEL Es una muchacha que vive aquí. Se llama Betly. MAX (Para sí) ¡Betly! DANIEL Tiene un hermano militar, como usted, llamado Max Starner. Es sargento. MAX (Para sí) ¡Ah, es mi hermana! (A Daniel) ¿Es esta su cabaña? DANIEL Sí, señor. Le escribí a su hermano diciéndole que deseaba casarme con ella; y él me contestó que se alegraba por ello, pero cuando Betly se enteró, dejó de mirarme a la cara. Luego recibí una nota de ella, fui a verla, y ella negó haberla escrito, y me dijo lo de siempre: ¡No quiero volverte a verte! MAX Está bien amigo; ahora puedes irte... DANIEL ¿A dónde? MAX A buscar tus documentos, tu partida de nacimiento para poder enrolarte. (Daniel se marcha) Sexta Escena (Soldados, Max y luego Betly) MAX (mirando la cabaña) Por ese camino remoto, que lleva al pueblo, viene una mujer... ¡cielos! ¿Será ella? ¿Será Betly, mi querida hermana? ¡Ah, sí, la reconozco! ¡Es ella, es ella! Quisiera abrazarla... si... (se detiene) No señor, dejemos de lado las debilidades. ¡Eh, camaradas! ¿Estáis dispuestos? SOLDADOS Habla, di, ¿qué debemos hacer? MAX Asaltad esta casa en un santiamén, os lo ordeno con gusto. SOLDADOS ¿Asaltarla? ¿Y usted lo dice? ¿Usted, sargento? MAX Del desastre que hagáis, yo responderé por vosotros. SOLDADOS ¿En serio? MAX Lo juro. SOLDADOS ¡Vamos! MAX ¡Rápido! SOLDADOS ¡A lo nuestro! TODOS Ya sea cerveza, ron, grapa, licor o coñac; nos apropiaremos con todo lo que encontremos. Pongamos todo en una bolsa, para pasar una buena noche. Ya sea cerveza, ron, grapa, licor o coñac. (entra Betly) BETLY (Para sí) ¡Gran Dios! ¡Cuántos soldados! (A los soldados) Señores, ¿qué desean? TODOS Comida, ¿no lo ves? ¡Tenemos hambre! MAX (Para sí) ¡Por Baco, mi hermana se ha puesto muy hermosa! BETLY ¡Piedad, señor sargento!... MAX Déjalos, no es nada. Yo soy quien está al mando, déjalos hacer un poco. (llegan varios soldados) UN SOLDADO ¡Mantequilla fresca OTRO ¡Una bonita liebre! OTROS ¡Una liebre, y otra, y otra más!... BETLY ¡Piedad! MAX Déjalos hacer. SOLDADOS (a Betly) ¡Necesitamos la llave de la bodega! MAX (a Betly) La llave... BETLY ¡Pobre de mí! MAX Tengo que decirte algo. Si después de quince días quedo conforme, todo el regimiento vendrá aquí para alojarse. BETLY ¿Qué está diciendo? ¡Un regimiento! (Para sí) ¿Ay, qué será de mí? MAX (Para sí) Comprendo su temor, y me hace reír. SOLDADOS (procedentes de la bodega) Es el vino más excelente de la bodega. BETLY ¡Oh, Dios! Señor sargento, ese vino no, por favor. MAX ¿Por qué, por qué ese no? Vamos, responde. BETLY Es para mi hermano... MAX Querida, no temas; sólo tu hermano beberá ese vino. (toma la botella y bebe. Betly, Indignada, se dispone a salir) BETLY ¡Apelaré ante quien corresponda! SOLDADOS (impidiéndole salir) ¡No, quédate... ven! Por favor. Sólo nos falta el almuerzo. BETLY ¡Ay, estoy demasiado aturdida no sé qué hacer ni que decir! Señor sargento, vea a sus pies a una pobre mujer llorando... ¡Ay, que le mueva a piedad!... ¡No cause mi ruina! Que mi angustia lo conmueva, que mis ruegos lleguen a su corazón. MAX (Para sí) Ese cerebrito quiero curar, y mi rigor es la piedad. SOLDADOS (Para sí) Él es duro, duro, como una roca. Por Baco su rigor es muy extraño. UN SOLDADO (con un delantal de cocinero) ¡A la mesa, señores! ¡Todo está dispuesto! MAX, CORO ¡Vamos, vamos! SOLDADOS Y tú también BETLY ¿Qué pretendéis? MAX ¡Vamos muchacha! SOLDADOS ¡Vamos! BETLY No quiero. (Para sí) ¡Ay, estoy demasiado aturdida, no sé qué hacer ni qué decir! MAX (Para sí) Está confundida y acobardada, ya no puede defenderse. BETLY (Para sí) ¡Tiemblo, tengo frío y palpitaciones! Late, late fuerte mi corazón. Daniel, ¡ay! ven a ayudarme, o moriré de miedo. MAX (Para sí) Realmente la escena es graciosa, ¡su terror es divertido! (En voz alta) ¡Vamos, vamos a la mesa, que cada uno ocupe su lugar! CORO ¡Vamos, vamos a la mesa, que cada uno ocupe su lugar! (Max y los soldados se retiran) BETLY ¿Todo el día? La tarde... y después la noche, ¡Todo un regimiento! ¿En quince días?... ¿Quién podrá defenderme? ¡Qué embrollo es este! ¡Si me voy es peor, y es peor si me quedo! Daniel es un buen muchacho y podría, como mi vecino que es, ayudarme, hacerme compañía... ¡Ah! ¡Ahí viene... ya lo veo! Escena séptima (Daniel con una gran espada al hombro y, atada a ella, un hato de ropa sobre ella, y Betly) DANIEL Por favor Betly, no montes en cólera si me vuelves a ver por aquí. BETLY No voy a enojarme. DANIEL No vengo aquí por ti. Espero aquí a un soldado con el que tengo una cita, un sargento, un buen hombre. Sus soldados son valientes corteses, humanos, y yo también seré un valiente entre ellos. BETLY ¿Por qué? DANIEL Porque con sable y uniforme, en posición marcial, seré soldado. BETLY ¡Ay! ¿Qué dices? DANIEL Ya he tomado la decisión, he dado mi palabra... Y traigo los elemento esenciales. Durante veinte años permaneció colgada sobre la chimenea esta espada, que mi bisabuelo usó en la batalla de Sempache. Los documentos... (hurgando) ¡Ah, aquí están, aquí están! ¿Dónde estará el sargento? BETLY Primero se adueñó de la cabaña, y ahora está en la mesa con sus soldados. DANIEL ¡Bravo! ¡Te han elegido! Yo te recomendé para ese honor. BETLY Muy agradecida. DANIEL Antes de que me marche con ellos tengo esta tarjeta para darte. Esta es el acta de nacimiento... ¡Desdichado! ¡Quién me habrá mandado nacer! Y aquí está el contrato matrimonial... Y... esto... BETLY ¿Qué es? DANIEL Esto es... llora... ¡Mi testamento! Deberás abrirlo cuando yo haya muerto, lo que pronto sucederá. BETLY Daniel, ¿qué dices? Cuando se abandona a la que se ama, no se la trata de este modo. DANIEL (Para sí) (¡Ah! ¡Qué oigo!) (A Betly) ¡Cómo! ¿Me rechazaste y ahora que me voy, me hablas así? BETLY Como buenos amigos podemos decirnos adiós. DANIEL Betly, si me quedo, mi dolor se duplicará. BETLY Pero sólo un momento, uno sólo... DANIEL (Para sí) ¿Me ruega?¡Oh, Dios! ¿Sentirá amor por mí? (Betly) Yo me quedaría, pero... BETLY ¿Que? DANIEL Te voy a molestar. BETLY ¿Molestar? No, ya no. DANIEL Mira, si me quedo aquí podría comprometerte. BETLY (avergonzada) Eso es cierto. DANIEL Entonces, adiós... (toma la espada e intenta marcharse) BETLY Pero yo diría... (Para sí) ¡Qué puedo hacer! DANIEL ¡Adiós!... BETLY ¡Detente! ¿Podrías quedarte en esa habitación hasta mañana por la mañana? DANIEL (Para sí) Su alma salvaje comienza a cambiar) BETLY (tímidamente) Vamos, ¿quieres? DANIEL Quisiera... BETLY (con seguridad) Si te llego a necesitar, entonces te llamo. DANIEL Betly, ya sabes que yo sólo anhelo complacerte. (sale) BETLY Sabiendo que Daniel está ahí, estoy más tranquila. VOCES FUERA DE ESCENA ¡Hurra, alegría, ja, ja! BETLY (corriendo asustada hacia donde salió Daniel) ¡Daniel, oh Dios! DANIEL (asomándose) Betly, ¿por qué gritas? BETLY ¿No escuchaste esos gritos? ¡Ah! por favor, quédate aquí, cerca de mí, Tú aquí, en esta silla, y yo ahí, al fondo. DANIEL ¡Yo aquí, tú allí! BETLY Sí, pero vigila atentamente. DANIEL (Para sí) ¡Oh, quién puede describir esta inmensa dicha que siento! ¡Dulce momento inesperado! ¡Estoy paralizado de placer! ¡Santo cielo! Si esto es un sueño, no quiero despertar jamás. BETLY (en el fondo, para sí) ¡Pobrecito! Es tan bueno, respetuoso y complaciente, realmente nació para amar y ser amado. Espero que no se duerma. DANIEL (Para sí) ¿Estar junto a ella? ¡Qué alegría suprema! BETLY Si te aburre estar en silencio, podemos conversar. DANIEL (bostezando y casi con sueño) Sí... ha... blar... quiero... yo... tú... BETLY ¿Qué estás diciendo? DANIEL (de igual modo) Te adoro y... BETLY (corre a sacudirlo) ¿Ya estás durmiendo? ¡Ay, Daniel mío, no te dejes vencer por el sueño! DANIEL (despertando) Seré tu fiel guardián, no debes tener miedo. (Se adormece poco a poco) (Para sí) ¡Justo cielo! Si esto es un sueño, no dejes que me despierte nunca. BETLY (Para sí) Realmente nació para amar y ser amado. (Mientras Betly dice estas últimas palabras, toma una silla y se ha ido acercando, poco a poco, a Daniel hasta que al final del dúo se encuentra sentada junto a él, que duerme) Escena Octava (Max caminando cauteloso) MAX (Para sí) ¿Qué veo? ¡Lo ha hecho quedarse! (En voz alta) ¡Bien! ¡Muy bien! (metiendo la cabeza entre Daniel y Betly) (Para sí) Fingiré estar borracho... (En voz alta) ¡Viva por siempre el amor, la mujer, el vino!... He bebido un poquito, pero, aun así, niña mía, noto que mi cabeza da vueltas. BETLY (Para sí) Y este dormido... MAX Realmente nos trataste, es decir, nos tratamos muy bien... Y ahora quiero, con tu permiso, darte una señal de mi gratitud... (le toma la mano) BETLY ¡Qué está haciendo! MAX Es un acto de cortesía y tu esposo lo permitirá. BETLY ¡Él no es mi esposo! MAX Pero duerme a tu lado. Si no tienes marido, el asunto irá mucho mejor. (como anteriormente) BETLY ¡Señor soldado!... MAX ¡Vivan las mujeres, viva el vino y viva el amor! (persiguiéndola) BETLY ¡Auxilio!... MAX ¡Espera un poco! DANIEL (despertando) ¡Cielos! ¿Qué es lo que veo? ¡Eh! ¡Eh! ¡Oiga, Señor! MAX ¿Qué pretendes? ¿Acaso es tu esposa o tu hermana? DANIEL No señor. MAX ¿Tu sobrina, prima, abuela o tía? DANIEL Pero... MAX Entonces ¡por mil cañones! Si no tienes ningún derecho sobre ella, inicia la retirada y ve a hacer otra cosa. DANIEL ¿Qué me vaya? Señor mío, usted se equivoca, ¡me quedo! MAX ¡Ah! ¡Ah! Ahora comprendo, debes ser el pretendiente. DANIEL Soy... MAX ¡Quién! ¿Quién eres? BETLY ¡Él es mi amante! MAX ¿Amante? Está bien; renunciará al amor. DANIEL ¡Eso jamás, señor!... MAX Baja la voz, que no soy sordo, y a mí así no me contestes. Este es un asunto que se aclarará rápidamente. (a Betly) Vete a hacer tus cosas, luego nos veremos. DANIEL Sí, Betly, (fingiendo coraje) retírate. BETLY ¡De aquí no me muevo! MAX Veremos si no te marchas... (Al desenvainar el sable Betly entra corriendo a la habitación; luego, de vez en cuando, se asoma) Debes cederme, buen muchacho, (hablando suavemente) a esa bella niña; de lo contrario, te lo digo con franqueza, de cuatro estocadas te mataré. DANIEL ¿Que le ceda a quien amo? ¿Al único bien de mi vida? ¡Antes deberá arrancarme el corazón del pecho mil veces! MAX Entonces, como es costumbre, un duelo lo decidirá. Aquí está mi mano... DANIEL (Para sí) ¿Qué pretende? MAX (en voz alta) ¡Dame tu mano! DANIEL (acosado y asustado) ¡Aquí está! MAX (tomando su mano) ¿Que? ¿Tiemblas? DANIEL No. MAX ¿Quizás, tienes miedo? DANIEL (resuelto) ¡No, señor! MAX Ya lo veremos. Allá donde el bosque eleva espesas ramas hacia el cielo, donde el barranco está más oculto, ahí te espero, no faltes. Que las campanadas de la medianoche anuncien el terrible combate. Uno de nosotros, tirado en el suelo, en ese bosque deberá quedar. DANIEL (Llorando, sin ser visto por Max. Para sí) Si caigo sin vida por ti, vida mía, recuerda a este miserable, que siempre te amó. Baña mis heridas con tus lágrimas, digno de envidia así moriré.) MAX (Para sí) Como a una rama vibrante sacudida por el viento, a este pobre lo hago temblar. Sus lágrimas, su temor, ya casi no los puedo soportar. (Max percibe que Betly se asoma) ¡Eh! ¡Eh! La muy bribona se hace la santita. Desde allí observa y escucha, ahora mismo lo arreglaré. (con voz feroz) Daniel, ¿y bien? DANIEL Sargento... MAX ¿Vendrás? DANIEL Sí, iré. DANIEL, MAX La gloria me impulsa, el valor me inflama y el amor me guía a una victoria segura. DANIEL (Para sí) Con un velo, el temor cubre mis ojos; un frío terror me hace temblar las rodillas. MAX (Para sí) Un temor oculto se asoma en sus ojos; un frío terror le hace temblar las rodillas. (Max se marcha) Escena Novena (Betly y Daniel) BETLY (Para sí) Apenas puedo mantenerme en pie. Ese pobrecito se batirá por mí... Y eso me da mucho miedo. (A Daniel) ¡Oh, cielos! DANIEL El asunto anduvo bien. El sargento, persuadido, me pidió disculpas y luego se fue. Y ahora, si ya no me necesitas, me marcho. BETLY ¿Y dónde irás a esta hora? DANIEL ¿A dónde iré? A recoger mis papeles y el sable que dejé en tu habitación. Luego, alcanzaré al sargento, y partiré a la campaña. El camino será un poco largo. Pero, si ya no nos volviéramos a ver, Betly, acuérdate de Daniel... (toma la mano de Betly) Escena Décima (Max. con su sable bajo el brazo. se ríe al ver a Betly y Daniel abrazados. Con tono severo, dice:) MAX ¡Bueno! ¡Pero bueno! Amigo, creo que tienes buen oído, la media noche ha llegado. DANIEL ¿De veras? MAX (señalando su sable) Este amiguito te lo asegura. DANIEL (Para sí) No me conviene causar mala impresión. BETLY Con su permiso, señor sargento, el plan que usted propone no se llevará a cabo. MAX ¿Qué quieres decir? BETLY Con él debe usted batirse, lo sé... y matarlo. ¡Ah, no señor, por Baco, sus días me son preciosos!... Él está casado. MAX ¿Casado? Escena Undécima (Daniel sale de la habitación, con un sable y un montón de documentos) DANIEL (Para sí) ¡Cielo, dame coraje! (En voz alta) ¡Aquí estoy armado! MAX Espera un poco, amigo. Nuestro asunto ahora toma un rumbo diferente: Estás casado como tal... DANIEL ¿Yo casado? BETLY Pero sí. (Para sí) ¡Di que sí, que sí! DANIEL ¡Ah, sí, estoy casado! Me había olvidado... MAX ¿Por qué lo ocultaba? BETLY Tenía razones para hacerlo. MAX ¿Y quién es su esposa? BETLY (avergonzada) Soy yo. MAX ¡Tú! DANIEL (Para sí) ¿Que está diciendo? BETLY (Para sí) ¡Cállate y di que sí! Me burlo del sargento para salvarte la vida. MAX No es suficiente, quiero ver el contrato de boda. DANIEL ¿También el contrato? (Para sí) Ahora sí que todo está acabado. ¡El contrato está firmado sólo por mí! (En voz alta) Está ahí dentro. BETLY Voy a buscarlo. (entra a la otra habitación) MAX ¡Veremos si está en regla! (Betly rápidamente firma el contrato y regresa) BETLY Señor, aquí está el contrato. DANIEL (Para sí) ¡Oh, pobre Daniel! El golpe ha sido dado. MAX (leyendo) Aquí está: firmado por Daniel y más abajo por Betly... DANIEL ¿Qué dice usted? BETLY (Para sí) Todo va a ser inútil pues falta la firma de mi hermano Max y así no es válido. MAX Todo está bien. (Max, sin ser visto, ha firmado el contrato) La firma de Max, el hermano, también está estampada aquí. El documento está en regla y está legalizado. DANIEL ¡Max! BETLY Max... ¡Gran Dios! ¿Tú quizás eres? MAX El mismo... Betly soy yo... ¡Abraza a tu hermano! BETLY ¡Oh, qué alegría! DANIEL ¿Y yo? MAX Eres su marido. Recurrí a un ardid para hacerte feliz. (llamando a los soldados) DANIEL ¡Soldados, cabos, amigos, venid todos a mi alrededor y saludad a mi esposa Betly! BETLY Si mostré un cruel corazón, si fui enemiga del amor, ahora, amor mío, con pura pasión por ti arderá mi alma. Eres digno de cariño y fidelidad. ¡Ven y abrázame contra tu pecho que no hay una alegría mayor! Si tras la feroz tormenta vuelve la calma, consuélate mi bien, reconforta en mi seno el alma que vivió angustiada hasta ahora. ¡Un nudo de dicha y bendición nos une! Un momento más feliz no anhela mi corazón. CORO Que el amor, que al fin triunfa, encienda vuestros corazones. Que el día que amanece sea un día de felicidad. BETLY ¡Ay! No, no sé expresar mi inmensa felicidad. En un momento tan hermoso no sé qué más añorar. Que el amor que ahora nos une no nos abandone jamás. Vivirás solamente para mí, yo sólo viviré para ti. Digitalizado y traducido por José Luis Roviaro 2023 |