BETLY

 

 

Personajes

MAX

BETLY

DANIEL
Sargento suizo

Su hermana

Un joven
Barítono

Soprano

Tenor

 

La acción se desarrolla en el cantón suizo de de Appenzell, en época indeterminada.

 

ATTO UNICO   

 
(Il teatro rappresenta l'interno di una
capanna svizzera. Due porte laterali,
una in fondo, che lascia vedere la
campagna, e le lontane campagne
di Appenzell)

Scena Prima

(Pastori e pastorelle portando
ciascuna delle giuncate, burro,
ed altro)

CORO
Già l'aurora in cielo appar,
ed annunzia un dì seren.
Non sia lungo l'indugiar,
al mercato andar convien.

PASTORELLE
(guardando intorno)
Ehi! Betly?
Betly non c'è
forse pria di noi partì.

ALTRI
Qui Daniele venir de';
ma Daniel non comparì.

TUTTI
Se la burla è andata male,
lo vedremo nel ritorno;
se andò bene in questo giorno
divertirci assai dobbiam. 

(partono)

Scena Seconda

(Betly entra nella capanna)

BETLY
In questo semplice
modesto asilo
io vivo libera,
felice ognora.
L'amor degli uomini
non giunse ancora
dal core a togliermi
la libertà.
Se rozzo amante
pieno d'orgoglio
sgridarmi osasse,
o dir: non voglio,
posso rispondere
con tutta pace:
quella è la porta
se non le piace.
Oh! libertà gradita,
che infiori questa vita,
regnerai sempre qua

(toccando il core)

Trà là, là, là, là, là.
Se per disgrazia
un uom geloso
fra' piè mi capita,
e il fo mio sposo...
come rispondergli
con tutta pace
quella è la porta
se non le piace?
Oh! libertà gradita ecc.

Scena Terza

(Daniele e detta)

DANIELE
Ho mangiato ben bene,
ma dormire
non ho potuto affatto;
un biglietto
ha per me tal virtù... che...
Eccola... oh, cara!...

BETLY
Oh! siete qui Daniele.

DANIELE
Io... sì, qui sono,
e mi credea trovarvi...
Già capite...
ma dove siete stata?

BETLY
Dal tutor, che inviò
fin da ieri ad avvertirmi,
che ricevuto avea
di mio fratello Max
un grato foglio
proveniente dal campo;
impaziente per averlo
da lui corsi repente.

DANIELE
Oh!
Dunque non è morto?

BETLY
Come morto,
se scrive?

DANIELE
E ben? Potea
morir dopo che scrisse.
Pe' soldati
la cosa non è strana.

BETLY
E ver, già sono
quindici anni che manca.
Ah! mi ricordo che partendo
pel campo il padre mio,
la mia madre baciò.
(Viveano allora.)
Ed a me volto poi
nell'abbracciarmi disse:
addio, sorella,
ora il dover
mi chiama a militare,
ma spero alle tue nozze
un dì ballare.

DANIELE
Oh! quanto mi dispiace
ch'egli non ballerà!

BETLY
Perché? Chi il dice?

DANIELE
Se sposiam questa sera,
ed egli è lungi,
come volete mai che ballar possa?

BETLY
Noi sposiam questa sera?
Oh! questa è grossa!

DANIELE
Ecco la vostra lettera, e la firma.

BETLY
Firma? Lettera? Quando?
Io non vi scrissi mai neppur sognando.

DANIELE
Come? Come? Ed il biglietto?

BETLY
È uno scherzo, ci scommetto.

DANIELE
Uno scherzo?
È un tradimento.
Ahi! mancar... morir mi sento...

BETLY
Vi calmate.

DANIELE
Mai di calma
più capace non sarò...

BETLY
Ma...

DANIELE
D'ambascia ho piena l'alma,
al dolor soccomberò.
Io sognai che me beato
già rendeva il nostro Imene;
ogni gioia, ed ogni bene
m'apprestava un dolce amor.
Ah! mi desto, e sventurato
più di pria mi trovo ancor!

BETLY
(Fra sé)
Questa burla inver mi spiace...
Provo un certo turbamento;
il suo duolo, il suo tormento
mi discende in mezzo al cor.
Finalmente io son capace
di pietà se non di amor.

(Forte)
 
Orsù coraggio.

DANIELE
Ahi! misero!
Che fo? Son rovinato.
Il nostro matrimonio
poc'anzi ho divulgato.

BETLY
Che intesi!...

DANIELE
Ho tutte l'anitre
sgozzate, e sei capponi;
feci ammazzare un tenero
vitello, e due montoni...

BETLY
E ciò?

DANIELE
Per un magnifico invito.

BETLY
Ah! siete matto.

DANIELE
V'è più.

BETLY
Che più?

DANIELE
Distendere
l’atto di nozze ho fatto

BETLY
Come!
 
(con ira, che più cresce nel resto
del dialogo)

DANIELE
L'ho qua vedetelo.

BETLY
Non so quel che farei.

DANIELE
Erede io qui vi nomino
di tutti i beni miei...

BETLY
Basta.

(volendo uscire)

DANIELE
Betly, sposatemi...

(trattenendola e
cadendo a piedi suoi)
 
Sposatemi, Betly...

BETLY
Cessate...
 
(cerca allontanarsi, ma Daniele
la segue sempre in ginocchio)

DANIELE
Deh!

BETLY
Scostatevi...
Io maritarmi?
Io?

DANIELE
Si.

BETLY
Nemico acerbo della mia pace,
uscite presto di casa mia...
ch'io più non oda
quel labbro audace,
che favellarmi di nozze ardia...
Uomo insolente!...
V'odio, v'abborro...
Un orso,
un diavolo siete per me.

DANIELE
Donna crudele!
Altri lamenti non usciranno
dal labbro mio...
Ti ho favellato gli estremi accenti...
Ti porgo, ingrata, l'ultimo addio...
Ad annegarmi nel lago io corro...
Per te sol vissi, morrò per te.


(Partono. Si sente il
suono di un tamburo)

Scena Quarta

(Max con Coro di soldati)

MAX
Alto!
Facciam compagni,
in fin che il sole
vibra infocati i raggi
delle patrie montagne
al dolce aspetto
sento di gioia il cor
balzarmi in petto.
Ti vedo,
ti bacio terreno natio
sorriso d'un Dio
mio solo pensier!
Qui torno alla gioia,
qui torno al piacer.
Elvezia, se i tuoi figli
spiegando le bandiere,
intrepidi ai perigli
volano a schiere, a schiere,
tutta la gloria, o Elvezia,
tutta è dovuta a te.

CORO, MAX
Esempio agli altri popoli
tu sei d'onor, di fé.

MAX
Al riposo, compagni,
ma badate che sul terren nemico
ora non siamo.
Disciplina serbiamo,
e il primo che rubasse una gallina
lo faccio fucilar doman mattina.

Scena Quinta

(Daniele entrando con due
bottiglie saltando e detto)

MAX
Oh! giovinotto, dimmi,
da Herissan siam lontani?
Io mi ci devo
portar per riunirmi
al reggimento.

DANIELE
Non abbiate premura;
camminando tre ore ci sarete,
anzi se mai volete
a metà del cammino riposarvi,
giù la discesa sta la casa mia.
Dimandate di me,
di Daniele Birman.

MAX
Birman dicesti?

DANIELE
Del cantone d'Appenzell.

MAX
Oh, che sento!

DANIELE
Cos'è stato?

MAX
Di te m'han nel paese
assai parlato.
Qua la man, son contento
di far la tua conoscenza.

DANIELE
Ed anche io sono
contento di conoscervi.
Dovete farmi un piacer,
ma piacer grande assai.

MAX
Di' pur, se posso...

DANIELE
Avete a contentarmi.
Fra' soldati con voi
voglio arrolarmi.

MAX
(Fra sé)
Non è lui, m'ingannai.

DANIELE
Col sacco in spalla,
ed in braccio il fucile,
fin da adesso
sono al vostro comando.

MAX
Ma perché tal pensier?

DANIELE
Perché son l'uomo
più infelice che v'abbia!

MAX
Qual disgrazia ti colse?

DANIELE
Io sono, o Dio!
io sono innamorato alla follia,
e l'ingrata da sé mi scaccia via.

MAX
Questa ingrata chi è?

DANIELE
È una ragazza,
che qui dimora,
e che Betly si chiama.

MAX
(Fra sé)
Betly!

DANIELE
Essa ha un fratello
militar come voi
chiamato Max Starner,
sergente.

MAX
(Fra sé)
Ah! mia sorella è questa.

(A Daniele)
 
Questa è la sua capanna?

DANIELE
Sì signore.
Or dunque a cotest'uomo
io scrissi, che bramava di sposarla,
ed egli mi rispose,
che n'era contentone,
ma quando poi
Betly scoperse ciò,
nel volto quasi più non mi guardò.
Poi ricevo un biglietto, vengo,
ed ella nega di averlo scritto,
e mi soggiunge colle
solite matte sue maniere:
non vi fate mai più da me vedere.

MAX
Allegramente amico;
adesso vanne...

DANIELE
Dove?

MAX
A prender le carte,
il tuo atto di nascita
per poterti ingaggiare.
 
(Daniele parte)

Scena Sesta

(Soldati, Max indi Betly)

MAX
(guardando fuori la capanna)
Per questa via remota,
che al villaggio conduce,
una donna qui vien... cielo!
Foss'ella?
Fosse Betly, la cara mia sorella?
Ah! sì la riconosco,
è dessa, è dessa!
Abbracciarla vorrei... sì...


(si arresta)
 
Non signore
bando alle debolezze.
Ehi là, compagni,
eseguirete voi gli ordini miei?

SOLDATI
Parla, dì su, che cosa far dobbiamo?

MAX
A sacco questa casa,
in men che il dico,
mettete allegramente.

SOLDATI
A sacco, e tu lo dici, tu,
sergente?

MAX
Del guasto, che farete,
io rispondo per voi.

SOLDATI
Davver?

MAX
Lo giuro.

SOLDATI
Bada.

MAX
Presto.

SOLDATI
A noi.

TUTTI
Sia birra, rum, o rach,
kirschewasser, o cognach;
man bassa orsù facciamo
su quel che ritroviamo.
Si metta tutto a sacco,
per fare un buon bivacco:
sia birra, rum, o rach,
kirschewasser, o cognach.

(Entra Betly)

BETLY
(Fra sè)
Gran Dio! quanti soldati!

(Forte)
 
Signori che volete?

TUTTI
Da pranzo, nol vedete?
Noi siam tutti affamati.

MAX
(Fra sé)
Per Bacco! mia sorella
si è fatta molto bella.

BETLY
Pietà, signor sergente...

MAX
Lasciate, non è niente,
son io, che li comando,
lasciateli un po' far.
 
(entrano vari Soldati)

UN SOLDATO
Del burro fresco fresco.

UN ALTRO
Un lepre bello, e grosso!

ALTRI
Un lepre, addosso, addosso...

BETLY
Pietà.

MAX
Lasciate far.

SOLDATI
(a Betly)
La chiave di cantina del vino
ci abbisogna.

MAX
(a Betly)
La chiave...

BETLY
Me tapina!

MAX
Vi deggio favellar.
Se dopo giorni quindici
io partirò contento,
qui tutto il reggimento
ad alloggiar verrà.

BETLY
Che dite?
Un reggimento!

(Fra sé)
 
Di me che ne sarà?

MAX
(Fra sé)
Capisco il suo spavento,
e ridere mi fa.

SOLDATI
(che vengono dalla cantina)
Quest'è della cantina
il vino più eccellente.

BETLY
Oh Dio!
signor sergente,
no quello per pietà.

MAX
Perché, perché no quello?
Su presto rispondete.

BETLY
Serbato è a mio fratello...

MAX
Mia cara, non temete;
soltanto il fratel vostro
quel vino beverà.
 
(prende la bottiglia e beve,
Betly indispettita va per uscire)

BETLY
Vo a ricorrere a chi spetta.

SOLDATI
(impedendole l'uscita)
No, restate... ven preghiamo
voi soltanto il pranzo aspetta.

BETLY
Ah! son troppo sbigottita
più che far, che dir non so.
Signor sergente, a piedi vostri
mirate in pianto una meschina...
Ah! la pietade in voi si mostri...
Deh! non vogliate la mia rovina.
V'intenerisca il mio cordoglio,
la mia preghiera vi parli al cor.

MAX
(Fra sé)
Quel cervellino guarire io voglio,
ed è pietade il mio rigor.

SOLDATI
(Fra sé)
Sta duro, duro, come uno scoglio,
per Bacco è strano quel suo rigor.

UN SOLDATO
(con grembiale da cucina)
Presto a tavola signori,
tutto è pronto.

MAX, CORO
Andiamo, andiamo.

SOLDATI
E voi pur.

BETLY
Che pretendete?...

MAX
Via, ragazza.

SOLDATI
Andiam.

BETLY
Non vuò.


(Fra sé)
 
Ah, son troppo sbigottita,
più che dir, che far non so!

MAX
(Fra sé)
È confusa, ed avvilita,
più difendersi non può.

BETLY
(Fra sé)
Io tremo, gelo e palpito
mi batte, batte il cor!
Daniele, ah! corri aiutami,
o muoio dal timor.

MAX
(Fra sè)
In ver la scena è comica,
è buffo il suo terror!

(Forte)
 
Andiamo, andiamo a tavola,
ciascun si faccia onor.

CORO
Andiamo, andiamo a tavola,
ciascun si faccia onor.
 
(Max e Soldati si ritirano)

BETLY
Tutto il giorno,
la sera, e poi la notte,
e fra quindici giorni
un reggimento intero?...
Chi mi difenderà?
Che imbroglio è questo!
Se parto è peggio,
ed è peggior se resto!
Daniele è un buon giovine,
e potrebbe ei come
il più vicino conoscente
aiutarmi, tenermi compagnia...
Ah! eccolo... che vedo!

Scena Settima

(Daniele con lunga spada
sulle spalle ed un pacchetto
in cima a quella, e detta)

DANIELE
In cortesia
in collera, Betly, no non andate,
se qui mi rivedete.

BETLY
In collera non vado.

DANIELE
Per voi qui non ritorno.
Aspettar devo qui un militar,
col quale ho appuntamento,
un sergente, un brav'uomo,
bravi i soldati suoi, cortesi,
umani, e bravo anch'io sarò
con lor domani.

BETLY
Perché?

DANIELE
Perché con sciabola,
e con montura
in marzial figura
un soldato sarò.

BETLY
Ah! cosa dite?

DANIELE
Il mio partito è preso,
la mia parola è data...
Già possessor son io
del mobil principale.
Per vent'anni al camino
restò quest'arma appesa,
che il mio bisavo
usò nella battaglia
di Sempache. Le carte...

(frugando)

Ah! son qua, son qua.
Dov'è il sergente?

BETLY
Posta prima
sossopra la capanna,
or a tavola
egli è co' suoi soldati.

DANIELE
Bravi! vi han preferita!
Io quest'onor volea.

BETLY
Tant'obbligata.

DANIELE
Pria che marcia sforzata
parta con essi
ho questa carta a darvi.
Questo è l'atto di nascita...
Infelice!
Chi avrebbe detto
ch'io nascer dovea?
Questo è il contratto
delle nozze, e... questo...

BETLY
Ch'è mai?

DANIELE
Questo è... piangete...
il testamento mio,
che quando sarò morto l'aprirete,
già presto accaderà.

BETLY
Daniel, che dite?
Quando colei, che s'ama,
si abbandona,
non si tratta in tal guisa.

DANIELE
(Fra sè)
Ah! che mai sento!

(A Betly)
 
Come! mi discacciate,
ed or che parto
favellate così?

BETLY
Fra buoni amici
si può dare un addio.

DANIELE
Betly, S’io resto,
s'addoppia il mio dolore.

BETLY
Ma un solo istante,
un solo...

DANIELE
(Fra sé)
Mi prega? Oh Dio!
Per me sentisse amore!

(A Betly)
 
Io resterei, ma...

BETLY
Che?

DANIELE
Vi darò noia.

BETLY
Noia? Non già.

DANIELE
Vedete, qui restando
comprometter vi posso.

BETLY
(imbarazzata)
È vero questo.

DANIELE
Dunque, addio...
 
(prende la spada,
e va per partire)

BETLY
Ma direi...
 
(Fra sé)
 
Che far mai deggio!

DANIELE
Addio...

BETLY
Fermate.
In quella stanza voi
potreste rimaner fin domattina.

DANIELE
(Fra sé)
S'incomincia a cangiar
l'alma ferina.

BETLY
(timida)
Via, volete?

DANIELE
Il vorrei...

BETLY
(assicurata)
Se avrò di voi bisogno,
allor vi chiamo.

DANIELE
Compiacervi, Betly,
soltanto io bramo.
 
(via)

BETLY
Sapendo che Daniele ivi è celato
più tranquilla son io.

VOCI DI DENTRO
Evviva, evviva, ah, ah!

BETLY
(correndo spaventata ov'è
entrato Daniele)
Daniele, oh Dio!

DANIELE
(uscendo)
Perché, Betly, gridate?

BETLY
Non sentiste quei gridi?
Deh! per pietà, qui,
presso a me restate,
voi là su quella sedia,
io qui nel fondo.

DANIELE
Io là, voi qui!

BETLY
Sì, ma vegliate attento.

DANIELE
(Fra sé)
Ah! chi può dir
l'immenso mio contento!
Dolce istante inaspettato!
Dal piacer stupito io resto!
Giusto ciel!
Se un sogno è questo,
più non farmi risvegliar.

BETLY
(in fondo)
Meschinello! egli è sì buono,
rispettoso compiacente,
egli è nato veramente
per amare, e farsi amar.
Che non dorma spero bene.

DANIELE
(Fra sé)
Presso lei?
Suprema gioia!

BETLY
Se il tacer vi reca noia,
noi possiamo conversar.

DANIELE
(sbadigliando e
quasi sonnacchioso)
Sì... par... li...
amo... io... voi...

BETLY
Che dite?

DANIELE
(come sopra)
Io v'adoro... e...

BETLY
(corre a scuoterlo)
Già dormite?
Ah! dal sonno,
mio Daniele;
non vi fate sopraffar.

DANIELE
(risvegliato)
Vi sarò guardian fedele,
non dovete paventar.

 
(addormentandosi
a grado a grado)

(Fra sé)
 
Giusto ciel! se un sogno è questo,
più non farmi risvegliar.

BETLY
(Fra sé)
Egli è nato veramente
per amare, e farsi amar.

 
(Mentre Betly dice queste ultime parole
prende una sedia, e si va accostando a
Daniele a poco a poco finché alla fine
del duetto si trova seduta vicina allo
stesso Daniele addormentato)

Scena Ottava

(Max sortendo cautamente)

MAX
(Fra sé)
Che!
L'ha fatto restar?

(Forte)
 
Bene, benone!

(mettendo la testa
fra Daniele e Betly)


(Fra sé)
 
Ubriaco or mi faccio.

(Forte)
 
Evviva sempre
l'amor, le donne, il vino...
Ne ho bevuto pochino,
ma pur, ragazza mia,
sento che il capo mi gira.

BETLY
(Fra sé)
E quello dorme.

MAX
Veramente ci trattasti,
cioè ci siam trattati assai bene...
ed or vo' con tua licenza
di mia riconoscenza
darti un segno...
 
(per prenderle la mano)

BETLY
Che fate!

MAX
E civiltà,
e tuo marito lo permetterà.

BETLY
Mio marito ei non è.

MAX
Ma dormiva però vicino a te.
Se marito non hai,
l'affar va meglio assai.

 
(come sopra)

BETLY
Signor soldato!...

MAX
Viva le donne, il vin,
viva l'amore.

 
(inseguendola)

BETLY
Soccorso!...

MAX
Aspetta un po'.

DANIELE
(svegliandosi)
Ciel! Cosa vedo?
Eh! eh! dico, signor.

MAX
Che mai pretendi?
Ti è moglie, ti è sorella?

DANIELE
Non signore.

MAX
Ti è nipote, cugina, nonna, o zia?

DANIELE
Ma...

MAX
Corpo, dunque, d'una batteria!
Se alcun diritto sopra lei non vanti,
batti la ritirata,
e passa avanti.

DANIELE
Ch'io parta? Mio signor,
lei sbaglia, io resto.

MAX
Ah! ah! capisco adesso,
esser devi il cascante.

DANIELE
Io son...

MAX
Chi!
tu chi sei?

BETLY
Egli è il mio amante.

MAX
Amante? va benissimo;
rinunzierà all'amore.

DANIELE
Giammai questo, signore...

MAX
Bassa la voce,
ch'io sordo non sono,
non si risponde a me.
Quest'è un affare,
che si disbriga presto.

(a Betly)
 
Andate voi pei fatti vostri,
la vedrem fra noi.

DANIELE
Sì, Betly,

 
(fingendo coraggio)
 
ritiratevi.

BETLY
Di qua partir giammai.

MAX
Or ti faccio veder se partirai...

(cava la sciabola. Betly corre
nella camera, di quando in
quando fa capolino)
 
O la bella immantinente

 
(parlando sommessamente)
 
tu mi ciedi, buon ragazzo,
o, ti parlo schiettamente,
quattro colpi, e giù t'ammazzo.

DANIELE
Io lasciar quel caro oggetto,
solo ben de' giorni miei?
Ah? strapparmi il cor dal petto
mille volte in prìa vorrei.

MAX
Dunque allor,
com'è costume,
il terren deciderà.
Qua la man...

DANIELE
(Fra sé)
Che dir presume?

MAX
(con voce forte)
Qua la mano.

DANIELE
(scosso e spaventato)
Eccola qua.

MAX
(tenendogli la mano)
Che? tu tremi?

DANIELE
Non lo so.

MAX
Forse temi?

DANIELE
(risoluto)
Signor no.

MAX
Lo vedrem.
Laddove il bosco
folti rami
al cielo innalza,
dove ascosa
è più la balza
là ti attendo,
non mancar.
Il suonar
di mezza notte
fia segnal d'atroce guerra,
un di noi
disteso a terra
in quel bosco
ha da restar.

DANIELE
(piangendo non visto
da Max. Para sí)
Se cado esanime
per te, mia vita,
rammenta un misero,
che ognor ti amò.
Bagna di lagrime
la mia ferita,
degno d'invidia
così morrò.

MAX
(Fra sé)
Qual fronda tremola
scossa dal vento,
questo buon diavolo
tremare io fo.
Alle sue lagrime,
al suo spavento
quasi più reggere
ormai non so.

(Max si avvede che
Betly fa capolino)
 
Veh! veh! la bricconcella
ci fa la santinella.
È là che vede, e sente,
or or l'aggiusterò.

(con voce fiera)
 
Daniele, ebben?...

DANIELE
Sergente...

MAX
Verrete?

DANIELE
Si, verrò.

DANIELE, MAX
Mi sprona la gloria,
m'infiamma il valore,
a certa vittoria
mi guida l'amor.

DANIELE
(Fra sé)
Un velo su gli occhi
m'appone il timor;
m'assale i ginocchi
un freddo terror.

MAX
(Fra sé)
Gli appare negli occhi
l'ascoso timor;
gli assale i ginocchi
un freddo terror.
 
(Max parte)

Scena Nona

(Betly e Daniele)

BETLY
(Fra sè)
Mi reggo appena in piè.
Quel poveretto
per me batter si dée...
E quel che fa temermi
a gran paura.

(A Daniele)
 
Oh, cielo!

DANIELE
L'affare è andato bene
il sergente del tutto persuaso
mi ha chiesto scusa.
E poscia è andato via.
Ed ora che
di me bisogno affatto
più non avete, parto.

BETLY
E dove andrete a quest'ora?

DANIELE
Ove vado?
A prender le mie carte
che lasciai con la sciabola
in quella stanza vostra.
Poi raggiungo il sergente,
partirò per il campo,
e la mia rotta
sarà lunghetta un poco.
Se più però, Betly,
non mi vedrete
ricordate Daniel...

 
(prende la mano a Betly)

Scena Decima

(Max con sciabola sotto il braccio.
Ride nel veder i suddetti abbracciati
poi prende un tuono severo, e dice)

MAX
Bene! ma bene!
Amico, orecchie buone
io credo avete?
Mezza notte è suonata.

DANIELE
Veramente?

MAX
(accenna la sciabola)
Quest'amichetto qui ve l'assicura.

DANIELE
(Fra sé)
Non mi convien di far
brutta figura.

BETLY
Con vostra buona pace
il disegno che avete,
signor sergente mio,
non compirete.

MAX
Cosa intendete voi?

BETLY
Con lui dovete
battervi, il so... ammazzarlo.
Ah signor no,
per Bacco i giorni suoi
son cari... È maritato.

MAX
Maritato?

Scena Undicesima
 
(Daniele dalla stanza, con
sciabola, ed involto delle
carte)

DANIELE
(Fra sé)
Dammi coraggio, oh! ciel!

(Forte)
 
Eccomi armato.

MAX
Aspetta un poco, amico.
Prende altra piega
adesso il nostro affare:
sei maritato, e allora come tale.

DANIELE
Io maritato!

BETLY
Ma già.

(Fra sé)
 
Dite di sì, ve lo comando.

DANIELE
Ah! sì sono ammogliato,
e me ne era scordato.

MAX
Perché farne un mistero?

BETLY
Avea ragioni per farlo.

MAX
E chi è sua moglie?

BETLY
(imbarazzato)
Son'io.

MAX
Voi!

DANIELE
(Fra sé)
Cosa dice?

BETLY
(Fra sé)
Zitto, dite di sì,
burlo il sergente
per salvarvi la vita.

MAX
Non basta, veder voglio
il contratto di nozze.

DANIELE
Anche il contratto?

(Fra sé)
 
Or, sì, per me è finita.
Il contratto da me
solo è firmato!

(Forte)
 
Sta là dentro.

BETLY
Vo a prenderlo.

(entra)

MAX
Quai se noi trovo in regola!

 
(Betly rapidamente
firma il contratto.)

BETLY
Signore, ecco il contratto.

DANIELE
(Fra sé)
Oh! povero Daniele!
Il colpo è fatto.

MAX
(leggendo)
Vi è firmato Daniele
e più sotto Betly...

DANIELE
Che cosa dite?

BETLY
(Fra sé)
Non fa niente è una burla:
manca di mio fratello Max la firma,
e valido non è.

MAX
Tutto va bene.

(Max senza esser veduto
ha firmato il contratto)
 
Max il fratello ancora
è qui segnato.
L'atto è in regola,
ed è legalizzato.

DANIELE
Max!

BETLY
Max... Gran Dio!
Tu forse...

MAX
Proprio quello...
Betly son io...
abbraccia il tuo fratello.

BETLY
Oh, gioia!

DANIELE
Ed io?

MAX
Lo sposo suo tu sei.
A una burla ricorsi,
per rendervi felici.

(chiamando i Soldati che sortono)

DANIELE
Soldati, caporali, amici,
amici venite tutti,
andiam mi circondate
e in Betly la mia sposa salutate.

BETLY
Se crudele il cor mostrai,
se nemica io fui d'amore,
or mio ben di puro ardore
per te l'alma avvamperà.
Degno sei di tanto affetto,
degno sei di fedeltà,
vieni pur mi stringi al petto:
gioia ugual per me non v'ha.
Se dopo il reo nembo
ritorna il sereno,
mio ben ti consola,
rinfranca nel seno
quell'alma che visse
fra palpiti ognor.
Un nodo ci stringe
felice, beato!
Momento più grato
non brama il mio cor.

CORO
Amore alfin trionfa,
accenda i vostri petti:
sia giorno di diletti
il giorno che spuntò.

BETLY
Ah! no, non posso esprimere
l'immenso mio contento;
in così bel momento
che più bramar non so:
amor che Palme unisce
non ci divida mai.
Tu sol per me vivrai,
io per te sol vivrò. 
  
 
ACTO ÚNICO
 

(Interior de una cabaña suiza.
Dos puertas laterales y otra en
la parte posterior que permite
ver las campiñas lejanas de
Appenzell)

Escena Primera

(Pastores cargando cuajada,
 manteca y otros productos
lácteos)

 
CORO
Ya en el cielo asoma la aurora
y anuncia un día sereno.
No nos demoremos demasiado,
ya es hora de ir al mercado.
 
PASTORAS
(mirando alrededor)
¡Oye! ¿Y Betly?
Betly no estaba
cuando nos fuimos...
 
OTROS
Aquí debería estar Daniel,
pero no ha aparecido.
 
TODOS
Si la broma ha salido mal,
lo veremos regresar pronto;
pero si salió bien,
nos vamos a divertir mucho.
 
(se marchan)
 
Escena Segunda

(Betly entra en la cabaña)
 
BETLY
En este sencillo
y modesto asilo
vivo libre
y siempre feliz.
El amor de los hombres
aún no llegó
para quitar
la libertad a mi corazón.
Si un amante tosco,
lleno de orgullo,
se atreviera a regañarme,
o a decir, no quiero,
puedo responderle
con toda tranquilidad:
¡Ahí está la puerta
si no te gusta!
¡Oh, bendita libertad,
que perfumas mi vida:
aquí siempre reinarás!
 
(tocándose el corazón
)

¡Trà là, là, là, là, là!
Si por desgracia
un hombre celoso
cayera a mis pies
y fuera mi marido...
¿cómo contestarle
con toda tranquilidad:
Ahí está es la puerta
si no le gusta?
¡Oh, bendita libertad, etc.
 
Escena Tercera

(Daniel y Betly)
 
DANIEL
Comí muy bien,
pero no pude dormir nada.
Una nota tuvo la culpa...
de que...
¡ahí está ella!...
¡Oh, querida!
 
BETLY
¡Oh, Daniel, estás aquí!
 
DANIEL
Yo... sí, aquí estoy,
pues creí que iba a encontrarte...
Ya lo entiendes...
pero ¿dónde has estado?
 
BETLY
En lo de mi tutor,
que me mandó
ayer un aviso de que
había recibido una carta
de mi hermano Max,
que se enroló en el ejército.
Impaciente por leerla
corrí rápidamente a buscarla.
 
DANIEL
¡Vaya!
Entonces ¿no está muerto?
 
BETLY
¿Cómo va a estar muerto,
si escribe?
 
DANIEL
Pero, podría haber muerto
después de escribirla.
Para los soldados,
morir no es extraño.
 
BETLY
Y es cierto,
ya han pasado quince años
desde que partió.
Recuerdo que cuando marchó
para enrolarse,
besó a mi padre y a mi madre,
que aún vivían.
Luego, volviéndose hacia mí,
me abrazó y me dijo:
¡adiós hermana,
el deber me llama!
Espero poder bailar
contigo el día de tu boda.
 
DANIEL
¡Vaya! ¡Qué pena
que él no podrá bailar!
 
BETLY
¿Por qué? ¿Quién lo dice?
 
DANIEL
Si nos casamos esta noche,
y él está lejos,
¿cómo quieres que pueda bailar?
 
BETLY
¿Qué nos casaremos esta noche?
¡Vaya! ¡Qué gran noticia!
 
DANIEL
Aquí está tu carta y tu firma.
 
BETLY
¿Mi firma? ¿Mi carta? ¿Cuándo?
Nunca, ni en sueños te he escrito.
 
DANIEL
¿Cómo? ¿Cómo? ¿Y el mensaje?
 
BETLY
Apuesto que es una broma.
 
DANIEL
¿Una broma?
¡Es una traición!
¡Ay, me desmayo... me siento morir!
 
BETLY
Tranquilízate.
 
DANIEL
¡Nunca seré capaz
de superarlo!...
 
BETLY
Pero...
 
DANIEL
Mi alma está angustiada;
sucumbiré al dolor.
Soñé que, bendecidos,
nos casábamos.
Toda dicha y todo bien
me deparaba el dulce amor.
Me despierto, y veo que soy
más desdichado que antes,
 
BETLY
(Para sí)
Esta broma me disgusta...
Siento cierta turbación;
su pena y tormento penetran
en lo más profundo de mi corazón.
Es posible que sienta piedad,
pero no amor.
 
(En voz alta)
 
¡Vamos, coraje!
 
DANIEL
¡Ay, qué desdichado!
¿Qué hacer? Estoy destruido.
Hace un momento
he anunciado nuestro enlace.
 
BETLY
¡Qué oigo!...
 
DANIEL
He sacrificado todos los patos
y seis capones;
y también un becerro tierno
y dos carneros...
 
BETLY
¿Y eso por qué?
 
DANIEL
Para hacer una magnífica fiesta.
 
BETLY
¡Ay, estás loco!
 
DANIEL
Y aún hay más...
 
BETLY
¿Qué más?
 
DANIEL
He encargado
el contrato nupcial.
 
BETLY
¡Qué!
 
(con enfado, que crece más y más a
medida que avanza el diálogo)

 
DANIEL
Aquí lo tengo, ¡míralo!
 
BETLY
¡No sé qué hacer!
 
DANIEL
Te nombro heredera
de todos mis bienes...
 
BETLY
¡Basta ya!
 
(intentando salir)
 
DANIEL
Betly, cásate conmigo...
 
(sujetándola y
cayendo a sus pies)

 
Cásate conmigo, Betly...
 
BETLY
No sigas...
 
(intenta escapar, pero Daniel
la persigue siempre de rodillas)

 
DANIEL
¡Por favor!
 
BETLY

Aléjate
...
¿Yo, casarme contigo?
¿Yo?
 
DANIEL

¡Sí!
 
BETLY
Cruel enemigo de mi paz,
vete rápido de mi casa...
para que no oiga tu voz
hablándome de una
boda de locos.
¡Hombre insolente!...
¡Te odio, te aborrezco!...
Un oso...
un diablo eres para mí.
 
DANIEL
¡Mujer cruel! De mis labios
sólo saldrán otros lamentos...
He dicho mis últimas palabras...
Te ofrezco, ingrata,
mi último adiós...
Corro a ahogarme en el lago...
Sólo por ti viví y moriré.
 
(Salen. Se escucha el
redoble de un tambor)

 
Escena Cuarta

(Max con soldados)
 
MAX
¡Alto!
Hagamos un alto compañeros,
hasta que el sol lance
sus ardientes rayos
sobre las montañas de la patria.
Ante su dulce presencia
siento que el corazón
salta de alegría en mi pecho.
¡Te veo, te beso,
tierra natal sonrisa de Dios
mi único pensamiento!
Aquí vuelvo a la alegría,
aquí vuelvo al placer.
Helvecia,
si tus intrépidos hijos,
desplegando sus banderas,
ante los peligros
avanzan con sus ejércitos,
toda la gloria, ¡oh, Helvecia!
toda se debe a ti.
 
CORO, MAX
¡Eres ejemplo de honor y de lealtad
para todos los pueblos!
 
MAX
Descansad, camaradas,
pero tened en cuenta que
ya no estamos en tierra enemiga.
Seamos disciplinados.
Al primero que robe una gallina
lo mando fusilar mañana mismo.
 
Escena Quinta

(Los anteriores y Daniel
que entra con dos botellas)

 
MAX
¡Oh! Joven, dime,
¿estamos lejos de Herisau?
Tenemos que ir allí
a unirnos con nuestro
regimiento.
 
DANIEL
No se preocupe;
hay tres horas de camino.
De hecho, si quieren descansar
a mitad de camino,
cuesta abajo está mi casa.
Pregunte por mí,
por Daniel Birman.
 
MAX
¿Birman has dicho?
 
DANIEL
Del cantón de Appenzell.
 
MAX
¡Ah, qué escucho!
 
DANIEL
¿Qué sucede?
 
MAX
Se habla mucho de ti
en mi tierra.
¡Aquí está mi mano,
estoy feliz de conocerte!
 
DANIEL
Yo también lo estoy
de conocerlo.
Pero debe hacerme un favor,
un favor muy grande.
 
MAX
Dime, si puedo hacerlo...
 
DANIEL
Tiene que aceptarme.
Quiero alistarme con usted
como soldado.
 
MAX
(Para sí)
No es él, me he equivocado.
 
DANIEL
Con
la mochila al hombro
y el fusil al brazo,
ahora estoy
a sus órdenes.
 
MAX
¿Por qué deseas enrolarte?
 
DANIEL
¡Porque soy el hombre
más desdichado que existe!
 
MAX
¿Qué desgracia te ocurrió?
 
DANIEL
Yo estoy, ¡oh Dios!
estoy locamente enamorado
y la ingrata me ha rechazado.
 
MAX
¿Quién es esa desagradecida?
 
DANIEL
Es una muchacha
que vive aquí.
Se llama Betly.
 
MAX
(Para sí)
¡Betly!
 
DANIEL
Tiene un hermano militar,
como usted,
llamado Max Starner.
Es sargento.
 
MAX
(Para sí)
¡Ah, es mi hermana!
 
(A Daniel)
 
¿Es esta su cabaña?
 
DANIEL
Sí, señor.
Le escribí a su hermano
diciéndole que
deseaba casarme con ella;
y él me contestó
que se alegraba por ello,
pero cuando Betly se enteró,
dejó de mirarme a la cara.
Luego recibí una nota de ella,
fui a verla,
y ella negó haberla escrito,
y me dijo lo de siempre:
“¡No quiero volverte a verte!”
 
MAX
Está bien amigo;
ahora puedes irte...
 
DANIEL
¿A dónde?
 
MAX
A buscar tus documentos,
tu partida de nacimiento
para poder enrolarte.
 
(Daniel se marcha)
 
Sexta Escena

(Soldados, Max y luego Betly)
 
MAX
(mirando la cabaña)
Por ese camino remoto,
que lleva al pueblo,
viene una mujer... ¡cielos!
¿Será ella? ¿Será Betly,
mi querida hermana?
¡Ah, sí, la reconozco!
¡Es ella, es ella!
Quisiera abrazarla... si...
 
(se detiene)
 
No señor,
dejemos de lado las debilidades.
¡Eh, camaradas!
¿Estáis dispuestos?
 
SOLDADOS
Habla, di, ¿qué debemos hacer?
 
MAX
Asaltad esta casa
en un santiamén,
os lo ordeno con gusto.
 
SOLDADOS
¿Asaltarla? ¿Y usted lo dice?
¿Usted, sargento?
 
MAX
Del desastre que hagáis,
yo responderé por vosotros.
 
SOLDADOS
¿En serio?
 
MAX
Lo juro.
 
SOLDADOS
¡Vamos!
 
MAX
¡Rápido!
 
SOLDADOS
¡A lo nuestro!
 
TODOS
Ya sea cerveza, ron,
grapa, licor o coñac;
nos apropiaremos con todo
lo que encontremos.
Pongamos todo en una bolsa,
para pasar una buena noche.
Ya sea cerveza, ron,
grapa, licor o coñac.
 
(entra Betly)
 
BETLY
(Para sí)
¡Gran Dios! ¡Cuántos soldados!
 
(A los soldados)
 
Señores, ¿qué desean?
 
TODOS
Comida, ¿no lo ves?
¡Tenemos hambre!
 
MAX
(Para sí)
¡Por Baco, mi hermana
se ha puesto muy hermosa!
 
BETLY
¡Piedad, señor sargento!...
 
MAX
Déjalos, no es nada.
Yo soy quien está al mando,
déjalos hacer un poco.
 
(llegan varios soldados)
 
UN SOLDADO
¡Mantequilla fresca
 
OTRO
¡Una bonita liebre!
 
OTROS
¡Una liebre, y otra, y otra más!...
 
BETLY
¡Piedad!
 
MAX
Déjalos hacer.
 
SOLDADOS
(a Betly)
¡Necesitamos la llave
de la bodega!
 
MAX
(a Betly)
La llave...
 
BETLY
¡Pobre de mí!
 
MAX
Tengo que decirte algo.
Si después de quince días
quedo conforme,
todo el regimiento
vendrá aquí para alojarse.
 
BETLY
¿Qué está diciendo?
¡Un regimiento!
 
(Para sí)
 
¿Ay, qué será de mí?
 
MAX
(Para sí)
Comprendo su temor,
y me hace reír.
 
SOLDADOS
(procedentes de la bodega)
Es el vino más excelente
de la bodega.
 
BETLY
¡Oh, Dios!
Señor sargento,
ese vino no, por favor.
 
MAX
¿Por qué, por qué ese no?
Vamos, responde.
 
BETLY
Es para mi hermano...
 
MAX
Querida, no temas;
sólo tu hermano
beberá ese vino.
 
(toma la botella y bebe. Betly,
Indignada, se dispone a salir)

 
BETLY
¡Apelaré ante quien corresponda!
 
SOLDADOS
(impidiéndole salir)
¡No, quédate... ven! Por favor.
Sólo nos falta el almuerzo.
 
BETLY
¡Ay, estoy demasiado aturdida
no sé qué hacer ni que decir!
Señor sargento, vea a sus pies
a una pobre mujer llorando...
¡Ay, que le mueva a piedad!...
¡No cause mi ruina!
Que mi angustia lo conmueva,
que mis ruegos lleguen a su corazón.
 
MAX
(Para sí)
Ese cerebrito quiero curar,
y mi rigor es la piedad.
 
SOLDADOS
(Para sí)
Él es duro, duro, como una roca.
Por Baco su rigor es muy extraño.
 
UN SOLDADO
(con un delantal de cocinero)
¡A la mesa, señores!
¡Todo está dispuesto!
 
MAX, CORO
¡Vamos, vamos!
 
SOLDADOS
Y tú también…
 
BETLY
¿Qué pretendéis?
 
MAX
¡Vamos muchacha!
 
SOLDADOS
¡Vamos!
 
BETLY
No quiero.
 
(Para sí)
 
¡Ay, estoy demasiado aturdida,
no sé qué hacer ni qué decir!
 
MAX
(Para sí)
Está confundida y acobardada,
ya no puede defenderse.
 
BETLY
(Para sí)
¡Tiemblo, tengo frío y palpitaciones!
Late, late fuerte mi corazón.
Daniel, ¡ay! ven a ayudarme,
o moriré de miedo.
 
MAX
(Para sí)
Realmente la escena es graciosa,
¡su terror es divertido!
 
(En voz alta)
 
¡Vamos, vamos a la mesa,
que cada uno ocupe su lugar!
 
CORO
¡Vamos, vamos a la mesa,
que cada uno ocupe su lugar!
 
(Max y los soldados se retiran)
 
BETLY
¿Todo el día?
La tarde... y después la noche,
¡Todo un regimiento!
¿En quince días?...
¿Quién podrá defenderme?
¡Qué embrollo es este!
¡Si me voy es peor,
y es peor si me quedo!
Daniel es un buen muchacho
y podría,
como mi vecino que es,
ayudarme, hacerme compañía...
¡Ah! ¡Ahí viene... ya lo veo!
 
Escena séptima
 
(Daniel con una gran espada
al hombro y, atada a ella,
un hato de ropa sobre ella, y Betly)

 
DANIEL
Por favor Betly,
no montes en cólera si
me vuelves a ver por aquí.
 
BETLY
No voy a enojarme.
 
DANIEL
No vengo aquí por ti.
Espero aquí a un soldado
con el que tengo una cita,
un sargento, un buen hombre.
Sus soldados son valientes
corteses, humanos, y yo también
seré un valiente entre ellos.

BETLY
¿Por qué?
 
DANIEL
Porque con sable y uniforme,
en posición marcial,
seré soldado.
 
BETLY
¡Ay! ¿Qué dices?
 
DANIEL
Ya he tomado la decisión,
he dado mi palabra...
Y traigo
los elemento esenciales.
Durante veinte años
permaneció colgada
sobre la chimenea esta espada,
que mi bisabuelo usó
en la batalla de Sempache.
Los documentos...
 
(hurgando)
 
¡Ah, aquí están, aquí están!
¿Dónde estará el sargento?
 
BETLY
Primero
se adueñó de la cabaña,
y ahora está en la mesa
con sus soldados.
 
DANIEL
¡Bravo! ¡Te han elegido!
Yo te recomendé para ese honor.
 
BETLY
Muy agradecida.
 
DANIEL
Antes de que me marche
con ellos tengo esta tarjeta
para darte.
Esta es el acta de nacimiento...
¡Desdichado!
¡Quién me habrá mandado nacer!
Y aquí está el contrato matrimonial...
Y... esto...
 
BETLY
¿Qué es?
 
DANIEL
Esto es... llora...
¡Mi testamento!
Deberás abrirlo
cuando yo haya muerto,
lo que pronto sucederá.
 
BETLY
Daniel, ¿qué dices?
Cuando se abandona
a la que se ama,
no se la trata de este modo.
 
DANIEL
(Para sí)
(¡Ah! ¡Qué oigo!)
 
(A Betly)
 
¡Cómo! ¿Me rechazaste
y ahora que me voy,
me hablas así?
 
BETLY
Como buenos amigos
podemos decirnos adiós.
 
DANIEL
Betly, si me quedo,
mi dolor se duplicará.
 
BETLY
Pero sólo un momento,
uno sólo...
 
DANIEL
(Para sí)
¿Me ruega?¡Oh, Dios!
¿Sentirá amor por mí?
 
(Betly)
 
Yo me quedaría, pero...
 
BETLY
¿Que?
 
DANIEL
Te voy a molestar.
 
BETLY
¿Molestar? No, ya no.
 
DANIEL
Mira, si me quedo aquí
podría comprometerte.
 
BETLY
(avergonzada)
Eso es cierto.
 
DANIEL
Entonces, adiós...
 
(toma la espada e
intenta marcharse)
 
BETLY
Pero yo diría...
 
(Para sí)
 
¡Qué puedo hacer!
 
DANIEL
¡Adiós!...
 
BETLY
¡Detente! ¿Podrías quedarte
en esa habitación
hasta mañana por la mañana?
 
DANIEL
(Para sí)
Su alma salvaje
comienza a cambiar)
 
BETLY
(tímidamente)
Vamos, ¿quieres?
 
DANIEL
Quisiera...
 
BETLY
(con seguridad)
Si te llego a necesitar,
entonces te llamo.
 
DANIEL
Betly, ya sabes que yo
sólo anhelo complacerte.

(sale)

BETLY
Sabiendo que Daniel está ahí,
estoy más tranquila.
 
VOCES FUERA DE ESCENA
¡Hurra, alegría, ja, ja!
 
BETLY
(corriendo asustada hacia
donde salió Daniel)
¡Daniel, oh Dios!

DANIEL
(asomándose)

Betly, ¿por qué gritas?
 
BETLY
¿No escuchaste esos gritos?
¡Ah! por favor,
quédate aquí, cerca de mí,
Tú aquí, en esta silla,
y yo ahí, al fondo.
 
DANIEL
¡Yo aquí, tú allí!
 
BETLY
Sí, pero vigila atentamente.
 
DANIEL
(Para sí)
¡Oh, quién puede describir
esta inmensa dicha que siento!
¡Dulce momento inesperado!
¡Estoy paralizado de placer!
¡Santo cielo!
Si esto es un sueño,
no quiero despertar jamás.
 
BETLY
(en el fondo, para sí)
¡Pobrecito! Es tan bueno,
respetuoso y complaciente,
realmente nació para amar
y ser amado.
Espero que no se duerma.
 
DANIEL
(Para sí)
¿Estar junto a ella?
¡Qué alegría suprema!
 
BETLY
Si te aburre estar en silencio,
podemos conversar.
 
DANIEL
(bostezando y
casi con sueño)

Sí... ha... blar...
quiero... yo... tú...
 
BETLY
¿Qué estás diciendo?
 
DANIEL
(de igual modo)
Te adoro y...
 
BETLY
(corre a sacudirlo)
¿Ya estás durmiendo?
¡Ay, Daniel mío,
no te dejes vencer
por el sueño!
 
DANIEL
(despertando)
Seré tu fiel guardián,
no debes tener miedo.
 
(Se adormece
poco a poco)
 
(Para sí)

¡Justo cielo! Si esto es un sueño,
no dejes que me despierte nunca.
 
BETLY
(Para sí)
Realmente nació
para amar y ser amado.
 
(Mientras Betly dice estas últimas
palabras, toma una silla y se ha ido
acercando, poco a poco, a Daniel
hasta que al final del dúo se encuentra
sentada junto a él, que duerme)

 
Escena Octava

(Max caminando cauteloso
)
 
MAX
(Para sí)
¿Qué veo?
¡Lo ha hecho quedarse!
 
(En voz alta)
 
¡Bien! ¡Muy bien!
 
(metiendo la cabeza
entre Daniel y Betly)

 
(Para sí)
 
Fingiré estar borracho...
 
(En voz alta)
 
¡Viva por siempre
el amor, la mujer, el vino!...
He bebido un poquito,
pero, aun así, niña mía,
noto que mi cabeza da vueltas.
 
BETLY
(Para sí)
Y este dormido...
 
MAX
Realmente nos trataste,
es decir, nos tratamos muy bien...
Y ahora quiero, con tu permiso,
darte una señal
de mi gratitud...
 
(le toma la mano)
 
BETLY
¡Qué está haciendo!
 
MAX
Es un acto de cortesía
y tu esposo lo permitirá.
 
BETLY
¡Él no es mi esposo!
 
MAX
Pero duerme a tu lado.
Si no tienes marido,
el asunto irá mucho mejor.
 
(como anteriormente)
 
BETLY
¡Señor soldado!...
 
MAX
¡Vivan las mujeres,
viva el vino y viva el amor!
 
(persiguiéndola)
 
BETLY
¡Auxilio!...
 
MAX
¡Espera un poco!
 
DANIEL
(despertando)
¡Cielos! ¿Qué es lo que veo?
¡Eh! ¡Eh! ¡Oiga, Señor!
 
MAX
¿Qué pretendes?
¿Acaso es tu esposa o tu hermana?
 
DANIEL
No señor.
 
MAX
¿Tu sobrina, prima, abuela o tía?
 
DANIEL
Pero...
 
MAX
Entonces ¡por mil cañones!
Si no tienes ningún derecho
sobre ella, inicia la retirada
y ve a hacer otra cosa.
 
DANIEL
¿Qué me vaya? Señor mío,
usted se equivoca, ¡me quedo!
 
MAX
¡Ah! ¡Ah! Ahora comprendo,
debes ser el pretendiente.
 
DANIEL
Soy...
 
MAX
¡Quién!
¿Quién eres?
 
BETLY
¡Él es mi amante!
 
MAX
¿Amante? Está bien;
renunciará al amor.
 
DANIEL
¡Eso jamás, señor!...
 
MAX
Baja la voz,
que no soy sordo,
y a mí así no me contestes.
Este es un asunto
que se aclarará rápidamente.
 
(a Betly)
 
Vete a hacer tus cosas,
luego nos veremos.
 
DANIEL
Sí, Betly,
 
(fingiendo coraje)
 
retírate.
 
BETLY
¡De aquí no me muevo!
 
MAX
Veremos si no te marchas...
 
(Al desenvainar el sable Betly
entra corriendo a la habitación;
luego, de vez en cuando, se asoma)

 
Debes cederme, buen muchacho,
 
(hablando suavemente)

 
a esa bella niña; de lo contrario,
te lo digo con franqueza,
de cuatro estocadas te mataré.
 
DANIEL
¿Que le ceda a quien amo?
¿Al único bien de mi vida?
¡Antes deberá arrancarme
el corazón del pecho mil veces!
 
MAX
Entonces,
como es costumbre,
un duelo lo decidirá.
Aquí está mi mano...
 
DANIEL
(Para sí)
¿Qué pretende?
 
MAX
(en voz alta)
¡Dame tu mano!
 
DANIEL
(acosado y asustado)
¡Aquí está!
 
MAX
(tomando su mano)
¿Que? ¿Tiemblas?
 
DANIEL
No.
 
MAX
¿Quizás, tienes miedo?
 
DANIEL
(resuelto)
¡No, señor!
 
MAX
Ya lo veremos.
Allá donde el bosque
eleva espesas ramas
hacia el cielo,
donde el barranco
está más oculto,
ahí te espero, no faltes.
Que las campanadas
de la medianoche
anuncien
el terrible combate.
Uno de nosotros,
tirado en el suelo,
en ese bosque
deberá quedar.
 
DANIEL
(Llorando, sin ser
visto por Max. Para sí)

Si caigo sin vida
por ti, vida mía,
recuerda a este miserable,
que siempre te amó.
Baña mis heridas
con tus lágrimas,
digno de envidia
así moriré.)
 
MAX
(Para sí)
Como a una rama vibrante
sacudida por el viento,
a este pobre
lo hago temblar.
Sus lágrimas,
su temor,
ya casi no los puedo
soportar.
 
(Max percibe que
Betly se asoma)

 
¡Eh! ¡Eh! La muy bribona
se hace la santita.
Desde allí observa y escucha,
ahora mismo lo arreglaré.
 
(con voz feroz)
 

Daniel, ¿y bien?
 
DANIEL
Sargento...
 
MAX
¿Vendrás?
 
DANIEL
Sí, iré.
 
DANIEL, MAX
La gloria me impulsa,
el valor me inflama
y el amor me guía
a una victoria segura.
 
DANIEL
(Para sí)
Con un velo,
el temor cubre mis ojos;
un frío terror me hace
temblar las rodillas.
 
MAX
(
Para sí)
Un temor oculto
se asoma en sus ojos;
un frío terror le hace
temblar las rodillas.
 
(Max se marcha)
 
Escena Novena

(Betly y Daniel)
 
BETLY
(Para sí)
Apenas puedo
mantenerme en pie.
Ese pobrecito
se batirá por mí...
Y eso me da mucho miedo.
 
(A Daniel)
 
¡Oh, cielos!
 
DANIEL
El asunto anduvo bien.
El sargento, persuadido,
me pidió disculpas
y luego se fue.
Y ahora,
si ya no me necesitas,
me marcho.
 
BETLY
¿Y dónde irás a esta hora?
 
DANIEL
¿A dónde iré? A recoger
mis papeles y el sable
que dejé en tu habitación.
Luego, alcanzaré al sargento,
y partiré a la campaña.
El camino será
un poco largo.
Pero, si ya no
nos volviéramos a ver,
Betly,
acuérdate de Daniel...
 
(toma la mano de Betly)
 
Escena Décima
 
(Max. con su sable bajo el brazo.
se ríe al ver a Betly y Daniel
abrazados. Con tono severo, dice:)

 
MAX
¡Bueno! ¡Pero bueno!
Amigo,
creo que tienes buen oído,
la media noche ha llegado.
 
DANIEL
¿De veras?
 
MAX
(señalando su sable)
Este amiguito te lo asegura.
 
DANIEL
(Para sí)
No me conviene causar
mala impresión.
 
BETLY
Con su permiso,
señor sargento,
el plan que usted propone
no se llevará a cabo.
 
MAX
¿Qué quieres decir?
 
BETLY
Con él debe usted batirse,
lo sé... y matarlo.
¡Ah, no señor, por Baco,
sus días me son preciosos!...
Él está casado.
 
MAX
¿Casado?
 
Escena Undécima
 
(Daniel sale de la habitación,
con un sable y un montón de
documentos)

 
DANIEL
(Para sí)
¡Cielo, dame coraje!
 
(En voz alta)
 
¡Aquí estoy armado!
 
MAX
Espera un poco, amigo.
Nuestro asunto ahora
toma un rumbo diferente:
Estás casado como tal...
 
DANIEL
¿Yo casado?
 
BETLY
Pero sí.
 
(Para sí)
 
¡Di que sí, que sí!
 
DANIEL
¡Ah, sí, estoy casado!
Me había olvidado...
 
MAX
¿Por qué lo ocultaba?
 
BETLY
Tenía razones para hacerlo.
 
MAX
¿Y quién es su esposa?
 
BETLY
(avergonzada)
Soy yo.
 
MAX
¡Tú!
 
DANIEL
(Para sí)
¿Que está diciendo?
 
BETLY
(Para sí)
¡Cállate y di que sí!
Me burlo del sargento
para salvarte la vida.
 
MAX
No es suficiente,
quiero ver el contrato de boda.
 
DANIEL
¿También el contrato?
 
(Para sí)
 
Ahora sí que todo está acabado.
¡El contrato está firmado
sólo por mí!
 
(En voz alta)
 
Está ahí dentro.
 
BETLY
Voy a buscarlo.
 
(entra a la otra habitación)
 
MAX
¡Veremos si está en regla!
 
(Betly rápidamente firma
el contrato y regresa)

 
BETLY
Señor, aquí está el contrato.
 
DANIEL
(Para sí)
¡Oh, pobre Daniel!
El golpe ha sido dado.
 
MAX
(leyendo)
Aquí está: firmado por Daniel
y más abajo por Betly...
 
DANIEL
¿Qué dice usted?
 
BETLY
(Para sí)
Todo va a ser inútil pues
falta la firma de mi hermano Max
y así no es válido.
 
MAX
Todo está bien.
 
(Max, sin ser visto, ha
firmado el contrato)

 
La firma de Max, el hermano,
también está estampada aquí.
El documento está en regla
y está legalizado.
 
DANIEL
¡Max!
 
BETLY
Max... ¡Gran Dios!
¿Tú quizás eres?
 
MAX
El mismo...
Betly soy yo...
¡Abraza a tu hermano!
 
BETLY
¡Oh, qué alegría!
 
DANIEL
¿Y yo?
 
MAX
Eres su marido.
Recurrí a un ardid
para hacerte feliz.
 
(llamando a los soldados)
 
DANIEL
¡Soldados, cabos, amigos,
venid todos
a mi alrededor
y saludad a mi esposa Betly!
 
BETLY
Si mostré un cruel corazón,
si fui enemiga del amor,
ahora, amor mío,
con pura pasión por ti
arderá mi alma.
Eres digno de cariño y fidelidad.
¡Ven y abrázame contra tu pecho
que no hay una alegría mayor!
Si tras la feroz tormenta
vuelve la calma,
consuélate mi bien,
reconforta en mi seno
el alma que vivió
angustiada hasta ahora.
¡Un nudo de dicha
y bendición nos une!
Un momento más feliz
no anhela mi corazón.
 
CORO
Que el amor, que al fin triunfa,
encienda vuestros corazones.
Que el día que amanece
sea un día de felicidad.
 
BETLY
¡Ay! No, no sé expresar
mi inmensa felicidad.
En un momento tan hermoso
no sé qué más añorar.
Que el amor que ahora nos une
no nos abandone jamás.
Vivirás solamente para mí,
yo sólo viviré para ti.
 
 
 
Digitalizado y traducido por
José Luis Roviaro 2023